di Ilaria Solaini
Avvenire, 16 febbraio 2025
La denuncia di strutture fatiscenti, sovraffollate e che non permettono percorsi rieducativi. L’arcivescovo di Firenze: l’anno giubilare ci interroghi, servono azioni concrete. A distanza di poche ore un giovane detenuto, di circa 20 anni, di origine nordafricana nel carcere di Prato e un’altra persona reclusa di trent’anni circa, di nazionalità rumena nella Casa Circondariale di Sollicciano a Firenze hanno preso la terribile quanto irreversibile decisione di togliersi la vita. Il Garante regionale della Toscana, Giuseppe Fanfani di fronte agli 11 suicidi nelle carceri italiane già registrati in queste primissime settimane del 2025, ha sottolineato, ancora una volta, che “ormai le parole non bastano più. Non basta indignarsi, esprimere cordoglio, vicinanza, organizzare visite per toccare con mano la drammatica situazione di carceri fatiscenti, dove tutto sembra possibile tranne riabilitazione e una vita dignitosa. Se questo stillicidio non viene interrotto, saremo tutti complici”.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 16 febbraio 2025
L’impresa chiama, le carceri rispondono. Succede nei 9 penitenziari del Veneto, dove c’è una presenza consolidata di aziende con le loro lavorazioni. Un microcosmo fatto di molte cooperative e imprese sociali del territorio, presentato, dati e informazioni alla mano, in “Liberiamo le produzioni”, catalogo promosso dal Provveditorato regionale, Regione e Unioncamere. Come tutte le strategie win-win, l’incontro imprese-carcere funziona e dà i suoi frutti. Non si tratta “solo” di garantire prospettive di vita e di reinserimento alle persone detenute. Lavanderie, sartorie, legatorie, laboratori cosmetici, orti. Nelle carceri venete si diversifica. E diversi sono i vantaggi per le aziende: sgravi fiscali e contributivi, abbattimento dei costi di produzione - grazie alle convenzioni tra le direzioni e le imprese per la gestione degli spazi in comodato d’uso. Sono pari a zero i tassi di assenteismo, perché i detenuti-lavoratori sono e si sentono attivamente coinvolti.
di Lucia Bigozzi
La Nazione, 16 febbraio 2025
Un detenuto di 38 anni trovato senza vita ieri mattina nella sua cella. Dal Garante ai sindacati: “Adesso servono subito interventi concreti”. Un’altra morte in carcere. Ieri mattina alle 5.40 un giovane rumeno di 38 anni si è impiccato nella sua cella a Sollicciano nel reparto giudiziario. È il secondo caso dall’inizio dell’anno, dopo che nei primi giorni del 2025 si era ucciso un venticinquenne egiziano. È il secondo caso in pochissime ore dopo la morte in cella a Prato, dove un detenuto si è ucciso inalando gas da un fornellino. La lunga scia di morte ha riportato d’attualità le terribili condizioni del carcere fiorentino scatenando reazioni a tutto campo, dal garante toscano dei detenuti al vescovo, dai sindacati all’assessore al sociale del Comune. Tutti invocano finalmente azioni concrete, a partire dalla nomina di un direttore stabile, per cercare di risolvere i problemi.
di Laura Natoli
La Nazione, 16 febbraio 2025
I dirigenti scolastici delle classi in carceri: “Era nostro studente. Necessari investimenti più ampi in politiche educative”. La procura ha disposto l’autopsia sul corpo del detenuto, magrebino di 32 anni, che venerdì pomeriggio si è tolto la vita inalando il gas della bomboletta data in dotazione nelle celle per riscaldare le bevande. Si tratta del sesto suicidio che avviene dell’interno della Dogaia in poco più di un anno. “Non serve a nulla continuare a fare la conta delle cose che non vanno (la mancanza di un direttore e di un comandante, la carenza di organico, il sovraffollamento, le difficoltà strutturali). Quello che dovevamo segnalare, lo abbiamo detto in più occasioni. Quello che manca davvero è la volontà di risolvere i problemi”.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 16 febbraio 2025
La sorella di Mohamed Doubali, detenuto vittima di un’overdose di farmaci “Stava bene, non aveva motivi per togliersi la vita. Deve emergere la verità”. “Vogliamo conoscere la verità sulla causa della morte perché mio fratello non voleva morire. É entrato in carcere sulle proprie gambe e ne é uscito morto. Noi siamo sprofondati nel baratro”. Sono queste le dichiarazioni intrise di lacrime di Halima Doubali, sorella di Mohamed residente a Cesena. Parliamo del 27enne trovato cadavere in cella lo scorso tre febbraio, pare a seguito di una assunzione smodata di farmaci. Per la sua morte la procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, che vede l’iscrizione di tre sanitari del penitenziario, tra cui uno psicologo.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 16 febbraio 2025
Sono 26 i giovani detenuti, la capienza è 17: “Col decreto Caivano è cambiato tutto”. Sono sempre più critiche le condizioni del carcere minorile fiorentino Meucci. Domenica scorsa, dentro una cella dell’istituto penale in via degli Orti Oricellari c’è stato un incendio ed è stata necessaria l’evacuazione della cella. Sono intervenuti i vigili del fuoco e due giovani detenuti sono stati portati in ospedale. Un episodio piccolo che però mette in luce, ancora una volta, le varie problematiche del carcere. Prima fra tutte quella del sovraffollamento: su una capienza regolamentare di 17 detenuti, nell’istituto ci sono 26 ragazzini. Effetto del decreto Caivano, come in altre carceri minorili d’Italia, che si sono riempite da quando la norma del governo Meloni ha inasprito le pene ai danni dei minorenni e facilitato l’applicazione della custodia cautelare degli under 18, alcuni dei quali sono così finiti dietro le sbarre.
Firenze. Ordine Avvocati: “Il carcere è un’istituzione al collasso, vanno garantiti i diritti umani”
reportpistoia.com, 16 febbraio 2025
La necessità di garantire i diritti umani anche all’interno degli istituti penitenziari, la lotta contro le condizioni di violenza e degrado nelle carceri, e il fondamentale obiettivo di trasformare la pena in un’occasione di reinserimento sociale. Questi i temi centrali del convegno “Il carcere: una istituzione al collasso” svoltosi ieri a Casa Caciolle, a Firenze. L’evento, promosso dalla Fondazione per la Formazione Forense e dall’Ordine degli Avvocati di Firenze, ha visto il sostegno della Camera Penale e dell’Opera Divina Provvidenza Madonnina del Grappa.
estense.com, 16 febbraio 2025
La senatrice di Alleanza Verdi Sinistra Italiana: “Rischio che i lavori di ampliamento siano solo un palliativo all’emergenza e non risolvano il problema del sovraffollamento” I lavori di ampliamento per la costruzione di un nuovo padiglione nel carcere di via Arginone arriveranno in parlamento. A portarceli è la senatrice Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi Sinistra Italiana con un’interrogazione ai ministri Carlo Nordio (Giustizia) e Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti). Per la senatrice, infatti, la realizzazione del nuovo spazio “sottrarrà un’area per l’attività all’aperto” a cui partecipano i detenuti.
Corriere della Sera, 16 febbraio 2025
Avrebbero dovuto esibirsi davanti al Papa il 17 febbraio, in occasione del Giubileo degli Artisti. Ecco le lettere che i detenuti del reparto La Nave gli hanno scritto all’indomani del suo ricovero. “Amatissimo Santo Padre...”: comincia così una delle lettere che i detenuti del reparto La Nave di San Vittore hanno indirizzato a papa Francesco. Per settimane si erano preparati con il loro coro e tutto era pronto per la trasferta che - con una grande collaborazione della Polizia penitenziaria, delle direzioni delle carceri e dei provveditorati coinvolti - li avrebbe portati a esibirsi lunedì 17 febbraio davanti al Pontefice, in occasione del Giubileo degli Artisti a Cinecittà. Prima volta di un Papa negli studi ma anche occasione rarissima per un coro di persone detenute. La notizia del suo ricovero e dell’inevitabile annullamento dell’incontro è arrivata a San Vittore proprio al termine di quella che doveva essere la prova generale, nella tarda mattinata di venerdì 14. E loro hanno immediatamente preso carta e penna.
ferraratoday.it, 16 febbraio 2025
L’Università di Ferrara sarà la sede della prima Winter School del Dottorato di ricerca di interesse nazionale in studi per la pace. Una cinquantina di giovani dottorande e dottorandi prenderanno parte all’evento, arrivando dai diversi atenei che partecipano al Din, coordinati da La Sapienza di Roma. Oltre una settantina sono le università raccolte nella rete Runipace, con docenti e ospiti dall’Italia e da altri Paesi europei. Si tratta di un momento essenziale della didattica del dottorato, ma anche di una occasione per riflettere insieme sulla mediazione nonviolenta del conflitto umano, sulla sua genesi, sul nesso tra democrazia, imperialismo e guerra, sulle risorse e i limiti del diritto internazionale e delle istituzioni sovranazionali.
- Sicurezza e disuguaglianze, gli immigrati sono il nemico sbagliato
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