di Rebecca De Bortoli
Corriere di Torino, 17 giugno 2025
Non accenna a diminuire il problema dei minori sottoposti a custodia in carcere. Al minorile i numeri nel 2025 confermano una crescita che è un raddoppio: nel 2023 la media era stata di 30-40, oggi siamo tra 55 e 60 ragazzi detenuti in uno spazio che dispone di 46 posti. E l’emergenza continua. Tutto questo nonostante non emerga una correlazione fra l’aumento di minori sotto custodia e quello dei reati. Da un punto di vista nazionale le denunce nei confronti dei minori sono costanti, a Torino sino al 2023 erano in diminuzione rispetto ai dati nazionali.
di Massimiliano Mingoia
Il Giorno, 17 giugno 2025
C’è tempo fino al 30 giugno. Lettera di Cgil, Mirabelli e Pirovano al sindaco a favore del sindacalista. Giungi (Pd) per l’ex direttore di San Vittore: ha fatto tanto contro il sovraffollamento e ha inventato l’Icam. Luigi Pagano o Corrado Mandreoli? L’ex direttore del carcere di San Vittore o il sindacalista con esperienze nell’Osservatorio Carcere e Territorio, nella cooperazione e nella Cgil? Chi sarà il successore di Luigi Maisto, a fine mandato, come garante dei detenuti nominato dal Comune di Milano? C’è tempo fino al 30 giugno per presentare anche altre candidature.
agrigentonotizie.it, 17 giugno 2025
Le piante si trovano all’interno dell’area del penitenziario, è un’azienda del territorio ad aver gestito le fasi di produzione. Si chiama “La Rupe” l’olio extravergine d’oliva estratto dai frutti degli alberi della casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” e raccolti dai detenuti. Si tratta del progetto di rieducazione “Viaggiare su un filo d’olio” nato dalla collaborazione tra l’istituto di pena e una nota azienda di olivicoltura del territorio. L’iniziativa è stata avviata nell’autunno scorso ed ha impiegato tre detenuti che hanno materialmente raccolto le olive che poi sono state portate in frantoio.
di Elisabetta Cassano
digitradio.it, 17 giugno 2025
È il momento di confrontarsi al Veronetta Contemporanea Festival sulla realtà del carcere o meglio su cosa fare durante ed eventualmente dopo il periodo di detenzione. A condividere le loro esperienze, successi e qualche delusione dal mondo no profit Elena Brigo (Panta Rei) e Federica Collato (Reverse), Alessandro Anderloni (attore e regista) e, a far da moderatore e soprattutto a fornire le coordinate in cui collocare esperienze alternative al chiudere le porte e dimenticarsi di chi viene privato della libertà a causa dei reati commessi, Ivan Salvadori dell’Università di Verona nel talk “Libertà vo cercando: arte, cultura e lavoro nel carcere di Montorio” svoltosi nel Polo Universitario di Santa Marta.
Ristretti Orizzonti, 17 giugno 2025
Il 18 giugno, al Circolo della Stampa di Trieste (corso Italia 13), con inizio alle ore 17.30, verrà presentato il libro: “44 Quarantaquattro 44 - la consapevolezza dei diritti in carcere”. La pubblicazione, realizzata dall’Osservatorio Internazionale sulla Legalità di Trieste (Oisl), è il risultato di un’importante ricerca, rivolta ai detenuti, in diverse carceri del Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Marche, per comprendere quale consapevolezza abbiano li detenuti in tema di diritti umani, civili, politici. Indagine indispensabile quando si persegua una visione della pena costituzionalmente orientata.
Ristretti Orizzonti, 17 giugno 2025
Dopo mesi di attesa, è uscito l’ultimo numero del notiziario realizzato dai detenuti della Casa di Reclusione di Rebibbia. È dedicato a Papa Francesco, “voce e speranza dei reclusi”, l’ultimo numero del notiziario Non Tutti Sanno realizzato dai detenuti della Casa di Reclusione di Rebibbia, egregiamente coordinati dal giornalista Roberto Monteforte. Il periodico, che esce dopo mesi per una lunga attesa del rinnovo del “nulla osta” al progetto per il 2025 da parte dell’ufficio stampa del ministero della Giustizia, dedica al pontefice la sua copertina.
di Ferdinando Boero*
Il Fatto Quotidiano, 17 giugno 2025
Il Ministero della Paura di orwelliana memoria è entrato in funzione e sono in molti ad operare al suo comando. Dobbiamo aver paura degli immigrati che stuprano le nostre donne, dei ladri che ci svaligiano l’appartamento, e degli Stati vicini che potrebbero aggredirci e soggiogarci. La soluzione del problema immigrati è semplice: barriere e deportazione. Per i ladri basta inasprire le pene e mettere l’allarme in casa. Mentre la soluzione al problema degli invasori è un tantino più complessa. Ci dobbiamo armare fino ai denti e dobbiamo cambiare i nostri arsenali.
di Paolo Borgna
Avvenire, 17 giugno 2025
Lo si chiami Ius scholae o Ius Italiae, ciò che conta del testo proposto è la sua ispirazione: il percorso educativo come prerequisito per l’integrazione. Così capiremmo anche i no al referendum. “Non ho votato per il referendum sulla cittadinanza perché voi fate tutto troppo facile, perché cinque anni sono troppo pochi, soprattutto per chi viene da culture in cui la donna è sottomessa”. Così mi diceva, all’indomani del voto, un’amica arrivata irregolarmente dall’Africa trent’anni fa per fare la badante e che qui in Italia ha studiato, si è laureata, sposata, ha avuto una figlia oggi maggiorenne, ha faticosamente acquisito la cittadinanza italiana e lavora come mediatrice culturale in un ospedale.
di Roberta d’Angelo
Avvenire, 17 giugno 2025
Il senatore del Pd: “Deluso dall’esito del referendum. Ma in una democrazia normale è il Parlamento che decide sui diritti civili, anche con maggioranze trasversali”. Non ha perso la speranza neppure dopo la sconfitta referendaria il senatore dem e presidente della commissione bicamerale sull’Immigrazione Graziano Delrio: sulla cittadinanza in Parlamento i voti ci sarebbero, se solo FI lo volesse.
di Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
Il Domani, 17 giugno 2025
La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni chiede alla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) che i Centri vengano chiusi e che non si costringano professionisti della sanità a operarvi in quanto privi delle tutele essenziali per le persone detenute e contrari all’etica professionale della cura. I Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) sono i luoghi adibiti in Italia alla detenzione amministrativa delle persone migranti considerate “irregolari”: si tratta di un istituto giuridico che prevede la privazione della libertà in nome di un illecito amministrativo e non di un reato, nel caso specifico delle persone migranti per il fatto di non avere il permesso di soggiorno in regola. La detenzione amministrativa presenta enormi criticità in materia di rispetto della dignità delle persone e dei loro diritti, incluso il diritto alla salute. La stessa World Health Organization (Who) ne ha denunciato gli effetti in quanto pratica patogena e psicopatogena.
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