di Angela Napoletano
Avvenire, 2 luglio 2025
La prigione sorge su una remota pista d’atterraggio nel parco nazionale delle Everglades e potrà ospitare fino a 5mila persone. Il presidente degli Usa in visita: “Fantastica”. Zanzare, pantere, pitoni, serpenti e coccodrilli. È in una palude a sud di Miami, in Florida, che è stato costruito un nuovo centro di detenzione per migranti irregolari. L’”Alcatraz degli alligatori”, così è stata soprannominata la struttura, potrà ospitare fino a 5mila persone. A inaugurarla, ieri, è stato il presidente Donald Trump che è riuscito a fare dell’ironia sullo scenario che attende gli “ospiti”: “Se volessero evadere, dovrebbero imparare a correre in questo modo per fuggire agli alligatori - ha sottolineato mimando una traiettoria a zigzag - così le loro chance di sopravvivere aumenterebbero dell’uno per cento”.
di Eliana Riva
Il Manifesto, 2 luglio 2025
L’Appello. Più di 170 organizzazioni umanitarie internazionali hanno chiesto la chiusura immediata delle operazioni della fondazione israelo-americana che a Gaza gestisce il meccanismo armato degli aiuti umanitari. Più di 170 organizzazioni umanitarie internazionali hanno chiesto la chiusura immediata delle operazioni della Ghf, la fondazione israelo-americana che a Gaza gestisce il meccanismo armato degli aiuti umanitari. Save the Children, Amnesty international, Medici senza frontiere, Oxfam e tantissime altre ong hanno pubblicato un comunicato congiunto per denunciare il sistema mortale della Gaza Humanitarian Foundation, che sotto la guida di un leader evangelico trumpiano controlla quattro centri di distribuzione cibo nel sud e nel centro della Striscia. Il piano, definito dalle organizzazioni “un’alternativa mortale e controllata dai militari, che non protegge i civili né soddisfa i bisogni di base”, ha causato la morte di quasi seicento persone. “I 400 punti di distribuzione che operavano durante il cessate il fuoco temporaneo in tutta Gaza - si legge nel comunicato - sono stati ora sostituiti da soli quattro siti di distribuzione controllati dai militari, costringendo due milioni di persone in zone sovraffollate e militarizzate dove affrontano spari quotidiani e omicidi di massa, mentre cercano di accedere al cibo e gli vengono negate altre forniture salvavita”.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 1 luglio 2025
Negli istituti visitati dall’associazione Antigone, oltre al fatto che un terzo avesse celle in cui non erano garantiti nemmeno i 3 mq. calpestabili a persona, in più della metà c’erano celle prive di doccia. Il boom di suicidi e i posti inagibili per ristrutturazione. Aumentano detenuti e tassi di suicidio in carcere, diminuiscono i posti disponibili. I 55.269 detenuti in media del 2022 (all’avvio del governo Meloni-Nordio) due mesi fa erano saliti a 62.445 in una capienza regolamentare (cioè calcolata sul decreto del 1975 che prescrive 9 mq. in cella singola o 7 mq. in celle collettive, e 20 metri cubi d’aria a testa) di 51.280 posti, persino una manciata meno di fine 2024, e appena 716 più di 5 anni fa.
di Simona Musco
Il Dubbio, 1 luglio 2025
Il capo dello Stato: “È emergenza sociale”. Le opposizioni: ora provvedimenti di clemenza. E Delmastro attacca. “È drammatico il numero di suicidi nelle carceri che da troppo tempo non dà segni di arresto. Si tratta di una vera e propria emergenza sociale sulla quale occorre interrogarsi, per porvi fine immediatamente”. Sono parole pesanti quelle pronunciate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l’incontro al Quirinale con una delegazione della Polizia penitenziaria, nel giorno di San Basilide, patrono del Corpo. Ed è “per rispetto della Costituzione, ma anche della storia e dei caduti della Polizia penitenziaria, “che dobbiamo intervenire subito”, ha dichiarato.
di Valentina Santarpia
Corriere della Sera, 1 luglio 2025
Il capo dello Stato incontrando al Quirinale il capo dell’amministrazione penitenziaria: “I luoghi di detenzione non devono trasformarsi in palestra per nuovi reati, in palestra di addestramento al crimine”. Mancano educatori e cure sanitarie. “È drammatico il numero di suicidi nelle carceri, che da troppo tempo non dà segni di arresto. Si tratta di una vera e propria emergenza sociale sulla quale occorre interrogarsi per porvi fine immediatamente”.
di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 1 luglio 2025
Trattandosi del Presidente della Repubblica, è opportuno cominciare da notizie certificate. Il Presidente Sergio Mattarella ha incontrato al Quirinale - sede quanto mai ufficiale e istituzionale - il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria in occasione del 208 anniversario della sua costituzione. Ha colto l’occasione per esprimere un pensiero radicato, lo ha già espresso in altre occasioni: “È drammatico il problema dei suicidi nelle carceri che da troppo tempo non dà segni di arresto: si tratta di una vera emergenza sociale sulla quale occorre interrogarsi per porre fine immediatamente a tutto questo. Deve essere fatto per rispetto dei valori della Costituzione, per rispetto del vostro lavoro e della storia della polizia penitenziaria”.
di Andrea Granata*
Il Dubbio, 1 luglio 2025
Proprio nei giorni in cui ovunque impazzava la vicenda del delitto di Garlasco, con copertura mediatica davvero impressionante, nel silenzio quasi generale lo scorso 28 maggio veniva pubblicato “La Battitura, strage in carcere”. Si tratta di un podcast in sei episodi del Tg1 per Rai Play Sound scritto e condotto da due valenti giornalisti, Perla Di Poppa e Alessio Zucchini. La vicenda racconta della più grave strage in carcere dell’età repubblicana, avvenuta nel penitenziario di Modena in seguito a una rivolta scoppiata nel marzo 2020. Detonatore della rivolta fu il mix dei primi contagi da covid in carcere e le conseguenti restrizioni a visite e permessi. Tredici detenuti, tredici persone affidate allo Stato persero la vita.
di Laura Di Domizio
Il Domani, 1 luglio 2025
Intervista all’avvocata Maria Brucale. Il 24 giugno una detenuta trans ha denunciato di essere stata violentata da quattro uomini nella sezione “protetti” del carcere Arginone di Ferrara, dove si trovano persone ritenute vulnerabili. Aveva chiesto fin dal suo arrivo, a marzo, di essere trasferita in un istituto più sicuro, ma la sua richiesta è rimasta inascoltata. Che cosa non ha funzionato? Lo abbiamo chiesto a Maria Brucale, avvocata penalista da oltre vent’anni, esponente dell’associazione Nessuno Tocchi Caino.
L’Espresso, 1 luglio 2025
L’intervento del presidente, Nicola Graziano, su uno dei punti più critici del decreto Sicurezza: “Dobbiamo evitare che queste vittime innocenti vivano in carcere. Gli Icam non sono reali alternative, agire sulle Case-famiglia”. Il decreto Sicurezza, voluto fortemente dal governo Meloni e definitivamente convertito in legge lo scorso 29 maggio, continua ad attirare critiche. In punta di diritto, come quelle recenti della Cassazione, ma anche di ambito umanitario, come quelle dell’Unicef, che “esprime preoccupazione sulla reale tutela dei diritti dei bambini figli di madri detenute”. Lo sottolinea in una nota il presidente di Unicef Italia, Nicola Graziano. E lo fa richiamandosi anche alle “osservazioni contenute nella relazione” degli ermellini. Il riferimento, in questo caso, è alla facoltatività - e non l’obbligatorietà - del rinvio dell’esecuzione della pena per le condannate incinte o madri di figli di età inferiore a un anno.
di Michele Ainis
La Repubblica, 1 luglio 2025
Il governo Meloni s’accinge a incassare il suo bottino. Regolando i conti con la magistratura, e mettendo all’angolo il Pd, insieme ai suoi alleati. Nella beata incoscienza del pubblico pagante, sta per scattare la trappola perfetta. Come funziona? Con un gioco illusionistico. Tu mostri per mesi una riforma - il premierato - che capovolge l’universo mondo, o almeno il mondo disegnato dai costituenti. S’accende un dibattito infinito, con tonnellate d’interviste, editoriali, audizioni parlamentari, bla bla bla. Strada facendo (ma forse lo sapevi già da subito) t’accorgi che quella riforma può diventare un harakiri per il tuo esecutivo, come accadde a Renzi, e in precedenza pure a Berlusconi, castigati entrambi da un referendum popolare. E allora, mentre le pupille degli astanti sono ancora illuminate dalla madre di tutte le riforme, tu concepisci il figlio: una giustizia tutta nuova. Battezzandola proprio quando il decreto sicurezza innalza un monumento all’ingiustizia, quando le carceri trasformano ogni pena giusta in una tortura ingiusta, come ha ricordato ieri il presidente Mattarella.
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