di Flavia Perina
La Stampa, 16 marzo 2025
Magari è vero, magari sono tutti determinati ad “andare avanti con la massima celerità” come il centrodestra giura da due giorni, ma è difficile archiviare sotto la voce “gaffe” l’intemerata del sottosegretario Andrea Delmastro contro il doppio Csm. Ed è legittimo chiedersi se Fratelli d’Italia non abbia deciso di attivare anche sulla giustizia, come sul federalismo, come sul premierato, la strategia a lungo termine del “vedremo”, con due evidenti vantaggi: far decantare lo scontro con i magistrati e disinnescare una difficile prova referendaria a ridosso delle prossime elezioni. La destra italiana, peraltro, per la rivoluzione della giustizia non si è mai sbracciata.
di Luigi Nicolosi
Corriere del Mezzogiorno, 16 marzo 2025
Richiesti i contenuti dei verbali di rinvio delle udienze redatti a causa della protesta. Per il ministero della Giustizia si è trattato di una mera richiesta di chiarimenti. Di tutt’altro avviso è l’Associazione nazionale magistrati, secondo la quale dietro quell’istanza, inoltrata prima alla presidenza della Corte di appello di Napoli e poi girata a quella del tribunale di Napoli Nord, si celerebbe in realtà un tentativo di ingerenza sull’operato di giudici e pubblici ministeri. Tra toghe e governo è ormai scontro a oltranza e a neppure un mese di distanza dallo sciopero contro la riforma della Giustizia firmata dal guardasigilli Carlo Nordio a tenere banco è un nuovo, controverso episodio. A innescare l’ultima polemica è la richiesta da parte del ministero di conoscere i contenuti dei verbali di rinvio delle udienze redatti in occasione della protesta - che aveva fatto registrare un’adesione superiore al 75 per cento - indetta dalla categoria lo scorso 27 febbraio. La richiesta, rivela l’Anm Napoli, è stata riportata nella nota che giovedì è stata diramata ai 92 giudici di area penale e civile del tribunale di Napoli Nord per capire, in particolare, ai verbali di rinvio delle udienze fosse stato allegato anche un comunicato dell’Anm che faceva riferimento alla condanna in primo grado del sottosegretario Andrea Delmastro, ritenuto colpevole di rivelazione di segreto d’ufficio.
di Simona Musco
Il Dubbio, 16 marzo 2025
Il viceministro interviene sulla protesta dell’Anm, ribadendo “il rispetto dei principi costituzionali di imparzialità e leale collaborazione” con le istituzioni. Non è possibile stabilire se e quanto lo sciopero dei magistrati dello scorso 27 febbraio contro la separazione delle carriere abbia o meno impattato sugli investimenti del Pnrr. Ma il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, intervenuto alla Camera per chiarire il dubbio sollevato in tal senso dal capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia Tommaso Calderone, ne ha approfittato per chiarire ulteriormente il suo punto di vista sull’astensione e per rispondere alla magistratura, più che al collega. Sottolineando come la scelta di scendere in piazza sia stata inopportuna, a suo dire, contraria al principio di separazione dei poteri. Calderone aveva chiesto di conoscere gli “effetti” dello sciopero organizzato dall’Associazione nazionale magistrati, al quale stando ai dati comunicati dalla competente articolazione ministeriale avrebbe aderito il 73,5 per cento dei magistrati in servizio. Diciannove, invece, le astensioni sui 211 fuori ruolo, circa il 9 per cento. Ma pur non potendo quantificare, nell’immediatezza, “l’impatto finanziario che lo sciopero potrebbe avere avuto sugli investimenti del Pnrr del sistema giustizia”, il punto per Sisto è un altro. “In uno Stato di diritto come il nostro, che si fonda sul principio della separazione dei poteri - ha sottolineato - l’astensione rivolta ad un provvedimento legislativo appare espressione di dissenso, quantomeno atipica e, in uno, inopportuna.
di Francesco La Licata
La Stampa, 16 marzo 2025
L’associazione compie 30 anni: “Boss e imprese senza scrupoli ora collaborano. La legalità non resti solo una parola, troppe vittime aspettano ancora giustizia”. Ricorda “quell’ondata di ribellione morale e fermento civile” partita dalla Sicilia ferita e sconvolta dalle stragi del 1992, da cui tutto - si può dire - sia nato. E nel trentesimo anniversario della rete “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” nata a Roma il 25 marzo del 2025, don Luigi Ciotti, fondatore e presidente dell’associazione, traccia le sfide per il futuro.
di Valeria Pacelli
Il Fatto Quotidiano, 16 marzo 2025
I magistrati potrebbero voler esaminare carteggi e interlocuzioni che ci sono state nell’organizzazione del viaggio a bordo di un volo di Stato per riportare il libico a casa. Non solo il ministero della Giustizia e la direzione centrale immigrazione del Viminale. Nelle scorse settimane il Tribunale dei ministri di Roma, che sta indagando sulla vicenda del rimpatrio del generale libico Osama Njeem Almasri, ha chiesto di acquisire documentazione anche alle Agenzie di sicurezza, ossia agli uffici dei Servizi segreti italiani. L’indagine è quella a carico della premier Giorgia Meloni, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e di quello della Giustizia Carlo Nordio e del sottosegretario con delega ai Servizi, Alfredo Mantovano.
lecronachelucane.it, 16 marzo 2025
Si è tolto la vita ieri sera nel carcere di Melfi un giovane detenuto. Si tratta di un cittadino di origine tunisina di 25 anni, arrestato poco tempo fa per scontare una sentenza definitiva. Nonostante i soccorsi immediati, non c’è stato nulla da fare. A darne notizia il segretario generale della Uil-Pa - Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio, il quale precisa: “Salgono così a 17 i detenuti che si sono tolti la vita nei primi 73 giorni dell’anno, cui bisogna aggiungere un operatore. La tragica media è di un suicidio ogni 4 giorni.
di Nicoletta Tempera
Il Resto del Carlino, 16 marzo 2025
Un altro detenuto morto in carcere. Un magrebino di 35 anni è stato trovato senza vita ieri mattina nel letto della sua cella. Era entrato nel carcere della Dozza di Bologna da appena una settimana. È stato il garante regionale per le persone private della libertà, Roberto Cavalieri a rendere pubblica la notizia. Da quel si sa il detenuto aveva iniziato da poco una terapia con il metadone, quando gli agenti della polizia penitenziaria sono entrati in cella non hanno trovati segni o tracce che porterebbero a pensare a un suicidio. Per questo motivo la Procura, avvisata dalla direzione del carcere dell’accaduto, ha disposto l’autopsia sul corpo dell’uomo. Servirà a stabilire con certezza la causa della morte. A gennaio era deceduto un detenuto 40enne di origini pachistane, che mentre camminava in corridoio si è accasciato, forse per un malore.
di Francesco Oliva
corrieresalentino.it, 16 marzo 2025
I familiari: “Vogliamo capire come è potuto accadere”. Giovane detenuto, di appena 30 anni, muore per un infarto. La vittima è Cosimo Giorgino, originario di Casarano. Purtroppo due giorni fa ha accusato un malore nel carcere di borgo “San Nicola”. La disperata corsa in ospedale, il ricovero, il tentativo, rivelatosi infruttuoso dei medici, di salvargli la vita. E ora i familiari voglio avere delle risposte e capire se Cosimo poteva essere salvato e se in carcere sia stato seguito con le doverose attenzioni. Dietro le sbarre seguiva una terapia di farmaci. Ed era anche tanto ingrassato. Giorni prima aveva confidato, nel corso di un colloquio, che gli stessi medici gli avevano parlato di un quadro clinico poco rassicurante e che si sarebbe dovuto sottoporre ad una serie di accertamenti. Le sue parole sarebbero state chiare: “Mi hanno detto che sono a rischio infarto”. Due giorni fa il malore. Nonostante i soccorsi siano stati tempestivi, una volta arrivato al Vito Fazzi, è spirato poche ore dopo.
immediato.net, 16 marzo 2025
Il carcere di Foggia è ormai al limite del collasso, con 642 detenuti stipati in una struttura progettata per ospitarne 300. Un sovraffollamento del 210%, che rende le condizioni di detenzione disumane e insostenibili, come denunciato dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe). Oltre alla carenza di spazi, la struttura è in emergenza anche per la mancanza di letti e materassi, mentre continuano ad arrivare nuovi detenuti senza alcun intervento per alleggerire la pressione su un carcere già saturo. “Se continua così - denuncia Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe - si dovranno ospitare i detenuti per terra”.
di Mariassunta Veneziano
lacnews24.it, 16 marzo 2025
Il dramma del carcere nel diario di un ex detenuto calabrese. Mario ha vissuto l’esperienza del penitenziario. Dove la vita diventa spesso impossibile, tanto che qualcuno decide di rinunciarvi. Oppure vi si aggrappa, come lui, affidando a carta e penna le proprie emozioni. Di quel momento Mario ricorda prima di tutto i rumori. Di passi, il tocco pesante sul pavimento che diventa rimbombo sulle pareti, sul soffitto, per poi andare a piazzarsi al centro del petto, da dove forse non uscirà più se non per tornare a galla durante la notte, in quelle notti lunghe in cui sforzarsi di tenere gli occhi chiusi sembra l’unico modo per non far entrare quello che c’è fuori. Ma i pensieri non hanno bisogno di occhi. Al buio, escono dalle tane come pipistrelli impazziti. E i rumori sono di nuovo tutti lì. I passi e poi un cigolio, un tintinnare di chiavi, lo sferragliare dei cancelli.
- Torino. La notte degli errori: a fronteggiare la rivolta all’Ipm agenti in servizio da due settimane
- Reggio Emilia. Pestarono un detenuto, dieci agenti della Polizia penitenziaria reintegrati
- Taranto. Dalla parte dei detenuti, i progetti dell’assicurazione “Noi e Voi”
- Orvieto (Pg). “Voci e colori di speranza. Lo sguardo al futuro dei detenuti”
- Sassari. Dal carcere agli archivi del Parco dell’Asinara per regalarsi una nuova possibilità











