di Stefano Fassina
Il Domani, 16 febbraio 2025
Se l’unico soggetto in giro sul quale scaricare sofferenza sociale e smarrimento identitario è l’immigrazione, le destre trionferanno. La vera risposta non è soltanto nota, ma arrivata come autodenuncia: “C’è la guerra di classe, noi i ricchi la stiamo vincendo” (Warren Buffet, New York Times, 26/11/06). Il “nemico vero” dei lavoratori e delle classi medie spiaggiate sono dunque gli oligarchi della finanza, dei media, delle multinazionali. Nei giorni scorsi, grande attenzione è stata dedicata alle politiche di gestione delle immigrazioni dei governi di centrosinistra, da ultimo da Keir Starmer, premier del Regno Unito. Si è stigmatizzato l’inseguimento della destra su un’agenda regressiva. Ma è questo il punto decisivo?
di Diego Motta
Avvenire, 16 febbraio 2025
Lahat Seye, un giovane sindacalista di origini senegalesi, incontra i braccianti nelle serre e nei terreni della Piana di Albenga. “Vanno informati sui loro diritti”. Il caso dei locali affittati a più lavoratori. Nella Piana agricola di Albenga, Lahat Seye, un giovane sindacalista di origini senegalesi, sta diventando un ospite fisso. Gira a bordo della sua piccola auto e incontra i lavoratori stranieri, impegnati nelle serre e nei campi. “Quante ore lavori? Hai un contratto? Conosci i tuoi diritti?” ripete ai tanti che lo incontrano. In mano ha un pacchetto di volantini con orari, informazioni e servizi per chi voglia mettersi in regola.
di Anna Foa
La Stampa, 16 febbraio 2025
In questi tempi difficili sempre più spesso chi commette nefandezze si trincera dietro al volere divino. Dopo il fondamentalismo islamico e l’estremismo nel mondo ebraico, toccherà anche a quello cristiano? In questi tempi difficili in cui tutte le nostre certezze sembrano sgretolarsi, anche il rapporto di Dio con le armi ci appare mutato. Sempre più spesso, sulla bocca di quanti compiono le peggiori nefandezze, troviamo il richiamo alla volontà di Dio, al loro farsi meri strumenti del volere divino. Così, evidentemente, sulla bocca dei fondamentalisti islamici che uccidono civili innocenti, come è avvenuto il 7 ottobre, che decapitano vecchi archeologi, come a Palmira Khaled al-Asaad. Non parlo qui della violenza delle guerre e del terrorismo in generale, ma solo di quello che si richiama a Dio per compiersi. Quello dei fanatici, insomma.
di Massimo Nava
Corriere della Sera, 16 febbraio 2025
Con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca il diritto internazionale, in Ucraina come a Gaza, va ancora più rapidamente in soffitta, con buona pace delle anime belle. Dal giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, decine di leader occidentali, commentatori, rappresentanti della Nato, analisti di politica estera, importanti media sono stati convinti sostenitori di quella che in psicologia si definisce “profezia che si autoavvera”, ossia quei meccanismi mentali che mettiamo in atto per confermare aspettative che supponiamo si realizzino. In altre parole, se crediamo che una situazione sia reale, agiremo come se lo fosse. La palese violazione del diritto internazionale da parte della Russia e la conseguente condanna dell’invasione espressa dalla maggioranza dei Paesi rappresentati all’ONU sono state la bussola che ha ispirato tutte le decisioni e giudizi successivi: sostegno finanziario e militare a Kiev senza condizioni, sanzioni economiche e isolamento della Russia, promesse di rapida integrazione dell’Ucraina nella Ue e nella Nato, censure e rimbrotti nei confronti delle poche voci critiche, inascoltate Cassandre, spesso bollate come filorusse.
di Alessandra Muglia
Corriere della Sera, 16 febbraio 2025
Ma le ong: “Stiamo sospendendo comunque i programmi”. Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi: “È troppo rischioso spendere senza avere la certezza legale che i costi saranno riconosciuti”. Arriva una prima incoraggiante vittoria per le organizzazioni umanitarie colpite dai tagli di Musk & Trump: un giudice federale ha sospeso il blocco agli aiuti esteri americani: l’amministrazione Usa “non è riuscita a giustificare lo straordinario danno causato da questa sospensione su larga scala”, è la motivazione dell’ordinanza firmata ieri da Amir Ali, giudice distrettuale di Washington. Ali ha stabilito dunque che deve ripartire il finanziamento di tutti i contratti, le sovvenzioni e i prestiti che erano in essere prima del ritorno di Trump alla Casa Bianca.
di Elena Molinari
Avvenire, 16 febbraio 2025
Revocato il divieto all’Immigration and customs enforcement, o Ice, la polizia del dipartimento per la Sicurezza nazionale, di effettuare arresti in “luoghi sensibili” come chiese, ospedali e scuole. “L’Ice dovrà arrestare me prima di arrestare sua figlia”. Berena Cabarcas parla al telefono con una mamma, una delle tante che da due settimane chiama ripetutamente per convincerle a rimandare a scuola i loro figli. Come preside dell’International community high school (Ichs), scuola superiore pubblica che accoglie adolescenti appena arrivati negli Stati Uniti con poco inglese, Cabarcas è in prima linea nella resistenza alla stretta sull’immigrazione di Donald Trump.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 febbraio 2025
Interrogazione parlamentare di Roberto Giachetti (Italia Viva). Nel sistema penitenziario italiano, l’ordinanza sul detenuto di Parma ha riacceso il dibattito sull’affettività negata in carcere. La decisione, in linea con la sentenza della Corte costituzionale n. 10/ 2024, ha dichiarato illegittimo il divieto di colloqui intimi tra detenuti e i loro cari, riaffermando il diritto all’intimità e alla risocializzazione come elementi fondamentali della dignità umana. Nonostante la sentenza della Consulta garantisca il diritto ai colloqui intimi, oltre un anno è trascorso senza che alcun detenuto ne abbia beneficiato.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 15 febbraio 2025
In un incontro organizzato da Antigone in occasione dei 50 anni dell’Ordinamento penitenziario si è cercato di rispondere alla domanda: “Qual è il futuro del carcere in Italia?”. Massimo Parisi, direttore del Personale del Dap: “Stiamo lavorando per creare un ufficio che si occupi del lavoro penitenziario. A breve uscirà una direttiva dell’amministrazione sull’affettività negli istituti di pena, va attuata la sentenza della Corte costituzionale”. Patrizio Gonnella (Antigone): “Bisogna costruire un altro modello di carcere”. Uno sguardo sul futuro del carcere nel nostro Paese. È quello che si è cercato di immaginare durante l’incontro di chiusura della due-giorni organizzata dall’associazione Antigone, dal titolo “A 50 anni dalla approvazione dell’Ordinamento penitenziario. Passato, presente e futuro della pena in Italia”, alla Casa internazionale delle donne di Roma.
di Angela Stella
L’Unità, 15 febbraio 2025
A 50 anni dalla grande riforma penitenziaria “nessun bilancio positivo”: “laddove si applicano quei principi si parla ancora di istituti sperimentali”. Mauro Palma, già Presidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura ed ex Garante nazionale dei detenuti, è intervenuto all’evento dell’Associazione Antigone sui 50 anni dall’approvazione dell’ordinamento penitenziario.
di Osservatorio carceri Ucpi
Il Dubbio, 15 febbraio 2025
Abbiamo letto sul sito del Corriere della Sera un’intervista al Procuratore Aggiunto di Catania, Sebastiano Ardita, sui recenti arresti disposti dall’AG di Palermo, che avrebbero evidenziato l’uso indebito di telefonini in carcere. Senza entrare nel merito dell’indagine, ci preme intervenire su alcune affermazioni del magistrato. Il dottor Ardita sostiene che “col pretesto del sovraffollamento si è deciso di aprire le celle dei mafiosi, consentendo loro di controllare i penitenziari”, con un aumento di reati e suicidi. Inoltre, denuncia “circolari ministeriali e disposizioni che hanno favorito rivolte e la presenza mafiosa nelle carceri”.
- Il vitto in carcere è una galleria dell’orrore. Cibo di pessima qualità e scarsa quantità
- Una seconda chance per tutti i detenuti
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