di Giansandro Merli
Il Manifesto, 3 luglio 2025
Contro le relazioni dell’Ufficio della Cassazione il guardasigilli tira in ballo il Colle. Il Consiglio chiede la tutela dei magistrati. A sottoscrivere il documento promosso da Area anche i togati di Mi, la corrente di centrodestra. Se il ministro della Giustizia Carlo Nordio voleva “trascinare Mattarella in una polemica politica”, come sostiene il deputato di Italia viva Davide Faraone, ha ottenuto l’effetto opposto: scatenare l’opposizione e far schierare un organo di rilievo costituzionale, il Consiglio superiore della magistratura (Csm).
di Alice Oliverio
Il Manifesto, 3 luglio 2025
Solo martedì verrà stabilita la data del voto. E il calendario si infittisce. Va a rilento la discussione al Senato sulla riforma della giustizia: era cominciata ieri mattina dopo l’approvazione dei primi due articoli (su otto) e riprenderà stamattina dallo stesso identico punto. Il canguro - l’accorpamento degli emendamenti simili - ha funzionato fino a un certo punto e dunque l’aula, una dopo l’altra, sta votando le 1.300 modifiche proposte dalle opposizioni. La situazione non si scioglierà prima di martedì prossimo, quando è prevista una conferenza dei capigruppo che, tra le altre cose, avrà il compito di fissare un termine per il voto finale. “Per ora si va avanti senza forzature.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 luglio 2025
Nessun contingentamento dei tempi fino a martedì. Slitta dopo l’estate il secondo voto alla Camera. Un parziale disgelo tra le forze politiche è arrivato ieri sulla riforma costituzionale della separazione delle carriere. Infatti per il momento non ci sarà alcuna compressione dell’esame nell’Aula del Senato: la discussione sugli emendamenti è proseguita ieri con l’utilizzo del “canguro” per tagliare il voto sugli emendamenti, ma senza contingentamento dei tempi. Questo andrà avanti almeno fino a martedì prossimo, quando alle 13 ci sarà una nuova conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama che deciderà il calendario dei lavori e l’eventuale accorciamento dei tempi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 luglio 2025
La nota del magistrato che dirige l’ufficio inquirente di Pavia: nessuna violazione del segreto. Il ministro esclude irregolarità. Il processo mediatico sull’inchiesta Garlasco bis? Tutta colpa degli avvocati e dei giornalisti. A sostenerlo il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, attraverso una relazione messa a disposizione del ministro della Giustizia Carlo Nordio per rispondere ad una interrogazione parlamentare del capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia della Camera, Tommaso Calderone.
di Lorenza Pleuteri
giustiziami.it, 3 luglio 2025
La foto segnaletica con lei di fronte e di profilo, i dati personali, l’ultimo domicilio conosciuto, una sintesi dei fatti, l’attribuzione certa di un reato. Mancano solo la scritta wanted e la taglia. Nel far west di Facebook e di Instagram sta girando un appello indirizzato a iscritti e simpatizzanti. Un gruppo che si chiama “poliziottinoi”, pieno di immagini di persone con le divise dello Stato, ha pubblicato una sorta di avviso di ricerca della donna ritenuta responsabile di aver provocato l’incidente stradale costato la vita all’allievo vice ispettore Enzo Spagnuolo.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 3 luglio 2025
Parla Ultima Generazione: “Le strategie che adottiamo sono cambiate, non parliamo più di blocchi stradali ma di campagne di boicottaggio. Puntiamo ad arrivare almeno a 100mila persone”.
Simone Costantini, membro del movimento di ecoattivisti Ultima generazione, la crisi climatica è ormai evidente ma aumentano i provvedimenti per reprimere gli ambientalisti. In che modo siete stati colpiti?
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 3 luglio 2025
La condizione di donna che lavora non rende inammissibile l’istanza del padre detenuto se ella per occuparsi di due bambini piccoli è costretta a ridurre considerevolmente l’attività di avvocato e rischia di perdere la clientela. L’istanza di detenzione domiciliare speciale per l’assistenza e la cura dei figli non può essere rigettata de plano senza contraddittorio con il padre detenuto che la richieda assistito dal proprio difensore.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 3 luglio 2025
Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 24324 depositata oggi e segnalata per il Massimario. In caso di reati in continuazione, la pena base non può essere inferiore al minimo edittale del reato meno grave ma che tuttavia è punito più severamente nel minimo. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 24324 depositata oggi e segnalata per il Massimario, che ha accolto il ricorso del Pg della Corte di appello di Bologna.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 3 luglio 2025
La Cassazione conferma la decisione della Corte d’appello di Bari: niente estradizione in Romania per l’uomo colpevole del reato di corruzione, affetto da una grave depressione. La Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura generale contro l’ordinanza con cui la Corte d’appello di Bari aveva disposto la mancata consegna di un cittadino romeno condannato nel suo Paese per corruzione, ritenendo sussistente un rischio concreto per la sua salute psichica in caso di trasferimento. Una decisione che, pur in controtendenza rispetto al principio di fiducia reciproca tra Stati membri dell’Unione Europea, trova fondamento nella tutela del diritto alla salute come valore assoluto, sancito dall’articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dagli articoli 2 e 32 della Costituzione italiana.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 3 luglio 2025
L’ordinanza riguarda il caso di una cittadina brasiliana, espulsa a Catania il 30 maggio del 2024 nonostante avesse presentato domanda d’asilo. Non sta alle questure, né ai giudici di pace, valutare una richiesta d’asilo, qualunque sia la ragione che ha spinto lo straniero a presentarla. A chiarirlo è prima sezione civile della Cassazione, che il 30 giugno si è espressa sul ricorso di una cittadina brasiliana, espulsa nonostante la volontà di chiedere asilo. Ma l’ordinanza va ben oltre il caso singolo perché, confermano alcuni legali, “l’espulsione di chi ha espresso la volontà di chiedere protezione è una prassi diffusa”. La legale della ricorrente, Rosa Emanuela Lo Faro, dice che a Catania “avviene in continuazione”. Un abuso che nega un diritto riconosciuto da norme interne e comunitarie.
- Lombardia. Gare truccate nelle carceri: perquisizioni nel Provveditorato regionale
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