di Emilio Carelli
L’Espresso, 7 marzo 2025
La protesta all’inaugurazione dell’anno giudiziario e l’astensione dal lavoro dello scorso 27 febbraio. Giudici e pm sono uniti contro la riforma delle carriere. Parola del presidente Anm L’Associazione nazionale magistrati, che lei presiede, ha espresso ferma contrarietà al disegno di legge costituzionale in tema di separazione delle carriere, giungendo, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, ad abbandonare l’aula quando hanno preso la parola il ministro Carlo Nordio (a Napoli) o i delegati in rappresentanza del governo (negli altri distretti delle Corti d’Appello). Perché questa riforma è così pericolosa?
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 marzo 2025
Il padre fondatore del Pd critica lo sciopero dell’Anm. L’ex pm di Mani pulite: “Dov’è l’asservimento all’Esecutivo?”. Ma Bruti Liberati: “Rischio insito nel nuovo assetto”. Ormai le posizioni sul ddl costituzionale per la separazione delle carriere sono chiarissime, dopo l’incontro di mercoledì scorso tra la premier Giorgia Meloni e l’Anm. L’obiettivo del governo è chiudere la partita quanto prima, senza alcuna modifica in sede parlamentare. Tale elemento sarà anche l’oggetto della riunione di domani del “parlamentino” del sindacato delle toghe che, preso atto della chiusura di Palazzo Chigi e via Arenula, dovrà adesso intensificare la campagna comunicativa in vista del referendum, che si terrà probabilmente nella primavera 2026.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 7 marzo 2025
Intervista al vicesegretario dell’Anm: “Tutti i giudici hanno le loro idee, anche chi non ha giornali in tasca”. Stefano Celli, sostituto procuratore a Rimini, esponente di Magistratura democratica e vicesegretario dell’Anm. Durante il vostro incontro a palazzo Chigi ha mai avuto l’impressione che il governo volesse aprire un dialogo sulla riforma della giustizia? Prima dell’incontro c’è stato il tentativo di accreditare a Meloni la volontà di dialogare, con concessione di possibili modifiche gradite a quelle parti dei gruppi che ragionano e agiscono in chiave clientelare. Sorteggio temperato, magari con una platea di sorteggiati talmente ampia da consentire loro un ampio margine di manovra. Non si poteva escludere una scelta di questo genere, ma a parte le voci, non si sa bene messe in giro da chi, anche prima dello sciopero, non mi è parsa mai una proposta realmente sul tavolo.
di Francesca Schianchi
La Stampa, 7 marzo 2025
L’ex magistrato, autore di Romanzo criminale: “La riforma della giustizia è inutile e dannosa. C’è un’interpretazione della democrazia in chiave nuova, in senso sostanzialmente autoritario”. Fosse stato ancora in attività, la settimana scorsa Giancarlo De Cataldo avrebbe scioperato insieme ai colleghi magistrati. “Ho aderito idealmente”, dice. Perché anche lo sceneggiatore, scrittore, autore del libro cult Romanzo criminale, in magistratura per quarant’anni, giudica negativamente la riforma della giustizia in discussione in Parlamento: “Ha fatto il miracolo di mettere d’accordo un bravissimo procuratore come Nicola Gratteri e quelli che hanno le mie idee, non proprio identiche”. Ed è convinto che all’origine di quel testo di legge ci sia un obiettivo preciso: “Modificare la Costituzione nell’equilibrio dei poteri”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 marzo 2025
Una notte che avrebbe dovuto concludersi con un intervento di soccorso si è trasformata in una tragedia irrisolta. Igor Squeo, 33 anni, milanese, è morto dopo essere stato immobilizzato dalla polizia in circostanze ancora avvolte nel mistero. La sua vicenda, oggi al centro di un’interrogazione parlamentare del deputato Marco Grimaldi (Avs), riaccende i riflettori su pratiche di fermo che ricordano da vicino la morte di George Floyd a Minneapolis nel 2020. Un parallelo agghiacciante, tra compressioni toraciche, omissioni istituzionali e una madre in cerca di giustizia. Tutto inizia alle ore 1: 00 del 12 giugno 2022, a Milano, quando il coinquilino di Squeo, allarmato dal suo stato di agitazione, chiama la polizia.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 7 marzo 2025
L’ampia forbice entro cui si può fissare l’entità della pena pecuniaria impone la valutazione delle condizioni economiche e patrimoniali del condannato e del nucleo familiare al fine di rapportarla al suo reddito giornaliero. Il giudice che, anche in assenza di richiesta dell’imputato, decida per l’applicazione della pena pecuniaria in sostituzione di quella detentiva breve deve tener conto delle condizioni reddituali e patrimoniali della persona condannata e del suo nucleo familiare. Non può quindi decidere sull’entità della pena pecuniaria senza acquisire gli elementi che definiscono la condizione economica della persona condannata, ossia il suo reddito giornaliero. Inoltre, nel regime transitorio non poteva il giudice di appello stabilire la sostituzione in assenza di richiesta avanzata dall’imputato.
modenatoday.it, 7 marzo 2025
Si punta sul recupero dei tossicodipendenti. Lo ha annunciato l’assessora regionale al Welfare intervenendo ieri in Commissione assembleare. Un Osservatorio regionale sulle carceri che coinvolga le Camere penali, l’Ordine degli Avvocati, gli enti del Terzo settore per fare in modo che ci sia un monitoraggio continuo degli esiti delle politiche che la Regione Emilia-Romagna intende mettere in campo e delle condizioni di detenuti e operatori di polizia. Lo ha annunciato oggi l’assessora regionale al Welfare, Isabella Conti, intervenendo in Commissione per la parità e per i diritti delle persone e Cultura dell’Assemblea legislativa. Tra le misure annunciate, l’avvio di un’interlocuzione con il ministero della Giustizia per avviare un percorso con le comunità di recupero in modo che i detenuti tossicodipendenti possano essere trasferiti e curati, il potenziamento dell’assistenza sanitaria attivando un percorso di dentisti volontari all’interno del carcere, nuovi corsi di formazione, teatro, educazione. E ancora, la possibilità di individuare istituti che possano essere tutti dedicati a formazione e lavoro.
di Barbara Morra
La Stampa, 7 marzo 2025
L’associazione “Nessuno tocchi Caino”, i Garanti territoriali dei detenuti e Unione Camere penali hanno visitato le Case di reclusione in provincia. “Dopo la visita a quello di Cuneo al carcere di Fossano ci siamo rifatti gli occhi e l’anima”. Così Rita Bernardini, presidente dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” che, nei giorni scorsi, insieme ai garanti territoriali per i detenuti e l’Unione delle Camere penali, ha visitato le case di reclusione della Granda nell’ambito di un giro più vasto in tutto l’universo carcerario del Piemonte.
di Selma Chiosso
La Stampa, 7 marzo 2025
I dirigenti dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” hanno visitato la Casa di Reclusione ad Alta sicurezza. Gli avvocati Gatti e Capra della Camera penale: “I magistrati di sorveglianza incontrino i detenuti in istituto”. “La prima impressione è stata quella di un sommergibile”. “A me è sembrata una cattedrale nel deserto”. Così è sembrata la Casa di Reclusione ad Alta sicurezza di Asti visitata dai dirigenti dell’associazione Nessuno tocchi Caino. Nel loro viaggio sono stati accompagnati dagli avvocati Davide Gatti e Roberto Capra presidenti delle Camere penali di Asti e Torino e Bruno Mellano garante regionale dei detenuti. Diverse le problematiche emerse, alcune croniche come gli organici ridotti, altre nuove come il diritto all’affettività.
cremonaoggi.it, 7 marzo 2025
Cresce la preoccupazione per il carcere di Cremona, sempre più al centro di episodi di violenza. A intervenire è l’associazione Radicale Fabiano Antoniani, che fa il punto della situazione: “Di settimana in settimana la situazione in Casa Circondariale Ca’ del Ferro diventa sempre più complessa: al suicidio di un detenuto settimana scorsa (il tredicesimo da inizio anno cui si è aggiunta, a pochi giorni di distanza, una donna detenuta uccisasi nel carcere di Mantova) e alle condizioni critiche di sovraffollamento spesse volte denunciate, si è aggiunta l’aggressione a un agente di polizia penitenziaria nel pieno del servizio” commentano Nancy Pederzani, Vittoria Loffi e Vittorio Mascarini, rispettivamente presidente, segretario e tesoriere dell’associazione. “Episodi ravvicinati che vanno a segnalare il raggiungimento di un vero e proprio limite che sta mettendo a dura prova la salute psicofisica di chiunque viva la struttura detentiva quotidianamente, dal personale ai detenuti.
- Bologna. Il 17 marzo arrivano alla Dozza i detenuti dai minorili
- Firenze. Garante dei detenuti, ancora stallo sulla nomina: “Serve un nuovo bando”
- Roma. Unindustria: dal 2019 formati 73 detenuti del carcere di Rebibbia
- Milano. Progetto Bollate: la libertà di imparare un lavoro, in un ristorante
- Trieste. Nella Casa circondariale partito il progetto sportivo “Mai soli”











