di Mara Varoli
Gazzetta di Parma, 30 luglio 2025
Un detenuto italiano di 53 anni si è suicidato intorno alle 17.20, impiccandosi nel carcere di Parma. Ne ha dato notizia il Garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri. “L’uomo, un detenuto ad alta sicurezza per reati associativi - spiega - era in isolamento dal 2 maggio scorso per un motivo sanitario. Si è impiccato con l’elastico delle sue mutande. La stessa identica modalità con cui a Ferragosto dello scorso anno un cittadino di origine tunisina si suicidò a Parma, sempre in isolamento, nella cella 3, il detenuto di oggi è morto nella cella 4”. Si tratta del settimo suicidio in carcere in Emilia-Romagna dall’inizio dell’anno: 4 sono avvenuti a Modena, uno a Bologna, uno a Reggio Emilia e oggi, l’ultimo, a Parma.
di Dmitrij Palagi*
facebook.com, 30 luglio 2025
“Se una persona si toglie la vita in carcere, a me non interessa”: lo ha detto un ascoltatore durante una rassegna stampa a cui ho partecipato stamani. Non mi ha sconvolto. Mi ha fatto arrabbiare. Non per lui, a cui auguro di non ritrovarsi mai in una condizione di bisogno intorno a persone con poca umanità. Ma per la società in cui viviamo, che rende pensabile, dicibile e apparentemente accettabile quel pensiero. Perché in carcere nella maggioranza dei casi si scarica quello che la società non sa affrontare. Avviene così in molti contesti di marginalità, povertà e malattia.
livornotoday.it, 30 luglio 2025
Solimano: “Alle Sughere c’è un sovraffollamento del 33%, occorre intervenire subito”. Lo scorso maggio, il garante dei detenuti di Livorno, Marco Solimano, denunciò pubblicamente la situazione delle Sughere tra “celle piene di muffa e finestre inutilizzabili”. A distanza di poco meno di cinque mesi lo stesso Solimano è voluto tornare sull’argomento chiedendo “l’immediata apertura dei nuovi padiglioni e che si metta fine alla situazione di degrado e di mancanza di dignità delle persone ristrette all’interno dei reparti di media sicurezza e del personale costretto ad operare in condizioni critiche ed insalubri. Ai problemi strutturali si aggiunge un sovraffollamento che ormai ha raggiunto nella nostra casa circondariale il tasso del 133%, mentre il personale rimane sotto organico.”
La Presse, 30 luglio 2025
“Questo non è che sia diventato un residence per giovani borghesi, resta un carcere minorile. Però la violenza tra i ragazzi, tra gli agenti e i ragazzi e anche la violenza nei confronti del mobilio è molto diminuita”. Così don Gino Rigoldi, ex cappellano dell’istituto penale minorile Cesare Beccaria di Milano e presidente della Comunità Nuova onlus, commenta il rapporto dell’associazione Antigone che colloca l’istituto milanese in uno degli ultimi posti tra gli Ipm italiani. “Noi cerchiamo di seguire alcune strade per favorire il reinserimento attraverso l’articolo 21, cioè il lavoro esterno, il volontariato”, ha spiegato Rigoldi, sottolineando come oggi il clima all’interno dell’istituto sia “più tranquillo” grazie alla presenza di una “brava comandante degli agenti” e di una “brava direttrice”.
di Nicolò Vincenzi
L’Arena, 30 luglio 2025
Il Garante: “Accendiamo una luce sul dramma”. Nel carcere di Montorio, ad oggi, ci sono 630 detenuti a fronte dei 335 posti regolari. Situazione, però, che riguarda tutta Italia. Per questo la Conferenza nazionale dei garanti dei diritti delle persone provate della libertà personale ha invitato per domani (30 luglio) “deputati, senatori, europarlamentari e consiglieri comunali a entrare con noi (i garanti, ndr) negli istituti penitenziari adulti e minorili”. “Bisogna”, aggiungono i garanti, “che la politica intervenga non subito, ma ora!”. Nel documento la Conferenza, parla di sovraffollamento e suicidi e di “emergenza sociale sulla quale occorre interrogarsi per porvi fine immediatamente”.
tp24.it, 30 luglio 2025
Un grido di allarme si leva dalle carceri italiane, e in particolare dalla Sicilia, dove il suicidio di un giovane detenuto nel carcere di Trapani il 21 luglio ha riacceso i riflettori su una situazione drammatica. Il ragazzo, di 29 anni, si è tolto la vita impiccandosi con le lenzuola nella sua cella, nonostante fosse sottoposto a “sorveglianza a vista” dopo un precedente tentativo di suicidio. Un gesto disperato, che secondo Natale Salvo di Sinistra Libertaria, è stato inascoltato, denunciando il silenzio assordante dei media locali e della cittadinanza.
di Lucilla La Puma
Corriere della Sera, 30 luglio 2025
Le testimonianze delle donne uscite dal carcere romano: “Sovraffollamento, poca igiene, una volta fuori per noi la strada resta in salita”. La vita dietro le sbarre è spesso drammatica: sovraffollamento, precarie condizioni igieniche, assistenza medica e psicologica col contagocce. Se poi trovare un lavoro e reinserirsi nella società dopo avere scontato la pena diventano sogni irrealizzabili il quadro è devastante. Ecco i racconti di ex detenute di Rebibbia femminile. “Le celle sono piccole. Io stavo in una da 4 posti, senza doccia, ma eravamo in 6 con l’aggiunta di un letto a castello - dice Anna, 53 anni, ex detenuta. Ed è già una cosa buona, perché nelle stanze da due, piazzano un letto in più di quelli normali e non ci si muove più.
di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 30 luglio 2025
Il Tar Campania ferma la deriva securitaria. I giudici amministrativi hanno annullato l’ordinanza di Michele Di Bari, prefetto di Napoli, che si ispirava a una direttiva dello scorso dicembre inviata ai prefetti dal Viminale. Tale ordinanza il 30 giugno aveva prorogato a Napoli per la seconda volta il divieto di stazionamento in diverse “zone rosse” della città, dal centro storico alla Stazione centrale fino a Chiaia, per soggetti che “assumano atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti” e risultino destinatari per alcuni reati indicati nel provvedimento “di segnalazione all’autorità giudiziaria”. I reati spaziano dal traffico e detenzione di stupefacenti alle lesioni e comprendono il furto, il danneggiamento, la rapina, il porto e la detenzione abusiva di armi, mazze, sfollagente.
filleaumbria.it, 30 luglio 2025
Si terrà domani, mercoledì 30 luglio alle ore 10, all’Istituto Penitenziario di Perugia Capanne, la cerimonia conclusiva dei percorsi formativi professionalizzanti promossi dal Cesf - Scuola Edile di Perugia, nell’ambito del Protocollo firmato nel maggio 2024 con il Nuovo Complesso Penitenziario di Perugia, l’Udepe e le Parti sociali del settore delle costruzioni, Ance Umbria, Cna Umbria, Confartigianato imprese Umbria, Lega Coop Produzione e Servizi, Fillea Cgil Umbria, Filca Cisl Umbria e Feneal Uil Umbria.
Avvenire, 30 luglio 2025
Al “Samaritano” di Firenze si è tenuto un laboratorio di art therapy per chi è a fine pena. Ne è uscito un racconto fatto di immagini e poesie. In cui c’entrano le migrazioni. Pennello e colori per liberare i sentimenti dei detenuti. È l’idea alla base del corso di art therapy organizzato negli spazi del Samaritano, la struttura della Fondazione Solidarietà Caritas Firenze dove chi è a fine pena sconta la misura alternativa al carcere. Durante il laboratorio, che si è articolato in 12 incontri (seguiti dallo psicologo del centro Lorenzo Lucidi e dalla collega Giada Lembo), gli 8 partecipanti hanno potuto raccontarsi attraverso l’arte, superando le barriere linguistiche, esprimendo una parte di sé, emozioni, idee, pensieri.
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