di Francesco Zizi
La Nuova Sardegna, 29 luglio 2025
Il commento del procuratore generale di Cagliari. Proseguono le trattative tra regione e Governo per distribuire i detenuti. Proseguono in queste ore le trattative tra Regione e ministero della Giustizia per la rimodulazione dell’arrivo dei detenuti al 41-bis nel carcere di Uta. Secondo le indiscrezioni trapelate ieri i boss mafiosi dovrebbero essere distribuiti in varie carceri italiane, tra cui appunto Uta, ma anche il carcere di Bancali a Sassari a quello di Badu e Carros di Nuoro.
di Teresa Cioffi
Corriere di Torino, 29 luglio 2025
Per il mantenimento del Cpr di corso Brunelleschi vengono spesi oltre 11 mila euro al giorno. “Praticamente 280 euro a persona, come un hotel” azzarda in Sala dell’orologio Pierino Crema (Pd) durante la seduta della Commissione Legalità. Si è riunita ieri a Palazzo di Città per la presentazione del report sui costi del Centro di Permanenza per i Rimpatri di corso Brunelleschi. È stato riaperto lo scorso marzo, dopo un anno di chiusura e lavori. Ad oggi è gestito dalla Cooperativa Sociale Sanitalia Service, che aveva vinto l’appalto da 8 milioni e 400 mila euro per due anni. Quest’anno, a fine di giugno, le persone trattenute erano 60 su una disponibilità di 70 posti. Dall’apertura ad oggi, invece, sono stati 196 i trattenuti. Di questi solamente 28 sono stati effettivamente rimpatriati. Ecco quindi spiegata l’ironia nelle parole del consigliere Crema: il Cpr costa come un hotel ma, di fatto, non funziona. “Non viene garantita la dignità degli ospiti” ribadisce Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali che è entrato nel Cpr ad aprile.
di Cristina Bertolini
Il Giorno, 29 luglio 2025
Non solo corsi di riqualificazione per poter trovare un lavoro una volta scontata la pena: i 735 reclusi nel carcere di Monza potranno ottenere un documento di identità e avvalersi di servizi per le pratiche familiari. La città entra in carcere con due sportelli a servizio degli “invisibili”. È stato firmato lunedì 28 luglio il protocollo d’intesa per realizzare uno Sportello lavoro e uno Sportello diritti nella Casa circondariale di Monza. Il documento è stato siglato dal sindaco Paolo Pilotto, dalla direttrice di via Sanquirico Cosima Buccoliero, da Afol Monza e Brianza rappresentata da Silvia Costa e dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil Walter Palvarini, Mirco Scaccabarozzi e Giancarlo Pagani.
di Giovanna Taverni
Il Domani, 29 luglio 2025
Quando Chet Baker suonava la tromba nel carcere di Lucca, la gente si fermava in strada, sotto le mura della casa circondariale di San Giorgio, perché era favoloso ascoltare Chet suonare, proprio come lo è ancora oggi, non ci stanchiamo mai di ascoltare la tromba di Chet Baker, che ha un suono così speciale, doloroso, l’effetto di una bambagia avvolgente. La leggenda narra che un visionario passante registrò addirittura un bootleg dalla strada con il suono di quella tromba, “Chet Baker, dentro le mura”, ma di quella registrazione si fa fatica a trovare traccia.
di Simone Alliva
Il Domani, 29 luglio 2025
La strategia della commissione Cultura della Camera, mentre si avvicina la scadenza del 5 agosto per gli emendamenti alla legge che vuole cancellare l’educazione affettiva, sessuale e l’inclusione Lgbt nelle scuole: potranno essere presentate solo memorie scritte. Salta il dialogo con sindacati, studenti ed esperti. E le opposizioni attaccano. Una strategia congeniata, quella della destra al governo: promesse di dialogo e poi, nel silenzio della burocrazia parlamentare, la serratura che scatta. Martedì 5 agosto sarà il termine ultimo per gli emendamenti alla proposta di legge sul consenso informato nelle scuole. Una scadenza calata come una lama sul lavoro delle opposizioni e della società civile. Le audizioni, annunciate e promesse, non ci saranno. O meglio: gli esperti potranno solo depositare delle “memorie scritte”, prove di dialogo archiviate con una pec.
di Gianni Oliva
La Stampa, 29 luglio 2025
Si apre la discussione sui problemi del sistema formativo. Mali aggrovigliati di una scuola senza identità. Massimo Cacciari ne ha tracciato un profilo giustamente severo su La Stampa di ieri, descrivendo un sistema oppresso dalla burocrazia e ingessato in un metodologismo astratto, dove il successo formativo si misura solo sulla percentuale di coloro che finiscono il corso negli anni previsti e dove lo Stato abdica alla sua funzione politica essenziale, quella di investire nella formazione. Difficile non concordare con il pessimismo che emerge dalle sue riflessioni. Nella deriva della nostra scuola ci sono tuttavia passaggi che richiamano a precise responsabilità politiche.
di Niccolò Nisivoccia
Il Manifesto, 29 luglio 2025
La Corte non sembra essersi pronunciata nel merito ma aver dichiarato la questione inammissibile per ragioni puramente processuali. La sentenza della Corte costituzionale anticipata dal comunicato di venerdì scorso interviene nuovamente sulla materia del fine vita, dopo le sentenze del 2019 e del 2024 che però riguardavano la fattispecie del suicidio assistito, mentre quella annunciata venerdì riguarda l’omicidio del consenziente, e cioè l’eutanasia.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 29 luglio 2025
No all’accesso civico sul Cpr di Gjader. Per sapere qual è la base normativa del rimpatrio di cinque cittadini egiziani avvenuto il 9 maggio scorso, nella prima e finora unica deportazione direttamente da Tirana, il manifesto aveva avanzato una richiesta di accesso civico. Voleva semplicemente sapere quali accordi tra Italia e Albania permettono questa prassi. Un’operazione che, comunque, solleva vari dubbi di compatibilità con la direttiva rimpatri: basti pensare che secondo la Cassazione, la quale ha interpellato la Corte di giustizia Ue, la compatibilità è incerta perfino sul solo trasferimento a Gjader, quindi fuori dal territorio nazionale, dei migranti “irregolari”.
di Oscar Iarussi
Avvenire, 29 luglio 2025
“Restate con noi, torniamo tra pochissimo, dopo la pubblicità…”. A seguire i telegiornali o i programmi serali cosiddetti “di approfondimento” si coglie una divaricazione crescente tra l’idea di morte e quella di guerra, dall’Ucraina a Gaza, fino al recente conflitto missilistico tra Israele-USA e Iran. È uno scollamento concettuale tanto più evidente quando scrolliamo i video di Instagram e Facebook, laddove il monito iniziale che talora mette in guardia dalla violenza delle immagini serve sì e no a esorcizzare la visione di una strage o dell’assassinio attuato da un drone. Vi assistiamo senza batter ciglio, prima di passare a tutt’altro contenuto e spesso frivolo. Si direbbe una regressione antropologica da cui deriva anche l’incapacità di distinguere il virtuale dal reale e il vero dal falso.
di Leonardo Fiorentini
L’Unità, 29 luglio 2025
Un approccio diverso che punta a ridurre la violenza tutelando i rapporti sociali, il lavoro, la casa. Insomma, a salvare le vite libere piuttosto che continuare a rinchiuderle in galera. Mentre in vista della campagna per le elezioni di midterm il presidente americano apre una nuova stagione di repressione sociale. Cinque. Tanti sono stati gli omicidi registrati nel mese di aprile 2025 a Baltimora. Un numero che, preso isolatamente, potrebbe dire poco. Ma nel contesto di una città di quasi 600.000 abitanti che nel 2019 contava 348 omicidi (quando in tutta Italia se ne registrarono 315), rappresenta un evento storico: è il dato mensile più basso registrato da quando, negli anni 70, si iniziarono a raccogliere statistiche.









