agi.it, 25 marzo 2025
Sono arrivati oggi al carcere della Dozza di Bologna i primi nove detenuti ‘giovani adulti’, di età compresa tra i 21 e i 25 anni, trasferiti dagli istituti di Milano, Firenze, Treviso e dal penitenziario minorile di Bologna. Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di altri detenuti, per un totale di 26 unità. Lo ha spiegato il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, durante un punto stampa, dopo una visita alla nuova sezione che li ospiterà. “Il numero definitivo potrà essere anche inferiore ai 50, come era stato inizialmente ipotizzato”, ha aggiunto Ostellari, spiegando che si tratta di una soluzione temporanea. “Attendiamo la consegna di tre istituti minorili nuovi e riqualificati, quelli di Lecce, L’Aquila e Rovigo, che ci hanno assicurato verranno completati per la fine dell’estate. Poi nel nostro Paese è sempre difficile prevedere le consegne, ma confidiamo che questa avvenga nei tempi stabiliti. Quando i giovani adulti lasceranno la Dozza, la sezione tornerà agli adulti”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 marzo 2025
Salgono a 24 i casi dall’inizio dell’anno. Le vittime: un giovane egiziano a Trieste, un settantenne a Genova, un detenuto senza nome ad Avellino. Un weekend di sangue, l’ultimo atto di una strage senza fine. Ventiquattro suicidi in tre mesi, tre dei quali consumati in appena 24 ore. Nelle carceri italiane, da Nord a Sud iper affollate, si continua a respirare aria di morte, dove la disperazione si trasforma in un gesto estremo. Un bollettino di guerra che macchia la coscienza di un Paese immobilizzato tra indifferenza e propaganda politica. Tutto inizia domenica mattina, quando l’avvocato Gianpaolo Catanzariti, presidente dell’Osservatorio carceri delle Camere Penali, annuncia con “enorme sofferenza” la morte di un giovane egiziano di 28 anni, senza fissa dimora, rinchiuso nel carcere di Trieste. A informarlo è l’avvocato Enrico Miscia, difensore del ragazzo. La sua colpa? Aver “rubato uno zainetto in un bar”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 marzo 2025
Michela Di Biase, deputata dem e membro della Commissione Giustizia, la maggioranza parlamentare ha disertato la seduta straordinaria della Camera sull’emergenza carcere. Come commenta? Quanto avvenuto fotografa l’assoluto disinteresse del governo a uscire fuori dalla solita propaganda e la volontà di affrontare il problema; l’assenza dello stesso Nordio basta da sola a commentare quanto sto dicendo. I dati ci confermano che siamo davanti ad una vera e propria emergenza: abbiamo registrato 91 suicidi nel 2024, e sono già 22 quest’anno. Ogni quattro giorni, un detenuto sottoposto alla custodia dello Stato, si toglie la vita. Davanti a tutto questo le scelte compiute sul carcere sono del tutto insufficienti, nessuno dei problemi in due anni e mezzo di propaganda è stato risolto: dal sovraffollamento carcerario alla salute mentale, dalla mancanza di personale socio- educativo al rafforzamento delle misure alternative alla detenzione.
di Errico Novi
Il Dubbio, 25 marzo 2025
Un video della Penitenziaria mostra l’interno di una “stanza di pernottamento” per detenuti: la visita si sofferma sulle suppellettili che i reclusi potrebbero usare come armi improprie. Un modo per alzare ancora di più il muro fra il mondo di fuori e il carcere. Noi del Dubbio abbiamo messo una cella in piazza. Anzi: l’abbiamo messa a disposizione di chi ha visitato il nostro stand al Salone del libro di Torino e nel cuore di Roma, nel corso di un evento in piazza di Pietra. Obiettivo: far comprendere quanto disumana, alienante sia, per l’essere umano, l’esperienza dell’isolamento dal mondo, della privazione di libertà, affetti, senso del futuro. C’era in sottofondo il clangore dei catenacci che serravano i cancelli. Era un modo per dire: sappiate che c’è un’umanità, dietro quelle sbarre, scaraventata in una disperazione profonda. Non riducete il carcere al pozzo nero dell’esistenza in cui rinchiudere ciò che non si vuol vedere. Perché anche se non volete vederlo, esiste comunque. E noi ve lo mostriamo. Volevamo abbattere il muro che separa la vita della detenzione. Perché cittadini e reclusi potessero idealmente condividere una verità.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 25 marzo 2025
Si riaccende lo scontro politica-magistratura dopo la pubblicazione da parte di due quotidiani della risposta del Guardasigilli ad una interrogazione del senatore Gasparri. “Resta tema centrale per questo governo l’eventuale reintroduzione nel nostro ordinamento, tra i doveri del magistrato, del divieto di tenere comportamenti, ancorché legittimi, che compromettano la credibilità personale, il prestigio e il decoro del magistrato o il prestigio dell’istituzione giudiziaria”. È quanto scrive il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rispondendo a un’interrogazione parlamentare firmata dal capogruppo di FI al Senato, Maurizio Gasparri. La risposta del Guardasigilli è riportata oggi da Il Messaggero ed Il Fatto. L’ipotesi di una revisione delle sanzioni disciplinari per i magistrati torna così ad agitare il quadro politico e la magistratura stessa.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 marzo 2025
Anche Magistratura indipendente contro l’ipotesi di una “stretta”: nel prossimo parlamentino Anm proporrà un’autodisciplina interna, ma di tipo “deontologico”. È un caso che rischia di ridursi a una bolla di sapone, quello della possibile re- introduzione dell’illecito disciplinare per le toghe che prendono pubblicamente posizioni politiche, o che partecipano a eventi politici in cui si discutono riforme della giustizia, assumendo atteggiamenti di forte contrapposizione all’Esecutivo. Negli ultimi giorni alcune testate hanno anticipato una risposta del guardasigilli Carlo Nordio a un’interrogazione parlamentare presentata nello scorso novembre dal presidente dei senatori di FI Maurizio Gasparri, in cui si legge che “resta tema centrale per questo governo l’eventuale reintroduzione nel nostro ordinamento, tra i doveri del magistrato (anche con una diversa modulazione pienamente aderente al principio di tipicità degli illeciti disciplinari), del divieto di “… tenere comportamenti, ancorché legittimi, che compromettano la credibilità personale, il prestigio e il decoro del magistrato o il prestigio dell’istituzione giudiziaria”. Il pretesto per l’atto di sindacato ispettivo era stato offerto al capogruppo degli azzurri dal fatto che l’ex presidente Anm Giuseppe Santalucia avrebbe continuato a “esporsi su ogni argomento”, a organizzare “assemblee politico- partitiche, come quella di Bologna con magistrati e cittadini, determinando eventi difficili da inquadrare in una normale attività dell’associazione dei magistrati”. Ma nel mirino di Gasparri erano finite pure prese di posizione delle toghe progressiste come Silvia Albano e Marco Patarnello. Da ultima, la partecipazione dell’ex segretario di AreaDg, e già leader dell’Anm, Eugenio Albamonte a un dibattito organizzato da un circolo del Pd romano insieme alla responsabile Giustizia dem Debora Serracchiani proprio sulla riforma dell’ordinamento giudiziario.
di Enrica Riera e Stefano Vergine
Il Domani, 25 marzo 2025
Gli unici ad aver ammesso di possederlo sono le due agenzie di sicurezza del governo. Ma hanno escluso di averlo utilizzato per monitorare le vittime emerse finora. Ora, ha appreso Domani, c’è un’altra certezza: l’Aise lo ha usato per intercettare persone legate al mondo dell’immigrazione clandestina, anche in assenza di reati. Una nuova audizione davanti al Copasir e un nuovo dato, finora inedito, che potrebbe segnare una svolta sulla vicenda. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano verrà nuovamente sentito dal Comitato parlamentare che si occupa di sicurezza nazionale nel pomeriggio di martedì 25 marzo alle 14. In base a quanto apprende questo giornale, l’obiettivo è quello di approfondire il caso e provare a dare un nome a coloro che hanno utilizzato lo spyware israeliano a zero click nei confronti di attivisti e giornalisti italiani. Un fatto su cui, coordinati dalla Dna, stanno indagando anche le cinque procure d’Italia (Roma, Napoli, Bologna, Palermo e Venezia) presso cui sono state presentate le denunce delle vittime del software di proprietà appunto della Paragon solutions. Le indagini, poi, sono state delegate alla Polizia Postale, sede centrale.
regione.emilia-romagna.it, 25 marzo 2025
Formazione e lavoro per l’inclusione. La Regione Emilia-Romagna, con il via libera della Giunta arrivato nell’ultima seduta, stanzia oltre 4,5 milioni di euro di risorse europee Fse+ e Fesr per “Una giustizia più inclusiva”, progetto dedicato all’inclusione socio-lavorativa dei detenuti, nell’ambito del Piano nazionale inclusione e lotta alla povertà 2021-2027 del ministero della Giustizia. Iniziativa che coinvolge una rete di partner pubblici e privati di cui la Regione è capofila. “La giustizia non può ridursi ad un mero strumento di punizione ma deve avere il coraggio di credere nel cambiamento delle persone - commenta l’assessora regionale al Welfare, Isabella Conti.
di Giancarlo Falconi
iduepunti.it, 25 marzo 2025
Un’altra morte segna le cronache del carcere di Castrogno dopo che è stato ritrovato senza vita il corpo di Domenico Di Rocco, 43anni. “Ennesima morte per mano dello Stato, il peggior carcere d’Italia è Castrogno e oggi ha fatto l’ennesima vittima: Domenico Di Rocco aveva 43 anni”, ha dichiarato Adele Di Rocco del Coordinamento Codice Rosso. “Auspico che la procura apri un’inchiesta per far luce sull’accaduto”. Nel frattempo i genitori della vittima si stanno recando presso la struttura. Evidenti erano le sue patologie pregresse. Era compatibile con il regime carcerario? Sicuramente sarà effettuata l’autopsia per risalire alla causa del decesso.
di Carmine Quaglia
ottopagine.it, 25 marzo 2025
Un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e il conferimento dell’incarico al medico legale Alessandro Santurro, che oggi alle quindici procederà all’ esame disposto dalla Procura di Avellino. Sono questi i primi atti dell’inchiesta del pm Luigi Iglio sul decesso di un quarantottenne montorese, A.G, rinvenuto privo di vita nella sua cella dal personale della Polizia Penitenziaria venerdì pomeriggio. Questa mattina il sostituto procuratore Luigi Iglio ha conferito al medico legale Alessandro Santurro l’incarico di accertare una serie di circostanze legate al decesso. In primis la causa della morte, se è cioè da ricondurre ad un fatto naturale, un malore fatale o invece ci sono altre cause. Determinanti saranno anche gli esami tossicologici.
- Salerno. Detenuto morto in cella, la famiglia chiede giustizia: “Mai curato”
- Modena. Morto in carcere asfissiato con il gas, disposte nuove indagini: cosa non torna
- Milano. Incendio al carcere Beccaria: detenuti minorenni appiccano fuoco ai materassi
- Milano. Perché il carcere minorile Beccaria è continuamente in rivolta
- Firenze. Detenuti del minorile trasferiti a Bologna, protesta e polemiche











