di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 7 luglio 2025
Un nuovo periodico, titolo “Mabul”, pensato e realizzato dalle persone detenute nel carcere milanese di Opera. E, per presentarlo, una partita di calcio tra i suoi autori e un misto di giornalisti, volontari, studenti, operatori. Allenatori Gad Lerner e Luigi Pagano: “Un carcere aperto - hanno detto - è garanzia non solo di civiltà ma di maggiore sicurezza”. Due squadre, in apparenza, perché le maglie erano di due colori.
di Niccolo Nisivoccia
Corriere della Sera, 7 luglio 2025
Il dibattito e la norma in discussione in Parlamento su cure e fine vita. Sarebbe bello che, nel dibattito che accompagnerà l’esame parlamentare del testo sul “fine vita”, presentato in questi giorni, venisse fatta pulizia di questa finta contrapposizione, strumentalmente agitata, fra diritto alla vita da una parte e diritto alla morte dall’altra. Come se il punto fosse questo: stabilire se a dover prevalere sia, in assoluto, l’uno o l’altro di tali diritti. Come se fossero queste, semplicemente, le domande da rivolgere alla legge, da una parte o dall’altra: esiste, e va tutelato, un diritto a morire? Oppure: esiste, e va tutelato, un diritto alla vita? E come se, infine, fossero semplicemente queste le domande alle quali ha risposto la Corte costituzionale nelle due sentenze del 2019 e del 2024, cui ora la legge dovrebbe dare seguito.
di Marco Cappato*
Il Fatto Quotidiano, 7 luglio 2025
Le uniche consultazioni le ha fatte con i vescovi. “Il Governo porta in aula un testo espressione dell’accordo tra i partiti di maggioranza, su cui non ha condotto alcuna consultazione - a parte con la Cei”. Da sette anni sento ripetere che sul fine vita “ci vuole una legge! ci vuole una legge!”. Ho sempre sospettato che l’arrivo della legge non sarebbe stata una buona notizia. Sono infatti passati 7 anni da quando la Corte costituzionale, sul caso Dj Fabo, regalò all’Italia delle prime regole civili, depenalizzando “l’aiuto al suicidio”. Da allora, i capipartito hanno continuato a ripetere “ci vuole una legge!” senza mai volerla fare, contando sul boicottaggio della sentenza della Corte da parte del Servizio sanitario nazionale. Poi però la sentenza della Corte ha iniziato a essere applicata: otto persone hanno ottenuto legalmente l’aiuto a morire e la Regione Toscana ha approvato la nostra legge regionale di iniziativa popolare “Liberi subito”, che stabilisce procedure e tempi certi che il Servizio Sanitario deve rispettare nel dare risposta a chi soffre.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 7 luglio 2025
Il presidente del Cnf presenta l’indagine Ipsos: “Il 77% dei legali chiede una normativa chiara”. “La voce degli avvocati è chiara: serve una legge sul fine vita che tuteli la libertà e la dignità della persona, senza ambiguità né zone grigie. Ora che il Parlamento sta discutendo il testo, è il momento di decidere con coraggio e responsabilità”. È il presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco a riassumere e tradurre in parole ciò che i numeri raccontano in maniera nitida: il 77 per cento degli avvocati italiani tra i 25 e i 44 anni si dichiara favorevole all’introduzione di una legge sul fine vita.
di Angelo Panebianco
Corriere della Sera, 7 luglio 2025
Negli schieramenti politici manca un vero piano per gestire la convivenza in un’Italia multietnica. Superando le barriere. L’Europa è a un tornante della sua storia e non siamo pronti ad affrontarlo. L’Europa è alle prese con una trasformazione epocale: quelle che erano un tempo società nazionali diventano con rapidità impressionante, o sono già diventate, società multietniche. Tra non molto, anche in Italia, saranno numerosi e sempre più visibili, nelle professioni e anche, a poco a poco, in ruoli dirigenziali, i figli di immigrati di origine extraeuropea.
di Antonella Baccaro
Corriere della Sera, 7 luglio 2025
Il leader azzurro rilancia sulla riforma della cittadinanza, ma sottolinea: non voglio mettere in difficoltà il governo. Chiusura totale della Lega, ma su FI pesa anche l’indiscrezione secondo cui la figlia del fu Cavaliere non sarebbe favorevole. “Adesso la sinistra dirà che sullo Ius scholae ho fatto marcia indietro... ma non è così”. Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri per Forza Italia, mette le mani avanti sulla querelle che lo vede contrapposto alla Lega ma anche a Fratelli d’Italia sull’acquisizione della cittadinanza attraverso un percorso scolastico decennale.
di Giancarlo Virgilio
telefriuli.it, 7 luglio 2025
Protesta dei trattenuti contro il caldo e la detenzione. Nuova ribellione al CPR di Gradisca d’Isonzo, dove ieri sera diversi detenuti sono saliti sul tetto e le reti della struttura per protestare contro le condizioni di caldo e di detenzione. Dopo una lunga trattativa con le forze dell’ordine presenti, i trattenuti sarebbero stati convinti a scendere e tornare nelle stanze. Secondo la rete ‘Mai più Lager - No ai CPR’, che da anni si batte per la soppressione dei Centri di permanenza per i rimpatri, alcuni trattenuti sarebbero fuggiti in un clima sempre più incandescente. Di questi, tre detenuti sarebbero stati poi catturati e riportati indietro.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 6 luglio 2025
Rossella Favero: Da insegnante di lettere a volontaria e cooperante. Fu colpa di un’operazione burocratica se Rossella Favero, docente di lettere in una scuola per adulti a metà degli anni 90, si ritrovò a insegnare nella casa di reclusione Due Palazzi di Padova. Era il tempo della nascita dei CTP - Centri Territoriali Permanenti, oggi CPIA, che permisero l’apertura di nuovi spazi e favorirono la nascita di un carcere ‘laboratorio’ culturale. Vent’anni fa, dopo aver scelto di lasciare l’insegnamento, Rossella Favero, con altre donne già attive nel sociale, ha creato ‘Altra Città’, una cooperativa che occupa oggi da 30 a 35 persone detenute, all’interno del carcere, in attività di assemblaggio, e all’esterno, in archivi, biblioteche e in un laboratorio di legatoria e cartotecnica. Un successo dovuto anche a rapporti con altre realtà del terzo settore, che, dice lei, “ci ha insegnato a lavorare insieme, senza concorrenza, nel mercato del bene”.
di Marcello Sorgi
La Stampa, 6 luglio 2025
“Una vera e propria emergenza sociale, sulla quale interrogarsi per porvi fine immediatamente”. Parole dure, inequivocabili, quelle del Presidente Mattarella di fronte all’abituale, purtroppo abituale problema delle carceri, che diventa urgente solo d’estate, quando il caldo trasforma la detenzione e il sovraffollamento delle celle in vera tortura, non prevista dalla Costituzione né dal codice penale. Intanto “i politici dormono con l’aria condizionata”, come ha scritto dalla sua cella quattro per quattro in cui sono costretti a vivere in sette il detenuto Gianni Alemanno, ex potente ministro e sindaco di Roma. A dire la verità Alemanno era riuscito a salvarsi dalla sua condanna con gli arresti domiciliari; se li è giocati raccontando frottole al giudice di sorveglianza che lo ha rimandato dentro. Ma di lì ha inviato il suo messaggio in bottiglia, che ha avuto un’eco superiore alle sue aspettative, anche se non è servito a farlo uscire.
di Luca Ricolfi
Il Messaggero, 6 luglio 2025
I mali delle carceri italiane sono ben noti: mancanza di personale e di servizi, sovraffollamento, condizioni degradate di molte celle, suicidi 20 o 25 volte più frequenti che nel resto della popolazione. La situazione italiana non è mai stata quella di un paese civile, ma si è fortemente aggravata a partire dal 2018, anche per il progressivo venir meno degli effetti dell’indulto varato nel 2016. Periodicamente sentiamo lanciare appelli e proposte per alleggerire la situazione: nuovi indulti e amnistie, depenalizzazione di determinati reati, pene alternative al carcere, assunzione di nuovo personale specializzato, costruzione di nuove carceri.
- In carcere solo detenuti in abbondanza: mancano spazi, agenti, educatori
- Fine delle liti: sul carcere serve una soluzione bipartisan
- Laura Boldrini: “Manca senso di umanità. E dove è finito Nordio?”
- Francesco Lo Piccolo: “La situazione carceraria è incostituzionale”
- Carceri e minori, l’impegno dell’associazione “Bambini Senza Sbarre” per i figli dei detenuti









