di Martina Castigliani
Il Fatto Quotidiano, 3 aprile 2025
Le voci di chi fa prevenzione nelle università. Valeria Messina, psicologa del centro antiviolenza de la Sapienza: “Da noi arrivano studentesse molto giovani”. E “vengono da noi per capire se il controllo del telefono o la limitazione dei contatti è violenza”. Irene Pellizzone, delegata della Statale sulle questioni di genere: “Da noi è nato un osservatorio su richiesta degli studenti”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 3 aprile 2025
L’ex pm di Mani Pulite: “Servono competenze particolari”. Il primo consigliere sorteggiato replica: “Se servono per lottizzare incarichi, possiamo farne a meno”. “Come può un magistrato scelto con il sorteggio ricoprire l’incarico, che richiede competenze particolari, di componente del Consiglio superiore della magistratura?”, afferma Gherardo Colombo, ex pm di Mani pulite ed ora riconosciuto saggista. “Se le “competenze particolari” servono per pilotare le nomine e lottizzare gli incarichi possiamo farne anche a meno”, ha replicato il giudice Andrea Mirenda, attuale componente del Csm. Botta e risposta dunque questa settimana fra i due magistrati sul tema, sempre più incandescente, della riforma dell’Ordinamento giudiziario.
di Alberto Cisterna*
Il Sole 24 Ore, 3 aprile 2025
Il 19 marzo scorso il Parlamento ha approvato il disegno di legge n. 2084 recante “Modifiche alla disciplina in materia di durata delle operazioni di intercettazione”. Il titolo della legge non deve trarre in inganno, perché - in materia di captazioni - la durata degli ascolti costituisce, come dire, l’asse principale della disciplina, l’essenza stessa dello strumento. Quindi, la riforma non si limita a regolare diversamente, per meglio dire restrittivamente, la sola durata delle intercettazioni, ma in modo più immediato ne condiziona l’efficacia come strumento di acquisizione della prova. A una minor durata corrisponde, ad avviso dei più, una restrizione della possibilità di pervenire alla scoperta di elementi di prova utili alle indagini.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 3 aprile 2025
Archiviato. Niente incompatibilità ambientale, secondo il plenum del Consiglio superiore della magistratura. Niente “foglio di via” per il magistrato sgradito alla destra. Stefano Musolino, il procuratore aggiunto antimafia di Reggio Calabria, già sotto scorta per minacce della ‘ndrangheta, nonché segretario generale di Magistratura democratica (la corrente di sinistra delle toghe) non ha leso la sua imparzialità né indipendenza, partecipando - lo scorso 19 ottobre, a Reggio - a quel dibattito in un centro sociale culturale in cui aveva espresso le sue pacate critiche all’impianto del ddl sicurezza: finendo, per questo motivo, sotto gli attacchi di esponenti della maggioranza e dei giornali di area governativa. Qualche giorno dopo, Musolino si era attirato altri attacchi per aver partecipato a un talk politico in tv, su La 7, in cui aveva detto che “non esiste un’imparzialità come condizione pre-data, come stato del magistrato: l’imparzialità è qualcosa verso cui si tende”.
di Guido Camera
Il Sole 24 Ore, 3 aprile 2025
Non conta che la sospensione dei termini tra un grado di giudizio e l’altro sia stata poi abrogata. E il giudice può sospendere la patente più a lungo di quanto già deciso dal prefetto. Per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019 si applica la sospensione della prescrizione tra un grado e l’altro di giudizio introdotta dalla “riforma Orlando” (legge 103/2017), nonostante quest’ultima sia stata abrogata da “Spazzacorrotti” (legge n. 3/2019) e “riforma Cartabia” (legge 134/2021). Inoltre, in materia di guida in stato di ebbrezza, il giudice penale ben può comminare all’imputato la sanzione accessoria della sospensione della patente per un periodo superiore a quello irrogato dal Prefetto a titolo cautelare. In questo caso avrà diritto alla detrazione del “presofferto”, che dovrà essere effettuata in via esecutiva dal Prefetto medesimo una volta che si sarà formato il giudicato penale. È quanto ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 12550, depositata il 28 marzo.
di Franco Plataroti
La Stampa, 3 aprile 2025
Il ragazzo era schizofrenico ma era detenuto al Lorusso e Cutugno di Torino: “Non era sfrontato, non era sfacciato, era curioso e trattenuto, intimidito dalla vita, spaventato dalle tante domande senza risposta che ognuno di noi si pone”. Alvaro Fabricio Nunez Sanchez era un ragazzo con una grave forma di schizofrenia che un anno fa si è tolto la vita in carcere. Stamattina il suo istituto, il tecnico Sommeiller, lo ricorda con un incontro sul disagio mentale e il carcere rivolto ai ragazzi di quarta e quinta. Le parole di Franco Plataroti, il suo professore di storia, ad Alvaro.
di Federica Fant
Il Gazzettino, 3 aprile 2025
L’amministrazione comunale di Belluno rinnova il progetto “Detenuti per il sociale” ma, anche quest’anno, rischia di non aver alcun contributo lavorativo dai 115 detenuti del carcere di Baldenich. Il progetto prevede infatti la possibilità di impiegarli in lavori di pubblica utilità su base volontaria, ma in tutto il 2024 nessuno si è fatto avanti. Secondo il Comune la mancata adesione sarebbe dovuta al fatto che nessuno dei detenuti rispondeva alle caratteristiche d’idoneità previste per partecipare al progetto. Un lavoro di mesi quello che portò, un anno fa, l’assessorato al Sociale, Rapporti con le Associazioni, Politiche per la Famiglia del Comune di Belluno, a promuovere e sostenere questa prova di inclusione.
cagliaripad.it, 3 aprile 2025
A denunciare la situazione è stata Maria Grazia Caligaris dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” che sottolinea la mancanza di medici: “Per le prossime tre notti non ce ne sarà alcuno”. La situazione sanitaria nelle carceri sarde, in particolare a Uta, continua ad essere oggetto di grandi polemiche. A sottolineare i disagi è stata Maria Grazia Caligaris dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”. “Il sistema sanitario della Casa Circondariale di Cagliari-Uta con un sovraffollamento al 132,5% è agonizzante - spiega Caligaris - Assente il responsabile dell’area sanitaria, carenti le figure professionali, i servizi alle persone private della libertà sono totalmente inadeguati, nonostante gli sforzi e l’abnegazione dei pochi Medici e Infermieri in campo. Familiari e detenuti esprimono viva preoccupazione per la situazione”.
La Nuova Ferrara, 3 aprile 2025
Arriva la risposta alla senatrice di Avs Ilaria Cucchi, preoccupata per la qualità della vita. Il ministro della Giustizia: “Posti calati da 120 a 80 a parità di volumi”. Il nuovo padiglione del carcere di via Arginone doveva inizialmente ospitare 120 detenuti, invece è stato ridotto a 80, “a parità di superfici e volumi occupati”. Questo perché, mette per iscritto il ministro Carlo Nordio, “è pensato come architettura per la riabilitazione sociale, ovvero come modello di sviluppo architettonico che, attraverso una diversa concezione e articolazione degli spazi e degli ambienti collocati in un contesto più vicino all’immagine di un quartiere che a quello di un carcere - possa favorire il passaggio ad un trattamento penitenziario con un’attitudine “responsabilizzante”, mirata alla riabilitazione alla vita civile”.
immediato.net, 3 aprile 2025
Il 4 aprile nella Sala Fedora del Teatro Giordano confronto tra magistrati, garanti e avvocati. Sarà firmato un protocollo. È di qualche giorno fa la notizia dell’ennesimo suicidio avvenuto nelle Carceri italiane. Stavolta, e non è la prima, è avvenuto nella Casa Circondariale di Foggia. Detta struttura, stando agli ultimi dati, risulta essere l’istituto tra quelli con il più alto tasso di sovraffollamento in Italia. È in tale preoccupante contesto che la Sezione Aiga di Foggia, unitamente ad Aiga Nazionale, all’Osservatorio Nazionale Aiga sulle Carceri ed al Coordinamento Aiga Puglia, ha deciso di organizzare, proprio a Foggia, un incontro per mettere a fuoco la situazione delle carceri pugliesi, con l’obiettivo da un lato di fornire una fotografia dell’attuale stato dell’arte e dall’altro di individuare le direzioni da intraprendere, concretamente, per migliorare le condizioni di vita dei detenuti e di tutti coloro che operano all’interno delle strutture penitenziarie.
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