di Mario Di Vito
Il Manifesto, 21 febbraio 2025
La vicenda. Dopo la visita di una delegazione dem all’anarchico arrivarono gli assurdi teoremi di Fdi. Chi sta al 41 bis ha la “dama di compagnia”. È questo il nomignolo che gli ospiti della sezione più dura delle galere danno alla persona con cui trascorrono l’ora di socialità. Per forza di cose si tratta sempre di detenuti nelle stesse condizioni, cioè a loro volta al 41 bis, dunque a stragrande maggioranza condannati per mafia. Già perché dei circa 750 ristretti sotto questo regime, ci sono solo appartenenti ai clan, a parte i tre neobrigatisti d’inizio millennio mai pentiti né dissociati. E l’anarchico Alfredo Cospito, le cui “dame di compagnia” sono state, tra gli altri, il boss della ‘ndrangheta Francesco Presta e il camorrista Francesco Di Maio. Sono le conversazioni avute con loro ad essere finite nei documenti citati da Donzelli alla Camera il 31 gennaio del 2023.
di Fabio Anselmo*
Il Domani, 21 febbraio 2025
A differenza di quelle usate dalla magistratura delle indagini, che sono nel mirino del governo Meloni, lo stesso esecutivo sembra del tutto indifferente (e silente) sul caso dello spyware Graphite di Paragon. Pochi sanno, però, che esiste un articolato e complesso mondo di intercettazioni che possono ben essere definite “di governo”. Il caso dello spyware Graphite, prodotto dalla società israeliana Paragon e usato per intercettare illegalmente giornalisti e attivisti delle ong, ha riportato al centro il tema delle intercettazioni, da sempre l’incubo della politica italiana. Ma a differenza di quelle usate dalla magistratura nelle indagini, che sono nel mirino del governo, lo stesso esecutivo sembra del tutto indifferente e silente rispetto al caso Paragon, cioè a captazioni che violano i diritti, fuori dalle regole del codice di procedura penale.
Il Sole 24 Ore, 21 febbraio 2025
La Cassazione, ordinanza n. 6984/2025, chiarisce che le sentenze di proscioglimento emesse prima della entrata in vigore della legge 9 agosto 2024, n. 114 (25 agosto) possono comunque essere appellate dal Pm anche nel caso in cui riguardino i reati indicati dall’articolo 550, co. 1 e 2, Cpp. Arriva una importante precisazione sugli effetti della cd. “Legge Nordio” del 2024 che, tra l’altro, ha limitato il potere del pubblico Ministero di proporre appello escludendolo avverso le sentenze di proscioglimento per i reati a citazione diretta davanti al tribunale in composizione monocratica (articolo 550, co. 1 e 2, c.p.p). Ebbene, per la Quinta Sezione penale, ordinanza n. 6984/2025, le sentenze di proscioglimento emesse prima del 25 agosto 2024, data di entrata in vigore della legge 9 agosto 2024, n. 114, possono comunque essere appellate dal pubblico ministero anche nel caso in cui riguardino i reati indicati dall’articolo 550, co. 1 e 2, Cpp. Non si applica, infatti, la preclusione prevista dall’articolo 593, co. 2, cod. proc. pen., come modificato dall’articolo 2, comma 1, lett. p), legge citata, posto che, in assenza di disciplina transitoria, il principio del tempus regit actum comporta l’operatività del regime impugnatorio previsto all’atto della pronunzia della sentenza, essendo quello il momento in cui sorge il diritto all’impugnazione.
ilpost.it, 21 febbraio 2025
Chi presenta un reclamo per le condizioni disumane di detenzione viene semplicemente trasferito, e le celle vengono riempite con nuovi detenuti. A partire dallo scorso autunno al tribunale di sorveglianza di Firenze, l’organo della magistratura che si occupa dei diritti delle persone detenute nelle carceri italiane, sono arrivati circa 120 reclami presentati dai detenuti del carcere di Sollicciano, noto per essere uno dei peggiori del sistema penitenziario italiano (tra le altre cose, il carcere è da mesi senza direttore e rischia di restarlo ancora a lungo). Nei reclami i detenuti denunciano la violazione dei loro diritti e chiedono che vengano prese delle iniziative per migliorare le condizioni di detenzione nel carcere, che si trova nella periferia ovest di Firenze.
foggiatoday.it, 21 febbraio 2025
La richiesta è stata inoltrata alla sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, e all’Assessore alla Legalità, Giulio De Santis: “Tale figura può fare la differenza per migliorare le condizioni di chi vive e lavora in carcere e quindi, di riflesso, per la sicurezza della cittadinanza”. “La città di Foggia, nonostante abbia uno degli istituti penitenziari più complessi d’Italia, non si è ancora dotata del Garante comunale dei detenuti. È una figura indispensabile, che deve lavorare raccordandosi con le istituzioni cittadine, con l’ufficio del Garante nazionale e la rete dei Garanti locali. Può fare la differenza per migliorare le condizioni di chi vive e lavora in carcere e quindi, di riflesso, per la sicurezza della cittadinanza”. Lo sostengono a gran voce i ‘Radicali’ Norberto Guerriero e Anna Rinaldi (Associazione Mariateresa Di Lascia) e Silvja Manzi (Europa radicale), che hanno inviato una lettera aperta alla sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, per sollecitare l’istituzione del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale.
di Nicolò Vincenzi
L’Arena, 21 febbraio 2025
Il Garante dei detenuti, Don Carlo Vinco: “L’anno scorso 599 detenuti per 335 posti: in quattro si sono tolti la vita”. Suicidi, aumento della popolazione carceraria e la crescita “preoccupante” delle persone arrestate per reati di natura sessuale. La relazione annuale del garante dei detenuti di Montorio, don Carlo Vinco, tratteggia una situazione che - purtroppo - non è migliorata rispetto all’anno scorso. I detenuti nel 2024 erano 599 (630 quest’anno), nel 2023 invece 530 su 335 posti disponibili. Numeri che continuano a salire. L’andamento dell’anno, ha detto ieri pomeriggio (20 febbraio) don Vinco durante il consiglio comunale, “è stato purtroppo caratterizzato da fatti di gravi criticità che hanno portato il carcere di Montorio alla ribalta nazionale”. E cioè il numero di suicidi in cella: quattro in dodici mesi (sono stati 8 in tutto il Veneto). Tra cui un 25enne. Numero tristemente in linea con il 2023.
di Mauro Gentile
La Voce e il Tempo, 21 febbraio 2025
Può il sistema carcerario essere pensato come una famiglia in cui tutte le sue componenti - dagli agenti di custodia agli educatori, dal personale sanitario a quello amministrativo fino ai dirigenti - siano poste nelle condizioni di poter cooperare e, al meglio delle proprie capacità professionali, relazionali e in piena sicurezza, assolvere al compito assegnato loro dalla Carta costituzionale? E, nello specifico, da quell’articolo 27 con cui è disposto che (…) le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato? Un’utopia? Forse, ma certo una speranza, un’aspettativa nata con le riforme carcerarie degli anni Settanta, ma che nel tempo non ha trovato terreno fertile per concretizzarsi, anzi.
di Enzo Cheli
Corriere della Sera, 21 febbraio 2025
Sul premierato, regionalismo differenziato e sulla riforma della giustizia il quadro delle riforme costituzionali promosse dalla maggioranza sta cambiando contenuti e ritmi. Procedendo nel tempo il quadro delle riforme costituzionali o di rilievo costituzionale proposto con forza dalla maggioranza all’inizio di questa legislatura sta cambiando passo e fisionomia. Cerchiamo di rifare il punto della situazione ad oggi.
di Chiara Lalli
Il Dubbio, 21 febbraio 2025
La legge 40 sulle tecniche riproduttive ha ventuno anni. La legge si chiama “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”. È sbagliato e analfabeta pure il titolo. Ma del titolo potremmo disinteressarci se non fosse stata piena di divieti insensati, ingiusti, illegittimi. In questi anni molti di quei divieti sono stati eliminati ma il costo è stato altissimo. E il tempo perso è un tempo irrecuperabile. Nel 2005 ci sono stati quattro referendum di abrogazione parziale; il quesito di abrogazione totale non è stato ammesso dalla Corte costituzionale e il quorum non è stato raggiunto. La legge 40 è una legge perfetta per sapere come non si scrivono le leggi. Un manuale al contrario. Che significa procreazione medicalmente assistita? Che significa gamete? Surrogazione di maternità? Non ci sono le definizioni, forse era troppo faticoso. Come faccio a rispettare una legge o a eseguire un comando se non capisco bene quello che c’è scritto o quello che mi state dicendo?
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 21 febbraio 2025
L’europarlamentare Flavio Tosi: “Abbiamo convinto il Ppe a mandare avanti la petizione presentata in Ue dai produttori e dalle loro associazioni di categoria”. “In tutta Europa la produzione e la commercializzazione della canapa industriale è consentita, vietarla in Italia credo sia sbagliato e illiberale. Sono a rischio 11 mila aziende agricole associate anche a Confagricoltura, Coldiretti, Cia e Copagri. Aziende spesso guidate da under 40 e under 30, che in questi anni hanno investito soldi e creato decine di migliaia di posti di lavoro, che pagano le tasse e contribuiscono al Pil. Non stiamo parlando di sostanze stupefacenti o di spacciatori, ma di una filiera seria che lavora una materia prima secondo rigorosi canoni scientifici e nel pieno rispetto della legislazione europea, e che crea indotto economico, finanziario e fiscale” denuncia Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia, contrario a vietare la coltivazione e la vendita della canapa industriale come invece il governo Meloni ha proposto con un emendamento al Ddl sicurezza.
- Questa Europa in balia della legge del più forte
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