lavitacattolica.it, 17 marzo 2025
Recentemente la realtà carceraria della casa circondariale di Tolmezzo ha ricevuto la visita dell’arcivescovo mons. Riccardo Lamba, che ha tenuto nella cappella dell’istituto la prima delle sue catechesi giubilari ai ristretti (lo stesso ha fatto nel carcere di Udine). Le persone detenute sono state contente e grate di essere state visitate dal Pastore della Chiesa udinese. La sua visita, come ogni visita che non sia semplicemente formale o professionale, ma di vicinanza umana e personale, nella casa circondariale è sempre molto apprezzata da chi si sente dimenticato e abbandonato alla sua solitudine. Lo testimonia questa riflessione che abbiamo raccolto da un detenuto e riportiamo in forma integrale, quale significativo segno giubilare di speranza.
di Tiziana Tripepi
innlifes.com, 17 marzo 2025
Prendete una casa di reclusione in un luogo isolato, un direttore Asl illuminato e una startup che opera nel campo della realtà virtuale. Metteteli insieme e otterrete un progetto che ha dell’incredibile: a Mamone, 60 km da Nuoro, nel nordest della Sardegna, da circa un anno i detenuti della casa circondariale si sottopongono visite psichiatriche e psicologiche a distanza, grazie a visori realtà virtuale che ricreano in tutto e per tutto le azioni all’interno dello studio medico.
immediato.net, 17 marzo 2025
La nota da Roma: “Il Provveditorato provvederà comunque a monitorare costantemente la situazione intervenendo per qualsivoglia necessità in tal senso”. In relazione all’articolo apparso sulla stampa ieri nel quale si dà notizia della carenza di materassi e letti presso la Casa Circondariale di Foggia, divulgata dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), il Ministero della Giustizia per il tramite del provveditore regionale per la Puglia e la Basilicata, Carlo Berdini, segnala che la notizia è “destituita di ogni fondamento”.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 17 marzo 2025
Gli attori di Rebibbia sul luogo del delitto, dove non erano ancora mai stati. La tradizione vuole che Giulio Cesare sia stato accoltellato nella Curia di Pompeo, dove oggi sorge l’area sacra di largo Argentina. Ed è qui che, sabato pomeriggio, è andato in scena “Cesare ‘addamurì”. Quindici pagine di copione. Sono alcuni estratti del film “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani, vincitore dell’Orso d’Oro alla Berlinale 2012. I compianti registi resero famosa la compagnia teatrale di Rebibbia, sotto la regia di Fabio Cavalli, impegnata nella messinscena del “Giulio Cesare” di Shakespeare dentro il penitenziario.
di Antonio Mattone
Il Mattino, 17 marzo 2025
Morire a vent’anni a Napoli. Ancora un omicidio di un giovanissimo insanguina le strade della nostra città. L’agguato di sabato sera si è consumato in una strada centrale e trafficata, davanti ad automobilisti attoniti. Un’esecuzione di un ragazzo poco più che ventenne, freddato come un boss da sicari senza scrupoli. Questa volta quello che balza subito all’occhio è il cognome della vittima. Emanuele Durante era un parente di Annalisa, la ragazzina uccisa a 14 anni nel 2004 a Forcella. Quella morte scosse profondamente la città, e diventò la molla del riscatto del quartiere, con tutta una serie di iniziative e di manifestazioni che nel suo nome cominciarono a fiorire creando luoghi di aggregazione, fino alla realizzazione di una biblioteca in uno spazio comunale, dove tuttora vengono svolte attività culturali, sociali e rappresentazioni teatrali.
di Timothy Ormezzano
Corriere di Torino, 17 marzo 2025
A 92 anni, i ricordi di una vita: “Amo gli ultimi da sempre, ho visto cose disumane”. Il grande psichiatra Annibale Crosignani da quasi 92 anni (“sono nato il 10 maggio 1933, nel giorno in cui Hitler bruciò i libri all’opernplatz di Berlino”) ha scelto di schierarsi dalla parte degli ultimi. Fu la mente illuminata protagonista della rivoluzione culturale che portò alla chiusura del manicomio femminile torinese di via Giulio (dove oggi c’è l’anagrafe Centrale) e di quello di Collegno, quasi un decennio prima della legge 180. “Sono un ribelle, vado sempre contro. Mi piacciono i perdenti. Alle medie tenevo per Ettore e non per Achille. Mi veniva da dentro, era più forte di me”, dice mostrando le foto delle sue tante vite. Per dire, Crosignani fondò e visse in una comune a Romagnano Sesia.
di Lorenzo Castellani
Il Domani, 17 marzo 2025
C’è troppa agitazione, poco coordinamento, eccessiva smania di fare piani che restano su carta. Ci si dovrebbe concentrare sulle strategie. È saggio schierare oggi dei contingenti in Ucraina o esiste un modo diverso di combinare deterrenza e distensione? L’isteria sembra essere il sentimento prevalente nelle classi politiche europee. Questa reazione è in parte comprensibile: Trump ha da un lato gettato nel caos le relazioni commerciali con minacce di dazi ed escalation protezionistica, dall’altro la Casa Bianca sembra giunta ad un redde rationem da tempo atteso sulla difesa dell’Europa. Tutto questo si svolge all’interno di un ciclo politico dove la vecchia classe politica europeista è incalzata, o è già stata sostituita, da nuovi protagonisti di estrazione nazional-populista. Un elemento che acuisce le divisioni e l’instabilità politica in seno al continente.
di Riccardo Noury
Il Fatto Quotidiano, 17 marzo 2025
All’inizio dell’anno molti detenuti del Centro n. 6 per la riforma e la riabilitazione (nonostante il nome rassicurate e altisonante è un vero e proprio carcere, inaugurato nel 2023) della Città del decimo Ramadan hanno intrapreso uno sciopero della fame per chiedere la fine della privazione arbitraria della libertà e soprattutto delle crudeli condizioni di prigionia. Alla fine della protesta, almeno tre detenuti sono stati privati di tutti i loro effetti personali e sottoposti al cosiddetto taghriba (esilio interno), ossia trasferiti in prigioni le cui condizioni sono ancora peggiori e che distano centinaia di chilometri dai luoghi di origine, per rendere ancora più difficoltose e costose le visite dei parenti.
di Ilaria Beretta
Avvenire, 16 marzo 2025
“Sarò io ad andare? Sarai tu? Negli occhi dei ragazzi c’è quasi la rassegnazione di chi è abituato a non essere interpellato mai”. Il messaggio arriva dall’Istituto penitenziario per minorenni di Bologna per mano di don Domenico Cambareri, che ne è cappellano. Al Pratello - questo il nome con cui la struttura è conosciuta e che da regolamento potrebbe ospitare quaranta persone - attualmente risiedono 47 giovani in esecuzione penale ma presto 24 di loro, scelti nella fascia d’età tra i 18 e i 25 anni, usciranno dal “privilegiato” circuito della giustizia minorile.
di Vincenzo Giglio
terzultimafermata.blog, 16 marzo 2025
Il Guardasigilli Nordio è intervenuto nel corso della presentazione del premio De Sanctis 2025, ospitata nella sala polifunzionale di Palazzo Chigi e nell’occasione ha voluto soffermarsi sull’iniziativa “Libri Liberi” con queste parole: “Il nostro obiettivo è quello di portare la cultura nelle carceri, attraverso la lettura dei grandi classici […] Sarebbe un privilegio poter partecipare attivamente a queste letture”. Ha anche espresso il desiderio di leggere in un istituto minorile, indicando particolarmente il Beccaria di Milano, e focalizzando questo suo desiderio sul “Crainquebille” di Anatole France, “la storia di un venditore ambulante che, per aver offeso un vigile, entra in un interminabile “vortice giustizialista, o giudiziario”.
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