di Laura Ghiandoni
ghigliottina.info, 2 marzo 2025
Le due regioni di prima accoglienza hanno raggiunto nel 2024 il più elevato tasso di persone che si sono tolte la vita all’interno delle carceri nei rispettivi Paesi. L’ultimo anno ha segnato un brutto record per la Catalogna e la Liguria. Le due regioni sul Mar Mediterraneo hanno contato un numero di morti all’interno dei propri istituti penitenziari che non lascia dubbi sul fatto che il carcere sia, non solo un luogo di privazione di libertà, ma di privazione di altri diritti, primo di tutti la salute. Le persone che si sono tolte la vita secondo i dati di Ristretti Orizzonti e del Dipartimento Catalano di Giustizia sono sette in Liguria e undici in Catalogna, con un ampio scarto in confronto alle altre regioni all’interno dei rispettivi Paesi. Numeri elevati, considerato che sia in Italia che in Spagna sono attive procedure per la valutazione del rischio suicidario applicate dal comparto medico all’ingresso in carcere e secondo criteri di livello regionale, nazionale e internazionale. E soprattutto, nonostante il fatto che all’interno degli istituti siano presenti psicologi, psichiatri e a volte intere equipe di specialisti impegnate nel ridurre il rischio suicidario.
ansa.it, 2 marzo 2025
Primo incontro con Edoardo Albinati e Stefano Fresi che leggeranno L’Odissea. Si inaugura il 6 marzo, alle 16.00, nel carcere di Rebibbia l’iniziativa Libri Liberi, promossa dalla Fondazione De Sanctis con il patrocinio del Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità - e in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura. Edoardo Albinati e Stefano Fresi racconteranno e leggeranno L’Odissea nella prima delle 12 tappe della rassegna. Sarà presente la dott.ssa Teresa Mascolo, dirigente penitenziario e direttore della Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso. Gli incontri si terranno nelle principali carceri italiane, in cui un attore o un’attrice accanto a uno scrittore o a una scrittrice presenteranno i capolavori della letteratura. La rassegna Libri Liberi inizia il 6 marzo e si concluderà il 21 dicembre 2025.
di Diana Pompetti
Il Centro, 2 marzo 2025
L’uomo, 42 anni, si è sentito male mentre mangiava in cella. L’allarme dato da un altro recluso. Disposta l’autopsia, una prima ricognizione ha escluso segni di violenza sul corpo. A dare l’allarme è stato il compagno di cella che lo ha visto accasciarsi a terra mentre stava mangiando: Michele Venda, 42 anni, detenuto nel carcere di Castrogno dove era arrivato circa 9 mesi fa dal penitenziario di Rebibbia, è morto in pochi minuti nonostante i soccorsi immediati di operatori sanitari e agenti di Polizia penitenziaria. Tra le ipotesi all’esame quella di un boccone di cibo andato di traverso che lo avrebbe soffocato. Proprio per fare chiarezza sulle cause della morte il sostituto procuratore di turno Monia Di Marco ha disposto l’autopsia che sarà eseguita domani e l’acquisizione di alcune testimonianze.
di Luca Bonzanni
L’Eco di Bergamo, 2 marzo 2025
Via Gleno, celle sovraffollate (+18% in 5 anni). Le azioni di Carcere e Territorio per il reinserimento. Per qualche settimana, appena dopo le festività natalizie, i numeri si erano lievemente attenuati, scendendo attorno ai 560 detenuti. Ora però il carcere di Bergamo torna a sfiorare il record negativo, lambendo l’asticella dei 600 reclusi: al 26 febbraio, stando alle cifre aggiornate del ministero della Giustizia, la casa circondariale di via Gleno accoglieva 590 persone, a fronte dei 319 posti regolamentari, con un tasso di affollamento del 185%. La crescita è continua, se rapportata al recente passato: il 29 febbraio 2024 i reclusi erano 552; il 29 febbraio 2020, un lustro fa, appena prima delle misure deflattive legate alla pandemia, i ristretti erano 499. Così, la popolazione carceraria di Bergamo è aumentata del 6,9% in un anno e del 18,2% in un quinquennio. Cifre che appunto oscillano continuamente, visto che il picco era stato toccato con i 595 detenuti presenti al 16 dicembre 2024.
di Elena Dal Forno
Corriere del Veneto, 2 marzo 2025
La denuncia del Pd e di Ntc dopo la vista alla struttura di Treviso: “Va chiusa”. Venticinque detenuti contro una capienza massima di dodici. Un sovraffollamento del 200%, con tutte le conseguenze che ne derivano dal punto di vista sociale, igienico e sanitario. È questa la drammatica fotografia del carcere minorile di Treviso, uno degli istituti penitenziari per minori più inadeguati d’Italia, di recente visitato da una delegazione di esponenti del Partito Democratico e dell’associazione Nessuno Tocchi Caino. La struttura, che accoglie giovani detenuti provenienti anche da Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, versa in condizioni inaccettabili, con spazi angusti, servizi igienici fatiscenti e pochissime possibilità di socializzazione e formazione.
di Rosalba Carbutti
Il Resto del Carlino, 2 marzo 2025
Il sottosegretario alla Giustizia: “Entro l’estate tre nuovi istituti per minori. Li trasferiremo lì. La protesta? No a strumentalizzazioni, collaboriamo”. “Il trasferimento dei 50 minori alla Dozza sarà temporaneo. Lunedì (domani, ndr) avrò un confronto con il presidente della Regione Michele de Pascale e il sindaco Matteo Lepore. Su temi come questi, non servono bandiere ideologiche, si deve lavorare insieme”. Andrea Ostellari, sottosegretario leghista alla Giustizia, ex commissario del Carroccio in Emilia, spiega i prossimi passi del ministero dopo il sit-in organizzato da Volt davanti al carcere con tanti esponenti del centrosinistra.
di Niccolò Gramigni
La Nazione, 2 marzo 2025
L’assessore Paulesu e il presidente del consiglio Guccione rispondono alla polemica sollevata dall’ex cappellano don Russo. “Sostegno concreto ai detenuti”. Il ministro atteso in commissione. Quel “sul carcere di Sollicciano solo parole e mai azioni concrete” pronunciato dall’ex cappellano di Sollicciano Don Vincenzo Russo ha provocato una serie di reazioni all’interno di Palazzo Vecchio. La critica di Don Vincenzo Russo riguarda tutti i livelli della politica. Da Palazzo Vecchio hanno replicato sia l’assessore al welfare Nicola Paulesu che il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione. “A chi non riconosce l’impegno sul carcere di Sollicciano da parte dell’amministrazione e delle associazioni del Terzo settore rispondiamo che sono i fatti a parlare”, afferma Paulesu che ricorda che sia lui che la sindaca Funaro più volte si sono espressi “contro la situazione drammatica in cui versa il carcere. Abbiamo più volte sollecitato gli interventi del Governo che adesso non sono più rimandabili”.
di Roberta Merlin
Corriere del Veneto, 2 marzo 2025
Filippo Turetta, recluso a Verona per il femminicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, è stato trasferito dalla sezione “protetti” alla sezione riservata ai detenuti comuni. Condannato all’ergastolo il 3 dicembre scorso per il sequestro e l’uccisione della studentessa ventiduenne di Vigonovo, il giovane padovano è in carcere a Montorio dal 25 novembre 2023, dopo il suo arresto in Germania. È nella sezione riservata ai reati di forte riprovazione sociale, anche per la necessità di maggiore sorveglianza sanitaria. A quasi tre mesi dalla condanna la direzione della casa circondariale di Montorio ha però deciso di spostarlo, a causa del sovraffollamento della struttura, trasferendolo dalla terza sezione protetta alla quarta, destinata ai detenuti con pene lunghe.
di Matteo Grasso
Gazzetta di Alba, 2 marzo 2025
Il sindaco Alberto Gatto ha nominato Emilio De Vitto come nuovo garante comunale delle persone detenute. Il bando era stato pubblicato il 31 gennaio scorso ed era scaduto il 21 febbraio. “Emilio De Vitto è impegnato da diversi anni nel sociale, nel volontariato e nell’assistenza alle persone più fragili. Lo ringrazio fin d’ora per il lavoro volontario e gratuito che si accinge a svolgere con le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale nella casa di reclusione Giuseppe Montalto di Alba”, ha dichiarato Gatto. “Il garante ha un ruolo delicato, interagisce con i detenuti, riceve segnalazioni e dialoga con le autorità per adempimenti e azioni necessarie di sensibilizzazione all’esterno”, ha spiegato il primo cittadino. Il garante dei detenuti resta in carica cinque anni e può essere confermato una sola volta. Non ha diritto ad indennità o emolumenti per l’attività prestata. Ha solo il diritto al rimborso delle spese sostenute, debitamente autorizzate e documentate.
firenzetoday.it, 2 marzo 2025
L’imprenditore del fast food di via Cavour: “Volenterosi e pieni di entusiasmo”. Il lavoro come strumento di riscatto e reinserimento sociale: è con questo obiettivo che, con il supporto della Confcommercio fiorentina e la collaborazione dell’associazione Seconda Chance, il licenziatario McDonald’s di via Cavour a Firenze, Giuseppe Troisi, ha deciso di assumere due detenuti, offrendo loro una concreta opportunità professionale. Entrambi stanno concludendo un periodo di tirocinio organizzato da Fondazione Caritas con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, a conclusione del quale continueranno il loro rapporto di lavoro con il locale fiorentino targato McDonald’s. Attualmente sono ospiti della struttura di Fondazione Caritas, il Samaritano, in permesso premio orario o temporaneo di qualche giorno. Ma dal prossimo 15 aprile uno dei due sarà accolto dalla stessa struttura in Misura Alternativa alla Detenzione.
- Brescia. Domani i Garanti dei detenuti scendono in piazza: “Sofferenza estrema”
- Napoli. Carceri, domani il presidio a piazzale Cenni, antistante al Palazzo di Giustizia
- Vasto (Ch). Al Liceo Artistico “Immaginati libera”, il progetto con i detenuti della Casa Lavoro
- Napoli. Carcere di Secondigliano, al via il progetto “Rigiocare il futuro, lo sport per ripartire”
- Napoli. “Freedom”, il murales che fa da ponte tra studenti e giovani detenuti











