di Maria Grazia Leporati
Il Giorno, 4 marzo 2025
Oltre le mura: riflessioni sulla triste realtà dei penitenziari italiani, dalla disinformazione e dai pregiudizi alla consapevolezza. “Con gli occhi sbarrati” è il progetto al quale la scuola secondaria di primo grado “Virgilio” ha aderito con le classi terza C e terza A. Si tratta di sensibilizzare e informare riguardo alla situazione delle carceri, che nel nostro Paese è molto grave e nonostante questo se ne sa poco e spesso se ne parla in modo inappropriato. Questo progetto si è sviluppato grazie all’aiuto di esperti, tra cui il regista del film: “11 Giorni Tra Le Mura Del Carcere “, Nicola Sartori, suor Franca e suor Anna, portatrici delle loro diverse esperienze di volontariato.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 4 marzo 2025
Al Museo degli Innocenti di Firenze la mostra “Dalla mia prospettiva” raccoglie gli scatti realizzati da 22 ragazze e ragazzi di cinque carceri per minori attraverso un progetto dell’Autorità Garante per l’Infanzia. Il fotoreporter Valerio Bispuri: “Il focus era portare a galla le emozioni dei ragazzi. Auspico che si possa ripetere in altri istituti”. Cinque istituti penali per minorenni, ventidue ragazze e ragazzi ristretti, sessantasei scatti. Sono i numeri della mostra Dalla mia prospettiva, visitabile gratuitamente al Museo degli Innocenti di Firenze fino al 22 marzo. Le foto esposte sono il frutto di laboratori fotografici realizzati dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e dal fotoreporter Valerio Bispuri, in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti. Sono stati coinvolti gli Ipm “Silvio Paternostro” di Catanzaro, di Quartucciu (Cagliari), “Casal del Marmo” di Roma, “Ferrante Aporti” di Torino e il femminile di Pontremoli (Massa Carrara).
di Ivano Maiorella*
Corriere della Sera, 4 marzo 2025
A un anno dalla sua scomparsa resta l’insegnamento del grande rispetto che aveva per gli altri: persone che aveva messo al centro della sua idea di Terzo settore. Essere terzi non significa sentirsi terzi. L’identità del “Terzo” è molto forte perché c’è un “eroismo sostanziale nel rendersi disponibili a condividere ogni giorno l’inferno degli altri”. Nel suo formidabile saggio, scritto su impulso di Elisabetta Soglio ed altri amici, Claudia Fiaschi parte proprio dalla nobiltà del numero tre. Dimenticando di elencare marzo, il terzo mese dell’anno, quello che dà inizio alla primavera e che, ironia della sorte, ce l’ha portata via lo scorso anno. Ricordo Claudia per il grande rispetto che aveva per le persone, che metteva al centro della sua idea alta di Terzo settore. E citava I giusti di J.L. Borges, da chi accarezza un animale addormentato ai due impiegati al bar. Sapeva riconoscerli e rivolgere a loro ogni sua attenzione: “Tali persone che si ignorano, stanno salvando il mondo”.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 4 marzo 2025
La ragazza iraniana che si toglie il velo rischiando la prigione pensate che sia attratta dai valori occidentali? Ma no! La sua è voglia di libertà e indipendenza e questo è un valore universale. Un valore che esiste in tutti i popoli e in tutte le persone, ma nei Paesi totalitari e repressivi viene soffocato. Possibile che la politica stia diventando come una partita di calcio? Appena la squadra perde, si comincia a inveire contro allenatore e giocatori, si inventano teorie di tutti i generi per spiegare il crollo della squadra. C’è chi chiede il cambio dell’allenatore che viene sbertucciato e inveito dai tifosi. Ma veramente si pensa che la politica sia una partita di calcio? E si ritiene che i vincitori siano i più bravi, i più coraggiosi, i più intelligenti?
di Silvio Messinetti
Il Manifesto, 4 marzo 2025
L’eurodeputato Mimmo Lucano: “Depositeremo a Strasburgo una legge per l’inserimento abitativo diffuso”. Quindici anni fa, all’indomani della rivolta di Rosarno, nacque la tendo-baraccopoli per migranti di San Ferdinando. Da allora la musica è sempre la stessa. È come stare davanti a una lavatrice e vedere il cestello che gira. Prima si forma una favela, poi arriva lo sgombero, allora si crea una tendopoli. Le tendopoli si trasformano in baraccopoli poi ancora ruspe e sgomberi. A 15 anni dalla rivolta la situazione resta incendiaria. E la bomba San Ferdinando è pronta a riesplodere. L’ultimo apprendista stregone era stato Matteo Salvini. A bordo della sua ruspa attraversò la distesa della zona industriale e rase al suolo la tendopoli. Ma in pochi credevano che non fosse il solito spot elettorale. L’ex ministro degli Interni andò via e in breve tempo i migranti tornarono a occupare gli spazi. Era il 2019.
di Francesca Spasiano
Dubbio, 3 marzo 2025
Delle quasi 3mila detenute, solo un quarto si trova nei tre Istituti femminili attivi. Le altre sono sparpagliate nei penitenziari maschili, invisibili e spesso lontane dai propri affetti. Una “minoranza penitenziaria”. È ciò che sono le donne nei nostri istituti di pena, una manciata di dati irrilevanti tra i numeri spaventosi delle carceri. Secondo l’ultimo aggiornamento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, al 31 gennaio 2025 le donne recluse erano 2.718 su 61.916 detenuti, di cui 11 madri e 12 bambini. Una percentuale minima, ferma negli anni sotto il 5 per cento.
di Elisabetta Brusa*
Il Dubbio, 3 marzo 2025
La privazione dell’affettività e della sessualità in carcere è una punizione invisibile. E per le donne il legame con i figli e con i congiunti e il rapporto affettivo che le stesse vogliono mantenere è ancora più complesso che per i detenuti uomini. In un contesto in cui i fondi destinati al sistema penitenziario italiano sono scarsi, le risorse per le esigenze delle detenute, compreso il diritto alla sessualità, sono estremamente limitate. La pronuncia della Corte Costituzione n. 10/2024 ha dichiarato illegittimo l’art. 18 O.P. nella parte in cui non prevede per la persona detenuta colloqui privati con il proprio partner aprendo la strada ad alcune isolate iniziative positive. La strada da percorrere è ancora lunga e la negazione di questi diritti, che è poi negazione del diritto alla salute, è ancora la prassi nelle carceri italiane.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 marzo 2025
Dietro le fredde statistiche delle carceri mondiali si nasconde un enigma che sfida sociologi, criminologi e legislatori: perché le donne rappresentano solo il 6,9% della popolazione carceraria globale? Un dato sorprendentemente basso, che resiste a ogni spiegazione univoca, attraversando indenne confini culturali, religiosi e politici. Dall’Albania conservatrice alla Scandinavia progressista, dall’America iper-carceraria al Giappone punitivo, le cifre raccontano una storia di marginalità femminile che non si piega alle aspettative.
di Simona Musco
Il Dubbio, 3 marzo 2025
Dalla mancanza di cure mediche alla solitudine forzata: la storia di Luna Svela e le condizioni disumane delle detenute e la lotta per la dignità. Luna ha trascorso cinque anni in carcere. E il suo racconto non è solo una cronaca di eventi, ma una riflessione profonda sulla solitudine, la sofferenza e la speranza che si può trovare anche nei luoghi più bui. Come il carcere, dove spesso si è sentita invisibile e privata dei propri diritti, ma dove ha imparato tanto sul valore dell’umanità e della solidarietà.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 3 marzo 2025
Quante sono, e come stanno le donne in carcere? Secondo gli ultimi dati del Dap aggiornati al 31 gennaio 2025, le donne recluse sono 2.718 su 61.916 detenuti, di cui 11 madri e 12 bambini. Una “minoranza penitenziaria”, isolata e sparpagliata sul territorio nazionale. In Italia, infatti, al momento ci sono soltanto tre penitenziari femminili: Trani, Roma e Venezia Giudecca, che ospitano circa un quarto delle detenute. Tutte le altre si trovano nelle sezioni degli istituti maschili. Con quali conseguenze? Ne abbiamo parlato con la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi.
- Mariastella Gelmini (Noi Moderati): “La sfida è aiutare le detenute a costruire nuove vite”
- Susanna Campione (Fratelli d’Italia): “La norma sulle madri? Parliamone. Ma si badi anche a tutte le altre”
- Debora Serracchiani (Partito Democratico): “Ma io dico: mettere i bimbi in cella è inciviltà”
- Il lavoro aiuta a rompere la trappola del carcere
- Misure alternative, oltre 95mila persone sono sotto controllo fuori dal carcere











