di Luisa Cirillo
lamagistratura.it, 14 luglio 2025
Anm: drammatica carenza organico, ok a proposta Giachetti ma servono correttivi. La necessità inderogabile dell’aumento degli organici dentro e fuori gli istituti, il bilancio negativo a un anno dal cosiddetto decreto Carcere sicuro, il drammatico sovraffollamento e le soluzioni che politica e Parlamento stanno discutendo. L’emergenza carceri è e resta all’ordine del giorno per la magistratura associata che nell’ultima riunione del Comitato direttivo centrale ha approvato tre documenti. Nel primo si mette in evidenza la drammatica carenza di organico rispetto agli uffici della magistratura di sorveglianza che - come si sottolinea nel documento - “ha il compito di vigilare sull’esecuzione della pena, garantendone la finalità rieducativa. La straordinaria importanza di questo compito appare tuttavia dimenticata se si guarda alle condizioni attuali in cui essa versa”.
di Leonardo Caffo
mowmag.com, 14 luglio 2025
È il 41-bis o Arancia Meccanica? Ad Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto a regime di 41-bis, sono stati negati i libri che aveva legittimamente richiesto. Ma il carcere serve per rieducare. Come si può, dunque, vietare a un uomo di leggere in cella? Sembra Arancia Meccanica ma è la realtà. E se anche questo diritto viene meno, allora lo Stato ha fallito del tutto. Le notizie che giungono dal sistema carcerario italiano, specie quando toccano le corde sensibili dei diritti fondamentali, faticano a non farci un certo ribrezzo: è davvero questo il paese di Cesare Beccaria? L’ultimo episodio che ha coinvolto Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto sotto il regime del 41-bis, è di quelli che sembrano provenire direttamente dalla cura Ludovico, o almeno, che ci interrogano profondamente sulla direzione che sta prendendo il nostro Stato. Negare a un uomo, per quanto controverso possa essere il suo profilo e le sue azioni passate, i libri che aveva regolarmente richiesto, non è solo una punizione; è un’aberrazione, un’ulteriore conferma di come la logica retributiva abbia ormai soppiantato ogni principio di civiltà giuridica e umana.
di Giulia Merlo
Il Domani, 14 luglio 2025
La riduzione del disposition time civile è lontana dai risultati richiesti. Segnali distensivi tra il Csm e Via Arenula per evitare la revoca dei fondi Ue. Non c’è solo il caso Almasri ad allarmare il ministro della Giustizia Carlo Nordio e tutti i suoi diretti collaboratori, a partire dalla capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi. Nonostante i molti proclami, la giustizia civile annaspa e gli obiettivi da raggiungere per confermare le rate del Pnrr sono ancora lontanissimi: quasi irraggiungibili, col rischio “concreto”, viene spiegato da una fonte ministeriale, che l’intero Piano nazionale di ripresa e resilienza possa saltare. Tanto che l’ultima spiaggia per il ministero rischia di essere quella di accettare l’aiuto proprio a quella magistratura che, con la riforma della giustizia, è stata fino ad oggi invece la principale avversaria.
di Errico Novi
Il Dubbio, 14 luglio 2025
Ieri “Corriere” e “Repubblica” hanno pubblicato altri stralci della mail, riportata venerdì sul “Dubbio”, che era stata trasmessa dall’allora dirigente di via Arenula al capo di Gabinetto di Nordio, Bartolozzi: ma sono passaggi che scagionano il guardasigilli esattamente come le frasi iniziali. E a proposito di Signal: lo usa gran parte dei magistrati italiani, inclusi coloro che dalla toga sono passati al Parlamento.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 14 luglio 2025
Intervista alla responsabile giustizia del Pd: “Il ministro usa l’arroganza per uscire dagli imbarazzi. Ormai a via Arenula dettano legge altri. “Dopo gli ultimi imbarazzanti dettagli, la copertura di Palazzo Chigi è ormai così evidente da spingere Meloni a un ingiustificabile silenzio”. Per Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, ecco ciò che raccontano le nuove indiscrezioni sul caso Almasri.
di Claudia Pecorella
valerioonida.org, 14 luglio 2025
Previsto nel c.d. Decreto Sicurezza (d.l. 11 aprile 2025, n. 48). Con un provvedimento del 3 giugno 2025, il Magistrato di Sorveglianza di Bologna ha concesso la proroga del differimento obbligatorio della pena a una donna divenuta madre durante il tempo in cui già godeva del rinvio della esecuzione della pena in quanto donna incinta (art. 146 c.p.).
di Silvana Cortignani
tusciaweb.eu, 14 luglio 2025
Scambi di cibo tra detenuti in regime di carcere duro, a Mammagialla bisogna fare richiesta il giorno prima. È stato bocciato dalla cassazione il ricorso del boss catanese 49enne Ciccio Napoli del clan Santapaola, al secolo Francesco Tancredi Maria, detenuto dal 2023 al 41 bis al Nicandro Izzo di Viterbo. Per la cronaca, è lo stesso cui di recente la suprema corte ha consentito di suonare in cella la pianola. La suprema corte ha confermato l’ordinanza con cui, lo scorso 13 marzo, il tribunale di sorveglianza di Roma ha accolto il reclamo proposto dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) avverso il provvedimento emesso dal magistrato di sorveglianza di Viterbo in data 25 maggio 2023, con il quale - a seguito del reclamo del detenuto - era stato annullato l’ordine di servizio emesso dalla direzione della casa circondariale di Viterbo il 25 febbraio 2021, nella parte in cui esso subordinava l’autorizzazione immediata allo scambio di generi alimentari (tra detenuti appartenenti allo stesso gruppo di socialità) alla ricorrenza del requisito della eccezionalità.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 14 luglio 2025
Maratona oratoria pubblica davanti alla Casa circondariale: “Uno Stato che non rieduca i detenuti è uno Stato debole”. Canton Mombello non si può recuperare, va chiuso. Ed il carcere non può essere una “discarica sociale” nella quale abbandonare le persone, ma le pene devono “tendere alla rieducazione del condannato” così come prescritto dalla Costituzione. Sono due dei concetti attorno al quale è ruotata la “maratona oratoria pubblica” allestita sabato di fronte ad una delle carceri più sovraffollate d’Italia, il Nerio Fischione di Brescia, che per tutti qui rimane “Canton Mombello”.
fpcgil.lombardia.it, 14 luglio 2025
Silvia Papini (Fp Cgil): “730 detenuti per 411 posti. Crescono i numeri, cresce la sofferenza. È una questione di diritti, non solo di organici. “Circa 730 persone detenute a fronte di una capienza di 411 posti. A giugno si è toccata quota 750. Al carcere di Monza il sovraffollamento è del 77,6%, significa che ci sono quasi 8 persone ogni 4 posti disponibili. Una situazione dura da sostenere”. A denunciarlo è Silvia Papini, segretaria della Fp Cgil Monza Brianza. Il dato locale si inserisce nel quadro nazionale già segnalato dalla Cgil di Corso Italia, con la segretaria Daniela Barbaresi che parla di “un sovraffollamento medio del 135%” e di “una popolazione di 62.728 detenuti da record storico”.
di Lorenzo Nicolini
romatoday.it, 14 luglio 2025
Più di un secolo di carcere per 24 rivoltosi, quelli che a marzo del 2020 misero a ferro e fuoco il penitenziario di Rebibbia. La protesta era contro le misure restrittive per contenere il Covid, che vietavano le visite dei familiari. Quel lunedì 9 marzo fu una lunga giornata. Prima la rivolta dei detenuti all’interno del penitenziario con materassi e cassonetti date alle fiamme. Poi le proteste dei famigliari all’esterno con attimi di tensione tra loro e la polizia chiamata a presidiare l’ingresso di Rebibbia. Reparti devastati nel carcere, la biblioteca incendiata, l’infermeria saccheggiata. Durante gli scontri fu ferito anche un ispettore. Il motivo? Il Coronavirus, la mancate visite dei familiari e il timore che all’interno delle celle non erano state mantenute le accortezze del caso.
- Padova. Un soffio di sollievo dietro le sbarre: da Caritas 30 ventilatori per i detenuti indigenti
- Monza. Un ventilatore in ogni cella: raccolta fondi per il carcere
- Palermo. “Galeotta” fu la pasta nata tra le mura del carcere Ucciardone
- Il Leoncavallo, la Torre e le fanzine: gli anni antagonisti dei centri sociali
- Il gioco d’azzardo contagia un italiano su due, adolescenti a rischio









