di Valentina Stella
Il Dubbio, 2 luglio 2025
I due partiti di maggioranza lanciano il reato di manipolazione mentale, al via la discussione al Senato. La proposta piace anche a Nordio, ma già nel 1981 la Consulta bocciò il reato di plagio. Introdurre il reato di manipolazione mentale: è quello che chiedono Lega e Fratelli d’Italia. Sono stati infatti presentati due ddl, uno a prima firma della senatrice del Carroccio Tilde Minasi, l’altro del senatore del partito della premier, Sergio Rastrelli. Entrambe le proposte di modifica normativa puntano ad inserire nel codice penale il nuovo articolo 613 quater che dovrebbe punire tutti quei guru, santoni, maestri che si approfittano di soggetti psicologicamente deboli sottraendo loro denaro, ottenendo prestazioni sessuali, riducendoli in schiavitù in cambio di una presunta purificazione spirituale o della risoluzione di problemi personali, familiari, lavorativi. Come? Attraverso, ad esempio, il love bombing o la trance ipnotica.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 2 luglio 2025
Per il giurista la commissione parlamentare guidata da Colosimo “svolge indagini su Via D’Amelio che spettano ai pm: è diventata uno strumento di confusiva sovrapposizione rispetto al lavoro della magistratura”. La pista mafia e appalti? “Un mito aprioristico come la Trattativa”. “Questa commissione Antimafia la chiuderei. È diventata uno strumento di confusiva sovrapposizione rispetto ad alcune indagini in corso. Invade terreni che non le competono”. È netta la posizione di Giovanni Fiandaca, emerito di Diritto penale all’Università di Palermo, nei confronti dell’attività condotta dalla commissione parlamentare presieduta da Chiara Colosimo, incentrata sulla strage di Via D’Amelio e sull’indagine mafia e appalti. “La vera funzione della commissione Antimafia sarebbe quella di svolgere indagini sul fenomeno generale delle mafie, verificare l’adeguatezza delle leggi, suggerire miglioramenti o modifiche, studiare possibili interventi socio-economici da realizzare in funzione preventiva, non concentrarsi su un’indagine specifica come sta accadendo ora, cercando di acquisire elementi di verità al di là di ciò che i processi sono giunti a fare”, dice Fiandaca al Foglio.
di Simona Musco
Il Dubbio, 2 luglio 2025
Il Tribunale di Locri applica la Legge Severino: nonostante l’assenza di aggravanti e pene accessorie, la condanna per falso in atto pubblico basta a escluderlo dalla carica. I legali preparano il ricorso. “Ormai ci sono abituato”. Lo dice quasi sorridendo, Mimmo Lucano, che da oggi, secondo il Tribunale di Locri, dovrà limitarsi a fare l’europarlamentare, perché il sindaco di Riace non lo può fare più. Il tutto in base ad una interpretazione della Legge Severino in virtù della quale non importa che il giudice penale abbia escluso l’abuso di potere e non ritenuto opportune le pene accessorie: la condanna a 18 mesi, pena sospesa, nel processo Xenia (che lo scagionò da tutte le accuse più infamanti) per un falso in una determina - rimasta un semplice foglio di carta senza alcun effetto pratico sulle casse dello Stato - vale la decadenza dalla carica di primo cittadino. Per “valorizzare al massimo grado la “disciplina” e l’”onore”, sulla base dell’interpretazione che la Corte costituzionale dà della norma.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 2 luglio 2025
La Consulta, sentenza numero 90, depositata oggi, ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale dell’articolo 168-bis del codice penale, È incostituzionale l’esclusione del reato di spaccio di lieve entità o piccolo spaccio dalla messa alla prova. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 90, depositata oggi, con cui ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 168-bis del codice penale, nella parte in cui non consente la sospensione del procedimento con messa alla prova per il reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, qualificato di lieve entità, previsto dall’articolo 73, comma 5, del Testo unico stupefacenti.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 2 luglio 2025
I connotati della condotta possono ben giustificare la restrizione in carcere nella fase delle indagini poiché il trattamento privo di qualsiasi rispetto, non solo in termini retributivi, depone per l’influenzabilità dei testimoni. Sì alle esigenze cautelari nei confronti di chi sfrutta i lavoratori stranieri irregolari che proprio in ragione della loro condizione sono influenzabili nell’ambito di rapporti di forza quali il caporalato essendo sussistente il rischio di inquinamento probatorio.
di Paolo Popoli
La Repubblica, 2 luglio 2025
Sono duemila i detenuti in più in Campania, con record a Poggioreale. Cinque i suicidi registrati dall’inizio di quest’anno. Nei giorni del grande caldo con temperature di 40 gradi, nello spazio di una cella nel carcere di Poggioreale vivono e dormono insieme otto detenuti, talvolta anche dieci. Una situazione al limite, specchio del disagio e di quelle condizioni “insostenibili per il sovraffollamento” nelle carceri italiane denunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’incontro al Quirinale con gli agenti della polizia penitenziaria e il capo del Dap Stefano Carmine De Michele.
cataniatoday.it, 2 luglio 2025
L’assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche sociali ha pubblicato l’avviso per finanziare, con oltre 294 mila euro un progetto volto alla sperimentazione di un modello integrato di accoglienza residenziale, presa in carico multidisciplinare, accompagnamento alla genitorialità e graduale reinserimento sociale di genitori sottoposti a misure alternative alla detenzione, accompagnati da bambini, secondo quanto disposto dall’autorità giudiziaria. Si tratta di fondi trasferiti dal ministero della Giustizia alla Sicilia.
di Alessandra Zanardi
Il Giorno, 2 luglio 2025
Giacomo, 25 anni, ha un disturbo borderline: deve ricevere cure in comunità, la soluzione non è la Rems. “Mai più casi come quello di Giacomo Trimarco, suicida in carcere. Anche le persone con quadri psichici complessi hanno il diritto di ricevere cure adeguate”. Maria Corinna Gorlani, milanese, è la mamma di Giacomo, un 25enne con disturbo borderline che lo porta a commettere reati, attualmente detenuto nel carcere di Pavia. Gorlani è anche vicepresidente di “Famiglie in rete”, associazione che promuove i diritti dei malati psichiatrici e delle loro famiglie. Un sottogruppo dell’associazione, “Ci siamo anche noi”, si concentra sui borderline a basso funzionamento. Persone che, a causa del loro disturbo, hanno difficoltà a gestire lavoro, studio, relazioni sociali e percorsi di recupero, “ma che comunque meritano attenzione e aiuto”.
di Catia Turrioni
Corriere dell’Umbria, 2 luglio 2025
Più umanità dietro le sbarre. È già stata presentata una richiesta formale di sovvenzione al ministero della Giustizia per finanziare la realizzazione dei moduli abitativi. Al carcere di vocabolo Sabbione di Terni si aspetta in tempi brevi il via libera per la realizzazione dei cosiddetti moduli abitativi per l’affettività, spazi più ampi e strutturati rispetto alla cosiddetta stanza dell’amore, pensati per accogliere non solo i partner, ma anche i figli dei detenuti.
di Giovanna Loccatelli
La Stampa, 2 luglio 2025
Il provveditore Antonio Galati non ha notizie di accadimenti di rilievo a Sanremo. “Abbiamo paura” le nette parole di Lorenzo Vigo, medico in servizio nel carcere sanremese di Valle Armea. “Ieri intorno alle 13, 30 si sono presentati in infermeria 20 detenuti, la situazione era fuori controllo. Dovrebbero venire uno alla volta”. Vigo spiega che i detenuti hanno poi iniziato a dare in escandescenza: “Hanno inveito contro di noi. Uno di loro ha rotto una sedia e ci ha minacciato di morte”. Gli infermieri hanno dato l’allarme chiamando le forze dell’ordine esterne al carcere.
- Treviso. I detenuti scrivono al vescovo: “Noi, piccola Chiesa che vive in carcere”
- Milano. Storia di G., che si laurea con 110 e lode in carcere. E che non si volta dall’altra parte
- Pace e giustizia, la sfida dei preti di frontiera
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