di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 26 luglio 2025
La Corte dichiara inammissibile la questione di legittimità relativa a una donna paralizzata che chiede l’intervento del medico per la somministrazione del farmaco. Ma “avvisa” il Parlamento sul ruolo del Servizio sanitario nazionale: “Presidio dei fragili”. La svolta non c’è stata, ma non si tratta neanche di una chiusura netta. Quella della Corte costituzionale sull’ipotesi eutanasia è una decisione “aperta”: i giudici dichiarano inammissibili le questioni di legittimità sollevate dal Tribunale di Firenze sull’articolo 579 del codice penale (omicidio del consenziente), ma senza pronunciarsi nel merito. Ovvero rilevando un difetto di motivazione da parte del giudice.
di Caterina Soffici
La Stampa, 26 luglio 2025
Forse più che una visione dell’ovvio quella di Tajani è una visione un po’ manichea e parecchio razzista. “Preferite i maranza, o chi va a scuola per dieci anni e poi diventa cittadino italiano?”. La frase pronunciata dal ministro degli Esteri nonché vicepremier Antonio Tajani per spiegare la sua proposta di Ius Scholae si potrebbe catalogare come una versione 2.0 delle massime lapalissiane di Massimo Catalano a Quelli della Notte, il programma tv di Renzo Arbore che incollava alla tv milioni di italiani. “È molto meglio innamorarsi di una donna bella intelligente e ricca anziché di un mostro cretino e senza una lira”. “È meglio avere due pensioni e vivere bene che averne una sola e morire di fame”. “È molto meglio essere allegri che tristi”. Diceva cose così Catalano e l’ovvio divenne una categoria dello spirito di quegli edonistici anni Ottanta.
di Gabriele Della Morte
Il Domani, 26 luglio 2025
La scelta degli Stati Uniti di uscire dall’organizzazione riapre l’annoso dibattito sul multilateralismo. L’Italia è certamente più nota per il potere dispiegato attraverso il soft power che per quello hard. Basterebbe questo per comprendere sino a che punto il multilateralismo andrebbe difeso alle nostre latitudini. “Poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”. Il preambolo dell’atto costitutivo dell’Unesco (l’organizzazione delle Nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura) è tra i più evocativi dell’intera galassia delle organizzazioni internazionali.
di Youssef Hassan Holgado e Marika Ikonomu
Il Domani, 26 luglio 2025
Deportazioni, violenze, arresti arbitrari e riscatti. Le condizioni di vita della comunità subsahariana in balia di polizia e milizie con la complicità di Italia e delle istituzioni Ue. La Tunisia non è un paese sicuro. Almeno non per tutti. Non lo è per buona parte della società civile tunisina, per gli attivisti dei diritti umani e gli avvocati che denunciano le politiche autoritarie del presidente Kais Saied. Non lo è per le persone migranti, spesso deportate nel deserto per poi essere detenute in Libia. Nonostante le inchieste giornalistiche che lo scorso anno avevano suscitato l’indignazione di parte della comunità internazionale, le deportazioni della comunità subsahariana non si sono fermate e la loro condizione è addirittura peggiorata.
di Alessandro Trocino
Corriere della Sera, 25 luglio 2025
Fatto un piano, si passa al prossimo. Non c’è bisogno di applicarlo, non è necessario mettere in pratica quelle misure attuative che avrebbero lo scopo di trasformare l’annuncio in realtà, di trasformare le misure proclamate a mezzo stampa in interventi efficaci. Basta il pensiero. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio - dopo un silenzio durato un anno - ha dato mostra all’improvviso di accorgersi del problema del sovraffollamento e dei suicidi e ha annunciato alcune “nuove” misure a mezzo stampa. Le reazioni dei tecnici, dei garanti, degli avvocati, degli esperti che ci lavorano tutti i giorni, sono state sconsolate.
di Angela Stella
L’Unità, 25 luglio 2025
“Nessuno può essere detenuto per esecuzione di una sentenza in un istituto che non abbia un posto letto regolarmente disponibile”: questo l’incipit dell’art. 1 della proposta di legge per l’istituzione del “numero chiuso” nelle carceri presentata ieri alla Camera dal primo firmatario e deputato di +Europa Riccardo Magi. L’iniziativa è sostenuta anche da Pd, Avs, Iv, Azione. “In questo momento il carcere è in una situazione di illegalità e incostituzionalità - ha esordito Magi - Questa proposta non è una provocazione, è un’assunzione di responsabilità di fronte a quella che è divenuta la bancarotta dello Stato di diritto. Questa nostra misura risponde anche alle critiche della destra sempre contraria a misure deflattive estemporanee: non è una risposta una tantum, ma una valvola di sicurezza e di garanzia”.
di Samuele Ciambriello*
Il Riformista, 25 luglio 2025
Il Presidente della Repubblica, il 30 giugno, rivolgendosi al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha espresso un richiamo forte rivolto al Governo e alla Politica in generale con cui, espressamente, ha sottolineato che le carceri non possono calpestare i diritti dei detenuti e “non devono essere una fabbrica di criminalità”. D’altronde, un criminale recuperato nella società è una garanzia di sicurezza per tutti e, soprattutto, un obiettivo costituzionale. Il sovraffollamento e i suicidi “sono un’emergenza sociale sulla quale occorre interrogarsi per porvi fine immediatamente”. Infine, ultimo appello concreto con specifico riguardo alla piaga citata, per il Presidente “le carceri sono sovraffollate anche per l’insufficiente ricorso all’applicazione di pene alternative e dell’eccessivo utilizzo della carcerazione preventiva”.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 25 luglio 2025
Previsti 15 mila nuovi posti detentivi e reclusione differenziata per i tossicodipendenti. Cgil: “Provvedimento non soddisfacente né risolutivo”. “Niente indulti o svuota carceri”, ma 15mila posti detentivi per un piano di edilizia penitenziaria che dovrebbe realizzarsi entro pochi anni. Questo uno dei cardini del Piano carceri targato Carlo Nordio, ministro della Giustizia del governo Meloni, che prevede inoltre la “detenzione differenziata” nelle comunità dei circa dieci mila carcerati tossicodipendenti e l’accelerazione di procedure per chi han diritto alla liberazione anticipata. Il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri del 22 luglio punta tutto sulla soluzione edilizia, mentre tralascia il capitolo che riguarda come la pena debba essere scontata, vale a dire tutte le misure che evitino la completa inattività dei detenuti, l’isolamento affettivo e prevengano curino il disagio psicologico e psichico.
di Claudio Marincola
L’Altravoce, 25 luglio 2025
Misure confuse, pochi fondi e magistrati. Gli operatori in coro: “È fumo negli occhi”. C’è un tempo per ogni stagione. L’estate italiana, da qualche anno, ha un suo appuntamento fisso: il Piano Carceri. Puntuale come un solleone agostano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato con tono grave e risoluto l’ennesima riforma strutturale del sistema penitenziario. Aumento dei posti, detenzione differenziata, fondo immobiliare ad hoc. Suona tutto familiare? O si tratta della solita “sòla estiva”, per dirla con le parole di Rita Bernardini? Lara Fortuna è un magistrato. Fa parte del Comitato direttivo del Conams.
di Francesco Petrelli*
L’Altravoce, 25 luglio 2025
Esisteva un tempo l’”etica dell’intenzione”. Si pensava infatti che i nostri destini fossero nelle mani del buon Dio e non dipendessero dalla nostra volontà e che per superare il giudizio etico era dunque sufficiente che le nostre azioni fossero poste in essere a fin di bene. Poi venne Weber con la più moderna “etica della responsabilità” che attribuiva alla coscienza di ciascun uomo il carico delle proprie azioni e omissioni, per ciò che effettivamente e prevedibilmente producevano nella realtà.
- Nelle carceri, anche i medici sono abbandonati. A perdere è il diritto alla salute
- “All’Aquila detenuto in un super 41 bis senza che ci sia giustificato motivo”
- Giustizia e sicurezza secondo Meloni
- Perché la giustizia dev’essere riformata
- Laici e togati in guerra al Csm. E Nordio finisce sotto accusa









