di Ermes Antonucci
Il Foglio, 19 febbraio 2025
Bassano del Grappa in Veneto, Lucera in Puglia e Rossano in Calabria: il sottosegretario Delmastro spinge per la riapertura dei piccoli tribunali chiusi con la riforma Severino. Il “no” di magistrati e avvocati: “Inutile e dannoso”. Dopo il populismo penale (con la creazione di una marea di nuovi reati e l’innalzamento generalizzato delle pene) e quello costituzionale (con l’inserimento nella Costituzione di buoni propositi, come quelli su ambiente, sport, animali e persino le isole, privi però di attuazione pratica), eccoci arrivati al populismo della geografia giudiziaria. Il governo ha intenzione di riaprire i piccoli tribunali soppressi nel 2012 con la riforma Severino, in nome della “giustizia di prossimità”.
di Andrea Aversa
L’Unità, 19 febbraio 2025
Le dichiarazioni dell’avvocato Cimiotta dopo la sentenza che ha fatto discutere: “Attendiamo le motivazioni, pronti a impugnare la decisione del giudice”. “Ci lascia sbigottiti la pronuncia del Gup di Reggio Emilia in relazione alla derubricazione del reato di tortura in quello di abuso di autorità”, ha dichiarato l’avvocato Vito Cimiotta che sta rappresentando, costituendosi come parte civile, l’Associazione Yairaiha nell’ambito del processo sugli abusi avvenuti nel carcere di Reggio Emilia. Il procedimento si è svolto con rito abbreviato e oggi il Gup Guareschi ha condannato a pene che vanno dai 4 mesi ai due anni di reclusione i dieci agenti della polizia penitenziaria che nell’aprile 2023 si resero protagonisti del brutale pestaggio di un detenuto tunisino di 40 anni.
di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 19 febbraio 2025
Parla la cognata del carcerato vittima delle percosse: “Vorrei che il ministro Nordio intervenisse”. “Come familiare, ma soprattutto come cittadina sono delusa. La sentenza di ieri è stata una sconfitta per tutti, per noi familiari ma anche per lo Stato e vorrei che il ministro Nordio intervenisse”. È l’amaro commento della cognata del detenuto tunisino vittima di un pestaggio ad opera di agenti della polizia penitenziaria, il 3 aprile 2023 nel carcere di Reggio Emilia. Fatto per cui lunedì c’è stata la sentenza di primo grado, in abbreviato: la gup Silvia Guareschi ha riqualificato le accuse di tortura e lesioni in abuso di autorità contro detenuto e percosse aggravate, condannando i dieci imputati, ma a pene da quattro mesi a due anni, molto più basse di quelle chieste dalla Procura.
di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 19 febbraio 2025
Per il giudice non fu tortura, il legale Conti dopo la derubricazione: “Ci fu un eccesso nell’uso della forza, ma il detenuto era aggressivo”. Il Sappe: “Serve una riforma del codice penale su quel reato”. Gli agenti sono al momento sottoposti solo a una sospensione cautelare amministrativa dalla loro attività, che era stata decisa dall’articolazione ministeriale di competenza in base alla grave contestazione che era stata mossa e all’entità della pena prevista. Ma dopo la riformulazione fatta nella sentenza di primo grado dal giudice Silvia Guareschi, e le pene molto più contenuta di quelle chieste dal pubblico ministero Maria Rita Pantani, ora gli agenti potrebbero chiedere di rientrare in servizio.
avellinotoday.it, 19 febbraio 2025
Si è svolta ieri presso il Tribunale di Avellino una nuova udienza relativa al suicidio in carcere di Luigi Della Valle, il detenuto che nell’estate del 2017 si tolse la vita nella sua cella all’Istituto di Reclusione di Avellino. Il processo, che si protrae da anni, continua a essere al centro dell’attenzione per le implicazioni sulla gestione della salute mentale nelle carceri italiane. Durante l’udienza l’avvocato di parte civile, la penalista Rosaria Vietri, e il Pubblico Ministero Luigi Iglio, hanno discusso, affrontando i nodi ancora irrisolti della vicenda. La difesa del medico del carcere di Bellizzi Irpino, accusato di omicidio colposo, aveva già ribadito che il professionista ha agito secondo i protocolli previsti e che non vi sarebbero state negligenze nel trattamento di Della Valle.
di Chiara Gabrielli
Il Resto del Carlino, 19 febbraio 2025
La protesta è in programma per oggi e domani. Questa mattina iniziativa di sensibilizzazione in tribunale con l’assessora Conti. Avvocati, due giorni di astensione collettiva: la protesta è in programma per oggi e domani. Tra i motivi, i decessi nelle carceri, che continuano a crescere. Ma non solo: “Il direttivo e l’Osservatorio carcere esprimono la massima preoccupazione per l’imminente trasferimento di circa 50 giovani adulti” provenienti dagli Ipm di tutto il territorio nazionale al carcere di Bologna, “un’operazione tanto complessa quanto sciagurata” considerato “il già elevato tasso di sovraffollamento dell’istituto (170%)”.
intoscana.it, 19 febbraio 2025
La due giorni di parole, immagini e suoni dal carcere, si tiene al cinema La Compagnia di Firenze, il 26 e 27 febbraio, ad ingresso libero. In programma due matinées dedicate alle scuole, accessibili su prenotazione. È sul tema della costruzione di un canale di comunicazione tra la popolazione detenuta e la società, grazie ai percorsi culturali che quotidianamente vengono proposti da associazioni che si dedicano a questa fascia d’utenza, che si incentra l’iniziativa Visioni aperte: parole, immagini e suoni dal carcere. L’iniziativa, a cura del Coordinamento Teatro in Carcere Toscana e Lanterne Magiche - Fondazione Sistema Toscana, organizzata da Teatro Metropopolare, con il sostegno di Regione Toscana e il patrocinio del Ministero della Giustizia e del Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana, si tiene al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour 50/r) il 26 e i 27 febbraio
di Costanza Baldini
intoscana.it, 19 febbraio 2025
La regista fondatrice del Teatro Metropopolare di Prato, membro attivo del Coordinamento Regionale del Teatro in Carcere, racconta la sua esperienza e ci parla di “Visioni Aperte” le due giornate che si terranno il 26 e 27 febbraio al cinema La Compagnia di Firenze. Livia Gionfrida ha fondato nel 2006 il Teatro Metropopolare un collettivo artistico che ha scelto Prato come sede operativa, sviluppando progetti teatrali innovativi e impegnati socialmente. Dal 2008, il Teatro Metropopolare ha instaurato una collaborazione stabile con la Casa Circondariale La Dogaia di Prato, trasformando il carcere in un vero e proprio centro di ricerca teatrale e residenza artistica.
di Isabella De Silvestro
Il Domani, 19 febbraio 2025
Ascoltatrici e ascoltatori, insegnanti, ex detenute e detenuti, associazioni che operano dentro gli istituti penitenziari. Le reazioni e i riscontri ricevuti dopo la pubblicazione del podcast di Domani, prodotto da Emons Record e sostenuto dai lettori e dalle lettrici. “Mi sento il prodotto di quei 19 anni: malata, isolata, depressa, e per certi versi disadattata alla vita comunitaria”, racconta Teresa. Dall’uscita di Gattabuia, il podcast di Domani prodotto da Emons Record sulla vita quotidiana nelle carceri italiane, molte sono state le reazioni e i riscontri ricevuti. Non solo da parte delle ascoltatrici e degli ascoltatori che si sono avvicinati a questa inchiesta con la curiosità di conoscere un mondo distante, sigillato e spaventoso qual è il carcere, di cui comunemente si sa poco, ma anche da parte di insegnanti che hanno fatto ascoltare il podcast ai propri alunni, di circoli culturali che chiedono di organizzare dibattiti e presentazioni, di associazioni che operano negli istituti penitenziari e ne hanno discusso con i detenuti, di radio ed emittenti televisive che mi hanno invitata ad intervenire per discuterne.
di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 19 febbraio 2025
All’interno del sistema penale italiano, la messa alla prova, introdotta dalla legge 67/2014, può essere considerata come un caleidoscopio attraverso il quale leggere le contraddizioni che attraversano le questioni inerenti alla penalità. Si tratta di una misura di comunità ricalcata sull’omonimo istituto della giustizia minorile, che riguarda, al momento, circa 27.000 persone, di solito imputate per reati minori: guida in stato di ebbrezza, violazione delle leggi sugli stupefacenti, oltraggio a pubblico ufficiale. La durata prevista ricade in un arco temporale tra i due mesi e i due anni. Si tratta di un provvedimento carico di ambiguità, così come emerge nel podcast in 4 puntate Storia di L., realizzato dalla Società della Ragione, che narra la vicenda di uno dei beneficiari, preso in carico dalla Società stessa.
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