di Francesco Dal Mas
Avvenire, 2 luglio 2025
Nell’Anno giubilare dal penitenziario un appello alla comunità cristiana locale perché aiuti chi ha commesso errori a ripartire. “Vorremmo così tanto che il popolo di cui ci sentiamo parte sapesse che dietro al muro del carcere ci siamo anche noi, la piccola Chiesa in carcere che è in un cammino di consapevolezza e responsabilità, che parte dal pentimento e prova a rinascere e ricostruire esistenze”. Così scrivono i detenuti del carcere di Treviso al vescovo Michele Tomasi e ai fedeli della diocesi, col desiderio di partecipare al Giubileo della Speranza. “Con umiltà, ci rivolgiamo a voi, sorelle e fratelli della diocesi: che sia questo tempo - è l’augurio che aggiungono - un tempo speciale anche per aprire una porta, superare un muro, cercando di capire le vite altrui, liberi da pregiudizi, così che ci sia concretamente qualcuno capace di vedere l’uomo oltre il suo errore”.
di Zita Dazzi
La Repubblica, 2 luglio 2025
Dopo l’arresto aveva ripreso gli studi universitari e mentre era al lavoro esterno aveva conosciuto un giovane fragile bisognoso di aiuto, finito poi anche lui in cella. Ha preso 110 e lode e si è laureato in legge. Non ci sarebbe niente di strano se non fosse che il ragazzo, che chiameremo col nome di fantasia Giovanni, ha studiato e ha scritto la sua tesi in cella. “Ha ripreso a studiare mentre era in carcere a Bollate dove sì è costituito per un debito che aveva con la giustizia per un fatto avvenuto 10 anni prima. A Bollate ha rimesso insieme pezzi. Ha ripreso l’università e ha ricomunicato a dipingere. E poi ha osservato l’umanità che aveva attorno. Tanto”, ha raccontato su Facebook la sua legale, Antonella Calcaterra, che lo ha seguito nel percorso giudiziario e che ieri era alla Statale per la cerimonia e la proclamazione del nuovo “dottore in Giurisprudenza”.
di Luca Kocci
Il Manifesto, 2 luglio 2025
Un percorso di lettura attraverso dei nuovi volumi dedicati a Balducci, Mazzolari, Turoldo, Dossetti e Milani. In uno scenario in cui “la minaccia di morte” ci sta venendo incontro “come una selva di missili o come catastrofe dell’equilibrio ecologico”, la nascita di un nuovo “uomo planetario” è l’unica possibilità per evitare la fine del mondo. La “profezia” di Ernesto Balducci è datata 1985, quando esce L’Uomo planetario, summa del pensiero dello scolopio toscano che ora meritoriamente, dopo 40 anni, l’editore Gabrielli ripubblica (L’uomo planetario. Etica laica e fedi religiose sul crinale apocalittico, a cura di Pietro Domenico Giovannoni, pp. 254, euro 18).
di Ferruccio Pinotti
Corriere della Sera, 2 luglio 2025
Martina Oppelli, malata di sclerosi multipla da oltre 20 anni, ha ricevuto il terzo diniego da parte dell’azienda sanitaria triestina. La replica: “Affrontare un’altra estate in queste condizioni è una sofferenza estrema”. L’Azienda sanitaria di Trieste ha negato per la terza volta il suicidio assistito a Martina Oppelli, una donna tetraplegica che da 20 anni è affetta da sclerosi multipla. “Voglio smettere di soffrire, ora valuto di andare in Svizzera”, ha affermato la 49enne triestina, che ha presentato una nuova opposizione al diniego tramite i suoi legali. “Asugi continua a negare l’esistenza di trattamenti di sostegno vitale e conferma il divieto di accesso alla morte medicalmente assistita, ignorando le sentenze della Corte costituzionale”, ha detto l’avvocato Filomena Gallo. “Così facendo, infligge a Martina un trattamento disumano che equivale a una forma di tortura”.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 2 luglio 2025
Per la seconda volta da quando è al governo, l’esecutivo Meloni ha dovuto accogliere obtorto collo le richieste di favorire l’ingresso di manodopera dall’estero avanzate da una parte della sua base. Il nuovo decreto Flussi approvato ieri in Consiglio dei ministri contiene novità positive, ma è soprattutto lo specchio delle contraddizioni della maggioranza sull’immigrazione. Per la seconda volta da quando è al governo, l’esecutivo di Giorgia Meloni ha dovuto accogliere obtorto collo le richieste di favorire l’ingresso di manodopera dall’estero avanzate da una parte della sua base elettorale - quella dei piccoli e medi imprenditori - emanando un decreto Flussi che farà entrare nel triennio 2026-28 un numero decisamente superiore di lavoratori stranieri non comunitari rispetto ai precedenti governi. Dai 450 mila dell’ultimo decreto di tre anni fa, tetto raggiunto dopo lunghe trattative e insufficiente a detta delle associazioni datoriali, si è arrivati ieri a circa mezzo milione di lavoratori previsti nei prossimi tre anni.
di Angela Nocioni
L’Unità, 2 luglio 2025
Non vogliono testimoni. Non vogliono nemmeno medici per casi gravi al Cpr di Macomer, le celle illegali per migranti in provincia di Nuoro, Sardegna. È stata necessaria l’altra notte una discussione con la dirigente dell’ente gestore del Cpr - la cooperativa Officine sociali che gestisce anche il centro di San Gervasio - perché i barellieri dell’ambulanza potessero soccorrere Hassan, marocchino con una gamba ingessata, che due pile del telecomando e una lametta ha dovuto ingerire per veder arrivare un’ambulanza chiesta invano per giorni.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 2 luglio 2025
Una nuova direttrice, un educatore, un funzionario e 22 agenti ma Gjader non può partire. Sul primo penitenziario extraterritoriale restano diversi dubbi giuridici. C’è un carcere dove problemi di sovraffollamento, carenza di personale e mancanza di posti letto non esistono: si trova a Gjader, accanto al Cpr e al centro di trattenimento per richiedenti asilo. È il primo penitenziario italiano aperto all’estero, in Albania. Inaugurato a metà ottobre 2024, nell’ambito del protocollo migranti tra Roma e Tirana, non ha mai visto un detenuto. Il mese scorso, comunque, sono stati nominati una direttrice, un educatore e un amministrativo.
di Massimiliano Sfregola
Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2025
In un altro contesto, accostare il nome di Roma allo Statuto della Corte dell’Aia sarebbe stato motivo di orgoglio; oggi i tribunali internazionali sono percepiti come un ostacolo. Ricordare il 23º anniversario della firma della Carta di Roma con un possibile deferimento all’Onu dell’Italia non è certo ciò che ci saremmo aspettati. In un altro contesto, accostare il nome di Roma allo Statuto della Corte dell’Aia sarebbe stato motivo di orgoglio; oggi, invece, i tribunali internazionali sono percepiti come un ostacolo alla competizione tra Stati e la giustizia come un fardello da cui i governi cercano in ogni modo di liberarsi.
di Alessandro Barbera
La Stampa, 2 luglio 2025
I grandi fondi d’investimento Usa cercano occasioni nel settore della difesa per partecipare alla ricca torta degli armamenti. Roma, primi giorni di giugno. Gli emissari di un grande fondo di investimento americano attivo nella Difesa sono nella Capitale per appuntamenti nei palazzi romani. Il messaggio è più o meno questo: “Siamo interessati a investire in Italia”. Quali siano le risposte non è dato saperlo, di certo c’è che dopo l’ultimo vertice Nato il business della difesa è la gallina delle uova d’oro del prossimo decennio. Spiega una fonte italiana del settore che chiede di non essere citata: “Fino a poche settimane fa era difficile trovare banche disposte a finanziare progetti. Ora ci piovono direttamente offerte da parte degli investitori”.
di Simonetta Sciandivasci
La Stampa, 2 luglio 2025
Vito Alfieri Fontana, a capo della Tecnovar di Bari: “L’uscita di Kiev da Ottawa avrà un effetto a catena”. Fino ai primi anni Novanta, l’Italia è stata uno dei maggiori produttori di mine antiuomo al mondo. Il modello TS-50, il più esportato, imitato e richiesto, della produzione italiana, lo ha progettato Vito Alfieri Fontana, ingegnere e fabbricante di armi oggi in pensione, a capo della Tecnovar di Bari fino al 1993, quando chiuse, diventando la prima delle aziende italiane a dire addio a quel mercato, poco dopo la moratoria del governo contro le mine antiuomo e poco prima dell’adesione del Paese alla convenzione di Ottawa del 1997, quella dalla quale Kiev si è appena ritirata.
- Stati Uniti. Trump rinchiude gli immigrati nella gabbia: è l’Alcatraz degli alligatori
- Medio Oriente. La Ghf è un sistema mortale, per le ong va chiusa subito
- Carceri, la condizione “inumana” e i suicidi 25 volte superiori alla media
- Sovraffollamento e suicidi: Mattarella suona l’allarme carceri
- Allarme carceri, Mattarella: numero suicidi drammatico, porre fine a emergenza sociale









