di Giulia Merlo
Il Domani, 2 luglio 2025
La dichiarazione di incostituzionalità azzoppa il decreto simbolo, e può non essere l’unica. Il sovraffollamento è al 134 per cento. Il governo, sollecitato dal Quirinale, promette un decreto. Nel governo è allarme costante sul fronte giustizia. Appena finito di gridare alle “toghe rosse” contro la relazione tecnica dell’Ufficio del Massimario della Cassazione, che paventava il rischio di incostituzionalità del decreto Sicurezza e del protocollo con l’Albania, una nuova dichiarazione di incostituzionalità è arrivata sul serio dalla Consulta. E su un altro dei decreti simbolo dell’esecutivo Meloni.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2025
Stop carcere preventivo agli incensurati. Dopo il monito di Mattarella il ministro annuncia una “riforma” della custodia cautelare. Sul tavolo c’è la proposta di Costa (Forza Italia) che però riguarderebbe solo politici e manager. Salvare dal carcere i colletti bianchi indagati, usando come scusa il sovraffollamento delle celle. L’idea, accarezzata da tempo da una parte della maggioranza, si fa concreta e potrebbe diventare una norma di legge nei prossimi mesi. Ad annunciarlo è stato lo stesso ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo al monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla “grave e ormai insostenibile condizione di sovraffollamento” (62.761 ristretti a fronte di una capienza di 46.792 posti) e sull’“emergenza sociale” dei suicidi dietro le sbarre (38 dall’inizio dell’anno).
di Gianni Alemanno** e Fabio Falbo**
Il Dubbio, 2 luglio 2025
La lettera dal carcere ai presidenti di Camera e Senato, firmata da Gianni Alemanno e lo scrivano di Rebibbia: “Non chiediamo impunità, chiediamo umanità, non chiediamo clemenza, chiediamo giustizia, perché nessuna cella può diventare una tomba”.
di Anita Fallani
Il Domani, 2 luglio 2025
Gli istituti di pena si strutturano secondo una rigida divisione di genere, una divisione che mostra tutte le sue fragilità quando si interfaccia con la natura delle persone trans. “Le case circondariali, tutte le volte che si confrontano con una persona appartenente alla comunità Lgbtqia+, si pongono sempre lo stesso problema: qual è il posto in cui la presenza di questa persona mi causa meno problemi?”, dice a Domani Rachele Stroppa, ricercatrice dell’associazione Antigone. Il carcere si struttura secondo una rigida divisione di genere, una divisione che mostra tutte le sue fragilità quando si interfaccia con la natura delle persone che binaria non è mai stata.
di Stefano Anastasia
Il Manifesto, 2 luglio 2025
Ma che si aspettavano i Ministri Nordio e Piantedosi, che l’Ufficio del Massimario della Cassazione ignorasse il loro più significativo intervento legislativo in materia di sicurezza e ordine pubblico? O che ignorasse il coro di voci dissenzienti che contro di esso si è alzato non solo da parte di associazioni e movimenti per i diritti civili e sociali, ma anche dalla dottrina (l’Associazione dei professori di diritto penale e gli studiosi del diritto pubblico capitanati da ben tre ex-presidenti della Corte costituzionale) e dal mondo delle professioni giuridiche (Associazione nazionale magistrati e Unione delle Camere penali all’unisono)?
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 2 luglio 2025
Dopo gli attacchi di alcuni ministri alla Cassazione la premier esige sobrietà, pensando al referendum. Giorgia Meloni aveva cercato di farlo capire in modo chiaro, ma evidentemente il messaggio non è arrivato ai suoi destinatari: quando la riforma della giustizia affronta dei tornanti decisivi, l’imperativo è quello di evitare polemiche autolesionistiche con le toghe. Soprattutto se non c’è una sentenza a giustificare toni esasperati. Quindi evitare scontri inutili e non offrire pretesti a chi aspetta al varco la separazione delle carriere per farla deragliare.
di Vitalba Azzollini
Il Domani, 2 luglio 2025
La relazione del Massimario della Cassazione sul decreto Albania raccoglie opinioni di esperti, molti dei quali erano stati auditi in parlamento. Nulla che Nordio, il quale si dice “incredulo”, già non conoscesse, o almeno non fosse in grado di conoscere. Dopo la relazione dell’Ufficio del massimario della Corte di cassazione sul decreto Sicurezza, il ministro Carlo Nordio si è detto “incredulo”. È probabile che egli abbia avuto la stessa reazione riguardo al report del Massimario sulla legge di ratifica del protocollo con l’Albania, da ultimo modificata nel marzo scorso. Ci si stupisce dell’incredulità del ministro: entrambi i rapporti raccolgono le opinioni di esperti, accademici, rappresentanti di enti e associazioni, molti dei quali erano stati auditi in parlamento durante l’iter di approvazione delle leggi in questione. Nulla che il ministro già non conoscesse, o almeno non fosse in grado di conoscere.
di Oliviero Mazza*
Il Dubbio, 2 luglio 2025
L’incredulità reciproca fra Nordio e Anm o la Presidente Cassano stupita per lo stupore del Ministro segnano una nuova frontiera dello scontro fra politica e magistratura, da sempre latente, ma deflagrato dopo l’approvazione, per ora solo in prima lettura, della separazione delle carriere e del sorteggio per la composizione del Csm. L’ultimo casus belli è la relazione del Massimario sulla legge di conversione del d. l. sicurezza appena entrata in vigore. Mi rendo conto che tale provvedimento contenga norme così illiberali da suscitare immediatamente reazioni sdegnate, ma la questione di metodo è forse ancora più importante di quella di merito, considerato che le nuove disposizioni verranno presto scrutinate dalla Corte costituzionale.
di Raffaele Marmo
La Nazione, 2 luglio 2025
Nuove tensioni tra Forza Italia e Lega sul decreto Sicurezza, azzurri contrari a fare una seconda versione. Ancora aria tesa nel governo e nella maggioranza, segnatamente tra Forza Italia e la Lega. Raffaele Nevi, portavoce degli azzurri e vice-capogruppo vicario alla Camera, mette i classici puntini sulle ‘i’: “Abbiamo sempre detto che il tema della sicurezza ha bisogno di una costante attenzione da parte della politica e delle istituzioni perché ci sono elementi e problematiche che emergono continuamente, ma non si può certo fare una norma ogni giorno” Nevi, di fatto, boccia la proposta della Lega di un secondo provvedimento (decreto) sul tema della sicurezza.
di Errico Novi
Il Dubbio, 2 luglio 2025
Respinta ieri al Senato una piccola quota dei 1.363 emendamenti alla separazione delle carriere, e solo grazie al “canguro” (contestato da opposizioni e Anm). Non c’è nulla di nuovo, ma ogni volta in cui la scena si ripete fa sempre un certo effetto: Anm e partiti d’opposizione si ritrovano ancora una volta allineati e coperti nel protestare contro la separazione delle carriere. Stavolta il senso dell’invettiva riguarda il prevedibile, diciamo pure inevitabile ricorso della maggioranza, nell’esame del ddl Nordio in Aula al Senato, al “canguro”, cioè allo stratagemma regolamentare che consente l’accorpamento delle votazioni. Vengono abbinati (e dunque “smaltiti”) non solo gli emendamenti perfettamente identici, ma anche quelli dal contenuto “sostanzialmente” analogo. Il punto è che le proposte di modifica sono oltre 1.363, presentate ovviamente tutte dalle minoranze parlamentari. Senza l’accelerazione, l’esame della riforma Nordio assumerebbe tratti da poema omerico.
- Idea Lega-FdI: una norma anti sette e santoni (con pene altissime)
- “Questa commissione Antimafia andrebbe chiusa”, dice Giovanni Fiandaca
- Non ci fu alcun abuso di potere, ma non importa: Lucano decade da sindaco di Riace
- Stupefacenti, sospensione procedimento e messa alla prova per spaccio di lieve entità
- Caporalato, esigenza cautelare della detenzione sussiste in caso di spregiudicato sfruttamento









