di Nunzio Bruno
cesvop.org, 6 marzo 2025
L’Associazione di Volontariato Penitenziario (AS.VO.PE.) si appresta a celebrare un traguardo significativo: venticinque anni di solidarietà e impegno civico nel complesso e delicato ambito del sistema penitenziario. Un percorso che ha visto l’associazione protagonista di un dialogo costante tra il mondo del carcere e la società esterna, con l’obiettivo di promuovere la dignità, il recupero e la reintegrazione delle persone detenute. Il 7 marzo 2025 al CreZi Plus di Palermo si svolge l’evento celebrativo, inserito nel contesto delle iniziative di lancio di Palermo Capitale Italiana del Volontariato 2025. Sarà un momento di riflessione e confronto pubblico. Un’occasione per ripensare criticamente il ruolo del volontariato contemporaneo e il senso stesso della detenzione in un’era di profondi cambiamenti sociali e giuridici.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 6 marzo 2025
In dieci anni quasi 700 suicidi in cella: Alessandro Trocino denuncia un orrore italiano. “Se una mosca vi si posa - non per avidità ma per conformismo, perché ve ne sono già attaccate tante altre - resta presa dapprima per l’estrema falange ricurva di tutte le sue zampette”, scrive Robert Musil in una delle “Pagine postume pubblicate in vita”, narrando gli spasmi degli insetti inchiodati sulla carta moschicida. Il destino è già segnato. Ogni tentativo di “districarsi frullando le ali” che ricorda quasi “Laocoonte nell’espressione sportiva dello sforzo estremo” è vano finché “le mosche non hanno più la forza di sollevarsi dal vischio, ricadono un poco e in quell’attimo sono interamente umane”. Non poteva trovare parole più dense, Alessandro Trocino, per spiegare in “Morire di pena. 12 storie di suicidio in carcere”, il libro in uscita domani da Laterza, la tragedia di tante vite perdute nelle galere italiane.
di Vincenzo Montalcini
Il Domani, 6 marzo 2025
L’udienza è stata subito rinviata al prossimo 12 maggio, sia per l’assenza di due legali degli imputati sia perché alcuni familiari delle vittime, che avevano depositato le nomine nel fascicolo quando il procedimento era ancora a carico di ignoti, non hanno ricevuto i relativi avvisi. Un buco di quasi sei ore: dalle 22:23 del 25 febbraio 2023, momento in cui l’aereo Eagle 1 di Frontex avvista il caicco “Summer Love” a circa 40 miglia dalle coste calabresi, fino alle 4:12 del giorno successivo, quando l’imbarcazione si schianta contro la secca a 80 metri dalla riva della spiaggia di Steccato di Cutro, andando in frantumi. Email, segnalazioni, mezzi usciti e rientrati subito dopo a causa delle condizioni proibitive del mare, ma nessun caso Sar attivato per salvare quelle 200 persone partite cinque giorni prima dalla Turchia.
di Angela Nocioni
L’Unità, 6 marzo 2025
Al Tribunale di Locri due testimoni hanno detto di essere stati invitati dalla polizia a farsi i fatti propri quando, in tanti, sono andati ad avvisare che era stata arrestata la persona sbagliata. Chissà perché il Tribunale di Locri è così sordo alle ragioni della difesa di Marjan Jamali, 30 anni, iraniana, scappata nell’ottobre del 2023 da Teheran con il figlio Faraz, di otto anni, e sbattuta in cella in Italia con l’accusa di essere una scafista. Contro ogni logica e senza uno straccio di prova. Anche la settimana scorsa il Tribunale di Locri - presidente Rosario Sobbrio e giudici a latere Mario Boccuto e Raffaele Lico - ha respinto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari, decisi a maggio dal Tribunale del riesame dopo che la richiesta di sostituzione della detenzione in cella con i domiciliari era stata respinta dal Tribunale di Locri con una mezza paginetta in cui la si liquidava con la frase “non è emerso alcun novum”.
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 6 marzo 2025
Donald Trump non ha inventato nulla di nuovo. Ha solo offerto un grande ombrello alle tante forze nazionaliste, e quindi centrifughe, che già stavano tagliando i fili della coesistenza democratica. L’ha appena annunciato al Congresso degli ormai suoi Stati Uniti. Un vasto programma, quello di Donald Trump al giorno 44 del suo secondo mandato: ci riprenderemo il Canale di Panama e anche la Groenlandia, “in un modo o nell’altro”; Zelensky ci deve aver ripensato e ora è pronto a risarcirci di quel che ci spetta e a mettere fine a un “conflitto insensato”; andremo su Marte; cancelleremo l’ideologia del politicamente corretto; regaleremo all’America un’età dell’oro che è appena cominciata. Il mandato del presidente Usa dura 1461 giorni. Ma già questo inizio prefigura svolte neanche immaginate nelle più ardite previsioni. Avendo la Storia spazio soltanto per un mondo alla volta, per costruire un mondo nuovo bisogna necessariamente demolire quello esistente, comprese le radici, perché non gli sia concesso di resistere sottotraccia e un domani riprendersi la scena.
di Massimiliano Mingoia
Il Giorno, 5 marzo 2025
L’allarme del Garante dei diritti dei detenuti di Milano, Francesco Maisto: “Le condizioni inammissibili nelle strutture incidono su chi si toglie la vita”. A San Vittore, sul totale dei detenuti, gli stranieri sono al 64,21% e i tossicodipendenti al 50,55%. Il sovraffollamento delle carceri e i suicidi in aumento nelle stesse strutture detentive sono due problemi strettamente legati. Ne è convinto il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune, Francesco Maisto, che cita una frase dell’intervento di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella (“L’alto numero di suicidi è indice di condizioni inammissibili”).
di Gianluca Ottavio
giornalelavoce.it, 5 marzo 2025
“Inquietanti”. Così l’associazione radicale Nessuno tocchi Caino ha definito le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio sulle carceri italiane. Al convegno di Torino, organizzato nell’ambito di un tour nelle strutture piemontesi, il giudizio è stato netto: “Un carcere abbrutente non può che abbrutire. Non è un luogo di rieducazione, ma solo di contenimento”. A ribadire il concetto è stato Cesare Burdese, architetto esperto di edilizia penitenziaria, che ha demolito l’idea di utilizzare caserme come nuove strutture detentive e ha bocciato i nuovi padiglioni, che secondo lui non faranno altro che “riempire edifici di umanità dolente, senza prospettive di recupero”. Le carceri italiane restano prigioni di afflizione, senza evoluzione.
di Franco Corleone
Il Manifesto, 5 marzo 2025
Il 27 febbraio, nella calda cornice del Teatro Rossetti di Vasto, è stato presentato il volume “Un ossimoro da cancellare: Misure di sicurezza e Case Lavoro”, curato da Giulia Melani con i contributi di Franco Corleone, Katia Poneti e Grazia Zuffa. La scelta di Vasto non è casuale, perché la ricerca su una istituzione totale quasi sconosciuta, partì proprio da quello che era il contenitore più grande per i detenuti che, per la proclamata pericolosità sociale, dopo avere scontato la pena detentiva per i reati commessi, sono sottoposti a una misura di sicurezza che può durate all’infinito. La scelta è legata anche alla presenza assai significativa dell’arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto, Bruno Forte, teologo di grande profondità che già nel 2018 scrisse sul Sole 24 Ore un appello perché si mettesse fine a una realtà istituita dal fascismo sulla base della concezione positivista e lombrosiana del delinquente abituale, professionale e per tendenza. Il Codice penale addirittura definisce queste persone come soggetti di indole malvagia. Così, vengono riclassificati come internati.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 5 marzo 2025
La premier Meloni incontra i vertici dell’Associazione nazionale magistrati per discutere della riforma sulla separazione delle carriere. Ma le toghe già si sono dette contrarie a ogni forma di “trattativa” e puntano allo scontro totale. Più che un confronto, quello che si terrà oggi pomeriggio a Palazzo Chigi tra il governo e l’Associazione nazionale magistrati rischia di prendere le forme di un faccia a faccia tra due pugili prima di scendere definitivamente sul ring. L’incontro, auspicato dal neopresidente del sindacato delle toghe Cesare Parodi, e accolto dalla premier Giorgia Meloni, ha infatti tutte le premesse per rivelarsi fallimentare, vista la chiusura totale dell’Anm a ogni forma di reale discussione sulla riforma che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pm e l’istituzione di un’Alta corte disciplinare.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 5 marzo 2025
Oggi a palazzo Chigi. La riforma resta blindata. Maruotti (Anm): “Nessun margine di trattativa”. È l’abc della politica: in una trattativa non si concede mai nulla in cambio di una promessa da mantenere in futuro. Giorgia Meloni, che di politica un po’ se ne intende, lo sa benissimo e quindi è perfettamente consapevole che quando oggi pomeriggio, alle 15 e 30, riceverà i vertici dell’Associazione nazionale magistrati dovrà fare un’offerta impossibile da accettare: disponibilità al dialogo non per modificare la riforma della giustizia ma per accordarsi sui successivi decreti attuativi sul sorteggio “temperato” dei togati del Csm e sulle quote rosa.
- No alla separazione delle carriere, assunzioni e immobili: l’Anm sfida Meloni
- “Anche i concorsi vanno separati: solo così avremo un giudice terzo”
- Carofiglio: “I migliori pm sono quelli che pensano come giudici”
- Elmasry e Paragon, per Mantovano il governo “ha già detto tutto”
- Teramo. Detenuto di 42 anni morto in cella, eseguita l’autopsia











