cagliaritoday.it, 3 marzo 2025
Da domani cinque detenute della sezione femminile della Casa circondariale prenderanno parte al corso di formazione curato dalla nota chef oristanese Laura Sechi, titolare del ristorante Vitanova. Un progetto educativo e culturale, ma anche una concretissima opportunità. Riempire le giornate di chi vive dietro le sbarre con progetti e laboratori che saranno utili ai detenuti quando avranno terminato di scontare la pena è un dovere civile. Il 2025 è da incubo nelle carceri della Sardegna, a Uta in particolare. Ma ci sono anche lampi di speranza. Da domani, martedì 4 marzo, cinque detenute della sezione femminile della casa circondariale di Cagliari-Uta prenderanno parte al corso di formazione “Le mani in pasta”, curato dalla nota chef oristanese Laura Sechi, titolare del ristorante Vitanova del capoluogo isolano. L’iniziativa è promossa dall’associazione Socialismo Diritti Riforme ODV.
cosenzachannel.it, 3 marzo 2025
L’ex detenuto, oggi attore e scrittore, ha portato in scena “Il giovane criminale” al Cinema San Nicola, denunciando le falle del sistema penitenziario italiano. Con la spavalderia di uno scugnizzo dei vicoli e insieme con la consapevolezza di uomo che ha saputo migliorarsi e riscattarsi da un destino che sembrava segnato, venerdì sera sul palco del Cinema San Nicola a Cosenza, Salvatore Striano ha affrontato il pubblico con l’ambizione dichiarata di “svelare il mistero delle carceri italiane”. E lo ha fatto senza remore, puntando il dito contro un sistema che non rieduca chi ha sbagliato ma, piuttosto, lo induce a perseverare.
ilgiornalepopolare.it, 3 marzo 2025
Giochi Uniti porta il progetto nel carcere del Casertano, per ridurre lo stress e favorire la socialità, la cooperazione e comunicazione. Il gioco da tavolo come strumento per favorire il reinserimento sociale dei detenuti. Un progetto, quello dei laboratori ludici, rivolto ai reclusi del carcere di Santa Maria Capua Vetere. È l’obiettivo di “Giocare dentro”, progetto che vede protagonista la casa editrice Giochi Uniti, che varca le soglie del carcere per portare il gioco da tavolo tra i detenuti. Quattro gli appuntamenti che vedranno autori e giocatori esperti utilizzare il gioco come veicolo per promuovere la crescita personale e il benessere degli ospiti della casa circondariale. La Giochi Uniti donerà una ludoteca al carcere di Santa Maria Capua Vetere, facendo sì che il gioco da tavolo sia presente in pianta stabile all’interno della struttura.
di Giulio D’Antona
La Stampa, 3 marzo 2025
Lo scrittore inglese porta in Italia il suo nuovo romanzo sull’adolescenza: “L’angoscia sociale e la crisi psicologica dei ragazzi dipendono da noi adulti”. Il futuro è un tema ricorrente. Forse perché, nello scenario pseudo-apocalittico che si sta delineando comincia ad assomigliare a un concetto difficile da afferrare; sfuggente, vano, effimero. “Inutile parlare di futuro, non sappiamo nemmeno se ne avremo uno”, ha detto Kurt Vonnegut in tempi in cui c’era da stare più allegri. “Sarà un massacro”, ha affondato Leonard Cohen più o meno nello stesso periodo.
di Maria Sorbi
Il Giornale, 3 marzo 2025
L’ultimo rapporto di Criminalpol rileva che l’incidenza dei delitti commessi da under 18 si attesta all’11% degli omicidi del 2024, a fronte del 4% del 2023. Ma c’è un dato, più sommerso, che dovrebbe preoccupare ancora di più: l’aumento della violenza immotivata, gratuita, senza movente. E l’abitudine “maranza” dei minorenni a girare con il coltello in tasca, da sfoderare al primo battibecco per strada. Francia e Germania hanno già cominciato campagne di prevenzione anti-coltelli. E forse anche in Italia è arrivato il momento di affrontare il problema. Maneggiano il coltellino con la stessa nonchalance con cui usano il telefonino. E lo tengono nella tasca del giubbotto, pronto uso. I ragazzini della giungla urbana vivono così, con la lama a portata di mano.
di Dario Ianes
Il Domani, 3 marzo 2025
I continui assalti alla scuola che rispetta le diversità producono l’effetto che gli psicologi definiscono “abituazione allo stimolo”. Così le posizioni repressive e regressive si sentono legittimate. Ogni giorno ci troviamo a registrare azioni e prese di posizione che riguardano il mondo della scuola e la sua inclusività. È importante non sottovalutare queste uscite e interpretarle all’interno di un disegno coerente, che va ben al di là della scuola. Ecco dieci tattiche tossiche contro il rispetto delle differenze, compresa la disabilità, in ambito scolastico che vediamo in azione ormai quotidianamente:
di Sofia Spagnoli
open.online, 3 marzo 2025
Ma c’è comunque una proposta di legge per far decidere i genitori. Il progetto iniziale è stato dirottato su una presunta educazione alla fertilità rivolta agli insegnanti. Una proposta di legge di FdI impone che siano i genitori a scegliere per gli studenti. Una proposta di legge che prevede l’introduzione del consenso dei genitori per la partecipazione dei figli ad attività “su materie di natura sessuale”. È questo il succo della proposta di legge (pdl) depositata il 25 febbraio dal deputato di Fratelli d’Italia, Alessandro Amorese. Sul sito della Camera il testo dell’emendamento non è ancora disponibile ma ha già sollevato alcune polemiche.
agi.it, 2 marzo 2025
Sono passati due mesi dal discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha richiamato tutti al rispetto della dignità di ogni persona e dei suoi diritti anche per chi si trova in carcere. Ma nulla è cambiato. Ecco perché i Garanti regionali, provinciali e comunali delle persone private della libertà, hanno indetto per il 3 marzo una mobilitazione nazionale: “Abbiamo il dovere di agire qui e ora. C’è un silenzio assordante da parte della politica e della società civile sul carcere. Chiediamo soluzioni giuridiche immediate sia alla politica che all’Amministrazione penitenziaria attraverso provvedimenti che riducano il sovraffollamento e migliorino le condizioni di vita dentro le carceri. Alla società civile chiediamo invece una sensibilità che superi la visione carcero centrica”.
ansa.it, 2 marzo 2025
La Conferenza Nazionale dei Garanti Territoriali promuove un’iniziativa per sollecitare azioni urgenti sul sistema carcerario italiano, in risposta al silenzio istituzionale e all’aumento dei suicidi nelle carceri. Il 3 marzo 2025, alle ore 11, la Conferenza Nazionale dei Garanti Territoriali delle persone private della libertà personale organizza una mobilitazione pacifica per sollecitare interventi urgenti sul sistema carcerario italiano. L’iniziativa è stata motivata da un “silenzio assordante” che coinvolge tanto la politica quanto la società civile, nonostante gli appelli ripetuti del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a rispettare la dignità dei detenuti.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 2 marzo 2025
Il Terzo settore svolge l’80% delle attività all’interno degli istituti, eppure non esiste un registro nazionale. “Non siamo ruote di scorta, vogliamo contare”. Per milioni di persone, ovviamente, la galera è l’ultimo posto in cui uno vorrebbe finire. Poi ce ne sono molte altre - oggi in Italia 62mila - che in galera ci stanno e ovviamente ne vorrebbero solo uscire. Infine c’è un gruppo di gente, evidentemente strana, che in galera invece spinge per entrare: è la galassia dei volontari e delle volontarie. Tanto necessaria quanto misteriosa: in un mondo che oggi conta anche i microbi nessuno sa con precisione quante persone la compongono a livello nazionale. A partire dal Ministero della giustizia e dall’Amministrazione penitenziaria, che pure sono le autorità da cui tutta quella folla ottiene i permessi d’ingresso. Per fare di tutto: corsi, iniziative culturali, sportive, di formazione professionale, di inclusione, o semplicemente di ascolto (hai detto niente). Gente fondamentale? Per dirlo non c’è sintesi migliore di quella di Elisabetta Palù, direttrice reggente del carcere di San Vittore (circa 900 volontari per 1.100 persone detenute) che si richiama allo scopo della pena previsto dalla Costituzione: “Il reinserimento sociale - dice - necessita imprescindibilmente della rete del volontariato. Senza il contributo della società civile qualsiasi riforma del sistema penitenziario rischia di rimanere incompiuta”.
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