di Gaetano De Monte
Il Domani, 5 marzo 2025
L’indagine nata da un esposto della deputata Rachele Scarpa e dell’associazione Lasciatecientrare. Dopo la visita in alcune strutture sono state rilevate gravi carenze nell’assistenza sanitaria e nell’erogazione di beni di prima necessità, la totale mancanza del servizio di mediazione linguistica e culturale e l’assenza di qualsiasi forma di tutela dei bambini presenti che vivono in promiscuità con gli adulti. In provincia di Viterbo esistono dodici centri di accoglienza straordinari per richiedenti asilo, quasi tutti gestiti da una unica società di Milano, la Ospita Srl, che per fornire questo servizio di tutela a più di 500 beneficiari ha attrezzato ex strutture religiose, spazi fiera abbandonati, ex alberghi e anche appartamenti di campagna che si trovano a decine di chilometri dal centro abitato.
di Serena Sileoni
La Stampa, 5 marzo 2025
Trump è la realtà che ha sfondato la porta, dopo aver smesso di bussare perché nessuno apriva. Vale per l’agenda politica dei democratici, in lunga fase di de-pensiero woke, vale per l’illusione della pace perpetua nel nostro angolo di mondo, della tenuta del multilateralismo, della forza intrinseca dell’Unione europea. In particolare, dare addosso a quest’ultima per la sua inconsistenza, burocrazia e retorica è lo sport del momento, ma l’iperrealismo sulle cause conduce poco lontano nella gestione delle conseguenze. È vero, l’Ue arranca da quindici anni di emergenza in emergenza ed è probabile che viva solo grazie ad esse. In fondo, il motto che l’Europa si sarebbe fatta nelle crisi è un modo più elegante di dirlo. Ma una volta riconosciuto tutto ciò, che si fa ora che Trump ha sfondato la porta e ci ha sorpresi, come il famoso re, nudi in casa nostra?
di Monica Maggioni
La Stampa, 5 marzo 2025
Deve essersi svegliato nel mood del capo supremo. Alle 7,30 del mattino di Washington di martedì Donald Trump posta sui social il suo ultimo ordine. Sembra di vederlo con il dito alzato mentre intima la sospensione di tutti i fondi federali verso i college, le scuole, le università che ospitano proteste illegali. Peccato che non definisca con chiarezza quali siano le proteste che lui ritiene illegali. Si sa, invece, che ha in programma di sanzionare le università come la Columbia o la Chicago University che hanno ospitato le manifestazioni pro Palestina. Ma non basta. Si capisce che non si fermerà qui. È pronto ad allargare l’orizzonte. L’affermazione contenuta nel post è molto grave ma il tono è persino peggio. Chiude in cinque righe un lungo e doloroso dibattito sulla libertà di espressione, sul diritto a manifestare (che negli Stati Uniti ha caratteristiche molto particolari e diverse dalle nostre).
di Laura Berlinghieri
La Stampa, 5 marzo 2025
Il cooperante italiano è detenuto da oltre 100 giorni in Venezuela con generiche accuse di terrorismo. La madre: “Un dolore enorme”. Il sottosegretario Mantovano: “Stiamo facendo tutto il possibile”. Oggi siamo impegnati a riportare Alberto Trentini tra le braccia dei suoi familiari e della sua comunità. La situazione è complessa, la soluzione difficile, ma abbiamo attivato ogni possibile canale e posso garantire ai suoi genitori che stiamo facendo ogni sforzo per assicurare il suo ritorno”. Le parole sono quelle di Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e braccio destro della premier Giorgia Meloni, pronunciate ieri, in occasione della presentazione della relazione 2024 dell’intelligence.
di Monica Ricci Sargentini
Corriere della Sera, 5 marzo 2025
Terrorista per i turchi, gli Stati Uniti e l’Unione Europea il leader del Pkk è in cella da 26 anni ma non ha mai perso consensi. Ömerli, il villaggio in cui è nato nel Sudest della Turchia, è ancora oggi un luogo di pellegrinaggio, il giorno del suo compleanno, il 4 aprile 1948, è considerato alla stregua di una festa sacra, eppure per la maggior parte dei cittadini turchi Abdullah Öcalan è il peggiore dei terroristi, un “assassino di bambini” come viene spesso definito sui media. D’altra parte il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), da lui fondato nel 1978 per inseguire il sogno di una patria curda, è in guerra con Ankara da 40 anni lasciando dietro di sé una lunga scia di sangue che conta più di 40 mila morti.
di Marco Birolini
Avvenire, 4 marzo 2025
I Garanti regionali per i detenuti protestano per il sovraffollamento dei penitenziari. Sale l’allarme suicidi: da inizio anno già in 13 si sono tolti la vita, per un totale di 361 negli ultimi 5 anni. I Garanti regionali per i diritti dei detenuti alzano la voce: il sovraffollamento ha da tempo superato i livelli di guardia, è ora di trovare soluzioni. I detenuti sono 62.132, a fronte di 46.910 posti disponibili, con un tasso di occupazione pari al 132,4 per cento. I dati, diffusi nell’ambito della mobilitazione nazionale indetta dalla conferenza nazionale dei Garanti, fotografano uno scenario di emergenza cronica. Le regioni dove si registra il maggiore sovraffollamento sono la Lombardia, la Puglia, il Veneto e il Molise. Il carcere più sovraffollato, con un tasso del 214%, è San Vittore a Milano, seguito dalla casa circondariale di Foggia e da quella di Brescia Canton Mombello. Il carcere romano di Regina Coeli ha un tasso del 185%. La mancanza di spazi adeguati esaspera la sofferenza, con conseguenze drammatiche. In Italia sono già deceduti nelle carceri 54 detenuti nel corso del 2025. Lo scorso anno furono 248. I suicidi accertati sono stati 13 nei primi due mesi del 2025, dal 2020 sono stati 361. Un trend che lascia sgomenti.
di Angela Stella
L’Unità, 4 marzo 2025
“È prevista dalla Costituzione ed è d’accordo anche il personale penitenziario”, dice il Garante del Lazio Anastasia. Il coordinatore Ciambriello: “Nessuna apertura dalle forze di maggioranza”. L’11 marzo l’incontro con Nordio. Ieri mobilitazione dei garanti territoriali dei detenuti in tutta Italia per fare rumore sul “silenzio assordante della politica e della società civile sul carcere”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 4 marzo 2025
Dietro l’emergenza del sovraffollamento carcerario si cela anche una riluttanza culturale dei giudici ad applicare quanto previsto dal codice penale, concedendo le misure alternative e rendendo effettivo il principio del carcere come extrema ratio. Sovraffollamento carcerario che non accenna a diminuire, già quattordici suicidi tra i detenuti da inizio anno. La situazione degli istituti penitenziari italiani resta critica dopo un 2024 da dimenticare, con il record storico di suicidi (90 detenuti) e più in generale di decessi in carcere (246). È per queste ragioni che ieri la Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà ha celebrato una giornata di protesta in tutta Italia, intitolata “Un silenzio assordante sul carcere”. La Conferenza ha diffuso gli ultimi dati sul sovraffollamento: il numero di detenuti presenti a fine febbraio è di 62.132, contro una disponibilità di posti regolamentari pari a 46.910, con un tasso di sovraffollamento che è arrivato a quota 132,4 per cento.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 marzo 2025
Erano il nostro fiore all’occhiello, ora sono fuori controllo: a Bologna reclusi trasferiti negli istituti per adulti per mancanza di spazio. E a Treviso scoppia il caso dei ragazzini che dormono sui materassi per terra. Fino a pochi anni fa, l’Italia era considerata un esempio virtuoso in Europa per il suo approccio alla giustizia minorile, basato sulla riabilitazione e sul reinserimento sociale. Oggi, però, quel sistema è in frantumi. Le carceri minorili, un tempo fiore all’occhiello del Paese, sono travolte da una crisi senza precedenti: sovraffollamento, condizioni disumane e una deriva punitiva che rischia di compromettere decenni di progressi. A lanciare l’allarme sono associazioni, politici e osservatori indipendenti, che denunciano il collasso di un modello fondato sull’articolo 27 della Costituzione, il quale sancisce che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
di Vincenzo Musacchio
huffingtonpost.it, 4 marzo 2025
È necessario poter selezionare i delitti di maggiore allarme sociale limitando la carcerazione solo a simili fattispecie criminose che comprovino anche una pericolosità del reo tale da prevedere la restrizione intramuraria. Il carcere potrebbe essere l’extrema ratio delle conseguenze penali a cui il reo può essere sottoposto. Per far questo, però, occorrerà una seria ed efficace opera di depenalizzazione. È necessario poter selezionare i delitti di maggiore allarme sociale limitando la carcerazione solo a simili fattispecie criminose che comprovino anche una pericolosità del reo tale da prevedere la restrizione intramuraria. Il nostro legislatore dovrebbe avere una buona volta il coraggio necessario per attuare una simile riforma.











