di Fabiana Cofini
rainews.it, 21 marzo 2025
È stato il primo a tenersi in un istituto penitenziario in Italia e il secondo in Europa. Dieci speaker, fra cui anche due detenuti, hanno raccontato la loro esperienza dietro le sbarre e come ‘dentro’ lo scorrere dei minuti abbia una valenza diversa. Come scorre il tempo quando non si ha la libertà di impegnarlo liberamente? I 60 secondi che compongono un minuto si misurano sempre alla stessa velocità? Al diverso ritmo che il tempo acquisisce quando si è in carcere e alle varie dimensioni che lo scorrere delle lancette assume a seconda delle proprie esperienze di vita, è stato dedicato il TEDxCarcerediPotenza.
Ristretti Orizzonti, 21 marzo 2025
Acquisire la capacità di rispettare le regole di una disciplina sportiva per imparare ad allenarsi alle regole della società civile. È l’obiettivo condiviso da tutti gli interlocutori che hanno preso parte alla conferenza stampa di presentazione dei progetti “Sportivi inside” e “Libera…mente sport”, finanziati nell’ambito dell’avviso “Sport di tutti - Carceri”, svoltasi del salone del Circolo Unione di Lucera giovedì 20 marzo. I due progetti prenderanno il via ad aprile 2025 e dureranno 18 mesi, promuovendo all’interno della Casa Circondariale di Lucera la pratica di diverse discipline sportive e non solo.
Corriere della Sera, 21 marzo 2025
L’evento promosso dall’associazione milanese Amici della Nave OdV, in collaborazione con Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio: alle 20.30 di sabato 22 marzo 2025, nella Chiesa della Conversione di San Paolo. La voce degli ex detenuti del carcere milanese di San Vittore unita a quelle dell’Accademia Corale Vittore Veneziani e de I Cantori del Vòlto. Gli archi e i fiati dell’Orchestra Antiqua Estensis, con cantanti e musicisti solisti d’eccezione come Paolo Ghidoni. E le voci recitanti del Macró Maudit Teáter di Milano. Insieme per interpretare a Ferrara, in questo tempo di Quaresima, i temi de La Passione evangelica nella sua attualità: alle 20.30 di sabato 22 marzo 2025, nella Chiesa della Conversione di San Paolo. È l’evento promosso dall’associazione milanese Amici della Nave OdV, in collaborazione con Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e Parrocchia della Conversione di San Paolo, con l’aiuto di Amf - Scuola di Musica Moderna di Ferrara. Ingresso libero.
di Barbara Piccininni e Massimo Prearo
Il Manifesto, 21 marzo 2025
Le “Nuove indicazioni” nazionali per il primo ciclo di istruzione del ministro Valditara stanno facendo discutere molto. Un passaggio decisamente preoccupante è quello relativo alla necessità di rifondare i rapporti tra scuola e famiglia che sembra di fatto un preludio all’istituzione del cosiddetto consenso informato previsto dai progetti di legge presentati da due esponenti della maggioranza. Il 19 febbraio 2025 a Roma, l’associazione ProVita & Famiglia ha convocato una conferenza stampa per lanciare un ultimatum alla maggioranza sul tema della “libertà educativa” delle famiglie. Sorprendente, considerato che dall’arrivo di Meloni al governo le dichiarazioni pubbliche di questi attivisti pro-life e anti-gender tendono generalmente ad applaudire tutta una serie di iniziative contro quello “sbaglio della mente umana” - così si esprimeva papa Francesco - che sarebbe la cosiddetta “ideologia gender”.
di Irene Famà
La Stampa, 21 marzo 2025
Sparizioni forzate, torture, uccisioni illegali e altri crimini di diritto internazionale. È lunga la lista di accuse che pesano su Abdel Ghani al-Kikli conosciuto come Gheniwa. Il capo delle milizie di Tripoli è tornato in Italia dopo essere stato visto lo scorso luglio alla finale del campionato libico di calcio organizzato a Roma dal governo libico. Al-Kikli guida dal gennaio 2021 l’Autorità per il sostegno alla stabilità (Ass), milizia creata dal governo della Libia incaricata di garantire la sicurezza delle sedi e delle autorità di governo, partecipa ai combattimenti, arresta persone sospettate di reati contro la sicurezza nazionale e collabora con altri organismi di sicurezza.
di Emilio Carelli
L’Espresso, 21 marzo 2025
L’umanità ha dimostrato che la giustizia, la pace e la comprensione reciproca possono prevalere. In un periodo in cui venti di guerra sono tornati prepotentemente a spirare in molte parti del mondo, mi ha molto colpito per l’attualità delle questioni poste, il libro di Gianluca Sadun Bordoni, “Guerra e natura umana” (vedi pagina 20). È un’analisi penetrante e provocatoria che affronta un tema tanto antico quanto attuale: la guerra come manifestazione intrinseca della natura umana. L’autore si distingue per il suo approccio rigoroso e multidisciplinare, attingendo a conoscenze provenienti dalla biologia, dalla storia, dalla psicologia e dalle scienze sociali. Il saggio non si limita a esaminare le guerre passate, ma si interroga sulle radici profonde che caratterizzano ogni conflitto, chiedendosi se l’umanità sia in grado di liberarsi per sempre dalla morsa della guerra e della violenza. È l’auspicio che tutti noi condividiamo, anche se la storia dell’umanità finora lo ha sempre disatteso.
di Elena Molinari
Avvenire, 21 marzo 2025
La rotta di collisione fra Donald Trump e la magistratura americana impartita dai primi atti della nuova Amministrazione Usa ha prodotto il temuto impatto. I suoi effetti non sono ancora chiari, ma bisogna accettare l’idea che è solo il primo scontro e che altri Big Bang costituzionali sono dietro l’angolo. Nell’ultima settimana il capo della Casa Bianca ha ignorato gli ordini di vari tribunali federali, rifiutandosi di revocare la sospensione degli aiuti esteri, le deportazioni di categorie protette di immigrati, alcuni tagli alla spesa federale e il licenziamento massiccio di dipendenti pubblici.
di Mariano Giustino
Il Riformista, 21 marzo 2025
La storia si ripete, prima come tragedia, poi come farsa. Erdoğan fu vittima di un regime che lo mise dietro le sbarre per estrometterlo da primo cittadino e dalla scena politica; adesso è lui a mettere in carcere il suo principale rivale. Hanno sfidato ogni divieto, i giovani studenti in marcia lungo le strade di Istanbul verso Saraçhane, per manifestare la loro rabbia e il loro sostegno per il sindaco dietro le sbarre. Hanno superato barricate, hanno affrontato i famigerati Toma (i cannoni ad acqua), hanno sfidato i lacrimogeni della polizia in assetto antisommossa. Hanno marciato a migliaia in una megalopoli militarizzata, giovani e anziani, donne e bambini, studenti e lavoratori; hanno camminato per ore e per chilometri, pacificamente. Si sono recati a piedi in quella piazza del municipio diventata il cuore simbolico di una lotta di resistenza per la difesa della democrazia, perché il servizio di trasporto pubblico era stato sospeso dalle autorità per rendere difficili le adunate. Un fiume si è recato lì, a Saraçhane, davanti alla sede centrale della Municipalità metropolitana di Istanbul (İBB), nel distretto di Fatih, per stare idealmente accanto al loro sindaco, Ekrem İmamoğlu, arbitrariamente arrestato assime a oltre 100 altri oppositori, tra cui sindaci distrettuali e diversi funzionari di area del Partito repubblicano del popolo (Chp).
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 20 marzo 2025
Un morto dopo l’altro dentro quel buco nero che ci ostiniamo a chiamare carcere. Un conteggio macabro che non ha finora spostato di una virgola l’indifferenza di chi ci governa. Si ammazzano gli italiani, gli stranieri, i giovani, gli adulti. Si è ammazzata anche una donna. Ci si ammazza al nord e al sud, all’inizio e alla fine della pena. Ai ventuno morti suicidi se ne aggiungono tanti altri che muoiono per cause da accertare o che non saranno mai accertate. Molte morti sono archiviate per causa naturale, nonostante l’età media dei detenuti trovati senza vita nelle prigioni d’Italia è di circa quarantatré anni, dunque più o meno quando una persona libera si trova nel cuore della sua esistenza. Morti che non provocano reazione emotiva nei tanti uomini di potere che si professano cattolici. Morti senza nome, morti che le famiglie sanno a stento come e quando hanno perso la vita. Questo è il segno di un vero e proprio cinismo di Stato, ingiustificabile, disumano.
di David Allegranti
La Nazione, 20 marzo 2025
Nelle fatiscenti e sovraffollate carceri italiane ci si continua a suicidare. A poche ore di distanza, due detenuti si sono tolti la vita nel carcere di Montorio, a Verona. Non ha più senso parlare di “emergenza”: i suicidi, in queste condizioni, sono purtroppo destinati a proseguire. Le cause di un suicidio possono essere molteplici e ogni suicidio fa storia a sé, è vero, ma se in una cittadina di 62.165 abitanti, tanti quanti sono i detenuti attualmente presenti (al 28 febbraio 2025) negli istituti penitenziari, ci fossero 90 suicidi l’anno (record stabilito nel 2024; ora siamo già a 20), probabilmente ci chiederemmo con insistenza, ogni giorno, cosa sta succedendo e perché. Magari un giorno uno studio scientifico ci spiegherà che il sovraffollamento non c’entra niente con la volontà di togliersi la vita, ma per ora possiamo chiederci se invece non sia proprio fra le cause che rendono la vita in prigione così insostenibile.
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