ansa.it, 7 marzo 2025
L’Assessora Conti: “Andrò a conoscerli, non sono numeri”. “Il 17 marzo arriveranno alla Dozza di Bologna i primi giovani detenuti dalle carceri minorili, andrò a conoscerli e raccontare le loro storie alla città perché ci si ricordi che sono poco più che bambini con storie dolorose, non numeri senza volto. Vogliamo dare risposte perché ormai il sovraffollamento nelle carceri emiliano-romagnole non è più tollerabile. Sono strutture vecchie e inidonee per spazi e servizi in grado di garantire dignità ai detenuti”. Lo ha detto l’assessora regionale al Welfare, Isabella Conti, intervenendo in commissione per la Parità e per i diritti delle persone e Cultura dell’Assemblea legislativa.
di Niccolò Gramigni
La Nazione, 7 marzo 2025
“Fare presto”. L’ultima riunione dei capigruppo in consiglio comunale, a proposito del carcere di Sollicciano e dell’individuazione tramite bando del garante fiorentino dei detenuti, ha dato come input quello di procedere con la massima velocità possibile. Il ruolo è vacante. Sul bando pubblicato (e su cui erano arrivate candidature) è emersa la posizione dell’associazione ‘Altro diritto’ secondo cui si deve accedere alla selezione anche se non in possesso di cittadinanza italiana (come era contenuto nell’avviso).
Il Sole 24 Ore, 7 marzo 2025
Unindustria Lazio collabora con l’Agenzia per il Lavoro Orienta per formare detenuti di Rebibbia e favorire la loro reintegrazione nella società. Dal 2019 ad oggi, grazie a Unindustria Lazio, con la collaborazione scientifica dell’Agenzia per il Lavoro Orienta a valere sui Fondi Forma.temp, sono stati formati un totale di 73 detenuti di Rebibbia. Una iniziativa che nasce dalla convinzione che la sostenibilità sociale sia diventata un elemento sempre più rilevante nella strategia aziendale, poiché le imprese riconoscono l’importanza di contribuire in modo positivo alla società e alla comunità in cui operano, oltre a perseguire il proprio sviluppo competitivo. L’adozione di pratiche socialmente responsabili - spiega Unindustria - può avere un impatto positivo sulla reputazione e la relazione con clienti e stakeholder contribuendo a creare un ambiente più sostenibile a lungo termine per le imprese stesse.
di Carla Reschia
linkiesta.it, 7 marzo 2025
Una cooperativa milanese nata nel 2004 per offrire servizi di catering e al tempo stesso favorire il reinserimento lavorativo dei detenuti gestisce anche un’attività ristorativa, interna al carcere e aperta a tutti, dove i lavoratori possono ottenere il diploma di istituto alberghiero
triesteatletica.com, 7 marzo 2025
Si è svolto ieri pomeriggio il primo incontro del progetto “Mai soli” presso la Casa Circondariale Ernesto Mari di Trieste. Il programma ha visto la partecipazione di 18 detenuti, che hanno avuto l’opportunità di conoscere nel dettaglio il percorso di formazione teorica e pratica che li accompagnerà nelle prossime settimane. “Mai soli”, ideato dall’Asd Trieste Atletica Aps e sostenuto da Sport e Salute S.p.A., ha come obiettivo principale la reintegrazione sociale dei detenuti attraverso lo sport, in particolare l’atletica. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i contenuti delle 50 ore di formazione, che spazieranno dall’insegnamento delle tecniche di allenamento a livello giovanile all’organizzazione di eventi sportivi.
agensir.it, 7 marzo 2025
“Bassone quale umanità?”, questo è il titolo della mostra itinerante, pensata e realizzata da Caritas Como per raccontare la realtà della Casa circondariale di Como attraverso 8 totem, nei quali vengono affrontate le dimensioni del carcere, come salute, lavoro, rapporti con le famiglie, mondo esterno ed altri ancora. Dall’8 al 16 marzo la mostra è visitabile negli spazi della parrocchia di Como - Sant’Agata dove, mercoledì 12 marzo alle ore 18,15, verrà presentata con un incontro aperto a tutti al quale interverranno Fabrizio Rinaldi, direttore della Casa circondariale del Bassone, ed il cappellano padre Zeno.
di Simona Musco
Il Dubbio, 7 marzo 2025
Affetto da un tumore al quarto stadio, il migrante egiziano, condannato in via definitiva perché considerato uno scafista, è stato accolto a Riace. L’eurodeputato di Avs: “Domani andrò in carcere per capire come sia stato possibile non dargli cure”. Ahmed è egiziano e dal 2021, quando è approdato sulle coste calabresi in cerca di una speranza, si trova in carcere. L’accusa è quella classica: essere uno scafista, un trafficante di esseri umani. Anche se lui si è sempre professato innocente, dichiarandosi solo uno dei tanti passeggeri di una bagnarola scassata che lo ha fatto arrivare sano e salvo, chissà come, in Italia. Ahmed, però, è stato condannato in via definitiva. La sua pena terminerà tra pochi giorni, ma il suo non sarà un lieto fine. Perché in carcere ha a lungo urlato di stare male, senza essere ascoltato. E ora per lui è troppo tardi: quello che era sembrato un capriccio si è rivelato, in realtà, un tumore al pancreas al quarto stadio. A raccontarlo è Domenico Lucano, sindaco di Riace ed europarlamentare di Avs, contattato dall’ospedale per dare un’ultima speranza ad Ahmed: quella di una casa oltre le sbarre. E di affetto.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 7 marzo 2025
Il Ministero si era opposto alla sospensiva del diniego d’asilo per un cittadino del Bangladesh. Nuovo insuccesso giudiziario del ministero dell’Interno sul protocollo Italia-Albania. La Corte d’appello di Roma ne ha rigettato il reclamo contro la sospensione del diniego dell’asilo deciso dalla Commissione territoriale per uno dei 43 migranti rinchiusi a Gjader a gennaio. È un cittadino del Bangladesh che il giorno dopo lo sbarco, in applicazione della procedura accelerata di frontiera, è stato audito per la protezione. Come in tutti i casi d’oltre Adriatico il No è arrivato in meno di 24 ore per “manifesta infondatezza”.
Il Sole 24 Ore, 7 marzo 2025
Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso presentato da un gruppo di migranti a cui, dal 16 al 25 agosto del 2018, dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, fu impedito di sbarcare dalla nave Diciotti della Guardia Costiera che li aveva soccorsi in mare. Nell’istanza si chiedeva la condanna del Governo italiano a risarcire i danni non patrimoniali determinati nei profughi dalla privazione della libertà. Il collegio ha rinviato al giudice di merito la quantificazione del danno di fatto, condannando però il Governo.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 7 marzo 2025
In nome della libertà di obbedire solo alla “volontà generale”, alla Rousseau, si sono poste le basi di molti dispotismi, e tra i più sanguinari. Ma quel J.D. Vance che dal podio della presidenza applaudiva eccitato l’espulsione dall’aula del Congresso del deputato Al Green, reo di aver contestato platealmente Trump, è lo stesso che a Monaco ha rimproverato a noi europei di non tollerare la libertà di parola? E il presidente Trump, è libertario perché dà la grazia ai teppisti che in suo nome assalirono quello stesso Congresso quattro anni fa, o è autoritario perché licenzia i funzionari dell’Fbi che lo indagarono?
- La violenza del potere nudo
- Stati Uniti. Condannato a morte preferisce la fucilazione alla sedia elettrica e all’iniezione letale
- Carceri e ddl Sicurezza, gli avvocati penalisti contro il piano governativo. Ma Meloni tira dritto
- Intelligenza artificiale “cavallo di Troia” contro il sovraffollamento?
- Il Pd a Nordio: “Modello Albania per le carceri?”











