di Federica Santinon*
Il Dubbio, 31 marzo 2025
Secondo uno studio del Ministero delle Imprese, sette ragazzi su dieci usano regolarmente social media e piattaforme streaming. Quattro intervistati su dieci raccontano esperienze negative gravi e ripetute. Il momento storico in cui viviamo impone una riflessione sui rischi e i pericoli per i minori connessi in generale alla sfera del mondo virtuale. Citando “Guerre Stellari” è tanto facile cedere al lato oscuro, in questo caso del web e dei social soprattutto per i minori che non hanno uno scudo psicologico forte per reggere adeguatamente. In Italia non c’è ancora una norma specifica e sono state presentate alla Camera dei Deputati ben quattro diverse proposte di legge, volte a tutelare, sotto diversi profili, i minori di età dall’utilizzo e della diffusione su canali multimediali di contenuti digitali che li riguardano (n. 1771/2024; n. 1800/2024; n. 1863/2024; n. 1217/2024). Quindi il legislatore ha compreso la necessità di un intervento normativo a protezione dei minori e della loro identità digitale.
Il Dubbio, 31 marzo 2025
“La sovraesposizione può compromettere seriamente lo sviluppo sano ed equilibrato a cui ciascun minorenne ha diritto”. Un estratto della “relazione finale del tavolo tecnico sulla tutela dei diritti dei minori nel contesto dei social networks, dei servizi e dei prodotti digitali in rete” del garante della privacy. “I baby influencer rappresentano un vero e proprio fenomeno dei social media e del marketing moderno. Si tratta di bambine e bambini ma anche adolescenti che costruiscono il proprio successo attraverso il loro spazio su internet, la cui immagine viene utilizzata per fare tendenza e profitti, grazie ai like, visualizzazioni e commenti, per sponsorizzare prodotti e servizi dei più svariati settori che vanno dal food, ai viaggi, all’elettronica, alla moda.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 31 marzo 2025
Cos’è la realtà, per chi nasce già immerso in una dimensione digitale? Meglio: dove si trova la realtà? E come possiamo tutelare i giovani dai pericoli della rete, quando siamo i primi a ignorare le regole del gioco? “Se la sola risposta che sappiamo dare è quella di proibizioni goffe e tardive significa che siamo in grande difficoltà”, dice il neuropsichiatra infantile Stefano Benzoni. Che nel suo intervento al convegno “Genitori e figli nell’era digitale”, organizzato lo scorso gennaio dal Cnf, ha analizzato le principali “fragilità” che emergono dalla dimensione on-life del minore, illuminando i nodi del diritto con i dubbi dell’epistemologia.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 31 marzo 2025
“Tutti hanno il diritto di autodeterminarsi come preferiscono. Anche se la rete, forse, non è il luogo più “vero” in cui farlo”. Alessandra Cordiano, ordinaria di diritto privato all’Università di Verona, parla di un male del nostro tempo: il cyberbullismo. Un tema che la docente ha affrontato nel corso del convegno “Genitori e figli nell’era digitale” organizzato lo scorso gennaio dal Cnf. Ma se condividere le proprie fragilità sul web può essere un rischio, come possiamo proteggere i minori dalle loro scelte? “Ho sempre la sensazione che i primi fragili nel mondo digitale - spiega Cordiano - siamo proprio noi adulti”.
di Stefano Allievi
Corriere del Veneto, 31 marzo 2025
Il Governo è intervenuto regolamentando, in senso restrittivo, l’acquisizione della cittadinanza da parte dei discendenti di emigranti italiani. Era un provvedimento atteso da tempo. La normativa precedente consentiva di ottenere la cittadinanza, senza nemmeno essere mai stati in Italia, a chiunque potesse vantare un antenato emigrato dopo il 1861, anno di proclamazione dell’unità d’Italia: con il risultato di intasare ambasciate e consolati, e ancor più i comuni d’origine di questi lontani ascendenti, di complesse pratiche burocratiche, il cui scopo era essenzialmente ottenere un passaporto che consentisse di entrare negli Stati Uniti o in altri paesi senza visto, e in qualche caso di farsi curare in Italia a spese del sistema sanitario nazionale.
telefriuli.it, 31 marzo 2025
Ci sono volute alcune ore per riportare alla calma il Cpr di Gradisca d’Isonzo, dopo l’ennesima rivolta, andata in scena nella serata di ieri. Tutto è cominciato alle 20.30, quando alcuni ospiti hanno appiccato il fuoco nella ‘zona blu’ dando alle fiamme i materassi. La protesta è continuata con il lancio di oggetti contundenti e di feci contro i finanzieri in servizio, uno dei quali è stato ferito leggermente a una mano mentre cercava di disarmare uno dei rivoltosi. I più violenti, inoltre, hanno cercato di colpire i militari alla testa e al volto. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco, che hanno avuto ragione degli incendi.
di Stefano Zamagni
Avvenire, 31 marzo 2025
Mentre l’Amministrazione Trump sta provando smantellare anche l’US Institute of Peace, organizzazione indipendente senza scopo di lucro finanziata dal Congresso Usa che si impegna a promuovere i valori degli Stati Uniti nella risoluzione dei conflitti, mi tornano in mente queste parole di Norberto Bobbio (da Il problema della guerra e le vie della pace): “Qualche volta è accaduto che un granello di sabbia, sollevato dal vento, abbia fermato una macchina”. È davvero così, come la storia conferma.
di Manuela Tulli
ansa.it, 31 marzo 2025
Le sbarre, le porte che si chiudono dietro ad ogni corridoio, la scatoletta in tasca a volontari e visitatori dove basta premere un pulsante per fare intervenire la polizia penitenziaria. Il carcere di Lublino, in Polonia, come tutti gli istituti di detenzione, ha misure altissime di sicurezza. Tra persone condannate con sentenza definitiva e altre in attesa di giudizio, la vita è scandita dalle rigide regole necessarie per garantire l’ordine in una comunità carceraria. Ma dentro le mura bianche di questo carcere c’è anche uno spiraglio di speranza: i corsi universitari offerti dalla Kul, l’università cattolica di Lublino, la stessa dove insegnò per anni il giovane professore Karol Wojtyla, del quale il 2 aprile ricorrerà il ventesimo anniversario della morte. L’ateneo è ora intitolato proprio a San Giovanni Paolo II.
di Stefano De Angelis
Il Messaggero, 31 marzo 2025
Il Comune di Fiuggi e la Provincia di Frosinone si mobilitano per sensibilizzare il governo nel tentativo di poter giungere alla liberazione di Maurizio Cocco, l’ingegnere della città termale detenuto in Africa, in Costa d’Avorio, da quasi tre anni, dal giugno 2022. Ieri sera la facciata del Municipio di piazza Trento e Trieste è stata illuminata di luce calda lungo il perimetro e di verde in segno di solidarietà verso l’ingegnere e la sua famiglia, che da molto tempo trepida sperando di riaverlo presto a casa. Il sindaco di Fiuggi, Alioska Baccarini, oltre a “sollecitare” il ministero degli Esteri a tenere alta l’attenzione sulla vicenda, ha annunciato una serie di iniziative del Comune, in collaborazione con l’ente di piazza Gramsci, con l’obiettivo di raccogliere fondi per “raggiungere la somma di 150mila euro che il Tribunale della Costa d’Avorio pretende sotto forma di cauzione per la scarcerazione del nostro concittadino” ha spiegato.
di Samuele Ciambriello*
Il Mattino, 30 marzo 2025
Vedendo una parte della corda con la quale il giovane trentenne Harar si è impiccato, nel reparto Livorno del carcere di Poggioreale ho rivisto un copione, un canovaccio di una routine perversa fatta di numeri, pregiudizi ed indifferenza verso il mondo penitenziario, Da decenni i numeri dei suicidi, del sovraffollamento, delle pessime condizioni igieniche sanitarie, dei detenuti chiusi per 20 ore al giorno nelle celle, delle poche misure alternative al carcere, dell’eccessivo uso del carcere preventivo ci inducono a pensare che è difficile parlare di un “carcere nella Costituzione”, perché semplicemente non esiste nella realtà. Non esiste, oggi, un carcere che incarni i principi costituzionali. Il carcere della Costituzione è un luogo ideale, secondo alcuni una mera utopia irrealizzabile, sicuramente un obiettivo ancora lontano ma, almeno io credo, essenziale per affrontare seriamente e realisticamente questo problema. Forse allora, tutti, dobbiamo avere il coraggio di parlare di un carcere fuori dalla Costituzione.
- Il giubileo delle carceri
- Un compleanno dietro le sbarre: ma cosa c’è da festeggiare all’inferno?
- Il buco nero dei beni confiscati, l’Agenzia nazionale non paga chi li gestisce: ha i conti pignorati
- Caso Moussa, da Lucano a Casarini: petizione “per la verità”
- Calabria. Ripartire dal carcere si può, serve impegno e dialogo costruttivo











