di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 3 marzo 2025
Lo ha chiarito la Cassazione, sentenza n. 7647/2025, aggiungendo che la possibilità di eccepire la compressione del diritto di difesa esiste a fronte di un interesse processuale meritevole di tutela. In tema di indagini preliminari, la Cassazione (sentenza 7647/2025) ha affermato che la possibilità di secretare singoli atti attribuita al pubblico ministero (dall’art. 329, co. 1, Cpp) a tutela della segretezza dell’attività investigativa in corso di svolgimento, esclude che la formazione di atti probatori in parte secretati ne comporti l’inutilizzabilità in sede di giudizio abbreviato, ferma restando la facoltà dell’imputato di eccepire la compressione del diritto di difesa derivante dalla mancata piena conoscenza degli atti secretati, ove deduca un interesse processuale meritevole di tutela.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 3 marzo 2025
Oltre alla responsabilità per il reato doloso di spaccio il giudice dovrà provare se la condotta ipotizzata di un agente modello adeguata alla normale diligenza coincida o meno con il comportamento tenuto dall’agente reale. Lo spacciatore risponde non solo dell’illecita attività di vendita della droga, ma anche delle conseguenze letali che derivino all’acquirente dall’assunzione della sostanza stupefacente se colpevolmente ha ignorato l’evento che - al momento della commissione del reato doloso “presupposto” - fosse in concreto prevedibile. Le conseguenze della morte o delle lesioni personali a seguito della commissione di un reato doloso - sono contestabili a titolo di colpa in quanto prevedibili, ma non volute dall’agente, che ha violato perciò le regole di cautela nella sua condotta volontaria, affinché non si determinassero le ulteriori conseguenze.
di Sandro Guerra
Il Sole 24 Ore, 3 marzo 2025
Per la Cassazione il giudice deve modulare attentamente il vincolo preventivo. Proprietà e libera iniziativa non possono essere compressi oltre il necessario. Nel sequestro preventivo il principio di proporzionalità - sancito anche in riferimento alle misure cautelari reali dall’articolo 275 del Codice di procedura penale - impone al giudice di modulare il vincolo in modo che esso non determini un’esasperata compressione del diritto di proprietà e di libera iniziative economica dell’ente attinto dalla misura reale, eccedendo quanto strettamente necessario rispetto al fine perseguito, ossia impedire l’aggravamento del reato, la protrazione delle sue conseguenze o l’agevolazione di altri reati. E questa valutazione non deve riguardare solo il momento in cui il sequestro viene imposto ma anche il periodo in cui sarà efficace.
di Bruno Mellano*
La Stampa, 3 marzo 2025
Il sovraffollamento in continua crescita, il numero dei suicidi, le tensioni dilanianti e la sostanziale mancanza di speranza nel sistema penitenziario fanno dell’Italia un caso in Europa. Oggi alle 18 nella sala conferenze dell’Hostello Sacco di via Cavour 35 a Fossano è in programma l’incontro “Un silenzio assordante della politica e della società civile sul carcere”. Saranno presenti il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà della Regione Piemonte Bruno Mellano, la Conferenza nazionale dei Garanti territoriali, la Camera Penale del Piemonte Occidentale e della Valle d’Aosta e l’Associazione “Nessuno tocchi Caino - Spes contra Spem”.
di Maria Teresa Improta
quicosenza.it, 3 marzo 2025
Malasanità, disagio e morti dietro le sbarre. Le carceri italiane non avevano mai registrato dati così alti. In un anno 246 decessi, 90 dei quali per suicidio (5 in Calabria). A Catanzaro la casa circondariale di Siano è prima in Italia per numero di tentativi di togliersi la vita tra i detenuti, secondo l’Osservatorio penitenziario del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà. Il 2025 non si è aperto con segnali migliori negli istituti di pena calabresi. Nella casa circondariale di Paola, tra il 7 e 8 gennaio, due persone si sono tolte la vita. Un detenuto tunisino 40enne nella notte e al mattino un impiegato amministrativo 48enne residente a Lauria, ma alloggiato nel penitenziario. Per entrambi il decesso sarebbe riconducibile a impiccagione. Il primo nella cella d’isolamento, il secondo nella palestra comune.
di Christian Donelli
parmatoday.it, 3 marzo 2025
Intervista al Garante dei detenuti della Regione Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri: “In via Burla più di 750 detenuti, solo un indulto riuscirebbe a portare la calma”. Il carcere di Parma, le condizioni dei detenuti e quelle degli agenti della polizia penitenziaria. In via Burla si è superato il numero di 750 reclusi e il sistema non ce la fa più. Ogni giorno rischia il collasso. Nel corso del 2024 ci sono stati 3 suicidi, sui 9 totali registrati nei penitenziari della Regione Emilia-Romagna. Gli atti di autolesionismo sono in costante aumento, così come i tentativi di suicidio. Il parmigiano Roberto Cavalieri, dal 2022, è il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale. “Il carcere è un luogo di marginalizzazione sociale e discarica sociale. Luogo dimenticato nello spazio politico se non quando eventi come i suicidi colpiscono le coscienze”.
di Rosalba Carbutti
Il Resto del Carlino, 3 marzo 2025
Lepore raccoglie l’invito di Ostellari. Il sindaco risponde al sottosegretario alla Giustizia: “Servono risorse per progetti educativi e di recupero”. Pd e Coalizione civica: “Sul trasferimento dei giovani faccia dietrofront”. Panini (Volt): “Non arretriamo”. Prove di dialogo sul caso dei cinquanta minori che verranno presto trasferiti alla Dozza. Matteo Lepore raccoglie l’invito del sottosegretario leghista alla Giustizia, Andrea Ostellari, che aveva fatto appello alle istituzioni locali per “lavorare insieme anche per aprire comunità socio educative in Emilia-Romagna, come in Veneto e in Lombardia”.
di Stefano Mattia Pribetti
triesteprima.it, 3 marzo 2025
A confermarlo è la presidente del Tribunale di Sorveglianza di Trieste Rosa Maria Putrino. La crisi si inserisce in una situazione con “migliaia di istanze da istruire e definire”. All’appello si uniscono anche i garanti per i detenuti. Nel 2024 si è registrata “una grave scopertura di personale magistraturale pari al 50 per cento del Tribunale di Sorveglianza di Trieste”, senza contare la “carenza di organico anche a livello amministrativo”. La crisi si inserisce in una situazione che vede “migliaia di istanze da istruire e definire”, per una mole di lavoro “raddoppiata negli ultimi dieci anni” a fronte di una pianta organica rimasta invariata.
ilpescara.it, 3 marzo 2025
Il presidente del movimento “Pettinari per l’Abruzzo” e consigliere comunale Domenico Pettinari, ha inviato formale richiesta per la convocazione di un consiglio comunale straordinario riguardante la situazione e le problematiche del carcere di Pescara. “Il 17 febbraio si è registrato l’ennesimo episodio di suicidio di un detenuto presso la struttura carceraria casa circondariale di Pescara “San Donato”. A seguito dell’episodio di suicidio, si è consumata una rivolta da parte dei detenuti del carcere, per denunciare la situazione di sovraffollamento e inadeguatezza dell’aspetto logistico in cui versa la struttura. Considerato che anche l’ordine degli avvocati di Pescara, a seguito degli eventi avvenuti presso la struttura carceraria di Pescara ha dichiarato lo stato di agitazione, per denunciare le condizioni pessime in cui versa la struttura del carcere a causa del sovraffollamento e dell’inadeguatezza dell’aspetto logistico che di fatto rendono difficoltoso anche il rapporto di interfaccia quotidiana tra gli avvocati e i loro assistiti.
di Gilda Sciortino
vita.it, 3 marzo 2025
Da Palermo, dov’è nato nel 2016, il laboratorio di “Cotti in fragranza”, progetto nato nell’Istituto di pena minorile “Malaspina” di Palermo, ha aperto anche a Casal di Principe. Un bene confiscato alla camorra gestito dalla Fondazione Don Calabria il luogo in cui, attraverso la produzione di golose bontà da forno, nasceranno percorsi di inserimento socio-lavorativo di giovani a rischio marginalità sociale. Era il 2016 quando, nel carcere minorile Malaspina di Palermo, allora diretto da Michelangelo Capitano, un direttore con lo sguardo al futuro, per il quale la detenzione doveva passare attraverso la valorizzazione dei talenti per un pieno e consapevole reinserimento nel tessuto socio-lavorativo basato su percorsi alternativi, nasceva “Cotti in fragranza”, impresa sociale civile che permetteva ai giovani detenuti di lavorare nella produzione di biscotti.
- Cagliari. Corsi di cucina in carcere per progettare il futuro: “Le mani in pasta”
- Cosenza. La testimonianza di Salvatore Striano: “Il carcere non rieduca, imbastardisce”
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Una ludoteca per il reinserimento sociale dei detenuti
- Max Porter: “Cerchiamo un lieto fine. Ai politici di oggi manca la tenerezza”
- Minorenni violenti. Ora risse e omicidi spaventano le città: l’ipotesi del carcere già a 12 anni











