di Eleonora Camilli
La Stampa, 30 giugno 2025
Possibile contrasto con l’articolo 3 della Costituzione: parlare generalmente di “migranti”, ingenera “una complessiva disparità di trattamento tra gli stranieri da condurre in Italia e i migranti da trasferire in Albania”. Ancora guai per il governo sulla legittimità del protocollo Italia-Albania. A sollevare dubbi sull’operazione di deportazione dei migranti irregolari in suolo albanese è la Corte di Cassazione che in una lunga relazione, di 48 pagine, raccoglie i principali pareri sul tema e parla di possibili incompatibilità non solo con il diritto internazionale, e in particolare con la direttiva europea in materia di rimpatri, ma anche con la Costituzione italiana.
Il Dubbio, 30 giugno 2025
La relazione del Massimario della Cassazione solleva rilievi sui due provvedimenti. La maggioranza attacca la magistratura, mentre le opposizioni denunciano l’ennesimo attacco allo Stato di diritto. Non si placa il conflitto tra governo e magistratura. Dopo le critiche dell’Ufficio del Massimario della Cassazione al decreto Sicurezza, è ora il protocollo Italia-Albania sui migranti a finire sotto la lente dei giudici. E la reazione della maggioranza è immediata, compatta e durissima.
di Maurizio Maggiani
La Stampa, 30 giugno 2025
Gli orrori del nostro tempo esigono una presa di coscienza collettiva. Provo vergogna, questo è il sentimento che mi domina, provo vergogna per me, per quello che sono. Provo vergogna alzandomi ogni mattino di buon’ora e scoprendomi ancora vivo, in discreta salute, pronto a nutrirmi con abbondanza il corpo e lo spirito di buoni cibi e buone intenzioni intanto che il primo notiziario del mattino mi comunica che nulla di quello che sono, che faccio, che penso, che progetto ha nel frattempo spostato di un solo millimetro il bilancio dell’orrore quotidiano in favore della vita, di una sola vita.
di Elsa Fornero
La Stampa, 30 giugno 2025
L’accordo Nato ha l’aria di una scappatoia. E anche il debito comune va restituito. Uno degli aspetti più irritanti di questo periodo travagliato e caotico è una narrazione delle tragedie naturali e umane che le trasforma magicamente in grandi opportunità. È successo con il Covid che doveva farci diventare tutti più buoni e ci ha resi invece più bellicosi; con la crisi energetica che ci ha fatto “scoprire” le energie alternative ma anche sottovalutare i costi della transizione, portandoci così a mettere in dubbio l’utilità del Green Deal. Sta succedendo con il moltiplicarsi delle guerre che ci svela i “benefici del riarmo” e il “bello” dell’investimento in sicurezza per difendere la nostra prosperità occidentale, peraltro in periodo in cui, paradossalmente, essa è messa in crisi forse più dai cambiamenti interni, come l’assottigliarsi delle giovani generazioni, che non dalle minacce di nemici veri o presunti. E gli esempi potrebbero continuare.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 30 giugno 2025
Sono passati sei mesi dalla caduta di Assad, ma ce ne vorrà un numero infinitamente superiore perché queste persone possano riprendersi. Venerdì scorso, in occasione della Giornata internazionale per le vittime della tortura, Amnesty International ha ricordato la sofferenza immane di migliaia di persone sopravvissute alle violenze nei centri di detenzione in Siria, soprattutto la prigione militare di Saydnaya. Sono passati sei mesi dalla caduta del governo di Bashar al-Assad, ma ce ne vorrà un numero infinitamente superiore perché queste persone possano riprendersi dalle conseguenze fisiche e psicologiche, soprattutto se verranno meno le cure e il sostegno alla loro lotta per la giustizia: obblighi giuridici per le autorità di Damasco ma anche morali per i governi, cui Amnesty International chiede di finanziare i programmi dedicati alle persone sopravvissute alla tortura, in particolare quelli di salute mentale e psicologica.
di Viola Mancuso
gnewsonline.it, 29 giugno 2025
Ogni sabato incontriamo persone rilevanti del terzo settore, donne e uomini che hanno creato lavoro e formazione per i detenuti, promosso la cultura come esercizio di libertà, sfidato ostacoli burocratici, combattuto pregiudizi e stereotipi. Tra passato e presente, attraverso queste figure, è possibile riscrivere la storia del mondo penitenziario dalla Riforma Gozzini a oggi. Una nuova iniziativa per il carcere, mutuata da zone di guerra e di emergenze umanitarie, è quella proposta da Chiara Cacciani che, insieme alla figlia quindicenne Anna Federici, merita un posto tra i nuovi protagonisti dell’impegno in carcere, per creatività e per la scelta di affrontare con il gioco temi ostici, come stereotipi, solitudine e disagio.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 29 giugno 2025
Come è naturale, la Corte di Cassazione dispone di un proprio ufficio studi. Quando intervengono novità normative o emergono problemi o divergenze nella giurisprudenza, esso approfondisce in modo sistematico il tema, così fornendo materiale per le decisioni dei giudici della Cassazione. La Corte di Cassazione è istituita con il grave compito di assicurare “l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto oggettivo nazionale”.
di Lorenzo Stasi
L’Espresso, 29 giugno 2025
La nota del Carroccio: “Rafforzare ancora di più la sicurezza”. Il centrodestra critica la relazione degli ermellini. Nordio: “Incredulo”. Alla Lega non basta il decreto Sicurezza. E poco importa che la Cassazione ieri - 27 giugno - abbia bocciato nel metodo e nel merito, con un parere non vincolante, il pacchetto securitario voluto dal governo Meloni. Ora il Carroccio rilancia e, in una nota, scrive che “è fortemente auspicabile un nuovo provvedimento per rafforzare ancora di più la sicurezza, con particolare riferimento alla tutela delle Forze dell’Ordine. Difendere le divise significa difendere gli italiani”.
di Lodovica Bulian
Il Giornale, 29 giugno 2025
Il Carroccio rilancia dopo l’intervento della Cassazione e sollecita più tutele per le forze dell’ordine. Lo strumento: un altro decreto entro la fine dell’estate. Dopo la bocciatura del decreto Sicurezza da parte dell’ufficio del Massimario della Cassazione che in una relazione di 129 pagine ha criticato il provvedimento sia nel “metodo” che nel “merito”, la maggioranza rilancia. Non solo ribadisce la blindatura del decreto, considerato un pilastro del programma di governo, ma accelera. “È fortemente auspicabile un nuovo provvedimento per rafforzare ancora di più la sicurezza, con riferimento alla tutela delle forze dell’ordine. Difendere le divise significa difendere gli italiani”, si legge in una nota del Carroccio.
di Alessandra Algostino
Il Manifesto, 29 giugno 2025
Nel parere ormai noto sul decreto legge “sicurezza” si tratta delle norme costituzionali in materia di fonti del diritto, dei parametri costituzionali in tema di diritto penale, dei diritti costituzionali che connotano la forma di stato. Dopo il parere sul decreto legge “sicurezza”, di fronte ad un potere esecutivo che continua con protervia a ignorare la Costituzione, come il diritto dell’Unione europea e il diritto internazionale, la Corte di Cassazione ricorda i fondamentali, ricostruisce il quadro di limiti che presidiano la democrazia costituzionale e la garanzia dei diritti.
- Piantedosi: “Cassazione troppo ideologica contro il decreto Sicurezza”
- Ciriani: “Avanti sulla giustizia fino al referendum. Sicuri che gli italiani staranno con noi”
- Maruotti (Anm): “Deriva pericolosa, è in atto una delegittimazione totale”
- Prato. Carcere senza controllo: entra di tutto, 4 suicidi, scabbia e agenti indagati
- Torino. Detenuto psichiatrico “curato” con l’isolamento disciplinare









