di Damiano Francesco Pujia*
Il Sole 24 Ore, 31 marzo 2025
Occorre pensare ad una nuova sistemazione ordinamentale e costituzionale alla “misura-carcere” e riconfigurare la struttura del percorso trattamentale del condannato nell’ottica della prospettiva di rilascio al venire meno della pericolosità sociale. Continua il drammatico fenomeno dei suicidi in carcere. Sono 23 al 23 marzo 2025 ed è importante ricordarne il numero - come fa quotidianamente l’Unione delle Camere Penali - perché in questo Paese spesso l’opinione pubblica e la politica sembrano colte da “arithmofobia”. I numeri ci riportano alla realtà. Per tale ragione dal confronto con essi ci si vuole sfilare, per evitare di essere eccessivamente “coinvolti”. Nella comunicazione politica si riduce il problema della pena e del percorso trattamentale ad una questione di spazio e si propone la criminalizzazione delle manifestazioni di disagio da parte delle persone ristrette. Ossia si risponde al disagio con la minaccia e la sanzione. Come ricorda il Prof. Flick “è più facile punire i deboli che affrontare i problemi strutturali” (Flick, Questo carcere è fuori dalla Costituzione. Ora diventi “laboratorio di speranza”, Il Dubbio, 29-11-2024).
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 31 marzo 2025
In stallo la nomina di Lina Di Domenico. Suicidi e sovraffollamento: è caos. Altare della Patria, martedì pomeriggio festa della polizia penitenziaria. Lo scenario, come ogni anno, è quello delle occasioni solenni: c’è il ministro della Difesa, Guido Crosetto. E quello della Giustizia, Carlo Nordio. Il corpo schierato. La diretta della Rai. Il programma prevede la premiazione di tre agenti che si sono distinti nel corso dell’anno. E in tutti e tre i casi lo speaker pronuncia la stessa frase: “A premiare, il sottosegretario Andrea Delmastro”.
di Camilla Malatino
L’Opinione, 31 marzo 2025
In Italia, la privazione della libertà non dovrebbe mai tradursi in privazione della dignità. Eppure, la realtà delle carceri e dei trasferimenti dei detenuti racconta spesso un’altra storia: una storia fatta di condizioni al limite della sopportazione umana, di celle sovraffollate, di viaggi in furgoni blindati che trasformano lo spostamento da un carcere all’altro in un’esperienza umiliante e disumana. Un racconto emblematico di questa realtà è stato pubblicato nell’ultima edizione del giornale di Nessuno tocchi Caino. Gioacchino Calabrò, detenuto all’ergastolo nel carcere di Opera, ha descritto in prima persona il suo trasferimento su un furgone della polizia penitenziaria. Nel suo resoconto emerge tutta la disumanità di un’esperienza che dovrebbe essere una semplice procedura amministrativa.
di Ilario Lombardo
La Stampa, 31 marzo 2025
Contatti tra i collaboratori del capo dello Stato, il Governo e i partiti di maggioranza. La Lega contro le obiezioni al ddl del Colle. Possibile incontro premier-Mattarella. Il primo ok della Camera al disegno di legge Sicurezza è datato 18 settembre 2024. Sono passati quasi sette mesi e il testo fino allo scorso giovedì galleggiava nel limbo del Senato, finito in un pantano politico-istituzionale che sta logorando i partiti della maggioranza. E che ha riacceso l’attenzione del Quirinale. Lungo la scorsa settimana ci sono state triangolazioni tra gli uffici della Presidenza della Repubblica, Palazzo Chigi e i capigruppo in Parlamento di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Stando a fonti parlamentari e di governo, della questione si è occupato direttamente il segretario generale Ugo Zampetti.
di Gian Carlo Caselli e Vittorio Barosio
La Stampa, 31 marzo 2025
L’esito della mozione di sfiducia presentata contro il Guardasigilli Nordio era scontato, visti i numeri in Aula degli opposti schieramenti. Nondimeno il ministro doveva essere piuttosto preoccupato, perché alla fine dei lavori si è lasciato andare a considerazioni che avrebbe fatto molto meglio a tralasciare. In particolare ha pronunciato, con tono perentorio, parole come: “Noi non vacilleremo e non arretreremo. Noi andremo avanti inesorabili. Voi fate il vostro peggio che noi faremo il nostro meglio” (non è dato sapere se queste altisonanti parole fossero accompagnate da una postura tipo mascella indurita e petto in fuori). Nordio si riferiva esplicitamente alla riforma della separazione delle carriere fra Pubblici ministeri e Giudici, unica freccia rimasta - sembra - all’arco del governo dopo l’accantonamento del Premierato e dell’Autonomia differenziata.
di Guido Camera
Il Sole 24 Ore, 31 marzo 2025
Le nuove regole non valgono per alcuni gravi tipi di delitti, tra cui mafia e terrorismo. Impegno del Governo a escludere dal regime i reati del Codice rosso. Limiti temporali più rigidi per le intercettazioni. E controlli del giudice più pesanti sui presupposti per concedere le proroghe. A prevederli è la nuova legge (presentata da Pierantonio Zanettin, senatore di Forza Italia) che modificala disciplina in materia di durata delle operazioni di intercettazione, approvata in via definitiva dalla Camera lo scorso 19 marzo. Ma i nuovi limiti non valgono per alcuni gravi reati, a partire da quelli di criminalità organizzata. E il Governo si è impegnato, dando parere favorevole durante l’esame degli ordini del giorno, a sottrarre alla disciplina anche i reati del “codice rosso”.
di Manila Alfano
Il Giornale, 31 marzo 2025
Oggi, anche grazie alla legge del 25 gennaio 2025, dopo mesi di allarmi e segnalazioni, sembra che la situazione sia in miglioramento. Tra le misure adottate per contrastare la violenza di genere, spesso si ricorre al braccialetto elettronico. Una soluzione che ha evidenziato criticità e difficoltà legate a problemi di malfunzionamento, scarsa reperibilità, e talvolta a manomissioni volontarie. Oggi, anche grazie alla legge del 25 gennaio 2025, dopo mesi di allarmi e segnalazioni, sembra che la situazione sia in miglioramento. “Il dispositivo non può essere la panacea di tutti i mali e bisogna capire come utilizzarlo meglio” spiega il magistrato Valerio de Gioia. Il legislatore e la società collegata al dispositivo, Fastweb, si sono attrezzati per il miglioramento. Il decreto legge di dicembre, che a gennaio è stato convertito in legge, ha stabilito che i braccialetti elettronici verranno disposti solo quando le condizioni lo permetteranno. Occorre cioè che ci sia la fattibilità tecnica oltre che la fattibilità operativa. Ma tutto questo sarà sufficiente?
di Manuel Sarno
ilpattosociale.it, 31 marzo 2025
Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare: ho visto celebrare processi in videoconferenza e decidere la sorte di un uomo con la connessione intermittente che faceva capire una parola sì e tre no, ho visto cancellerie chiuse con i funzionari a casa in smart working ma senza i computer criptati per lavorare e ho visto sentenze della Cassazione sostenere che un certificato medico presentato in udienza da un avvocato non vale nulla perché andava spedito via pec. Benvenuti nel meraviglioso mondo del processo penale telematico dove tutto è fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione, un po’ come sostiene il Perozzi in Amici Miei riferendosi al genio. Solo che in questo caso di genialità non c’è nulla, anzi: serve fantasia per interpretare le circolari ministeriali, intuizione per capire come funziona il leviatanico portale di deposito atti, colpo d’occhio per scoprire gli uffici con all’interno un umanoide che sia ancora disposto a darvi retta e velocità di esecuzione per cogliere l’attimo in cui i sistemi informatici messi a disposizione da via Arenula sono miracolosamente funzionanti.
paesenews.it, 31 marzo 2025
Un 60enne di Sparanise, popoloso centro dell’Agro Caleno, è deceduto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dove si trovava per scontare una pena definitiva. Fra circa due anni avrebbe pagato il suo debito con la giustizia e sarebbe tornato in libertà. Al momento non si conosce l’identità dell’uomo. Secondo i primi riscontri sarebbe morto per le conseguenze di una grave malattia contro la quale da diverso tempo stava lottando.
di Lorenzo Garbarino
chiesadimilano.it, 31 marzo 2025
Nel carcere minorile un nuovo incendio dopo una rivolta. Il cappellano emerito denuncia sovraffollamento, carenza di personale e assenza di alternative educative. Nel pomeriggio di lunedì 24 marzo è stato appiccato un incendio all’interno del carcere minorile Beccaria di Milano. È la seconda rivolta in poco meno di due settimane: nella notte dello scorso 13 marzo c’è stato un primo incendio. Questa volta il fuoco si è propagato a seguito di un tentativo di rivolta da parte di alcuni detenuti, che hanno bruciato lenzuola e materassi. Due reclusi sono stati ricoverati al pronto soccorso per una lieve intossicazione da fumo.
- Monza. “Mi chiamo Michael, sono come te”. Il percorso di educazione tra pari
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