Il Mattino, 24 luglio 2025
Lo scopo è il reinserimento dei detenuti con la creazione di figure come: barista o manutentori di macchine del caffè. Arriverà presto nel carcere di Secondigliano a Napoli, in un’area dedicata saranno messe a dimora piantine di caffè e sarà dato avvio alla coltivazione. L’iniziativa rientra in un’azione complessiva tendente al reinserimento dei detenuti attraverso progetti di formazione e qualificazione con la creazione di figure come quelle del barista. Lo ha ricordato il presidente di Kimbo spa, Mario Rubino, nel corso di un incontro con l’imprenditore e scrittore Oscar Farinetti in visita alla sua azienda a Melito (Napoli), proprio a due passi dall’Istituto penitenziario. Ha detto: “È una iniziativa nata in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università ‘Federico II’ - - e vuole contribuire a rafforzare l’aspetto sociale e di legame col territorio della nostra attività. Credo sia necessario offrire da parte nostra un contributo importante a chi è in difficoltà”.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 24 luglio 2025
Trump, i social, le paure: non sappiamo più riconoscere i limiti ma quelle belve da tastiera non rappresentano l’umanità vera. Il mondo a rovescio. Il prevalere, persino nel discorso pubblico, dei peggiori sentimenti umani, sembra essere diventata ormai una norma alla quale si finge di non dare peso. “Ragazzate” e pronti per la discesa di un altro gradino. Sarò figlio di un altro tempo, ma mi sembra inaccettabile vedere che sul social di proprietà del Presidente degli Stati Uniti viene rilanciato un video confezionato con l’intelligenza artificiale che mostra Trump ridere sguaiatamente mentre il suo predecessore Obama viene ammanettato e poi detenuto in una cella. C’è tutto in quel video, anche un non celato spirito razzista e, soprattutto, pesa la decisione di “farlo proprio”, quasi istituzionalizzarlo, pubblicandolo laddove risulti indiscutibile la paternità. Così fu per quell’altro orrore del video, stessa tecnica, che immaginava potesse nascere un resort a Gaza, dove invece stavano morendo migliaia di esseri umani.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 24 luglio 2025
Dal suicidio assistito in Italia alle possibilità in Svizzera, le chiamate dai malati terminali al centralino dell’associazione Coscioni: “Sbigottiti da uno Stato che non ci concede clemenza”. “Vorrei che mi aiutaste a morire in Italia. Vi prego, rispondete a questo mio accorato appello”. Vittorio (nome di fantasia) da quattro anni ha una diagnosi di adenocarcinoma al polmone, ma il tumore è ormai arrivato fino alle ossa. Le sue gambe si stanno lentamente paralizzando, il corpo non gli risponde più. La sua condizione, dice, ormai è invalidante e frustrante. “Da quando è subentrata questa malattia così cattiva ho cercato di pensare a quello che vorrei per il mio fine vita, perché la prospettiva è molto dolorosa - racconta l’uomo -. Sono già seguito dalle cure palliative, ma sono comunque profondamente infelice per il futuro che mi attende e sbigottito dalla stupidità di questo Stato che non concede clemenza nella scelta del fine vita”.
di Antonio Bravetti
La Stampa, 24 luglio 2025
Le parole della giornalista in un video prima di morire: “Bocciate questo ddl infausto, pensate a chi soffre”. Si va in Senato a settembre con 143 emendamenti. “Siate umani. Quello sul fine vita è un disegno di legge veramente infausto. Da esseri umani vi chiedo di bocciarlo”. Due giorni dopo la sua morte, Laura Santi si rivolge al Parlamento, alle prese con un ddl presentato in Senato. “Quando vedrete questo video io non ci sarò più, perché avrò deciso di smettere di soffrire, per mia squisita volontà”. Dodici minuti diffusi sulla sua pagina Facebook dal marito, in cui la giornalista di Perugia, morta lunedì con il suicidio assistito, ripercorre trent’anni di sclerosi multipla, di sofferenza, di cure palliative. “Vi prego con tutto il cuore, occupatevi delle sofferenze dei malati più gravi”, chiede a deputati e deputate, senatori e senatrici. Le sue parole vengono citate nella riunione delle commissioni Giustizia e Sanità del Senato e, con una decisione unanime di maggioranza e opposizione, il voto sugli emendamenti al ddl, previsto per ieri, slitta a dopo l’estate.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 24 luglio 2025
Così per la sentenza possono volerci anche due anni. Il Cpr di Gjader resta appeso ai giudici di pace. Intanto l’1 agosto decisione sui “paesi sicuri”. La causa sulla seconda fase del protocollo Roma-Tirana, che riguarda i trasferimenti dei migranti “irregolari” dal territorio italiano, andrà per le lunghe. La Corte di giustizia Ue non ha accolto la richiesta della Cassazione di applicare la procedura d’urgenza (la comunicazione è dell’8 luglio). In quel caso si sarebbe arrivati a sentenza in tre mesi, così possono volerci anche due anni: nella relazione annuale 2024 dell’organo giudiziario di Lussemburgo si legge che la durata media dei procedimenti è di 17,7 mesi considerando i vari iter (quindi anche quelle più rapidi: d’urgenza o accelerati).
di Eleonora Camilli
La Stampa, 24 luglio 2025
In un report dal titolo “Trattenuti”, ActionAid e l’università di Bari hanno ricostruito quanti milioni sono stati effettivamente spesi per l’allestimento fino a marzo 2025 dei centri italiani in Albania. Pagamenti per 570mila euro all’ente gestore Medihospes e una spesa di 114mila euro al giorno per detenere 20 persone tra metà ottobre e fine dicembre 2024, poi liberate. Per la prima volta in un report dal titolo “Trattenuti”, ActionAid e l’università di Bari hanno ricostruito quanti milioni sono stati effettivamente spesi per l’allestimento fino a marzo 2025 dei centri italiani in Albania.
di Mauro Palma*
Il Domani, 23 luglio 2025
Dall’insediamento del governo, i detenuti sono aumentati a un ritmo di 6,5 al giorno mentre i posti regolamentari solo di uno ogni otto giorni. L’emergenza degli istituti penitenziari peggiora. La loro direzione resta confusa e inconcludente. Mentre si sono aggiunti nuovi reati e aumenti di pena per quelli già previsti, così determinando anche un aumento della permanenza detentiva.
di Claudio Trevisan
Il Fatto Quotidiano, 23 luglio 2025
Perché lo Stato continua a non rispettare quanto stabilito dalla Costituzione? Perché lo Stato non adotta sistemi carcerari che alla prova dei fatti dimostrano di essere molto più efficienti del nostro? Il tasso generale di recidiva in Norvegia è solo dell’18%, Portogallo 30%, Svizzera 45% e Germania 48%. Visto che l’Italia spende 3,4 miliardi l’anno per un sistema carcerario dove 70% dei detenuti vengono nuovamente condannati per nuovi reati entro 2 anni dopo il rilascio, forse sarebbe il caso di cambiare qualcosa per migliorare il ritorno sull’enorme capitale investito.
di Marco Iasevoli
Avvenire, 23 luglio 2025
Il Governo punta sull’edilizia. Nordio: liberazione anticipata sarebbe una resa. Meloni: certezza della pena. Un disegno di legge (non un decreto) per la detenzione di tossicodipendenti nelle comunità. “No” a una “liberazione anticipata, lineare e incondizionata”, insomma “no” a un indulto perché “sarebbe una resa dello Stato”. È la premessa del governo, e del Guardasigilli Carlo Nordio, al piano-carceri presentato ieri in Cdm, articolato in tre passi: aumento dei posti, “detenzione differenziata” per le persone tossicodipendenti e alcol-dipendenti, nuove procedure per chi potrebbe avere diritto alla liberazione anticipata.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 luglio 2025
Via libera del Cdm. Il presidente del Cnf avverte: “La risposta non può essere solo quantitativa. Serve garantire dignità e reinserimento. Nessuna liberazione speciale anticipata, nessun intervento generalizzato. Il piano del ministro Carlo Nordio, approvato dal Consiglio dei ministri, punta su due direttrici: meno burocrazia, più spazio fisico. Tradotto: moduli prefabbricati per ampliare le celle e un disegno di legge per facilitare la detenzione domiciliare dei detenuti tossicodipendenti. Due gli interventi principali: un ddl per ampliare l’accesso alla detenzione domiciliare per detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti, e uno schema di decreto del Presidente della Repubblica che riforma il regolamento penitenziario.
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