di Chiara Capuani
romasette.it, 17 febbraio 2025
Lo spazio espositivo inaugurato con l’allestimento “Oltre il muro. Regina Coeli a Roma”, di Yan Pei-Ming: 27 ritratti della comunità carceraria. Il cardinale de Mendonca: “È una galleria di strada”. Abbattere metaforicamente un muro - quello che circonda il carcere romano di Regina Coeli - per portare fuori le storie dei detenuti e di tutte quelle persone, tra operatori e volontari, che vi orbitano intorno. Una “magia” resa possibile grazie all’iniziativa del dicastero per la Cultura e l’educazione, che per la realizzazione dello spazio espositivo “Conciliazione 5” ha coinvolto l’istituto penitenziario romano in un progetto artistico di unione, comunione e speranza, inserito nella preziosa cornice del Giubileo degli artisti. Sabato 15 febbraio infatti la window gallery collocata nell’omonima via che porta a piazza San Pietro è stata inaugurata con l’allestimento “Oltre il muro. Regina Coeli Roma”, dell’artista cinese Yan Pei-Ming, che ha realizzato ben 27 ritratti della comunità carceraria romana. Dipinti ad acquerello, con una tecnica unica, che spalancano le porte a una realtà spesso dimenticata.
ideawebtv.it, 17 febbraio 2025
Venerdì 21 febbraio alle ore 21,00 a calcare il palcoscenico dell’Auditorium di Marene saranno gli attori-Detenuti del Carcere di Saluzzo che, grazie alla produzione di Voci Erranti Onlus e sotto la direzione di Grazia Isoardi, racconteranno delle favole particolari. Partendo dalla storia di Cappuccetto Rosso, conosciuta da tutti, gli attori ci faranno entrare nell’antica necessità di fabulare, arte che trasforma la meraviglia in parola e la parola in nuove meraviglie.
di Paolo Di Stefano
Corriere della Sera, 17 febbraio 2025
I nostri governanti usano la lingua come un’arma d’offesa, d’intimidazione, di paura. Sono vocaboli che appartengono all’area semantica del bullismo. Ma non avremmo mai pensato che si allargasse allo spazio politico. Ci sono parole che seguono il cambiamento del mondo, ci sono parole che lo provocano. I nostri governanti usano la lingua come un’arma d’offesa, d’intimidazione, di paura. È sempre accaduto? D’accordo, ma da un po’ di tempo il fenomeno, tipico dei regimi totalitari, è diventato massiccio anche nelle cosiddette democrazie. È il trionfo della parola non argomentata ma smisurata, studiata per essere fuori controllo e dunque per farsi minacciosa.
di Jacopo Fo*
Il Fatto Quotidiano, 17 febbraio 2025
Odiare provoca un eccesso di cortisolo, norepinefrina e altri ormoni dello stress. Il che non fa bene alla salute. Ma questo sovraccarico influenza la mente e tende a focalizzarsi sulle esperienze negative; poi le esperienze belle e buone non le vedi proprio! Molte ricerche ci dicono che questo stato incentiva pensieri ed emozioni negativi: pessimismo, amarezza, ansia, paura. Così una persona ammalata di odio non se ne rende conto. È convinta di non odiare in modo sistematico e si considera una persona giusta che semplicemente non sopporta la stupidità, la scorrettezza, le ingiustizie.
di Simone Alliva
Il Domani, 17 febbraio 2025
La chiamano “Educazione alle relazioni”. In un tempo in cui chi “educa al rispetto” nelle scuole viene messo alla porta, chi “educa alle differenze” tacciato di voler promuovere una presunta ideologia del gender, il comune di Roma sceglie la strada delle relazioni tra esseri umani per promuovere un bando di 420mila euro per finanziare progetti di educazione affettiva nelle scuole medie della capitale. “Non è vero che le nuove generazioni si sono “perse”. Siamo noi adulti ad aver trasmesso loro un concetto di relazione fatta di disparità e di potere”, spiega Elisa Ercoli, presidente dell’associazione Differenza donna, da trent’anni al fianco delle donne vittime di violenza.
di Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano, 17 febbraio 2025
“Sono persone che si trovano isolate all’improvviso. In aumento i giovani, anche a causa del Fentanyl”. Le cause dei decessi riflettono una condizione di estrema vulnerabilità, in cui fattori personali, sociali e ambientali si intrecciano aggravando situazioni spesso già precarie. La presidente della Federazione: “Il governo non sembra interessato a dialogare su questo tema”. L’hanno definita la “strage invisibile”. Stiamo parlando dei 434 senza fissa dimora deceduti lo scorso anno. Il dato arriva dal rapporto 2024, pubblicato in questi giorni dall’osservatorio della Federazione italiana organismi per le persone senza dimora. Una fotografia che da anni non cambia. Anzi. Dal 2020 - inizio di questo monitoraggio - si assiste ad una lenta e costante crescita del numero dei decessi delle persone che vivono per strada. Nel 2023 erano 415 e nel 2022 si registravano 399 persone morte. Gli sforzi fatti dalle associazioni che si occupano di clochard sembrano vani e “il governo - ci dice Cristina Avonto presidente della Federazione italiana organismi per le persone senza fissa dimora - non sembra essere interessato a dialogare con il Terzo Settore su questo tema”.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 17 febbraio 2025
Vincere le elezioni non autorizza a ignorare la legge nazionale e il diritto internazionale; a punire i giudici o i giornalisti; a ignorare la scienza. Tagliare fuori l’Europa dai negoziati sull’Ucraina è un insulto alla Nato. Premiare l’aggressione di Putin significa concedere alla Russia il ruolo di potenza dominante sul continente. Un fratello e una sorella abitano insieme nella vecchia dimora di famiglia. Una vita tranquilla e abitudinaria. Un giorno sentono strani rumori provenire da una stanza della casa. Decidono di ignorarli. In fondo, di quella stanza possono fare a meno. Ma i rumori aumentano, si spostano anche in un’altra stanza. Poi in un’altra ancora. Alla fine i fratelli abbandonano la casa, terrorizzati, senza capire cos’è accaduto.
di Beatrice Biliato*
altreconomia.it, 17 febbraio 2025
Il procuratore capo della Cpi Karim Khan ha richiesto a fine gennaio un mandato di arresto per i leader dei Talebani, accusati di aver commesso il crimine contro l’umanità di persecuzione di genere. Un atto importante per le donne perseguitate e per certi versi inedito ma che per essere efficace richiede che i Paesi occidentali e i firmatari dello Statuto di Roma rinnovino il sostegno alla Corte. Il 23 gennaio 2025 il procuratore capo della Corte penale internazionale (Cpi) Karim Khan ha lanciato un forte atto d’accusa nei confronti dei Talebani: ha richiesto l’arresto del leader supremo, Mullah Hibatullah Akhundzada, e per il suo giudice capo, Abdul Hakim Haqqani, perché ritenuti responsabili del crimine contro l’umanità di persecuzione di genere. La documentata accusa sta in due lunghi e dettagliati documenti che danno il quadro dei crimini commessi dai Talebani in questi ultimi tre anni e mezzo e del ruolo diretto dei due accusati nell’architettare e sostenere la sistematica violazione dei diritti delle donne e delle persone Lgbtqi+, persecuzione commessa almeno dal 15 agosto 2021 e fino a oggi in tutto il territorio dell’Afghanistan.
di Franco Giubilei
La Stampa, 16 febbraio 2025
Ventimila persone potrebbero uscire dagli istituti, ma le pratiche sono al palo. Sovraffollamento e strutture inadeguate. In un giorno altri due suicidi in cella. Nel giorno in cui il bollettino dei suicidi in carcere registra un nuovo, drammatico balzo in avanti - due vittime in 12 ore a Firenze e Prato, già 12 i morti da inizio anno - il collegio del Garante dei detenuti rivela che il sovraffollamento, forse la causa principale di disagio dietro le sbarre, potrebbe essere ridotto drasticamente. Certo, ci sarebbe una serie di condizioni da rispettare: la macchina burocratico-giudiziaria, innanzitutto, dovrebbe funzionare molto meglio.
di Antonio Ferrero
La Stampa, 16 febbraio 2025
Ammetto il mio scetticismo ma un convegno infrasettimanale sul problema della salute in carcere non credevo avrebbe suscitato grande interesse: viviamo un’epoca di radicalizzazione delle posizioni ideologiche e di rinnovato sospetto verso la diversità e le sofferenze di chi sta in carcere sono per lo più ignorate se non, nemmeno troppo velatamente, ritenute meritate. Pertanto constatare che la sala polivalente CDT di Cuneo ieri era gremita per il convegno “Salute in carcere: un diritto negato?” mi ha piacevolmente sorpreso.











