veronasera.it, 4 aprile 2025
L’assessora alla sicurezza è intervenuta al convegno che si è tenuto nella sede del Banco Bpm per far conoscere alle imprese e alla società i vantaggi fiscali e contributivi per chi assume detenuti. Favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro, unendo così l’utile al giusto. È questa la sintesi dell’intervento dell’assessora alla sicurezza di Verona Stefania Zivelonghi al convegno su carcere e lavoro che si è tenuto ieri, 2 aprile, in città. L’evento è stato patrocinato dal Comune di Verona e si è tenuto nella sede del Banco Bpm di Via San Cosimo 10. Lo ha organizzato la onlus Ateneo Veneto con l’intenzione di mettere in contatto la realtà carceraria con il mondo delle imprese. Vi hanno partecipato autorevoli figure istituzionali ed è stata seguita da una tavola rotonda con i rappresentanti delle imprese.
di Giorgio Bernardini e Antonella Mollica
Corriere Fiorentino, 4 aprile 2025
Il procuratore capo di Prato scrive al sindaco e al ministro sulle condizioni drammatiche del tribunale nel giorno della visita della commissione antimafia: “In questo stato va chiuso”. E spunta il cartello all’ingresso. “Il palazzo di giustizia non è a norma. O si interviene subito con i lavori necessari o è necessario chiuderlo e cercare un’altra sede”. La lettera inviata al ministro della giustizia, al sindaco di Prato, al Provveditore alle opere pubbliche, porta la firma del procuratore di Prato Luca Tescaroli e della presidente del tribunale facente funzioni Lucia Schiaretti e suona come un vero e proprio ultimatum a fronte di una situazione ogni giorno sempre più drammatica, oltre che incompatibile con un luogo destinato all’amministrazione della giustizia.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 4 aprile 2025
Per la sua prima uscita pubblica il nuovo Rettore Maggiore dei Salesiani, don Fabio Attard, ha scelto il carcere minorile di Torino Ferrante Aporti. Giovedì 3 aprile la visita ai ragazzi reclusi in corso Unione Sovietica. Dietro alla delinquenza minorile i Salesiani leggono la sofferenza dei giovani poveri e abbandonati a se stessi, messaggio forte alla politica e al sistema della Giustizia.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 4 aprile 2025
Il progetto di riqualificazione delle carceri “Second Chance”, coordinato dal Comune di Milano e Regusto, gestisce il recupero e la distribuzione di prodotti e arredi a rischio spreco. I beneficiari sono quattro istituti di pena. Elisabetta Palù, direttrice reggente di San Vittore: “Queste donazioni al carcere diventano uno strumento fondamentale per rendere la società più inclusiva e considerare la detenzione non un’esperienza di esclusione, di emarginazione, ma un’opportunità di cambiamento”. Quarantatré tonnellate di prodotti e arredi a rischio spreco, per un valore economico stimato di 135mila euro e un impatto ambientale positivo quantificabile in 25 tonnellate di CO2 evitata.
milanotoday.it, 4 aprile 2025
Le testimonianze e le fotografie di San Vittore in un libro che sarà presentato in Fabbrica del Vapore. Un libro e una mostra fotografica apriranno lo sguardo sul carcere di San Vittore. Succederà alla presentazione organizzata in Fabbrica del Vapore per venerdì 4 aprile alle 17.30, in seguito a quella avvenuta giovedì 3 aprile proprio all’interno del penitenziario. Il libro (“I volti della povertà in carcere”) è stato scritto da Matteo Pernaselci e Rossana Ruggiero per Edizioni Dehoniane (Edb). Le fotografie in bianco e nero presenti nel volume (10 delle quali saranno esposte durante la presentazione) accompagnano le testimonianze raccolte tra detenuti e operatori.
di Alessia Musillo
elledecor.com, 4 aprile 2025
Lo stato contemporaneo della detenzione ha a che fare con il design e con l’architettura più di quanto immaginiamo. “La giornata vissuta in carcere non sarà di certo rose e fiori o comunque di felicità, quindi, come la maggior parte dei detenuti, cerco di farmi scivolare le ore di dosso, tenendomi spesso impegnato nei chilometri di lettere che invio a mia moglie, una chiacchiera e un caffè qua e là con le persone con cui sono più legato, tra una partita a biliardino e un’altra a carte, tutto questo quando riesco ad avere del tempo libero, perché anche il carcere richiede diverse mansioni, in cui do precedenza all’arte culinaria”.
di Valentina Ariete
La Stampa, 4 aprile 2025
Il racconto di come è nata la fiction del momento nelle parole di Stephen Graham, attore, co-sceneggiatore e produttore, Philip Barantini, regista, e Jack Thorne, sceneggiatore. Adolescence è la serie del momento. E, visti i temi trattati, probabilmente sarà una delle più importanti dell’anno. Alla notizia delle ennesime ragazze uccise in Italia da coetanei perché li avevano rifiutati, è impossibile non farsi domande su cosa si possa fare per educare i giovani uomini al rispetto delle donne. È proprio ciò che hanno fatto gli autori della miniserie Netflix: Stephen Graham, attore nella parte struggente del padre del ragazzo e anche co-sceneggiatore e produttore, Philip Barantini, regista, e Jack Thorne, sceneggiatore. Hanno tutti dei figli e si sono detti: “Sono preoccupato per il loro futuro. Cosa posso fare?”. Scopriamo come hanno dato forma a questa urgenza da padri in apprensione in Adolescence.
di Loris Antonelli*
Il Domani, 4 aprile 2025
In questi ultimi anni abbiamo misurato come in Italia ciò che poteva diventare legge e consuetudine, parte del programma educativo di ogni scuola formando gli insegnanti affinché fosse presupposto di ogni agire educativo, sia diventato una questione ideologica, verso la quale essere pro o contro. Raccontiamo in questi giorni altre due donne barbaramente uccise, Sara e Ilaria, sgomenti di come sia possibile. Giornali e trasmissioni tv in questi giorni dedicano molto spazio all’educazione affettiva e sentimentale nelle scuole, troppo spesso introducendo al tema attraverso le storie di femminicidi più dolorose e cruente. Per legittimare l’educazione sentimentale e alla parità di genere dobbiamo per forza mettere le mani nella pancia delle persone?
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 4 aprile 2025
I container del Centro migranti di Gjader sono come nuovi, inutilizzati da mesi, con le gabbie alle finestre. Attendono a giorni i nuovi ospiti dall’Italia, in arrivo forse da domenica. Saranno primi ospiti prelevati dai centri di permanenza per il rimpatrio, i Cpr, in attesa di espulsione dall’Italia e dovrebbero sbarcare nel vicino porto di Shengjin, dove un resort sul mare ospita le forze dell’ordine italiane. Da tempo sono stati richiamati alcuni dipendenti dei Medihospes, la coop sociale che ha vinto la gara da 133 milioni messa al bando dalla Prefettura di Roma per gestire i centri di Gjader, destinato alla detenzione e di Shengjinn, dove avviene l’identificazione e in questa fase non serve.
di Giorgia Linardi*
La Stampa, 4 aprile 2025
La mossa di Tripoli contro la “presenza post-coloniale” è la prova del fallimento delle politiche esterne dell’Ue. La Libia mette al bando le organizzazioni umanitarie, accusandole di minare la sovranità nazionale. A puntare il dito è l’agenzia per la sicurezza interna di Tripoli che in una conferenza stampa accusa l’Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr) e nove Ong di complotto contro lo Stato, indicendo la chiusura delle sedi locali. Le ong colpite sono Medici Senza Frontiere, Norwegian Refugee Council, Terre des Hommes Italia, International Medical Corps, Danish Refugee Council, Care Germany-Luxemburg, InterSos, Acted e Cesvi. Tra queste diversi partner con cui l’Unhcr collabora per le attività di supporto alle persone migranti, e Ong finanziate dalla cooperazione europea, inclusa la Farnesina.











