di Luciana Cimino
Il Manifesto, 23 luglio 2025
Dal cdm via libera alle misure di Nordio contro il sovraffollamento dovuto anche all’aumento dei reati voluto dalla maggioranza. Tra voto al Senato sulla separazione delle carriere e il piano carceri licenziato dal consiglio dei ministri, ieri doveva essere per il guardasigilli Carlo Nordio la grande occasione per riprendersi da settimane di polemiche e accuse. “È una giornata intensa per la giustizia”, aveva detto cominciando la conferenza stampa post cdm in cui doveva illustrare i provvedimenti contro il sovraffollamento carcerario.
di Luca Rondi
altreconomia.it, 23 luglio 2025
Una proposta del think tank “Spazio aperto” prevede la costruzione di nuovi istituti “inglobati” all’interno di un polo produttivo. L’imprenditore, in asse con le Fondazioni bancarie, avrebbe accesso a ingenti sgravi fiscali e agevolazioni nella costruzione. Seppur il “trattamento” dei detenuti resti in capo all’amministrazione penitenziaria, per gli esperti si tratta di una proposta preoccupante. Accolta però con diverse aperture da parte dell’esecutivo.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 23 luglio 2025
Il Guardasigilli in Consiglio dei ministri dopo l’appello di Mattarella sul boom di suicidi: “Oltre 61 mila reclusi: uno su tre dipende da droga e alcol”. Nessuna “liberazione anticipata, lineare e incondizionata, suonerebbe come una resa da parte dello Stato liberare i detenuti solo perché c’è posto. Ma questo piano contiene numeri non solo buone intenzioni”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha illustrato le misure contro il sovraffollamento delle carceri, prese in una giornata ad alta temperatura, non solo politica (a Roma, mentre al Senato passava la sua riforma sulla separazione delle carriere, si registravano 34 gradi).
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 23 luglio 2025
Non nasconde entusiasmo e soddisfazione il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove, in merito all’approvazione da parte del Consiglio dei ministri di “tre provvedimenti fondamentali per restituire dignità alla giustizia italiana. Stiamo parlando di un nuovo piano carceri da oltre 750 milioni per recuperare 10 mila posti detentivi, una riforma liberale per garantire la disintossicazione e la rieducazione dei tossicodipendenti, una legge delega per ridisegnare una geografia giudiziaria più vicina alle esigenze dei territori e dei cittadini. Queste - commenta Delmastro - sono tutte misure epocali che aggrediscono alla radice i problemi atavici della giustizia italiana. Raccogliamo i frutti di due anni e mezzo di duro lavoro del governo Meloni, mille giorni al servizio degli italiani che hanno chiesto discontinuità rispetto al passato e cambiamento rispetto alle ricette stanche della sinistra giudiziaria. Siamo solo all’inizio: il bello deve ancora venire”.
di Francesco Malfetano
La Stampa, 23 luglio 2025
Il sottosegretario Andrea Delmastro difende il decreto Carceri: “I moduli prefabbricati garantiscono dignità ai detenuti”. “Dare ai tossicodipendenti la possibilità di uscire dal tunnel attraverso un vero percorso di disintossicazione”. Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia, rivendica così uno dei provvedimenti più discussi tra quelli approvati ieri in Consiglio dei ministri. Si tratta della misura che consente ai detenuti tossicodipendenti condannati per reati connessi alla dipendenza di scontare la pena in comunità terapeutiche.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 23 luglio 2025
Dopo i due tentati suicidi sventati in extremis a Rebibbia grazie ad altre persone detenute, alla fine nel nostro carcere è arrivato il 42° suicidio in cella del 2025. Maurizio D.B. aveva 55 anni, detenuto dal 2019 con una pena di 15 anni di carcere. Era in cella singola del Braccio G12 di Rebibbia. Negli ultimi giorni era stato raggiunto dalla notifica di un’altra condanna, sempre per rapina, ad altri 7 anni di carcere. Nella notte di venerdì 18 si è impiccato alle sbarre della finestra della cella ed è stato trovato al mattino dopo dagli agenti della Penitenziaria con il corpo già freddo. Sembra che abbia lasciato una lettera d’addio, ma non ne conosciamo il contenuto. I media - a differenza dei due precedenti tentati suicidi - questa volta hanno dato notizia. Ma quello che le cronache giornalistiche non hanno detto (perché probabilmente non lo sanno) è che, in teoria, anche questo suicidio poteva essere sventato se le ispezioni periodiche notturne avessero funzionato secondo regolamento. Ma questi giri per controllare le celle, per il sovraffollamento e per la carenza di personale della Penitenziaria, sono ridotti e spesso vengono saltati.
di Angela Stella
L’Unità, 23 luglio 2025
I detenuti si rassegnino. Dietro l’angolo non c’è alcuna soluzione immediata da parte del Governo per fronteggiare l’emergenza carceraria. Se c’era infatti molta attesa per il Cdm di ieri che aveva all’ordine del giorno quattro provvedimenti in materia giustizia, poi, ascoltando il Ministro della Giustizia Carlo Nordio nella successiva conferenza stampa, si è scoperto che tutto quello che c’è in cantiere avrà tempi di concretizzazione lunghi anche perché, come ha ammesso il Guardasigilli, si tratta di riforme strutturali.
di Maria Brucale
Il Manifesto, 23 luglio 2025
La Corte europea dei diritti umani (Cedu) con sentenza pubblicata lo scorso 10 luglio 2025, nel ricorso n. 64753/14, “Gullotti contro Italia”, ha riconosciuto la violazione dell’articolo 8 della Convenzione che garantisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare, del domicilio, della corrispondenza, anche ai ristretti in regime di 41 bis. Il magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia aveva rinnovato nei confronti di una persona ristretta in regime di 41 bis, per un periodo di tre mesi, il divieto di corrispondenza epistolare con persone diverse dai parenti ammessi alle visite, in ragione della pericolosità soggettiva del detenuto in quanto collocato in regime differenziato.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 23 luglio 2025
“Il suo sogno oggi si trasforma in realtà e il nostro presidente, dall’alto dei cieli, credo sorrida e guardi soddisfatto il lavoro dei suoi allievi”, scandisce con ostentata emozione il senatore Pierantonio Zanettin, parlando dal banco che fu di Silvio Berlusconi. “La giustizia giusta gli è stata sempre a cuore”. Zanettin offre una particolare lettura dei trascorsi giudiziari di Berlusconi e accusa: “Egli è stato e continua a essere anche oggi vittima di una giustizia ingiusta, viziata dal pregiudizio ideologico e politico”. Nella logica di Forza Italia questa riforma dovrebbe mettere fine al presunto “uso politico della giustizia”, sebbene non incida in nessun modo sui tempi e i modi di conduzione di inchieste e processi. Ma il senatore azzurro celebra ugualmente con queste premesse “lo storico voto di oggi”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 luglio 2025
La riforma approvata in seconda lettura a Palazzo Madama: il testo ora attende l’ultimo via libera della Camera prima del referendum. “Riforma epocale, giornata storica, sogno di Silvio Berlusconi”: sono solo alcune delle espressioni pronunciate ieri nell’Aula del Senato che ha approvato con 106 voti a favore (FI, Lega, Fd’I, Nm, Azione), 61 contrari (Pd, Avs, M5S) e 11 astensioni (Italia viva) la riforma costituzionale della separazione delle carriere, alla presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Al termine della votazione le opposizioni hanno messo in atto una protesta, mostrando la copertina della Costituzione italiana a testa in giù e gridando “vergogna, vergogna”.
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