di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 luglio 2025
E Rita Bernardini continua lo sciopero della fame. Quando il 21 gennaio 2025 Roberto Giachetti si alzò dai banchi di Montecitorio per presentare l’ordine del giorno numero 9/ 2196/ 21, sapeva benissimo cosa stava facendo. Non l’ennesima mozione di principio, ma un impegno vincolante per il governo. E ora, cinque mesi dopo, quella strategia parlamentare inizia a dare i suoi frutti. Il documento che è arrivato sulla scrivania del deputato di Italia Viva qualche giorno fa racconta molto di più di una semplice procedura burocratica. Racconta di un sistema di controllo che funziona e di una battaglia politica che entra nel vivo.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 3 luglio 2025
Forze politiche incapaci di soluzioni condivise in Parlamento. Dal 2020 aumenta la forbice tra i detenuti e chi sconta la pena all’esterno. Con l’arrivo della prima emergenza caldo nulla è più ipocriticamente ricorrente della stagionale attenzione della politica per le condizioni di vita delle carceri. Difficile possano essere significativamente migliorate dall’annuncio del ministero della Giustizia di avare avviato la procedura di acquisto di mille congelatori “a pozzetto” da destinare agli istituti penitenziari. Soprattutto a fronte di una situazione che vede 62.761 persone detenute (2.737 donne, 19.810 stranieri) in 190 istituti, a fronte di una capienza regolamentare di 51.296.
di Maurizio Ermisino
retisolidali.it, 3 luglio 2025
Libianchi: “L’approvvigionamento d’acqua è uno degli obiettivi dell’OMS per il Terzo Mondo. Noi abbiamo questo problema nelle nostre carceri”. È arrivata l’estate ed è arrivato, come ogni anno, il grande caldo: le massime in questi giorni sfiorano i 40 gradi. È quel periodo dell’anno in cui i telegiornali se ne escono con i famosi decaloghi per combattere le alte temperature, che poi ogni anno sono sempre gli stessi. Non c’è nessuno, o quasi, che si preoccupa dell’emergenza caldo che soffre chi si trova in carcere. Un luogo dove, insieme alla libertà, è spesso negata anche la dignità. Chi è in carcere non può aprire le finestre o accendere un condizionatore.
di Giunta e Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penale Italiane
camerepenali.it, 3 luglio 2025
L’emergenza carceri e la vergognosa condizione di sovraffollamento non possono di certo finire frettolosamente archiviate nella soffitta del dibattito politico. Occorre un messaggio al parlamento, alle istituzioni, all’opinione pubblica ai sensi dell’art. 87 Cost. Il documento della Giunta e dell’Osservatorio Carcere. L’ennesimo richiamo del Presidente della Repubblica, on. Sergio Mattarella, ad affrontare immediatamente ed efficacemente l’emergenza carceri e la vergognosa condizione di sovraffollamento, non può di certo finire frettolosamente archiviato nella soffitta del dibattito politico. Non è il primo monito e potrebbe non essere l’ultimo, se non si provvede con serie misure a porre un argine alla pericolosa deriva umanitaria che sta attraversando il sistema penitenziario.
di Camilla Curcio
Il Sole 24 Ore, 3 luglio 2025
Occorre incentivare anche l’iter di reinserimento di chi sconta misure alternative al carcere. Se il reintegro sociale e la recidiva zero passano evidentemente da percorsi di reinserimento che fanno leva su istruzione, formazione e lavoro, nella realtà dei fatti c’è ancora molta strada da fare per tradurre i buoni propositi in progettualità efficaci. “In Italia siamo purtroppo molto indietro perché il carcere riesce ancora a fare concretamente poco”, spiega Alessio Scandurra, coordinatore dell’osservatorio dell’associazione Antigone sulle condizioni dei detenuti. “Rispetto alla formazione professionale, ad esempio, i numeri sono modesti e le iniziative disomogenee: a volte sono strutturate in base alle disponibilità del territorio, quindi restituiscono una spendibilità maggiore. Ma spesso non accade e il ritorno è esiguo”.
di Gianni Alemanno*
Il Dubbio, 3 luglio 2025
Se uno studente volesse sperimentare in modo evidente il significato del concetto fisico di “gradiente termico” dovrebbe venire qui a Rebibbia e spostarsi dal piano terra fino al secondo e ultimo piano. Al piano terra, grazie all’umidità che viene dal suolo, il caldo estivo è ancora sopportabile, ma salendo per le scale che portano al secondo piano, la temperatura aumenta progressivamente di almeno un paio di gradi per ognuna delle quattro rampe che compongono queste scale. Per cui, quando si arriva in cima, ci sono quasi dieci gradi di temperatura in più. Se poi, come il sottoscritto, si abita nell’ultima cella del corridoio, quella esposta al sole non solo sul soffitto ma anche su due lati, “l’effetto forno” è una realtà.
di Liana Milella
Il Fatto Quotidiano, 3 luglio 2025
In Commissione, alla Camera, l’esponente di Forza Italia contro il sottosegretario di Fdi: “Paga solo lo Stato. Da Nordio solo tre azioni disciplinari”. “Non c’è correlazione tra errori e responsabilità disciplinare dei magistrati”. Uno super garantista. L’altro super giustizialista. Il primo deputato di Forza Italia. E da un paio di settimane anche vicepresidente della commissione Giustizia della Camera. L’altro non solo sottosegretario alla Giustizia, ma sempre super protetto da Giorgia Meloni. L’uno di fronte all’altro, Enrico Costa e Andrea Delmastro Delle Vedove. Che alla Camera, in commissione, si scontrano a brutto muso sulla sostanza e sui numeri dell’ingiusta detenzione. Quando, cioè, un pm mette in galera un suo inquisito senza che ci siano prove ed effettiva necessità.
di Simona Musco
Il Dubbio, 3 luglio 2025
Il riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione non può “essere ritenuto, di per sé, indice di sussistenza di responsabilità disciplinare a carico dei magistrati che abbiano richiesto, applicato e confermato il provvedimento restrittivo risultato ingiusto”. Risponde così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, interrogato dal deputato di Forza Italia Enrico Costa e dal collega Davide Bellomo. I due parlamentari avevano chiesto conto al ministero del reale impatto del monitoraggio sui procedimenti per ingiusta detenzione, in particolare rispetto alla responsabilità per danno erariale. Che non sarebbe correlato ai soldi versati dallo Stato a chi ha subito ingiustamente una misura cautelare.
di Lorenza Pleuteri
osservatoriodiritti.it, 3 luglio 2025
Le storie di Stefano, Jonella, Ezio e gli altri. Il dossier trasmesso al Parlamento fa il punto sulle richieste di indennizzo presentate da centinaia di uomini e donne tenuti in cella e poi scagionati. La somma complessiva che grava sulle casse dello Stato sfiora i 27 milioni di euro solo per il 2024. Ogni anno centinaia di persone chiedono allo Stato di essere indennizzate perché incarcerate ingiustamente, prosciolte al termine delle indagini preliminari o assolte nei processi.
di Antonella Mariani
Avvenire, 3 luglio 2025
Due arresti e la lotta tenace per ripristinare la giustizia. E ora per la figlia del finanziere Salvatore, un presente da designer e di impegno nelle missioni all’estero. Il volto sorridente di Giulia Ligresti spunta tra rotoli di tessuti e macchine per cucire, tra manichini e pile di scampoli. Nella Sartoria sociale dove lavorano rifugiati politici, che è parte dei tanti progetti dell’associazione Realmonte, di cui è volontaria e responsabile dei progetti internazionali, racconta di sé, della sua odissea giudiziaria, dei due periodi trascorsi in carcere con l’accusa di reati finanziari, dell’assoluzione definitiva “perché il fatto non sussiste”, della sua carriera di designer e, più di tutto, dei progetti umanitari che da anni la portano in Palestina e in Afghanistan, in India e in Siria, prima come presidente della Fondazione Fondiaria Sai e poi come volontaria dell’associazione milanese Francesco Realmonte. Nel 2007, tra le altre cose, contribuì a portare in Italia un gruppo di giovani giornaliste afghane, due delle quali svolsero un tirocinio ad Avvenire.
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