ansa.it, 17 giugno 2025
Brunetta: “Oltre il 70% di recidiva, dato allarmante. Colmare divario con legame tra carcere, impresa, formazione”. “Da economista, osservo i dati. Perché i numeri non mentono: ci dicono dove siamo e quanto c’è ancora da fare. Nel 2023, quando il Cnel ha scelto di ‘investire’ in questa iniziativa, la baseline, il punto di partenza, era chiara: oltre il 70% dei detenuti ha al massimo la licenza media; il 6% è analfabeta o privo di qualsiasi titolo di studio; solo l’1% è laureato. Spendiamo ogni anno 3,5 miliardi di euro per il sistema penitenziario, ma il risultato è un dato allarmante: oltre il 70% di recidiva”.
di Flavia Perina
La Stampa, 17 giugno 2025
Fa una certa impressione leggere i calcoli dell’intelligenza artificiale sul portato delle modifiche al codice penale introdotte dal governo di centrodestra: a parità di reati, circostanze, condanne, oltre quattrocento anni di carcere in più rispetto all’epoca pre-meloniana. E magari il conto è arrotondato per eccesso, magari gli anni sono “solo” trecento in più, e tuttavia i numeri risultano comunque enormi. L’Alfa e l’Omega di questo tipo di interventismo sono il primo decreto Rave, quello che puniva i raduni musicali privi di autorizzazione con galera fino a sei anni, e il decreto sicurezza di qualche giorno fa, quello che consente di tenere in carcere le detenute incinte (ma introduce anche moltissimi nuovi reati).
di Giorgio Spangher*
Il Dubbio, 17 giugno 2025
La centralità del dibattimento si è progressivamente indebolita, mentre i poteri di pm e polizia giudiziaria si sono rafforzati, spesso in nome della lotta alla criminalità organizzata o a nuove insicurezze sociali. Il passaggio da un modello processuale a un altro implica inevitabilmente, al di là di altre variabili minori, una ridistribuzione del potere processuale. Per convincersi di questo fatto, basti pensare dove si collocava il pubblico ministero nel sistema inquisitorio: a fianco al giudice. Addirittura nel processo pretorile, la figura del giudice accorpava dentro in sé la figura del pubblico ministero.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 17 giugno 2025
Uno studio della Statale di Milano passa in rassegna le vicende oggetto dei ricorsi alla Consulta, che ha legittimato l’abrogazione dell’abuso d’ufficio. E sottolinea “i gravi vuoti di tutela” lasciati dalla riforma del ministro. La pm che sequestra illegalmente le quote di una società per favorire un imprenditore amico. Il dirigente della Asl che nega il permesso di aprire nuovi ambulatori per evitare concorrenza a quello di suo figlio. I “baroni” universitari che aggiustano i bandi per assumere i loro protetti. Il commissario del concorso in magistratura che cerca di truccare la prova per aiutare un candidato amico.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 giugno 2025
Il 17 giugno di quarantadue anni fa i carabinieri di Roma misero le manette ai polsi a Enzo Tortora. Oggi lo ricordiamo insieme alla sua storica compagna Francesca Scopelliti.
di Paolo Persichetti
L’Unità, 17 giugno 2025
A 50 anni di distanza dalla sparatoria, procura di Torino e procura nazionale antiterrorismo hanno autorizzato il monitoraggio di Burani, legale di Azzolini, e spiato Steccanella. Per fare luce sulla sparatoria che il 5 giugno 1975 vide la morte in circostanze sospette della brigatista Margherita Cagol, e il ferimento mortale dell’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso il giorno successivo al sequestro, da parte della Brigate rosse, dell’imprenditore dello spumante Vallarino Gancia, procura di Torino e procura nazionale antiterrorismo hanno autorizzato a cinquant’anni di distanza il monitoraggio e l’intercettazione di dialoghi che riferivano il contenuto di conversazioni avute da un indagato con due avvocati.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 17 giugno 2025
C’è voluta la Suprema corte per “far sparire” dalla rete i servizi con vecchie accuse (in seguito smentite) a un immobiliarista. Nel sempre più articolato equilibrio tra diritto all’informazione e diritto all’oblio, la prima sezione civile della Cassazione segna un nuovo punto fermo, ribaltando una decisione che aveva negato la deindicizzazione di alcuni “Url”, cioè indirizzi web, da parte di un noto motore di ricerca, contenenti notizie che continuavano ad associare il nome del ricorrente a un’indagine per mafia, nonostante la sua assoluzione definitiva. Con sentenza numero 14488/ 2025, depositata il 30 maggio scorso, la Suprema corte ha cassato con rinvio, sottolineando la necessità di un bilanciamento “effettivo e ragionevole” tra il diritto alla riservatezza e la libertà di cronaca, soprattutto quando in gioco c’è la reputazione di chi è stato riconosciuto innocente.
meridionews.it, 17 giugno 2025
“La situazione delle strutture penitenziarie in Sicilia presenta un quadro complesso e, in diversi casi, allarmante”. A dirlo è l’associazione Luca Coscioni, rendendo pubbliche le relazioni redatte dalle Aziende sanitarie locali in merito alle visite effettuate negli istituti penitenziari italiani. I documenti, ottenuti grazie a un accesso civico avviato lo scorso dicembre, spiega l’associazione, costituiscono “un primo passo per fare luce sulle condizioni, spesso opache, delle carceri italiane”. Per quanto riguarda la Sicilia dall’analisi delle risposte fornite dalle Asp nell’ambito delle richieste di accesso agli atti, emergono “dati parziali, assenza di documentazione e condizioni igienico-sanitarie spesso insufficienti o appena accettabili”.
di Francesca Arcai
sassaritoday.it, 17 giugno 2025
Salute negata dietro le sbarre: in Sardegna celle sovraffollate, carenza di medici, zero ispezioni. L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni denuncia un sistema penitenziario opaco, dove il diritto alla cura resta sulla carta. Ci sono celle affollate, letti a castello incastrati nei pochi metri quadrati disponibili e infermerie con turni scoperti. Ci sono relazioni ufficiali che parlano di “rispetto degli standard”, ma poi mancano le ispezioni, i medici, gli strumenti. C’è chi ha risposto con un paragrafo e chi non ha risposto affatto. È questo il quadro che emerge in Sardegna dal monitoraggio sulla sanità penitenziaria condotto dall’Associazione Luca Coscioni, che ha ottenuto l’accesso agli atti delle Asl italiane per fare luce su un tema troppo spesso ignorato: la salute nelle carceri.
di Stefano Origone
La Repubblica, 17 giugno 2025
Entro due anni un Provveditorato regionale con sede a Genova dell’amministrazione penitenziaria, autonomo rispetto a Piemonte e Valle d’Aosta, che si occuperà concretamente dei programmi di recupero, formazione e lavoro per il reinserimento nella società del detenuto. Poi l’individuazione della nuova Casa circondariale per la provincia di Savona e l’eventuale progetto di spostamento di quello di Genova (idea lanciata dal centrodestra in campagna elettorale). Sono questi i temi principali che il sottosegretario alla Giustizia con delega ai Provveditorati e al trattamento dei detenuti, Andrea Ostellari, ha affrontato con la direttrice del carcere di Marassi, Tullia Ardito, e l’assessore alla Sicurezza della Regione Liguria, Paolo Ripamonti, nel corso della visita al carcere di Marassi.
- Torino. Situazione critica all’Ipm. “Il sovraffollamento aumenta la conflittualità”
- Milano. Garante dei detenuti. Le candidature per il dopo-Maisto: in campo Mandreoli e Pagano
- Agrigento. Al Petrusa nasce l’olio “La Rupe”, ecco il progetto di rieducazione dei detenuti
- Verona. “Libertà vo cercando”: come Dante fuori da Montorio
- Trieste. Presentazione del libro “44 quarantaquattro 44 - la consapevolezza dei diritti in carcere”









