di Giampiero Gramaglia*
Il Fatto Quotidiano, 14 luglio 2025
“Trent’anni dopo, sta accadendo ancora”, osserva Amnesty International. Intaccate da Srebrenica e dagli scandali, la reputazione dei Caschi Blu e la fiducia nell’Onu sono logorate. 1945-2025, 80 anni di Nazioni Unite: la carta, firmata a San Francisco il 24 giugno, entrò in vigore il 24 ottobre, dopo la ratifica da parte dei Paesi membri - allora, 51; oggi, 193. 1995-2025, 30 anni dalla strage di Srebrenica: l’11 luglio, ricorre la Giornata internazionale istituita solo l’anno scorso dall’Onu, momento di riflessione e commemorazione del genocidio svoltosi nella località bosniaca: oltre 8000 uomini e ragazzi musulmani bosniaci vi furono trucidati.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 14 luglio 2025
Il numero di 345 esecuzioni nel 2024 è il più alto mai registrato da Amnesty International in 30 anni. Un dato in netto contrasto con le dichiarazioni del principe Mohamed bin Salman. In un recente rapporto, Amnesty International ha denunciato l’allarmante aumento delle condanne a morte eseguite in Arabia Saudita, soprattutto per reati di droga e in particolare nei confronti di cittadini stranieri. Tra gennaio 2014 e giugno 2025, secondo fonti di stampa ufficiali, sono state messe a morte 1816 persone, quasi una su tre per reati di droga che secondo le norme e gli standard internazionali non possono essere puniti con la pena capitale. Delle 597 esecuzioni per reati di droga del decennio, quasi tre quarti hanno riguardato cittadini stranieri.
di Chiara Sgreccia
La Repubblica, 14 luglio 2025
Un approccio che preoccupa le organizzazioni per i diritti dei detenuti. Dovuto non solo all’ondata di criminalità ma anche alla trasformazione del sistema penitenziario a causa delle politiche punitive dell’estrema destra. Dal modello scandinavo, basato sulla riabilitazione, a uno punitivo, che punta a recludere i detenuti. Così la Svezia negli ultimi dieci anni è passato dall’essere il Paese delle carceri vuote, in cui gli istituti penitenziari chiudevano perché non c’erano abbastanza persone da mettere in cella, a quello del sovraffollamento delle prigioni. Che, per uscire da “una situazione di crisi” a causa delle galere troppo piene, come l’ha definita il capo del personale penitenziario, Joakim Righammar, si organizza per trasferire i suoi detenuti all’estero, in modo da liberare posti nelle carceri nazionali.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 luglio 2025
L’Ordine dei giornalisti difende i giornali scritti dai detenuti. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato un ordine del giorno firmato dai consiglieri Pallotta e De Robert per “tutelare i giornali dove collaborano i detenuti”. Un atto di richiamo all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 18 dell’Ordinamento penitenziario, che chiedono il rispetto del diritto di libera informazione anche dietro le sbarre. In Italia le carceri restano luoghi isolati, dove la trasparenza fa fatica a farsi strada. Il tasso di sovraffollamento è giunto a sfiorare il il 135%, nelle carceri italiane, e mette a repentaglio perfino le vite degli oltre 62 mila reclusi. Numeri che spiegano perché un laboratorio di scrittura in carcere non sia mai solo un esercizio creativo, ma un presidio di democrazia e di umanità. Eppure, in più strutture sono stati imposti controlli preventivi sui testi o bloccati persino gli acquisti di libri: è successo con “Un’altra storia inizia qui” dell’ex ministra della giustizia Marta Cartabia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 luglio 2025
Detenuti e parlamentari uniti per la liberazione anticipata speciale. Nel carcere romano confronto tra detenuti e politici di ogni schieramento. Appello corale al Parlamento: “Serve un intervento urgente contro il sovraffollamento”. L’associazione Nessuno tocchi Caino ha da poco concluso il suo laboratorio “Spes contra spem” nel carcere romano di Rebibbia che ha visto la partecipazione, con i dirigenti della associazione Sergio D’Elia, Segretario, Rita Bernardini, Presidente ed Elisabetta Zamparutti, Tesoriere e propri militanti, di parlamentari di tutti gli schieramenti politici iscritti a Nessuno tocchi Caino.
di Miriam Di Peri
La Repubblica, 13 luglio 2025
Intervista al deputato di Italia Viva: “Dalla carenza di assistenti sociali a quella degli psicologi, è la paralisi del sistema che preoccupa”. Questo Governo mi accusa di volere lo svuota carceri, ma loro fanno di tutto per affollarle. La situazione è diventata insostenibile”. Roberto Giachetti ieri mattina è tornato dietro le sbarre di Rebibbia per assistere a un laboratorio dei detenuti. Era lì quando è stato letto il messaggio del presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel quale conferma che il sistema detentivo vada rivisto. Adesso l’esponente di Italia Viva è fiducioso: “Potremmo tornare a confrontarci in Parlamento”.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 13 luglio 2025
Il presidente del Senato a Nessuno tocchi Caino: “Emarginazione e degrado vanificano l’obiettivo di riscatto e recupero sociale”. “Serve una svolta, ora”. E sono tre: solo sul carcere e sul dovere di agire per il sovraffollamento. Soltanto a contare negli ultimi due mesi le sue esortazioni pubbliche e meditate. Offerte erga omnes, ma dirette in realtà ai suoi. E, soprattutto, a via Arenula.
di Salvatore Cuffaro
livesicilia.it, 13 luglio 2025
Torna il caldo torrido e il carcere si trasforma in un’agonia: i detenuti vivono in celle asfissianti, con temperature interne che raggiungono anche 40 gradi e gli strumenti per contrastarle restano un miraggio. Il tutto nell’indifferenza della società, un’indifferenza che ci sta rendendo complici. Quando un Paese accetta che in una cella pensata per una sola persona ne vivano tre, quando accetta che un detenuto si tolga la vita ogni cinque giorni, quando ignora il grido silenzioso che sale da quelle mura… quella società ha smarrito la propria umanità. Il carcere, lo dico da uomo che ha conosciuto l’odore della sconfitta e la dignità del dolore, non è il luogo della vendetta. È, o dovrebbe essere, un luogo di recupero, un laboratorio di coscienze, uno spazio in cui l’errore incontra l’occasione del riscatto. Se invece lo trasformiamo in un inferno dove si muore di abbandono, che idea di giustizia stiamo offrendo ai nostri figli?
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 13 luglio 2025
Giorgio Flamini, regista dei “Senza Nome” al Festival dei Due Mondi: “dove inizia una scena può finire una condanna”. Persone rilevanti del Terzo settore, donne e uomini che hanno creato lavoro e formazione per i detenuti, promosso la cultura come esercizio di libertà, sfidato ostacoli burocratici, combattuto pregiudizi e stereotipi. Tra passato e presente, attraverso queste figure, è possibile riscrivere la storia del mondo penitenziario dalla Riforma Gozzini a oggi.
di Teresa Olivieri
Italia Oggi, 13 luglio 2025
Regioni in campo dopo che il Ministero ha promosso un bando per potenziare l’assistenza. Ecco i progetti portati avanti da Toscana e Lazio. Secondo il Ministero della Giustizia, al 30 aprile 2025, la popolazione carceraria italiana ammontava a 61.916 detenuti, con una capienza ufficiale di 51.178 posti, evidenziando un tasso di sovraffollamento superiore al 20%. Di questi, 19.740 erano detenuti stranieri, pari al 31,6% del totale. Le regioni con la maggiore presenza di detenuti stranieri sono la Lombardia (20,8%), il Lazio (12%), il Piemonte (9,8%) e la Toscana (7,9%).
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