di Nello Trocchia
Il Domani, 20 luglio 2025
La Polizia penitenziaria, che dipende dal sottosegretario, potrebbe presto avere 13 nuovi contrassegni. Non c’è il bando e neanche i fondi necessari, però spopolano i siti online dove è possibili acquistarli. Mentre il carcere è il regno dei suicidi, delle violenze, della droga e dei cellulari in cella con gli agenti allo stremo delle forze, il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, attraverso il Dap, pensa a introdurre nuovi distintivi per la polizia penitenziaria. Negli ultimi mesi, infatti, c’è stata una sequela di provvedimenti del capo di dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, per lo più quando alla guida c’era la fedelissima Lina Di Domenico, che hanno introdotto ben tredici nuovi stemmi. Si parte con il distintivo di “ricordo” per passare a quello dell’”appartenenza” fino a quello del “matricolista”.
di Antonio Bincoletto*
tuttieuropaventitrenta.eu, 20 luglio 2025
Quando si parla di sicurezza c’è un grosso equivoco che viene alimentato e una verità non detta che andrebbe svelata: non è con la pura repressione che si ottiene un mondo più sicuro. Lo dimostrano una quantità di studi e dati di fatto su esperienze umane passate e presenti. Negli Usa la pena di morte tuttora applicata in alcuni stati non ha dissuaso dal compiere reati anche molto gravi (si pensi per esempio alle periodiche stragi fatte con armi da fuoco nelle comunità scolastiche). Risulta inoltre che da quando negli States si è applicato il modello definito “tolleranza zero” il numero di persone recluse nelle carceri americane sia aumentato di cinque volte, mentre il numero dei reati pare essere rimasto stabile.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 20 luglio 2025
La bellezza in carcere: Luciana Delle Donne e la “Maison” con le detenute. Vite e tessuti tenuti insieme da un filo sottile; il recupero, in entrambi i casi, significa investire sul futuro. Luciana Delle Donne lascia la sua carriera in banca per dedicarsi alle donne detenute della casa circondariale di Lecce, non solo con il lavoro. “Il bello esiste e va ricercato ovunque”, è lo slogan del marchio “Made in Carcere”, da lei fondato nel 2007. A maggior ragione in un penitenziario: le donne lavorano e allenano la creatività, creando borse e gadget con tessuti che, altrimenti, andrebbero al macero. Per la sua attività nei penitenziari, Delle Donne viene premiata al Quirinale dal Presidente Sergio Mattarella, nel 2023.
di Maria Teresa Caccavale*
tuttieuropaventitrenta.eu, 20 luglio 2025
Fare volontariato in carcere non è semplice, non almeno come indicato dal precetto ecclesiale di fare visita ai carcerati. La nostra Associazione Happy Bridge con sede a Roma da anni si occupa di attività di volontariato a favore delle persone detenute e ex detenute o in detenzione domiciliare e sa bene quanta burocrazia e stigmi bisogna superare per realizzare gli scopi sociali. Il carcere è un luogo blindato dove la Sicurezza è l’obiettivo principale, il resto e precisamente la rieducazione e risocializzazione delle persone detenute è un problema secondario. Pertanto chi intraprende questa strada lo fa perché ci crede, oppure vuole farsi bravo agli occhi del prossimo.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 20 luglio 2025
Il ricorso in Cassazione per la sentenza Open Arms. Leggere le norme con gli occhiali della politica alimenta le polemiche. La battaglia che s’è innescata sul terreno della giustizia è arrivata al punto che su ogni iniziativa giudiziaria che abbia anche una minima ed eventuale valenza politica, si scatena un putiferio. Anche quella avviata con intenzioni tutt’altro che velleitarie, come pensavano i pubblici ministeri di Palermo decidendo di rivolgersi direttamente alla Cassazione per impugnare l’assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms.
di Irene Famà
La Stampa, 20 luglio 2025
Le riforme sono solo a colpi di slogan e parte dei fondi del Pnrr è ancora da spendere. Caos giustizia. I temi sul tavolo del ministero sono numerosi: questione carceri, giustizia penale e giustizia civile, risorse del Pnrr. E sullo sfondo ci sono i toni sempre più aspri tra governo e toghe sulla riforma costituzionale in discussione e non solo. Carceri affollate ma edilizia penitenziaria ferma al palo - Strutture fatiscenti, pochi posti per troppi detenuti, carenza di personale: questi sono solo alcuni dei problemi del sistema carcerario.
di Andrea Bulleri
Il Messaggero, 20 luglio 2025
Si pensa a una norma per ridurre gli appelli contro le sentenze di proscioglimento L’ipotesi di uno “scudo” totale e i paletti della Consulta (che lo bocciò nel 2007). “Rimedieremo”. Non è una promessa dal sen fuggita, quella arrivata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio subito dopo la notizia del ricorso dei pm di Palermo contro l’assoluzione di Matteo Salvini. “Nei Paesi civili, le sentenze di assoluzione non si impugnano”, è la linea del Guardasigilli. Che presto potrebbe tradursi in un nuovo intervento per rivedere questo aspetto del processo penale, almeno per quanto riguarda la maggior parte dei reati. E impedire che chi è già stato giudicato innocente una volta non si veda poi condannato in secondo grado.
di Angelo Picariello
Avvenire, 20 luglio 2025
Il procuratore antimafia Melillo: al sospetto si sostituisca l’attenzione. Parodi (Anm): dobbiamo poter esprimere le nostre considerazioni. Nordio studia intanto l’inappellabilità delle assoluzioni. Più che scontro, incomunicabilità. Ognuno per la sua strada, governo e magistrati: dopo l’annuncio della Procura di Palermo del ricorso in Cassazione contro la sentenza che ha assolto Salvini per la vicenda Open Arms - un “ricorso per saltum” che evita l’appello ma richiede una pronuncia della Suprema Corte - tiene banco la contromossa che il governo ha in mente, porre uno stop sull’impugnabilità delle sentenze di assoluzione.
di Enrica Riera
Il Domani, 20 luglio 2025
Le esternazioni del guardasigilli creano malumore nel governo. Che non può scaricarlo. Il sindaco indagato lunedì parlerà in aula. Carlo Nordio è dall’inizio della legislatura croce e delizia di Giorgia Meloni. Gaffeur semiprofessionista (contro le intercettazioni disse che i mafiosi non usano più il telefonino, si scoprì che Matteo Messina Denaro ne possedeva diversi durante la latitanza), re dei pasticci del caso dell’oligarca russo Artem Uss e della vicenda Almasri che ha portato pure la premier ad essere iscritta nel registro degli indagati, il ministro della Giustizia resta un intoccabile. Anche quando, da una piscina con Alfonso Signorini al Forte, attacca la magistratura a una manciata di giorni dal voto finale in Senato sulla riforma della giustizia.
di Simone Arminio
La Nazione, 20 luglio 2025
Paolo Sisto, il vicario di Nordio: sulla riforma noto un certo nervosismo, eppure è una rivoluzione democratica. Il ricorso per saltum sull’assoluzione di Salvini e il caso Open Arms? “È un esempio di testardaggine processuale, pur nella regolarità del gesto tecnico - chiarisce Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, senatore di Forza Italia e avvocato di lungo corso -. Come corretta e ben scritta continuo a pensare sia la sentenza di assoluzione in primo grado nei confronti di Matteo Salvini”.
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