Il Fatto Quotidiano, 19 luglio 2025
La stretta di Germania, Francia e altri quattro Paesi Ue. Il ministro degli Interni tedesco, Alexander Dobrindt, ha riunito gli omologhi di Austria, Danimarca, Francia, Repubblica Ceca e Polonia: “Nel nostro Paese non esiste alcun diritto di soggiorno per i criminali gravi”. “Oggi sappiamo che con tutta evidenza in questo ambito non ce l’abbiamo fatta, come lei intendeva allora”, ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a proposito della frase dell’ex cancelliera Angela Merkel che nel 2015, nel pieno della crisi migratoria, coniò il celebre slogan “ce la facciamo” ma anche “andrà tutto bene” (Wir schaffen das). A segnare la svolta arriva anche l’iniziativa che vede la Germania unirsi alla Francia e ad altri quattro Paesi Ue in una dichiarazione congiunta per una stretta sul diritto d’asilo e in particolare sui rimpatri degli irregolari.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 19 luglio 2025
I dazi, le guerre, la fame e i morti di Gaza ci spingono verso ansia e angoscia. Ma bisogna reagire e agire. E recuperare il valore della speranza. Certe volte penso se nel 1943, durante il bombardamento di San Lorenzo o uno dei tanti attacchi aerei che hanno distrutto case, scuole, ospedali e seminato sangue e disperazione nel nostro Paese, un bambino come quello di Germania anno zero, quello che cammina tra le macerie di Berlino distrutta, fosse andato in mezzo alle persone che contavano i danni o che piangevano i loro cari morti dicendo: “Abbiate fiducia, perché tra 15 anni il mondo sarà in pace, conoscerà la più impetuosa fase di sviluppo mai vista”. E dicendo ancora: “Coloro che oggi si combattono l’uno contro l’altro si stringeranno la mano, si abbracceranno, collaboreranno tra loro. E proprio a Roma, poco lontano dai bombardamenti, magari ci saranno i Giochi Olimpici, nei quali chi oggi vuole sterminare l’altro se lo troverà a fianco, amico, e dormiranno nelle stesse case, mangeranno allo stesso tavolo”.
agenparl.eu, 19 luglio 2025
Il numero di detenuti ogni 100 posti disponibili è aumentato da 93,5 a 94,9 tra il 31 gennaio 2023 e il 31 gennaio 2024. “Il sovraffollamento carcerario rimane una sfida importante per un terzo delle amministrazioni penitenziarie in Europa”, secondo le statistiche penali annuali del Consiglio d’Europa sulla popolazione carceraria (Space I) per il 2024, pubblicate oggi. Nel complesso, in Europa, il numero di detenuti ogni 100 posti disponibili è aumentato da 93,5 a 94,9 tra il 31 gennaio 2023 e il 31 gennaio 2024, con differenze significative tra i Paesi. Nei Paesi con una popolazione superiore a 500.000 abitanti, quindici amministrazioni penitenziarie hanno segnalato un sovraffollamento grave: Slovenia (134 detenuti ogni 100 posti), Cipro (132), Francia (124), Italia (118), Romania (116) e Belgio (113).
di Elena Zacchetti
ilpost.it, 19 luglio 2025
Si trova poco lontano da Istanbul, in Turchia, e al suo interno sono detenuti migliaia di dissidenti e oppositori del presidente Erdogan. Mercoledì Ekrem Imamoglu, ex sindaco di Istanbul, è stato condannato da un tribunale turco a scontare 20 mesi di carcere per aver criticato un pubblico ufficiale. La sentenza non cambierà le sue condizioni: dalla fine di marzo è già detenuto sulla base di altre accuse ritenute politicamente motivate nella prigione Marmara a Silivri, una settantina di chilometri a ovest di Istanbul. Marmara è il più grande carcere di massima sicurezza in Europa per numero di detenuti, e anche il posto dove si sono tenuti alcuni tra i processi politici più importanti in Turchia degli ultimi quindici anni. Qui sono incarcerati migliaia di oppositori politici, intellettuali, attivisti e giornalisti arrestati con accuse pretestuose, perché critici nei confronti del governo del presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
di Elisabetta Zamparutti
L’Unità, 19 luglio 2025
Grande è l’attenzione sulla guerra tra Iran e Israele o sul programma nucleare di Teheran. Totale la distrazione sull’impressionante numero di esecuzioni compiute dal regime clericale nei confronti dei propri cittadini. Cifre destinate ad aumentare e che non possiamo ignorare.
di Franco Corleone
L’Espresso, 18 luglio 2025
Il 2 luglio è stata ricordata a Firenze la figura di Alessandro Margara a nove anni dalla scomparsa e a cinquant’anni dalla riforma penitenziaria di cui fu uno degli ispiratori. Il “cavaliere dell’utopia concreta” offrì un contributo essenziale alla legge Gozzini del 1986 e scrisse il Regolamento penitenziario approvato nel 2000 che sostituiva quello di Alfredo Rocco del 1931; infine, consapevole dei limiti di quei testi, elaborò una proposta di legge per un “Nuovo ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle pene e delle altre misure privative o limitative della libertà”.
di Angela Stella
L’Unità, 18 luglio 2025
Coro di critiche per la task force sulle misure alternative annunciata dal ministero che tirerà le somme solo dopo l’estate. Giachetti: “Modo per bloccare la nostra pdl”. Serracchiani: “Servono misure immediate”. Due giorni fa il governo ha deciso di affrontare l’emergenza carceraria. Come? Con l’istituzione di una task force tra Ministero della Giustizia, magistratura di sorveglianza e singoli istituti penitenziari per favorire la definizione delle posizioni di 10.105 detenuti cosiddetti definitivi (6079 italiani, 4026 stranieri, con pena residua sotto i 24 mesi, per reati diversi da quelli ostativi di cui all’articolo 4 bis della Legge di ordinamento penitenziario e che negli ultimi 12 mesi non hanno riportato sanzioni disciplinari gravi) potenzialmente fruitori di misure alternative alla detenzione in carcere.
di Gianni Alemanno* e Fabio Falbo**
L’Unità, 18 luglio 2025
La costruzione di nuove carceri, l’idea di usare le caserme e poi quella di mandare i detenuti in comunità. Ora la task force. Intanto da quando c’è questo governo il sovraffollamento è aumentato dal 107% al 134,3%. La Task Force proposta dal Ministro Nordio per l’emergenza carceri sembra servire solo a perdere tempo, mentre il sovraffollamento continua a crescere ogni giorno. Sarà sicuramente vero che più di 10.000 persone detenute potrebbero ottenere l’accesso alle pene alternative, ma è assolutamente impensabile che questo possa essere propiziato dall’istituzione di una commissione ministeriale.
di Federica Delogu e Marica Fantauzzi
valigiablu.it, 18 luglio 2025
Al suo 180º giorno di detenzione, Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, scrive una lettera dal carcere romano di Rebibbia. Se le lettere precedenti avevano creato un certo dibattito mediatico, questa volta il testo viene letto in Parlamento dal senatore del Partito Democratico Michele Fina: “La politica dorme (con l’aria condizionata) e si dimentica delle carceri sovraffollate e surriscaldate, aspettando indifferentemente che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sanzioni l’Italia per trattamento inumano e tortura delle persone detenute. Nel 2024, 71 persone detenute si sono tolte la vita, nei primi sei mesi del 2025, siamo già a 38, un suicidio ogni cinque giorni, numeri che gridano vendetta, ma che non fanno rumore, perché chi muore in carcere, spesso, muore due volte, nella cella e nell’indifferenza collettiva”.
di Carmelo Palma
linkiesta.it, 18 luglio 2025
Chi si oppone a qualunque misura volta a ridurre la popolazione carceraria, invocando la certezza della pena, finisce per garantire un’altra certezza: quella della recidiva, tanto più inevitabile quanto più la carcerazione si fa afflittiva e disumana. Il problema del sistema di esecuzione penale in Italia non è la certezza della pena, ma quella della recidiva. Circa due detenuti su tre escono di galera per rientrarvi non troppo tempo dopo, mentre, tra quanti usufruiscono di misure alternative alla detenzione, il tasso di recidiva è di tre volte inferiore. Questi ultimi sono ovviamente un campione, per così dire, migliore, proprio per il fatto di non avere condizioni ostative, ed essere eleggibili a questi e altri benefici previsti dall’ordinamento penitenziario. Ma eleggibili lo diventano anche se la detenzione consente loro di diventare migliori di com’erano entrati.
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