di Raffaele Sardo
La Repubblica, 8 marzo 2025
È stata intitolata a due donne la biblioteca del carcere di Santa Maria Capua Vetere, Rita Atria e Imma Cavagnuolo. La prima, una ragazza siciliana che a 17 anni, contro la volontà della madre, si ribellò alla mafia e decise di collaborare con lo Stato, ma che poi si suicidò. La seconda, assistente capo di polizia penitenziaria, deceduta improvvisamente a 45 anni, il 1 giugno 2023, mentre era a Roma per preparare la cerimonia del 2 giugno per la festa della Repubblica.
di Cristina Lacava
iodonna.it, 8 marzo 2025
Al Teatro PuntozeroBeccaria, la prima sala teatrale in Europa all’interno di un carcere minorile, è in scena Alice Augmented, una versione vorticosa, sorprendente e innovativa di Alice nel Paese delle Meraviglie, che utilizza realtà virtuale e aumentata, restando però fedele al testo. Una nuova scommessa vinta dalla compagnia che da 30 anni si impegna per i giovani detenuti Ci sono il Cappellaio Matto, il Bianconiglio, la Lepre Marzolina, la Regina di cuori. E c’è Alice, la bambina che precipita in un pozzo, atterra in una stanza con una porta troppo piccola per poterci passare e quando ci riesce si trova in un mondo incantato, fiabesco. C’è la storia, ci sono i personaggi ma c’è anche molto di più in Alice Augmented, in scena fino al 25 marzo al Teatro PuntozeroBeccaria, il primo teatro in Europa all’interno di un carcere minorile. Lo spettacolo è divertente (si ride molto), veloce, con tanti colpi di scena, musica, balletti. Utilizza una tecnologia assolutamente all’avanguardia, con effetti speciali di grande impatto, grazie al prezioso aiuto di Fondazione Tim.
di Mario Leone
Il Foglio, 8 marzo 2025
“Rigoletto” alle Vallette di Torino con le scene allestite dai detenuti (attesi in futuro al Regio): la bellezza della musica e del melodramma lega insieme teatro e riabilitazione. Che cosa significa pagare per degli errori commessi? Il carcere può essere luogo di vera riabilitazione umana? Sono tante le domande che si susseguono quando si parla di reato, pena, colpa, ma anche di libertà. Argomento delicatissimo, perché ci sono delle vittime, ci sono dei colpevoli, ma soprattutto ci sono uomini: persone a cui la vita, a un certo punto, si è drammaticamente complicata. Nella casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino - più nota come “Vallette” - sta per inaugurarsi un progetto in cui la bellezza incontra il dolore e l’abbandono. È la bellezza della musica e del melodramma a unire teatro e carcere della stessa città. Per la prima volta, il Teatro Regio porta l’opera all’interno della casa circondariale: il Rigoletto di Giuseppe Verdi, in una versione curata da Vittorio Sabadin. Negli stessi giorni, il capolavoro verdiano è in scena al Regio, con la direzione di Nicola Luisotti e la regia di Leo Muscato. Quello proposto alle Vallette vede protagonisti il Regio Ensemble: Janusz Nosek (Rigoletto), Albina Tonkikh (Gilda), Daniel Umbelino (il duca di Mantova), Siphokazi Molteno (Maddalena), Tyler Zimmerman (Sparafucile e il Conte di Monterone). Nel cast, c’è anche l’attrice Chiara Buratti.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 8 marzo 2025
In occasione del Giubileo del mondo del volontariato, la religiosa, volontaria da anni nell’istituto romano di Rebibbia, torna a far parlare i ristretti con il libro “Noi fuori - la voce dei detenuti di Rebibbia”, edito da Il Levante, in cui affrontano la paura che accompagna spesso il momento del fine pena. “Noi fuori siamo considerati scarto. Noi fuori siamo e saremo sempre nessuno”. È un doloroso grido d’aiuto quello che emerge dalle pagine della nuova fatica di suor Emma Zordan, religiosa delle Adoratrici del Sangue di Cristo, da anni tra i detenuti del carcere romano di Rebibbia dove organizza anche laboratori di scrittura. Un grido sottolineato dalla voce sottile e pacata di questo fiore d’acciaio che è suor Emma, che in occasione del Giubileo del mondo del volontariato torna a far parlare i ristretti con il libro “Noi fuori - la voce dei detenuti di Rebibbia” in cui affrontano la paura che accompagna spesso il momento del fine pena. Il volume ha la prefazione del vescovo di Latina, monsignor Mariano Crociata, ed è stato pubblicato dalle edizioni Il Levante.
di Luca Rondi
altreconomia.it, 8 marzo 2025
Nel carcere di Vigevano (Pavia) si è tenuto un laboratorio teatrale che ha coinvolto gli agenti ed è stato curato dal regista e drammaturgo Mimmo Sorrentino. Un’esperienza originale per scuotere un ambiente in guerra. Mimmo Sorrentino, drammaturgo e docente di teatro partecipato presso la scuola Paolo Grassi di Milano, non nasconde l’indignazione per le violenze all’Istituto penale minorile “Beccaria” di Milano che definisce come il “simbolo del fallimento del carcere” ricordando però che “i luoghi ai margini raccontano anche gli angoli bui della nostra società”. “Ci indigniamo giustamente per quelle torture, ma siamo sicuri che non ci riguardino? - spiega - Quanti ‘Beccaria’ ci sono, fuori dalle mura? Non è sovrapponibile alle fosse comuni a Gaza?”.
Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2025
La Consulta, con la sentenza n. 25, afferma che l’obbligo deve escludere chi sia in condizioni di oggettiva e documentata impossibilità di imparare la lingua in ragione di una disabilità. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 25, depositata oggi, ha affermato che vìola il principio di uguaglianza la norma che subordina l’acquisto della cittadinanza - per matrimonio o naturalizzazione - alla conoscenza dell’italiano a livello intermedio per qualunque straniero, senza eccettuare chi versi in condizioni di oggettiva e documentata impossibilità di acquisirla in ragione di una disabilità.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2025
Lo hanno stabilito le Sezioni unite della Cassazione, sentenza n. 5992/2025, accogliendo con rinvio, il ricorso di un cittadino eritreo, che, unitamente ad altri connazionali, aveva chiesto il risarcimento. La Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Interno dovranno risarcire i migranti per i danni non patrimoniali patiti per essere stati trattenuti a bordo della nave della Guardia Costiera italiana “U. Diciotti”, dal 16 al 25 agosto 2018, a causa del mancato consenso all’attracco nei porti italiani e poi del mancato consenso allo sbarco e il forzato ed arbitrario trattenimento sulla nave nel porto di Catania. Lo hanno stabilito le Sezioni unite della Cassazione, sentenza n. 5992/2025, accogliendo con rinvio, il ricorso di un cittadino eritreo, che, unitamente ad altri connazionali, si era rivolto al Tribunale capitolino chiedendo la condanna del Governo. La quantificazione del risarcimento spetta alla Corte di Appello di Roma.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 marzo 2025
Il Governo attacca i giudici dopo la decisione sui migranti trattenuti sulla nave. Csm e Anm con le toghe. La presidente Cassano: “Insulti inaccettabili”. Una decisione delle Sezioni Unite Civili di Cassazione sul tema immigrazione riaccende un fortissimo scontro tra magistratura e politica. Nell’incontro del 5 marzo, seppur rimanendo ognuno sulle proprie rigide posizioni rispetto alla riforma della separazione delle carriere, governo e Anm avevano comunque messo in campo un certo fair play.
di Stefano Greco
Il Manifesto, 8 marzo 2025
Sul manifesto si è aperto un interessante dibattito su quale autorità giudiziaria possa meglio garantire la tutela del diritto fondamentale all’asilo, che rischia di essere svuotato dalle procedure accelerate di frontiera. Per ora sono riservate ai richiedenti originari dai paesi sicuri, sulle cui modalità di designazione si esprimerà presto la Corte di giustizia Ue (sono uno degli avvocati difensori dei cittadini stranieri). Da giugno 2026 il nuovo Patto Ue estenderà comunque la possibilità di classificare come “sicuri” anche paesi con eccezioni per territorio/categorie di persone e l’iter speciale sarà applicato anche in altri casi. Giustamente Matteo Losana, nell’edizione dell’1 marzo, auspica che a quel punto la Corte costituzionale ponga un “controlimite”, volto a “impedire che il diritto dell’Unione leda i principi supremi e i diritti inviolabili sanciti dalle Costituzioni nazionali”. Questa vicenda non tocca solo i diritti stabiliti dall’articolo 10, sull’asilo, ma anche quelli del 24, sulla difesa.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 8 marzo 2025
A livello globale, in 30 anni, si è dimezzato il numero delle adolescenti che partoriscono, è in calo la pratica delle mutilazioni genitali e in calo le spose bambine. Ma il nuovo rapporto di Unicef con UN Woman/Plan International, dice che per 122 milioni di adolescenti la scuola è ancora un miraggio. Ombre ma anche luci sul pianeta donne. Se il nuovo rapporto di Unicef con UN Woman/Plan International, divulgato in occasione della Giornata Internazionale della Donna - Girl Goals: Cosa è cambiato per le ragazze? I diritti delle adolescenti in 30 anni - dice che per 122 milioni di ragazze la scuola è ancora un miraggio, che devono far fronte a carenze nei servizi sanitari salvavita, e ancora che sono a rischio di pratiche dannose come il matrimonio infantile (1 su 5 si sposa durante l’infanzia), è vero che ci sono buone notizie, a cominciare dalla pratica delle mutilazioni genitali femminili che è finalmente in calo. Negli ultimi 30 anni, Paesi come il Burkina Faso e la Liberia hanno dimezzato la percentuale di ragazze sottoposte a questa pratica. Certo occorre fare di più, il tasso di declino, spiegano gli esperti, deve essere 27 volte più veloce per raggiungere l’obiettivo di eradicazione fissato nei Goals delle Nazioni Unite 2030.











