di Luciano Violante
Corriere della Sera, 21 luglio 2025
Le novità che si vorrebbero introdurre nel sistema giudiziario presentano delle criticità che andrebbero corrette. La cosiddetta riforma della giustizia, in corso di approvazione, si fonda su tre pilastri. Il primo è costituito dalla separazione dei Pubblici Ministeri dai Giudici, con due distinti Csm, uno per i pm e l’altro per i giudici. Il secondo sottrae ai magistrati il potere di eleggere i propri rappresentanti ai Csm, che sarebbero invece costituiti per sorteggio. Il terzo pilastro è costituito dall’attribuzione della funzione disciplinare ad un’Alta Corte, sottraendola ai due Csm, che manterrebbero solo le funzioni di gestione della “carriera”, dei pm l’uno, dei giudici l’altro.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 21 luglio 2025
Sconcertanti, prima ancora che non condivisibili, sono talune esternazioni del ministro della Giustizia Nordio. C’è da chiedersi se esse siano il frutto meditato della questione affrontata o invece improvvisazioni tese a ottenere qualche titolo di giornale e attizzare il solito “scontro politica-magistratura”. È il caso dell’ultima, che promette di vietare al pubblico ministero l’impugnazione delle sentenze assolutorie di primo grado, come reazione al ricorso in Cassazione della procura della Repubblica di Palermo, contro la sentenza del Tribunale nel processo che ha visto imputato il ministro Salvini. Ignorando che la Costituzione all’art. 111 stabilisce che contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge. A meno che il ministro abbia in animo di modificare anche su questo la Costituzione.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 21 luglio 2025
Federico Cafiero de Raho, ex procuratore nazionale antimafia, oggi deputato del Movimento 5 Stelle. Perché dite che questa riforma della giustizia è un attacco alla Costituzione? “Credo che il punto sia ancora più generale. E cioè quello che il governo e l’attuale maggioranza politica hanno fatto in materia di giustizia”.
di Francesco Petrelli*
Il Foglio, 21 luglio 2025
L’interrogatorio “preventivo” si sta trasformando in una “condanna pubblica preventiva”. Un cortocircuito pericolosissimo che rischia di pregiudicare un iter procedimentale garantista pensato a protezione e salvaguardia degli indagati. Lo aveva detto qualche anno fa la Corte di Cassazione, in una sua nota decisione sui fatti di una presunta corruzione metropolitana, che non si doveva correre il rischio di “criminalizzare” indiscriminatamente i rapporti fra imprenditori e politici. Ma nonostante il condivisibile monito, la trasposizione di qualsiasi relazione personale dal piano del lecito a quello dell’illecito, aiutati da norme e giurisprudenze che si prestano all’operazione, appare così agevole da rendere purtroppo del tutto ineffettiva quella autorevole raccomandazione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 luglio 2025
Tra gli assolti perché “il fatto non sussiste” anche l’ex sindaco Marcello Manna, accusato di aver siglato un patto con la ‘ndrangheta: “Anni difficili. La politica è subalterna al potere giudiziario”. Giovedì il Tribunale di Cosenza si è espresso in merito all’inchiesta denominata “Reset”, condotta dalla Dda di Catanzaro, all’epoca guidata da Nicola Gratteri, contro la ‘ndrangheta cosentina: 61 condanne e 63 assoluzioni. L’inchiesta del 2022 era esplosa con un clamore mediatico travolgente, come di solito avviene in certe località calabresi. Arresti in grande stile, volanti, elicotteri, uomini in divisa che circondavano il Comune che fu appunto sciolto nel 2023 per presunte infiltrazioni mafiose.
di Andrea Joly
La Stampa, 21 luglio 2025
Il Consiglio regionale domani nomina l’ex assessora meloniana. “Corpi ammassati in celle chiuse, spazi inadeguati, tensione alle stelle, condizioni igienico-sanitarie inaccettabili, educatori e poliziotti in difficoltà”. È la cartolina delle carceri piemontesi del rapporto Antigone che verrà presentato giovedì a Palazzo Lascaris. Lì dove, domani, il Consiglio regionale nominerà - dopo vari rinvii in attesa dell’accordo - il nuovo garante dei detenuti piemontese. Al posto di Bruno Mellano, che dopo 11 anni non sarebbe potuto essere rinnovato, la maggioranza si sarebbe messa d’accordo sul nome dell’ex assessora alessandrina Monica Formaiano, avvocata di famiglia socialista con un passato in Forza Italia (fu assessora con Cuttica sindaco) e poi candidata alle Regionali 2024 con Fratelli d’Italia. Lo stesso partito del sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri Andrea Delmastro.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 21 luglio 2025
Si è tolto la vita nel carcere di Massa un detenuto marocchino di circa trent’anni. L’uomo, in arresto per minacce, era arrivato nel penitenziario pochi giorni fa, il 16 luglio. Gli erano stati revocati gli arresti domiciliari. Aveva già tentato il suicidio qualche ora prima ma era stato salvato all’ultimo minuto. Secondo Eleuterio Grieco, segretario regionale della Uil Pa, l’uomo non sarebbe dovuto essere nel carcere di Massa che è destinato a detenuti che hanno pene più lunghe, a differenza dell’uomo. Un carcere piuttosto problematico, quello di Massa, visto che sono presenti 272 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 176. Molte celle da due posti ospitano tre reclusi.
di Matteo Scarlino
latinatoday.it, 21 luglio 2025
Caldo, sovraffollamento, carenza di personale. Il quadro del sindacato, le reazioni della politica. Era stato portato in ospedale per un malore e poi dimesso. Una volta rientrato in carcere si è sentito di nuovo male. E questa volta il secondo malore è stato fatale per un detenuto del casa circondariale di Latina, che ha perso la vita nei giorni scorsi. Il caso riapre ora l’annosa questione delle condizioni delle carceri del Lazio, spesso critiche per il sovraffollamento, la carenza di organico del personale, il caldo.
cagliaritoday.it, 21 luglio 2025
L’idea nasce per promuovere una mentalità “imprenditoriale” per un futuro di emancipazione lontano dalle sbarre e carico di prospettive. Saper realizzare prodotti alimentari tradizionali di qualità e confezionarli nel rispetto delle norme igienico-sanitarie per poterli vendere a privati e/o a ristoranti o alle gastronomie garantendo quindi tipicità e salubrità. Sono state le caratteristiche del progetto “Le Mani in Pasta”, il corso di pasta fresca tipica della Sardegna e dolci, curato dalla chef Laura Sechi di Vitanova di Cagliari. Una scommessa, promossa dall’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, che ha consentito a 4 detenute della Casa Circondariale di Cagliari-Uta di ottenere anche l’attestato di partecipazione al corso di sicurezza alimentare (AHCCP) curato da Alberto Manca dell’omonimo studio di prevenzione cagliaritano.
di Sergio Harari
Corriere della Sera, 21 luglio 2025
Il nostro Paese, in due recenti occasioni, ha preso posizioni francamente discutibili che la pongono in una pericolosa situazione di marginalità e isolamento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità è un’istituzione non esente da critiche e con limiti che sono apparsi evidenti nella gestione della pandemia del 2020 e che erano già emersi in passato in occasione dell’emergenza causata dall’influenza suina nel 2009-10, ma resta un presidio fondamentale di sanità pubblica mondiale. L’Italia, in due recenti occasioni, ha preso posizioni francamente discutibili che la pongono in una pericolosa situazione di marginalità e isolamento.
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