di Domenico Quirico
La Stampa, 28 luglio 2025
Dal Senegal al Mali, la Francia rimuove gli eserciti e termina i suoi due secoli di influenza. Via libera ai nuovi padroni: la Cina, la Russia e la Jihad. A forza di non morire c’è sempre qualcosa da raccontare. Per esempio la ritirata, la fuga dei francesi dall’Africa. Dopo due secoli di soperchierie, saccheggi e massacri fisici e culturali era ora che la FranceAfrique sparisse come merita, senza patetica cerchia di piangenti e senza nessuna benedizione. Ricordate De Gaulle: la Francia senza l’Africa è un paesuccio, una potenza di terzo ordine? Bene. Adesso è certificato, la profezia è, finalmente una realtà! Il Generale aveva inventato una geniale, finta decolonizzazione, finte indipendenze accovacciate sotto il consueto tran tran: Parigi comanda gli altri obbediscono. Finito. Defunto. Anche i trinceristi patetici ma tignosi (e pericolosi) dei rimasugli di Grandeur dovranno rassegnarsi.
di Gianluca Filice
terzultimafermata.blog, 27 luglio 2025
Nell’autunno del 2023, ad un anno dall’insediamento del Governo Meloni, il Ministero della Giustizia promuoveva, di concerto con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel), il progetto “Recidiva Zero”, un’iniziativa avviata con l’obiettivo di ridurre il tasso di recidiva tra le persone detenute tramite percorsi strutturati di studio, formazione e lavoro all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari. L’ambizioso progetto punta all’ampliamento delle opportunità di lavoro per i detenuti nelle carceri italiane in ossequio all’articolo 27 della Costituzione, nella parte in cui attribuisce alla pena una tensione funzionale alla rieducazione del reo.
di Alessandra Servidori
ilsussidiario.net, 27 luglio 2025
Per gli italiani la pena carceraria è diventata sinonimo di protezione e sicurezza, ma non è questa la sua funzione originaria. In questi giorni si sta parlando molto di giustizia, a seguito del via libera del Senato al ddl costituzionale Meloni-Nordio che riforma la magistratura, sancendo la separazione delle carriere tra giudici e Pm. Tuttavia, in settimana è stato approvato dal Consiglio dei ministri un importante decreto in materia di carceri. Diventa allora molto interessante sapere cosa pensano gli italiani della funzione della pena, dell’indulto e di come la politica dovrebbe affrontare il tema. Ne abbiamo parlato che Arnaldo Ferrari Nasi, sociologo e analista, che con la sua Analisi Politica ha da poco realizzato un sondaggio su questi argomenti, con interessanti paragoni storici.
di Giuseppe Ariola
L’Identità, 27 luglio 2025
Nel cuore di un’estate segnata da caldo estremo e carceri allo stremo, il ministero della Giustizia ha provato a rompere l’impasse con un primo, forse timido, ma significativo passo. Secondo una ricognizione interna, ben 10.105 detenuti definitivi potrebbero accedere a misure alternative alla detenzione. Si tratta di una platea precisa: persone con una pena residua sotto i due anni, non condannate per reati ostativi (quelli più gravi, come mafia e terrorismo), e che non hanno riportato sanzioni disciplinari gravi negli ultimi 12 mesi. Non servono nuove leggi. È il dato più politico di tutti: la deflazione carceraria potrebbe cominciare subito, sfruttando le maglie dell’ordinamento attuale.
di Sara Occhipinti
altalex.com, 27 luglio 2025
Diffuse linee guida nazionali per garantire i diritti dei detenuti e favorire il loro reinserimento. Il 14 luglio 2025 si è tenuto il primo incontro operativo promosso dalla Commissione del CNF per le persone private della libertà personale. Per affrontare l’emergenza dovuta al sovraffollamento carcerario e al trend crescente di suicidi, il Consiglio nazionale Forense intende rilanciare l’azione dell’avvocatura nel sistema penitenziario, diffondendo linee guida nazionali per un’azione capillare a garanzia dei diritti dei detenuti e presentando proposte operative per il loro reinserimento sociale. “Tutti gli avvocati devono essere in prima linea per garantire tutela della salute, socialità, trattamento ed affettività in carcere”.
agensir.it, 27 luglio 2025
“Ricorrono oggi i 50 anni dall’approvazione dell’Ordinamento penitenziario (legge 354 del 26 luglio 1975), una riforma di portata storica che ha posto le basi per un sistema penale ispirato ai principi costituzionali di umanità della pena, risocializzazione del condannato e tutela dei diritti fondamentali delle persone private della libertà”. Lo ricorda in una nota il Coordinamento enti e associazioni di volontariato penitenziario - Seac Odv.
di Carlo Nordio
Il Messaggero, 27 luglio 2025
Il dibattito politico sulla separazione delle carriere ha riproposto l’antico quesito sull’opportunità o meno di cambiare idea dopo che l’Associazione Magistrati ha ricordato al Guardasigilli Carlo Nordio che anche lui, molti anni fa, era contrario al provvedimento che ora lo vede tra i principali sostenitori. In questo articolo, redatto nel marzo 2017 per le pagine culturali de Il Messaggero, proprio Carlo Nordio rivendicava il diritto di poter cambiare idea ed elencava una serie di precedenti illustri. Ve lo riproponiamo come contributo al dibattito in corso.
di Giulio Lolli
bandieragialla.it, 27 luglio 2025
Da circa trent’anni, con l’avvento di Mani pulite, la verità giudiziaria è stata sostituita da processi sommari condotti da giornalisti e opinionisti i quali, amando suonare il piffero di pubblici ministeri con l’incanto della manetta facile, hanno distrutto centinaia di vite e carriere. Il Governo Meloni sembrava voler porre rimedio agli eccessi mediatico-giudiziari del passato, attraverso l’approvazione di una legge che limita la pubblicazione delle intercettazioni e delle ordinanze cautelari. In realtà la poderosa macchina mediatica di cui dispone l’attuale esecutivo (Rai, Mediaset, Gruppo Angelucci, Mondadori ecc.) continua oggi a condannare e assolvere, facendolo non più per simpatia, antipatia o guadagnare share, ma univocamente in base all’appartenenza politica dell’imputato di turno.
di Luca Puerari
La Provincia di Cremona, 27 luglio 2025
Il rischio concreto è che si stia utilizzando una questione simbolica, ideologica, per mascherare l’incapacità - o forse la mancata volontà - di affrontare i veri problemi del sistema giudiziario italiano. Mentre il governo e la sua maggioranza parlamentare proseguono con determinazione - qualcuno direbbe ostinazione - l’iter verso l’approvazione della riforma sulla separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, non si placano le critiche da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati e di una significativa parte dell’opposizione.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 27 luglio 2025
Il ministro si fa intervistare pure dal Secolo. Ne ha per tutti, dalle toghe a Franceschini. La promessa di “imbarazzare” l’Anm. E la paura che il Pd prepari colpi bassi. Il documento ripescato dall’Anm nei suoi archivi, quello del 1994 in cui l’allora pm di Venezia Carlo Nordio firmava contro la separazione delle carriere dei magistrati, sarebbe stata solo una notiziola divertente e niente più, ma a quanto pare il guardasigilli ha deciso di farla diventare la storia dell’estate. Prova ne sia il fatto che da quando le toghe hanno riesumato la vicenda, il ministro non fa che rilasciare interviste per smentire, spiegare, circostanziare il suo cambio di opinione.
- Gaia Tortora: “Basta vite intrappolate dai teoremi”
- Sicilia. Carceri nel caos, il Codacons chiede l’intervento urgente del Ministro
- Lazio. 420mila euro di fondi regionali per migliorare le condizioni di vita dei detenuti
- Firenze. Un altro atto d’accusa su Sollicciano: oltre cento celle inagibili
- Siracusa. Il Garante dei detenuti: “Da 5 giorni manca l’acqua nel carcere di Brucoli”









