di Lucia Ori
Il Domani, 8 marzo 2025
Il decreto legge che introduce il reato di femminicidio: la nuova fattispecie da un lato risolve la controversia su cosa sia nei fatti un femminicidio, ma lo strumento non convince le opposizioni, concordi sul fatto che non basta la misura punitiva ma sia necessario anche prevenire la violenza con una migliore prevenzione. Alla vigilia della Giornata internazionale della donna, è stato approvato in Consiglio dei ministri un testo che modifica il Codice penale introducendo la fattispecie del nuovo reato di femminicidio. “Noi abbiamo fatto già una legge all’inizio del nostro mandato con strumenti importanti, dai braccialetti che si sono moltiplicati, alla distanza, dall’allontanamento all’arresto in flagranza differita, ma vediamo che il numero dei femminicidi ancora non cala”, ha detto la ministra per le Pari opportunità Eugenia Roccella. “E allora abbiamo introdotto, anche in vista dell’8 marzo, alcune modifiche significative e abbiamo inserito il reato di femminicidio per rimarcare l’assoluta specificità del femminicidio che dipende da questioni strutturali nella società e quindi va isolato come reato con una fattispecie specifica, proprio per far capire la diversità di questo problema”.
di Irene Famà
La Stampa, 8 marzo 2025
Giornalisti e attivisti monitorati con il software: si muove anche Roma. Palermo. Napoli. E ora sul caso Paragon si muove anche la procura di Roma. Dopo la denuncia del sindacato dei giornalisti finita sul tavolo del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, a piazzale Clodio è stato aperto un fascicolo per fare chiarezza sulle intercettazioni abusive. E alla polizia postale sono stati affidati accertamenti per risalire a chi, da almeno un anno, ha utilizzato il software di produzione israeliana per spiare giornalisti e attivisti. La faccenda ha i contorni di una spy story internazionale. I servizi segreti italiano assicurano: “Non siamo stati noi”. E Palazzo Chigi scende in campo per avvalorare la posizione dell’intelligence. Stessa versione è stata fornita dalle forze di polizia. Tutte. Nessuna esclusa. E il Guardasigilli Carlo Nordio ha eliminato anche un ipotetico ruolo delle procure. Ma allora chi è stato? E perché?
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2025
Per la Corte costituzionale, sentenza n. 24 depositata ieri, il magistrato di sorveglianza deve sempre poter valutare il rilievo del fatto. È incostituzionale la preclusione biennale alla concessione di permessi premio a un detenuto che sia stato imputato o condannato per un reato commesso durante l’esecuzione della pena. Lo ha stabilito la Corte costituzionale nella sentenza n. 24, depositata oggi, con la quale è stata ritenuta fondata una questione sollevata dal Magistrato di sorveglianza di Spoleto. La Consulta ha così dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 30-ter, co. 5, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà).
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2025
La cancellazione del reato non è compensata dall’esistenza o dall’adozione di strumenti compensativi dell’abolitio criminis lasciando una “zona franca” nell’ambito dell’anticorruzione in violazione della Convenzione Onu. La Cassazione penale ha autonomamente rivalutato la sussistenza di profili di incostituzionalità dell’articolo 1 della legge 112/2024 in vigore dal 25 agosto scorso nota come “Riforma Nordio” dove abroga il reato di abuso d’ufficio. La Suprema Corte ha così promosso incidente costituzionale al fine di decidere il ricorso con cui la difesa chiedeva l’annullamento della condanna ex articolo 323 del Codice penale appena abrogato in applicazione del principio del favor rei che non consente la sanzione penale per un reato abolito anche se il fatto è stato commesso quando la norma incriminatrice era vigente.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 marzo 2025
L’eurodeputato in visita al carcere di Arghillà di Reggio Calabria ha chiesto chiarimenti sulla situazione di Habashy Rashed Hassan Arafa, da tutti conosciuto come Ahmed, ora a Riace per la terapia del dolore. “Come è possibile che un uomo arrivi al quarto stadio di un tumore e venga scarcerato solo a dieci giorni dalla fine della sua pena?”. È con questa domanda che Mimmo Lucano, europarlamentare di Avs, ha sollevato il caso di Habashy Rashed Hassan Arafa - per tutti Ahmed - un detenuto egiziano accusato di essere uno scafista, affetto da un tumore al pancreas al quarto stadio.
di Natascia Grbic
fanpage.it, 8 marzo 2025
Il responsabile dell’Ufficio Giubileo delle Persone e Partecipazione di Roma Capitale Andrea Catarci ha tenuto oggi una conferenza stampa davanti il carcere minorile di Casal del Marmo: “La detenzione deve essere l’estrema ratio, vanno incentivati i percorsi di inserimento sociale e lavorativo”. Settanta ragazzi in un posto che può racchiuderne massimo cinquantasette. La maggior parte sono minori, il resto giovani adulti, il 60% stranieri. Una decina sono ragazze. Nell’Istituto penale minorile di Casal del Marmo i detenuti aumentano di anno un anno: adesso sono settanta, a ottobre erano sessantadue. Il trend in crescita non è chiaramente un dato positivo: non solo perché il sovraffollamento è un problema reale, che condiziona in negativo la vita delle persone recluse, in questo caso giovanissime. Ma perché vuol dire che si ricorre in modo più frequente alla carcerazione invece di prediligere misure alternative. E, nel caso di minori, non si tratta di una misura che impatta positivamente sulla loro vita.
Il Resto del Carlino, 8 marzo 2025
L’assessora Madrid: “Tra i cinquanta e i settanta, però sono di altri istituti. Servono più risorse”. “C’è un colpo di scena: nessun giovane detenuto del Pratello verrà trasferito alla Dozza. Saranno tutti provenienti da altri minorili d’Italia”. L’ha annunciato ieri al question time l’assessora al Welfare Matilde Madrid, tornando sul discusso trasferimento di una cinquantina (ma potrebbero, altra novità, essere di più, pare fino a 70) di ragazzi provenienti da istituti minorili. Il Pratello, dunque, a sua volta pesantemente sovraffollato, anche nei prossimi mesi “vedrà le attuali dimensioni di capienza che noi conosciamo. E all’incontro della prossima settimana avremo l’arduo compito di capire come potremo mantenere intatta la qualità educativa al Pratello e allo stesso tempo attuare un progetto educativo per un numero di almeno cinquanta ragazzi nella sezione della Dozza”, dice Madrid.
di Robertino Giardina
La Sesia, 8 marzo 2025
La visita dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” al carcere cittadino. “Il legame tra il direttore della Casa circondariale e il sindaco è la visione di un luogo che deve essere intimamente connesso con la città. Il carcere vive una felice contraddizione perché, ha una struttura che ha più di quarant’anni, intaccata dallo scorrere del tempo, quindi obsoleta. Ma nello stesso tempo ha un governo diretto dal direttore Rempiccia che ha voluto ridurre il danno insito nella struttura. Un direttore che, ha saputo fare il suo lavoro interpretandolo come missione e non come impiego, e che cerca di rendere quel luogo abitabile e vivibile.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 8 marzo 2025
I due anni del laboratorio di Montorio dove si producono conserve e marmellate. Un 8 marzo che non è “festa”, ma consapevolezza. È quello che ricorda anche i due anni - che scadono giusto oggi - di “Imbandita - La tavola del riscatto”, il progetto della cooperativa sociale Panta Rei che dà lavoro ad alcune detenute della casa circondariale di Montorio in un laboratorio interno dove vengono prodotte marmellate, conserve e confetture con eccedenze alimentari. E la creazione per la giornata della donna è la marmellata pompelmo e basilico. I frutti. Quelli, “eccedenti”, della terra. E i frutti di un progetto. Declinati a un 8 marzo che non è “festa”, ma consapevolezza. “Essere donna significa custodire la fragilità con carattere, preservare il proprio orgoglio con determinazione”, scelta come “intenzione” in un percorso partito al maschile e coniugato, due anni fa, al femminile in quel luogo che è la casa circondariale di Montorio. È la propaggine di “Alfresco - Il fuori dentro”, quel ramo di progetto dedicato alle donne detenute e chiamato “Imbandita - La tavola del riscatto”. Programma della cooperativa sociale Panta Rei in collaborazione con la direzione del carcere, Fondazione San Zeno e Fondazione Esodo. Un laboratorio di trasformazione alimentare, interno al carcere, che produce confetture, conserve e marmellate.
aicstorino.it, 8 marzo 2025
Nella sola provincia di Torino alla fine del 2024 c’erano quasi tremila persone che scontavano una pena all’esterno del carcere con le cosiddette misure alternative (perlopiù, in questo novero, detenzioni domiciliari e affidamenti in prova al servizio sociale). Un numero veramente elevato di individui, uomini e donne, che stanno per reinserirsi nella società e tornare liberi. La domanda d’obbligo è: se non hanno un lavoro per mantenere sé stessi e, magari, le proprie famiglie, come possono reinserirsi in modo dignitoso e onesto nella società?
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Una biblioteca in carcere intitolata a 17enne che si ribellò alla mafia e a una poliziotta
- Milano. Teatro in carcere: al Beccaria va in scena Alice Augmented
- Torino. Tra le mura del carcere va in scena l’opera di Verdi. Un progetto che unisce arte e dolore
- Suor Emma Zordan: in un libro le voci dei detenuti sulla paura del dopo
- Teatro e Polizia penitenziaria. Un incontro disintossicante











