di Paola Pottino
La Repubblica, 26 luglio 2025
Un giovane tunisino, detenuto nel carcere Pietro Cerulli di Trapani ieri notte si è tolto la vita: “Aveva già dato segni di fragilità con altri tentativi e atti di autolesionismo”, racconta Pino Apprendi, garante dei detenuti di Palermo. Nello stesso giorno, un altro giovane, detenuto nel carcere di Brucoli, con un laccio delle scarpe tra le mani ha minacciato di stringerlo al collo. Giovanni Villari, garante dei detenuti del carcere Cavadonna di Siracusa e della casa di reclusione di Brucoli, lancia un appello accorato per le condizioni dei detenuti nelle carceri dell’Isola. Nella casa di reclusione di Brucoli da lunedì sono senza luce e acqua. I detenuti che per gli spazi consentiti dovrebbero essere 330, sono invece circa 600.
di Stefano Fabbri
Corriere Fiorentino, 26 luglio 2025
Le due pagine dedicate ieri dal Corriere Fiorentino alla situazione delle carceri in Toscana, in primo luogo a Sollicciano ma non solo, sono la guida ad un viaggio nel dolore e spesso nella vergogna, nel quale gli unici ad avere il diritto di non provare quest’ultima sensazione sono chi vi è recluso e chi ci lavora. Ma rappresentano anche un utile promemoria per la politica. In primo luogo per il governo, che ha allo studio un piano per sveltire la concessione di misure alternative per circa 10 mila detenuti a fine pena, ma che sul tema pare soprattutto affaccendato attorno all’ipotesi di costruire migliaia di “moduli” aggiuntivi per la detenzione entro il 2027.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 26 luglio 2025
L’Asl: presto un incontro per trovare la nuova sede, nel penitenziario o altrove. Dopo sei giorni passati con l’acqua alle caviglie, 5 detenuti psichiatrici di Sollicciano sono stati trasferiti provvisoriamente in un’altra sezione. Ma presto si dovrà deciderne la destinazione: rimettendo a posto la sezione danneggiata o in una diversa struttura. Per sei giorni costretti a vivere in celle allagate, senza avere la possibilità di uscire nel reparto “Articolazione tutela salute mentale”. Segregati, senza la possibilità di fruire di un’ora d’aria, a causa di cinque centimetri di acqua sul pavimento e una pioggia costante dal soffitto, probabilmente per un tubo rotto.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 26 luglio 2025
A Torino ci sono due penitenziari: quello per gli adulti, il “Lorusso e Cutugno” nel quartiere Vallette e l’Istituto penale minorile “Ferrante Aporti” a Mirafiori. Ma chi conosce la situazione del Cpr, Centro di permanenza per il rimpatrio in corso Brunelleschi, non esita ad affermare che in città i luoghi di reclusione siano tre. Come la “Rete torinese contro tutti i Cpr” a cui aderiscono 30 realtà cittadine, istituzioni, sindacati enti del Terzo settore, tra cui Circoscrizione 3, Cgil, Pastorale migranti della diocesi, Gruppo Abele, Acli, Agesci, Gioc, Associazione famiglie accoglienti.
di Mauro Zola
La Stampa, 26 luglio 2025
La visita della vicepresidente Pd del Senato. Nel mirino anche assistenza sanitaria e lavoro interno. Sono stati i Giovani Democratici a organizzare la visita nella casa circondariale di Biella a cui hanno partecipato la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, il senatore Andrea Giorgis, la consigliera regionale Emanuela Verzella e la segretaria provinciale Pd Elisa Francese. Il quadro generale della struttura ha evidenziato più di un problema, molti dei quali comuni a tutti gli istituti di pena piemontesi. “Il padiglione più datato ha bisogno di seri interventi strutturali - ha spiegato all’uscita Giorgis - e come in praticamente tutte le strutture carcerarie del Paese si soffre per il sovraffollamento. La capienza sarebbe di 395 detenuti ma ce ne sono 474”.
di Manuel Spadazzi
Il Resto del Carlino, 26 luglio 2025
Stanziamento di 200mila euro del Comune per sostenere attività per il personale e i detenuti del carcere. L’assessore Cristina Coletti: “Impegno costante che negli ultimi cinque anni non si è mai interrotto”. Uno stanziamento di 200mila euro per sostenere una serie di attività per il benessere del personale e dei detenuti del carcere di Ferrara. Come i servizi sociali, quelli di mediazione, formazione e tirocini lavorativi che puntano al reinserimento dei reclusi, sport, teatro, attività sulla genitorialità e contributi per acquistare beni ritenuti fondamentali per la quotidianità.
di Anna Dazzan
udinetoday.it, 26 luglio 2025
Abbiamo assistito a “So Ham - Io sono”, il laboratorio teatrale condotto dalla regista Rita Maffei e dal musicista Matteo Sgobino con i detenuti della casa circondariale di Tolmezzo e organizzato da Enaip con Css Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia. Quel che succede in carcere, rimane in carcere. Difficile pensare altrimenti, visto che le persone esterne a cui viene concesso di attraversare i controlli di sicurezza per poter accedere ai luoghi degli istituti penitenziari sono obbligate a lasciare all’ingresso tutto ciò che di superfluo hanno addosso. Telefono cellulare prima di ogni altra cosa. Quel che succede in carcere, rimane in carcere dunque. Ma anche impresso negli occhi e nella mente. E persino nel cuore, se si ha la fortuna di varcare non solo i metal detector ma anche le barriere di diffidenza delle persone detenute.
di Claudio Del Frate
Correrie della Sera, 26 luglio 2025
La storia del primo pentito di ‘ndrangheta. Il “memoir” uscito nel 1992 mise in fila l’orrenda serie di delitti (almeno 16) di cui il killer fu protagonista nel Varesotto. “Ero finito in un buco nero da cui non sapevo se sarei uscito”. Il regista Daniele Vicari ha visto in questa storia “il ritratto di una generazione”. Eccone la ricostruzione. “Lavorare stanca” scriveva Cesare Pavese. E se il mestiere con cui ti guadagni da vivere è quello del killer della ‘ndrangheta e una ininterrotta scia di sangue ti accompagna per quasi 25 anni, ne consegue che anche ammazzare stanca.
di Dino G. Rinoldi*
Il Dubbio, 26 luglio 2025
La Commissione europea ha pubblicato l’8 luglio la sesta relazione annuale sullo Stato di diritto nell’Ue, con puntuale attenzione a tutti e 27 gli Stati membri nonché ad alcuni in procedura di adesione all’Unione. A ciascuno di essi vengono indirizzate specifiche “raccomandazioni” che inquadrano comportamenti statuali capaci di rispondere alle criticità emerse nella relazione. I quattro capitoli di questa concernono: 1) il sistema giudiziario; 2) il quadro anticorruzione; 3) la libertà e il pluralismo dei media; 4) i controlli e i contrappesi istituzionali. Con riferimento a questi quattro pilastri la relazione ne approfondisce l’impatto sul funzionamento del mercato unico e sul contesto operativo per le imprese che vi operano.
di Mariolina Iossa
Corriere della Sera, 26 luglio 2025
La sentenza dichiara inammissibile l’intervento attivo di altre persone e punta sulla reperibilità di dispositivi di autosomministrazione: “diritto ad avvalersene se reperiti in tempi ragionevoli rispetto allo stato del paziente”. La somministrazione del farmaco in caso di suicidio assistito non può essere effettuata da un’altra persona. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, che ha dichiarato inammissibile l’intervento attivo di una persona che non sia l’ammalato. La pronuncia risponde ad un ricorso di una donna toscana paralizzata dal collo in giù che, pur avendo i requisiti per accedere al suicidio assistito, non può autosomministrarsi il farmaco.









