di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2025
Che il Capo dello Stato sia costretto a pronunciare una frase come questa è indegno di una democrazia avanzata. Per fortuna c’è Sergio Mattarella, che nei vari ambiti in cui interviene ci ricorda che ci sono dei limiti al potere del governo di fare quello che gli pare: i limiti dettati dalla Costituzione. Non si può fare carta straccia dei principi costituzionali, nonostante si sia stati eletti, si sia maggioranza, ci si senta imbattibili di fronte ai cittadini. Bisogna comunque rispettare il patto costituzionale, perfino in carcere.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 2 luglio 2025
Fact checking sulla piaga del sovraffollamento dopo il nuovo allarme di Mattarella: norme stoppate, un Piano che prevedrebbe almeno 3-4 anni. La piaga del sovraffollamento? “Ci vorranno tre, quattro anni”, per il Piano con le nuove carceri, “anche ammesso che si riesca, come ha promesso il governo. E intanto in questi anni, che succede?”. L’inaspettato fact checking non è firmato dalle opposizioni, ma è arrivato un mese e mezzo fa dal presidente del Senato, Ignazio La Russa. Scopertosi più sensibile al tema, come ha riconosciuto, di fronte agli Sos che gli arrivano dal vecchio compagno di strada, Gianni Alemanno, ex ministro ed ex sindaco di Roma, rinchiuso a Rebibbia ormai da 180 giorni esatti. È solo uno dei punti di caduta delle promesse di Meloni-Nordio sul dramma che investe il sistema detenzione in Italia: la vera “emergenza sociale”, non degna di un Paese civile, cui il presidente Sergio Mattarella ha dedicato ieri l’ennesimo, impietoso monito.
di Corrado Limentani
ilsussidiario.net, 2 luglio 2025
Le carceri italiane sono al collasso. Le ultime statistiche parlano di un sovraffollamento di oltre il 130% (il 200% a San Vittore). I dati resi pubblici dal ministero della Giustizia dicono che al 31 maggio 2025 i detenuti erano 62.761 nonostante la capienza regolamentare degli istituti fosse di 51.296 posti (una capienza teorica, perché non tiene conto di circa 4.500 posti inagibili o in ristrutturazione). Sempre altissimo il numero di detenuti che si sono tolti la vita, ad oggi già 36. A questo si aggiunge la carenza di personale, intesa come mancanza sia di agenti di Polizia penitenziaria (mancano oltre 3mila uomini) che di personale specializzato (educatori, psicologi, criminologi).
di Antonella Coppari
La Nazione, 2 luglio 2025
Le contromisure dopo l’appello di Mattarella. Saranno usati i fondi del Pnrr. E si pensa al trasferimento dei tossicodipendenti in comunità terapeutiche. Il piano carceri arriverà. Impossibile rinviare oltre dopo la sonora bacchettata del presidente della Repubblica, che peraltro non staffilava per la prima volta il governo sulla situazione inammissibile nelle carceri italiane. Il decreto della presidenza del Consiglio che traduce in norme il programma del ministro Carlo Nordio e del commissario straordinario per l’edilizia carceraria, Marco Doglio, arriverà entro “pochissimi giorni”, dicono a Palazzo Chigi, al massimo entro la fine di luglio, assicurano al ministero della Giustizia.
di Valentina Pigliautile
Il Messaggero, 2 luglio 2025
Interventi per nuovi moduli e ristrutturazioni. Al commissario straordinario 250 milioni di euro, ma i fondi destinati all’edilizia si avvicinano a un miliardo. Pochi giorni, qualche settimana al più. L’auspicio, spiegano da Palazzo Chigi, è quello di chiudere il programma di interventi in capo al commissario straordinario per le carceri, Marco Doglio, entro fine luglio. Nonostante sia servito più tempo rispetto al previsto - il piano era atteso già a gennaio - ora sarebbe solo una questione di ultimi ritocchi da parte del ministero dell’Economia, e della firma finale del dpcm da parte della premier.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 2 luglio 2025
Annunci a piede libero. Dopo l’appello di Mattarella, il ministro della Giustizia si è lanciato in una serie di proclami di misure imminenti. Molte di queste già le avevano tentate (lui o i suoi predecessori) e sono fallite. Comunità per tossicodipendenti e chi non ha una casa, nuove carceri, i detenuti stranieri mandati “a casa loro”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha sciorinato una serie di misure qualche ora dopo l’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulle carceri. Il capo dello Stato ha invitato la politica a fare di più per fermare i suicidi.
di Manuela Perrone
Il Sole 24 Ore, 2 luglio 2025
Definito il cronoprogramma di attività per promuovere scuola, formazione e lavoro. “Ora passare ad atti concreti e immediati”. Dopo l’appello lanciato lunedì dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, a intervenire sulle “preoccupanti condizioni” del sistema carcerario, il presidente del Cnel, Renato Brunetta, esorta a cambiare passo in fretta. E dà l’esempio: ieri il numero uno del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro ha convocato una riunione straordinaria del Segretariato permanente per l’inclusione delle persone private della libertà personale istituito nell’ambito del progetto “Recidiva Zero”, frutto dell’accordo interistituzionale siglato nel 2023 con il ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 2 luglio 2025
Caterina Pozzi, responsabile della rete dei Centri di cura smonta l’idea di Nordio: “Possiamo accoglierne solo 220 su 17mila oggi dietro le sbarre”. Questo governo si muove dentro una contraddizione tanto drammatica quanto pericolosa. Da un lato, scarica tutti i problemi sociali su nuovi reati e su altro carcere. Dall’altro, si dice “sensibile e molto attento” ai temi del sovraffollamento e dei suicidi. Ma insomma, ci prendiamo in giro?”. Caterina Pozzi è la presidente della rete Cnca, il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, 196 tra residenziali e semiresidenziali, la più ampia rete del privato sociale in Italia per le dipendenze.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 luglio 2025
Potremmo pensare che, dopo l’esperienza al Viminale, Matteo Salvini abbia segretamente assunto anche il ruolo di guardiano dei diritti umani, e invece no: è sempre ministro dei Trasporti. Eppure il suo recente appello a circoscrivere il reato di tortura suona come un’uscita fuori campo. In molti sostengono che, con treni in perenne ritardo e autostrade intasate, il titolare delle infrastrutture farebbe meglio a dedicarsi a binari e svincoli, piuttosto che rimettere mano a un articolo del codice penale che non lo riguarda direttamente.
di Giuseppe Ariola
L’Identità, 2 luglio 2025
“Il Presidente Mattarella non perde mai occasione per mettere in rilievo le criticità relative all’universo carcerario. Anche La Russa quando ha ripreso la mia proposta sulla liberazione anticipata ha dimostrato di avere perfettamente chiaro che un conto è parlare a livello strutturale del tema delle carceri, che secondo l’attuale maggioranza va dall’utilizzo delle caserme, alla ristrutturazione dei penitenziari, alla costruzione di nuovi istituti, altro conto è concentrarsi sull’emergenza che, ovviamente, con il caldo estivo diventa una tragedia”. È quanto pensa il deputato di Italia viva Roberto Giachetti, da sempre attento ai temi dei diritti, della giustizia e, in particolare, alle problematiche legate alle carceri, che L’identità ha intervistato all’indomani dell’ennesimo monito del Capo dello Stato sull’emergenza carceraria.
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