di Giansandro Merli
Il Manifesto, 25 luglio 2025
Oltre a violare i diritti fondamentali, il centro di Gjader è una macchina magia soldi. Ma per il Viminale resta “un modello”. Intanto il massimario della Cassazione avverte: dopo la sentenza della Consulta le norme sui Cpr sono in vigore. Cento quattordicimila euro spesi ogni giorno per detenere venti persone tra metà ottobre e fine dicembre 2024. È il bilancio economico della prima fase del progetto Albania, quella sui richiedenti asilo provenienti da “paesi sicuri”, tracciato ieri da ActionAid e università di Bari. Che scrivono: “L’operazione Albania è il più costoso, inumano e inutile strumento nella storia delle politiche migratorie italiane”. A conti fatti per la detenzione di quei migranti l’ente gestore, Medihospes, ha ricevuto 570mila euro. Vitto e alloggio del personale di polizia sono costati 528mila euro. Cinque i giorni di attività delle strutture.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 25 luglio 2025
Se oggi Gaza è una piaga aperta nell’onore degli israeliani, con una carestia indotta che ogni giorno ferisce tutti noi, la Cisgiordania appare una malattia politica diventata cronica. Nel mondo di ieri non provavano ad arruolare il Padreterno. Sulla stessa poltrona di ministro delle Finanze ora occupata da un invasato religioso come Bezalel Smotrich, sedeva un socialista di buonsenso: Pinhas Sapir, guru dell’economia israeliana. Nel 1967, a guerra dei Sei Giorni appena vinta, Sapir avvertì Moshe Dayan: “Se continuiamo a tenere in pugno i Territori, prima o poi i Territori terranno in pugno noi”.
di Riccardo Michelucci
Avvenire, 25 luglio 2025
Sarebbero ormai più della metà i riservisti che non vogliono tornare al fronte. Per motivi etici, perché non vedono più obiettivi reali, per sfiducia nelle istituzioni. Ma anche perché distrutti. L’ultimo in ordine di tempo è stato il giovane paracadutista Dan Mandel Phillipson, che si è sparato durante un periodo di addestramento in una base nel sud di Israele ed è morto in ospedale pochi giorni dopo. Prima di lui il riservista Daniel Edri si era dato fuoco in un bosco nei pressi della città di Safad dopo aver trascorso un lungo periodo di servizio a Gaza. “Dopo quello che aveva visto non riusciva a liberarsi da un terribile tormento interiore”, ha spiegato sua madre alla tv israeliana.
ansa.it, 25 luglio 2025
Al via la formazione di funzionari della Gendarmeria. Ha preso ufficialmente il via il corso di formazione in Diritti Umani rivolto a funzionari della Gendarmería del Cile, promosso da Idlo - International Development Law Organization con il sostegno finanziario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano. Il programma, che coinvolge 35 partecipanti, mira a rafforzare l’attenzione per i diritti umani da parte del personale dei centri penitenziari cileni, con un focus particolare sulla tutela delle donne e dei gruppi vulnerabili.
di Stefano Anastasia
L’Unità, 24 luglio 2025
Ecco un nuovo immaginifico “piano carceri”. Dopo un anno di studio, il Commissario straordinario plenipotenziario promette di risolvere tutto entro il 2027 e i nuovi posti detentivi, che la presidente del consiglio a gennaio prometteva sarebbero stati settemila in due anni e il ministro della giustizia ottomila, sono miracolosamente diventati quindicimila, grazie alla moltiplicazione dei pani e dei pesci che sarebbe garantita dalle nuove strutture modulari già sperimentate per la detenzione dei migranti in Albania. Le nostre obiezioni non sono solo ideali, di chi pensa che la marginalità sociale - anche per prevenirne la devianza - debba essere sostenuta e reintegrata nella società, non disseminata in moduli detentivi nello stile trumpiano di Alligator Alcatraz, che andranno a occupare i pochi spazi verdi degli istituti penitenziari.
di Riccardo Carlino
Il Foglio, 24 luglio 2025
“Mancano i posti in comunità per accogliere tossicodipendenti e alcoldipendenti. E con soli 250 magistrati di sorveglianza, non si riesce a stare dietro le istanze di migliaia di detenuti”, dice Rita Bernardini, presidente di Nessuno tocchi Caino. Il decreto legge approvato ieri dal governo si articola su vari livelli: una maggiore rapidità per la valutazione della liberazione anticipata, un nuovo regime di detenzione domiciliare per detenuti tossico/alcoldipendenti e un programma di edilizia penitenziaria che guarda fino al 2027. Si vuole ridurre di circa diecimila unità la popolazione carceraria, e contemporaneamente concedere benefici ai detenuti che più ne avrebbero diritto: qualcosa di apparentemente diverso dal filone panpenalistico e securitario che questo governo ha abbracciato da praticamente tutta la sua esistenza. Ma che nasconde diverse difficoltà nella sua applicazione.
di Lucio Motta
filodiritto.com, 24 luglio 2025
Ennesima bufala per coprire una mancanza di una visione prospettica incapacità di affrontare un problema strutturale, culturale e giuridico. Era luglio 2024 quando il Governo emanava il Decreto Carceri (D.l. n.92 del 4 luglio 2024, conv. l. n. 112 dell’8 agosto 2024), noto anche come “Carcere sicuro”, e annunciava propositi di rispondere alla necessità di un sistema più efficiente e rispettoso dei diritti umani. Due cardini del decreto che avrebbero dovuto, a detta del ministro nel giro di tre mesi, liberare la morsa del sovraffollamento si stanno rivelando inutili ed inefficaci. La liberazione anticipata (misura già esistente - art. 54 O.P.- che consente ai detenuti di ridurre la propria pena in base alla buona condotta) modificata passando da un sistema di richiesta (petitorio) ad un sistema di concessione diretta da parte del Magistrato di Sorveglianza. Misura rimasta inapplicata per carenza di struttura e personale: tutto è rimasto come prima con l’aggravante che i detenuti non hanno più certezza e contezza del loro fine pena. I roboanti proclami del Ministro secondo il quale già a fine settembre 2024 si sarebbero dovuti vedere i primi effetti della riforma sono, non solo disattesi ma assolutamente delusi e frustrati, con l’aggravante di rendere maggiore il carico di lavoro sui Magistrati e sulle cancellerie della Sorveglianza ora occupati anche a far di conto.
di Carlo Nordio*
Il Sole 24 Ore, 24 luglio 2025
Insita nel nostro ordinamento giudiziario - ne è per certi versi, l’anima - una necessità: quella di coniugare il diritto alla rieducazione del detenuto, così come è sancito dalla Costituzione, all’utilità in cui si può convertire l’espiazione della pena. Chi esce da un periodo di detenzione può aspirare di mettere a frutto ciò che ha imparato in carcere, aiutando, al tempo stesso, le aziende che hanno bisogno di manodopera specie in riferimento ad attività che gli italiani non vogliono più esercitare. In questo senso, “Recidiva Zero” porta nelle carceri un filo di speranza e la consapevolezza che il lavoro tra i detenuti brilli spesso per eccellenze straordinarie.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 24 luglio 2025
Il Commissario straordinario all’edilizia penitenziaria: “9.696 posti in tre anni; opere per 758 mln, in parte già finanziate”. Lo paragona ad una “matrioska”, un incastro di interventi vecchi e nuovi, “in collaborazione con Dap, Giustizia Minorile e Mit, sotto la regia di Palazzo Chigi”. Per “una risposta strutturale al sovraffollamento”. Atteso da mesi, preceduto e seguito da critiche, il piano per l’edilizia penitenziaria approda in Consiglio dei Ministri con l’ambizione di “non costruire solo celle, ma recuperare dignità, sicurezza e funzionalità”, assicura il commissario straordinario all’edilizia penitenziaria, Marco Doglio. Anche “attraverso una valorizzazione immobiliare su vasta scala”, scandisce a IlSole24ore il manager chiamato da Cassa Depositi e Prestiti per accelerare le procedure.
di Anna Di Rocco
Milano Finanza, 24 luglio 2025
Ecco il piano del governo per mettere sul mercato i penitenziari vecchi e crearne di nuovi. L’obiettivo è coinvolgere investitori istituzionali attraverso uno o più fondi immobiliari a partecipazione pubblica, sfruttando la valorizzazione degli asset dismessi. Previsti quasi 10 mila nuovi posti entro il 2027. Un fondo immobiliare per acquisire le carceri obsolete. È questo il progetto al quale il governo sta lavorando nell’ambito del nuovo Piano nazionale dell’edilizia penitenziaria 2025-2027 presentato martedì 22 luglio in Consiglio dei ministri dal commissario straordinario Marco Doglio nell’ambito della riforma disegnata dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
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