di Simona Musco
Il Dubbio, 15 marzo 2025
Dopo le parole di Delmastro, il sindacato delle toghe ha gioco facile nel rilanciare il pericolo già prospettato in piazza con lo sciopero contro le carriere separate. Alla fine la colpa, dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio, sarebbe dell’Associazione nazionale magistrati. Colpevole di fare il processo alle intenzioni del governo, “prospettando la soggezione del Pm all’esecutivo”, cosa che “non aiuta il dialogo che ci proponiamo di mantenere, pur nella differenza di idee”. Un “pericolo” che, però, è identico a quello prospettato dal sottosegretario Andrea Delmastro nella sua chiacchierata “informale” col Foglio, che ha poi reso pubblico l’audio della stessa.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 15 marzo 2025
Il bene giuridico della vita non ammette diversa tutela a seconda del genere. Ed elevare a reato autonomo l’omicidio di una donna “in quanto donna” sulla base del movente trasforma il giudice in palombaro dell’animo umano. L’ergastolo? Lo prevede già l’omicidio aggravato da stalking. Il ddl governativo è stato uno spot per l’8 marzo e c’è chi dice: è già pronto un posto davanti alla Corte Costituzionale. Il reato di femminicidio è la mimosa che il Governo intende regalare a tutte le donne: “Un altro passo avanti nell’azione di sistema che sta portando avanti fin dal suo insediamento” per contrastare la violenza di genere e tutelarne le vittime, ha commentato la Presidente del Consiglio. Sfidando l’impopolarità, vorrei dire che è un inganno.
di Cataldo Intrieri
linkiesta.it, 15 marzo 2025
Il nostro sistema giudiziario è intrappolato in una spirale di ipocrisia e di pressioni mediatiche: un pendolo che oscilla costantemente tra garantismo e giustizialismo. Anche se la politica italiana è momentaneamente assorbita dalle polemiche sulla guerra in Ucraina, il vero indicatore della crisi profonda che attraversa il nostro Paese resta pur sempre la giustizia. Il sottosegretario di fertile ingegno Andrea Delmastro Delle Vedove ne ha detta un’altra delle sue in un’intervista a Ermes Antonucci del Foglio. Dopo essersi definito giustizialista e garantista “a giorni alterni” (ma di quest’ultima patologia a dire il vero nessuno si era accorto, c’è da dire che la schizofrenia, metaforicamente parlando eh, spesso cela taluna delle manifestazioni sintomatiche) Delmastro come Fantozzi di fronte all’ennesima visione della Corazzata Potemkin, sbotta dopo la millesima domanda sulla riforma Nordio e rivela che per lui è una boiata pazzesca. Le sue non sono affermazioni peregrine, in effetti egli dice ciò che tutti sanno e pochi ammettono: che l’unica vera riforma efficace è quella che trasferisce le procure sotto l’esecutivo.
di Niccolò Nisivoccia
Il Manifesto, 15 marzo 2025
“Nessuno speronamento”, ha stabilito la perizia del consulente nominato dalla procura di Milano nell’ambito delle indagini sulla morte di Ramy Elgaml, avvenuta il 24 novembre scorso: l’inseguimento di Ramy e del suo amico Fares Bouzidi, da parte dei carabinieri, era stato corretto; le modalità in cui l’inseguimento si era svolto erano state determinate proprio da Fares, alla guida dello scooter, “con il suo comportamento sprezzante del pericolo”; era stato lui, dunque, ad assumersi “il rischio delle conseguenze, per sé e per il trasportato”. Queste conclusioni sono state già interpretate, perlopiù, come una forma di assoluzione dei carabinieri: in pratica li avrebbero già “scagionati”. E forse è vero o forse no: saranno i giudici ora a valutare, fermo il fatto che nessuno dovrebbe auspicarsi la loro condanna, perché non è questo il punto.
di Sandra Nistri
La Nazione, 15 marzo 2025
È stato aperto un fascicolo d’inchiesta sulla morte per overdose del detenuto T.F., 34 anni originario di Pomezia, recluso nel carcere di Sollicciano. Il reato ipotizzato dal pm Lorenzo Boscagli è quello di morte in conseguenza di altro delitto. Sul cadavere dell’uomo è stata anche disposta autopsia. Nella cella di Fanfera - che è deceduto la mattina di giovedì all’ospedale Torregalli - sono state rinvenute delle siringhe con dell’eroina all’interno. Nel reparto dove l’uomo si trovava è stata eseguita una maxi perquisizione alla ricerca di ulteriore droga. E le indagini della procura puntano proprio a stabile come e da chi il 34enne ha ottenuto le dosi killer. Anche in considerazione del fatto che Fanfera era stato trasferito a Sollicciano da poco tempo e non aveva ancora goduto di permessi per uscire dal penitenziario.
di Nicoletta Tempera
Il Resto del Carlino, 15 marzo 2025
Lo ha annunciato, con una lettera ai sindacati, la direttrice Rosa Alba Casella “La sezione distaccata sarà autonoma per evitare contatti con gli adulti”. I cancelli della Dozza si apriranno ai giovani adulti in arrivo dai minorili il prossimo 24 marzo. È stata la direttrice della casa circondariale, Rosa Alba Casella, a comunicare la data, che adesso appare dunque vestita di un’ufficialità, alle organizzazioni sindacali della penitenziaria in servizio alla Rocco D’Amato. Dettagliando, inoltre, come dovrà quindi avvenire la gestione dei detenuti del Penale, ‘sfrattati’ dal loro reparto per far posto - la garanzia è ‘solo temporaneamente’ - ai cinquanta giovani adulti dei minorili. Una quindicina dei quali, ancora non è escluso, arriveranno dal Pratello.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 marzo 2025
Rafforzare le misure alternative alla detenzione, puntando sul volontariato e sul terzo settore come strumenti di riscatto sociale. È questo l’obiettivo dell’Accordo di progetto sull’esecuzione penale esterna, siglato a Modena da una rete di istituzioni giudiziarie, enti del terzo settore e realtà professionali. L’iniziativa, della durata di due anni (2025- 2026), mira a trasformare la sanzione penale in un’opportunità di crescita, promuovendo una giustizia partecipativa e inclusiva. Il progetto, coordinato dal Tribunale di Modena, Csv Terre Estensi, Ordine degli Avvocati, Fondazione di Modena, Camera Penale Carl’Alberto Perroux e Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna (Ulepe), punta a ottimizzare l’efficacia delle misure alternative, come la sospensione del procedimento con messa alla prova e i lavori di pubblica utilità.
elivebrescia.tv, 15 marzo 2025
“Affrontare i pregiudizi e cambiare. Non è stato facilissimo ma a distanza di 8 anni la sfida si è dimostrata appagante anche perchè nelle difficoltà si cresce, si impara, e i ragazzi (e ragazze) che hanno avuto la sfortuna di passare dal carcere insegnano molto, hanno tanto da dare”. A parlare è Angelo Maiolo, presidente della cooperativa Alborea che ha 8 anni impiega al lavoro detenuti in art. 21, che escono dal carcere per andare al lavoro e rientrano al termine del turno lavorativo, ed ex detenuti. Alborea è la cooperativa che gestisce la parte bar e food della Cascina del Parco Gallo a Bresciadue.
Corriere di Verona, 15 marzo 2025
La veronese Micaela Tosato, convolata a nozze il 4 marzo nel carcere di Rebibbia con il detenuto romeno Nicolae Ion di 52 anni, ha scritto una lettera al ministro Carlo Nordio per chiedere che il marito possa finire di pagare il suo debito con la giustizia in Italia. Questo perché Ion dovrebbe essere trasferito in Romania per scontare gli ultimi due anni di condanna. Il 52enne era a Montorio e solo pochi mesi fa è stato trasferito a Rebibbia. Ieri per lui si è tenuta l’udienza della Corte suprema di Bucarest, che sta valutando il suo caso. Secondo Tosato, il marito “ha un percorso detentivo perfetto”. In carcere a Montorio Ion ha studiato, conseguito un diploma e lavorato. Una volta scontata la pena avrebbe già un lavoro a Verona, oltre alla possibilità di ricongiungersi con la moglie. Il giudice - spiega Tosato - “dice che avere un lavoro, una famiglia, un percorso detentivo perfetto non sono motivi sufficienti perché lui sconti la pena in Italia”.
di Giulia Poetto
La Stampa, 15 marzo 2025
Ospite del progetto “Adotta uno scrittore” ha incontrato gli studenti dell’istituto Soleri Bertoni e i detenuti del carcere Morandi. Quando adotti una scrittrice col mal di carcere, lo fai consapevole di non essere vaccinato. Servirà tempo per capire se qualcuno degli studenti della quarta DB dell’Istituto Soleri Bertoni di Saluzzo che ieri mattina hanno incontrato la scrittrice Daria Bignardi sia stato contagiato, ma dal lavoro di scrittura che tutti hanno fatto dopo aver letto la sua ultima opera, “Ogni prigione è un’isola”, è evidente come questo abbia fatto quello che ci si aspetta da un libro, essere un buon compagno di viaggio nel mare della complessità.
- Massa Carrara. Il teatro come accoglienza, “Passaggi” dal carcere al palco
- Libri. Un memoir di viaggio e di lotta, tra peripezie picaresche e carcerarie
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