Il Mattino, 2 aprile 2025
Assistenza garantita a chi è recluso nelle carceri del distretto giudiziario di Napoli. Un protocollo d’intesa in materia di accertamenti medico-legali in caso di eventi traumatici ai danni di detenuti ristretti presso gli istituti penitenziari ricadenti nel territorio di competenza dell’ASL di Avellino è stato firmato oggi negli Uffici della Procura generale di Napoli tra il procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Napoli Aldo Policastro, il procuratore di Avellino Domenico Airoma, il procuratore di Benevento Gianfranco Scarfò, il provveditore regionale dell’ Amministrazione penitenziaria Lucia Castellano e il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Avellino Mario Nicola Vittorio Ferrante.
di Elisabetta Caredda
quotidianosanita.it, 2 aprile 2025
La struttura sarà dedicata ai detenuti che necessitano di cure prolungate in caso di patologie complesse programmate. Bartolazzi: “Diamo risposte a pazienti e operatori del settore penitenziario. Siamo certi di dare un contributo importante al rafforzamento della rete sanitaria penitenziaria regionale e all’innalzamento degli standard di sicurezza previsti per i pazienti e per il personale di sorveglianza carceraria che opera in funzione di presidio ospedaliero”. Dopo anni di attesa, è stata condivisa ad unanimità di Giunta la proposta dell’assessorato alla Sanità sull’attivazione di un reparto detentivo ospedaliero presso il Presidio ospedaliero Santissima Trinità di Cagliari, dedicato ai detenuti che necessitano di cure prolungate in caso di patologie complesse programmate che non richiedono l’intervento in emergenza, per il quale continuano ad esistere specifici protocolli salvavita. Il reparto avrà quattro posti letto.
ansa.it, 2 aprile 2025
Dopo la visita alla sezione della Dozza che ospita i ragazzi arrivati da vari Ipm, Cavalieri denuncia: “Così si comprimono i diritti”. Il Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, ieri pomeriggio ha visitato la sezione distaccata dell’istituto penitenziario minorile nel carcere della Dozza di Bologna, dove sono stati trasferiti i detenuti ‘giovani adulti’ arrivati dagli Ipm di Milano, Firenze, Bologna, Treviso e Palermo. Cavalieri ha dialogato con i ragazzi, dodici, di cui sei neo maggiorenni, riscontrando “una situazione degna di attenzione e che comprime non solo il senso della scelta adottata dall’autorità della giustizia minorile ma anche i diritti dei giovani presenti”.
di Fabrizio Morviducci
La Nazione, 2 aprile 2025
Sostenere i detenuti di Sollicciano nel loro percorso verso la piena integrazione. L’amministrazione di Scandicci lavorerà per trovare posti di lavoro ai detenuti in regime di semilibertà, favorendo così il loro reinserimento sociale. È l’obiettivo della sindaca Claudia Sereni, che ha incontrato il vicepresidente dell’associazione Seconda Chance, Stefano Fabbri, che è anche referente per la Toscana. “Stiamo pensando non solo alle aziende del territorio - ha detto Claudia Sereni, ma anche le nostre partecipate. Nei prossimi giorni convocherò gli imprenditori di zona, poi parlerò coi referenti delle aziende che ci vedono nel pacchetto azionario”. Cosa dirà loro? “Cercheremo di capire - ha detto la sindaca - quali di queste possano essere interessate ad assumere lavoratori che si trovano in regime di semilibertà.
Il Mattino, 2 aprile 2025
Nel Casertano spazio a un progetto di inclusione sociale e lavorativa. Le colombe artigianali e i prodotti dolciari, realizzati dai detenuti della casa di reclusione di Carinola sono il segno tangibile di inclusione e riscatto sociale. Nella sala Caduti di Nassiriya del consiglio regionale ieri la presentazione dei prodotti realizzati nell’ambito del progetto “I FaRinati” promosso dall’associazione Generazione Libera. Una iniziativa voluta dal Garante Samuele Ciambriello e dal presidente del consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero.
insidertrend.it, 2 aprile 2025
Le attività sono state organizzate da CSI Milano. Lo sport come strumento educativo per aprire nuove frontiere della proposta sportiva negli istituti di pena. Forti le emozioni vissute sabato scorso nel Reparto Luce della Casa circondariale di Via Sanquirico a Monza, in occasione della terza edizione della giornata Genitori-Figli organizzata dal Centro Sportivo Italiano - Comitato Territoriale di Milano, in occasione della quale le famiglie dei ragazzi detenuti hanno potuto accedere all’istituto per trascorrere un’intera giornata di gioco, convivialità e festa con i rispettivi papà e compagni.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 2 aprile 2025
Il volume del magistrato Marcello Bortolato e del giornalista Edoardo Vigna, “Oltre la vendetta” edito da Laterza. Non risarcisce nulla, non è vendetta e non è necessariamente perdono, non è punizione né pentimento, non è riparazione del deviante, non è una terapia psicologica e neppure si tratta di un processo parallelo a quello che si celebra nelle aule di tribunale. È soprattutto una pratica a vantaggio della vittima - sia essa una persona o la collettività in senso lato - al fine di alleviare, o riparare simbolicamente con un’azione, le sofferenze derivanti dal reato subito. Ma aiuta anche chi di quel reato è autore, o semplicemente accusato, a prendere coscienza dell’accaduto, a capire il punto di vista dell’altro e a superare le proprie frustrazioni o sensi di colpa, lasciando invece il posto ad un’empatia che cura le ferite. È un “teatro dell’umano senza pubblico” che “risana la frattura tra chi ha commesso e chi ha subito un torto”. Regola numero uno: l’adesione volontaria al programma.
di Ruggiero Capone
L’Opinione, 2 aprile 2025
Il carcere o le pesanti sanzioni pecuniarie si confermano ancor oggi il miglior viatico a far esplodere nella popolazione il diffuso senso di rancore, di ribellione, di odio verso la classe dirigente. Ancora è aperto e viscerale il dibattito tra coloro che reputano educativo il carcere duro ed i tanti paladini della semilibertà, delle porte aperte per scongiurare l’esclusione sociale del condannato. Ormai è acclarato quanto l’esclusione sociale contribuisca al non reinserimento dell’essere umano: perché il carcere incrementa la violenza e la povertà nelle classi con meno possibilità economiche.
di Maria Stagnitta
Il Manifesto, 2 aprile 2025
“Il progresso della medicina è lento e difficile. Ciò è detto senza ironia. Tanto più lento e difficile quanto più questa disciplina riceve ed accoglie la delega di interpretare fenomeni che con essa non hanno a che fare se non per le apparenze dei loro stadi conclusivi. Il problema della ingiustizia, della miseria, della violenza, percorre la storia. La medicina coglie i segni che “le competono” e ne fa talvolta - nel rispetto ossequioso dei paradigmi - capitoli non gloriosi, ma consistenti della sua storia” (Giorgio Bignami in Terre di confine. Soggetti, modelli, esperienze dei servizi a bassa soglia Edizioni Unicopli a cura di Grazia Zuffa, Patrizia Meringolo, Stefano Bertoletti, Maria Stagnitta).
di Angela Nocioni
L’Unità, 2 aprile 2025
Un decreto legge non può modificare un accordo internazionale senza il consenso delle parti che lo hanno stipulato. Non hanno nessun fondamento giuridico e sono soltanto materiale per la propaganda meloniana le dichiarazioni di Piantedosi sul funambolico tentativo di mettere per decreto una pezza al buco nell’acqua fatto con l’operazione meloniana dei lager italiani in Albania. Quelle celle non possono essere usate per rinchiudere immigrati che hanno ricevuto in Italia un provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale. La legge lo vieta. Con decreto il governo ha deciso di portare nelle celle fatte costruire in Albania anche gli stranieri presenti in Italia colpiti da provvedimenti di trattenimento convalidati o prorogati in attesa di rimpatrio coatto.
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