di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 7 aprile 2025
Con gli inasprimenti stabiliti dal Codice rosso, irragionevole il divieto di tagliare la pena oltre i due terzi nei casi più “lievi”. “È opportuno e, anzi, doveroso sottoporre alla Corte la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 609-octies del Codice penale nella parte in cui non prevede che, nei casi ritenuti di minore gravità, la pena possa essere dal giudice diminuita in misura non eccedente i due terzi”. Il Tribunale dei minorenni di Milano ha messo nero su bianco, in un’ordinanza di rinvio alla Consulta, i suoi dubbi in merito alla rigidità, che impedisce al giudice di ridurre la pena nel caso di violenza sessuale di gruppo di minore gravità. Un tema già affrontato in passato dalla Corte costituzionale, che aveva bollato come manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale, difendendo il maggior rigore sanzionatorio rispetto alla violenza sessuale messa in atto da una sola persona, per la lesione particolarmente grave e traumatica della sfera di autodeterminazione della libertà sessuale della vittima.
di Paola Pottino
La Repubblica, 7 aprile 2025
Si è dimesso Santi Consolo, garante regionale per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti. L’ex magistrato e capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, classe 1951, succeduto al professore Giovanni Fiandaca, è stato nominato nel 2023 fa con decreto del presidente della Regione. “Mi sono dimesso perché, alla mia età, ho altri interessi a cui voglio dedicarmi”, dice Consolo. Esprime rammarico per le dimissioni Pino Apprendi, garante dei diritti dei detenuti di Palermo: “Il dottore Consolo non mi ha mai fatto mancare la sua competenza e conoscenza in materia carceraria - dice Apprendi - ed è certamente una grave perdita per il ruolo che esercitava per i detenuti di tutta la Sicilia, soprattutto in questo momento che la politica rimane sorda e insensibile ad ogni appello; lo dimostra, infatti, proponendo uno scandaloso piano carceri dispendioso e irrispettoso della dignità delle persone. Mi dispiace tanto che si esaurisca un percorso virtuoso che avevamo intrapreso in favore di chi, per quanto colpito da un provvedimento di restrizione, non ha voce”.
di Lorenzo Zacchetti
milanotoday.it, 7 aprile 2025
Nelle carceri dell’area metropolitana convivono problemi raccapriccianti e riconosciute eccellenze riabilitative. Nel mezzo di questi estremi ci sono gli esseri umani che, a ogni età, vengono travolti da conseguenze drammaticamente ingiuste, talvolta persino più aberranti dei reati commessi. Il sovraffollamento arriva al 148%. Sulla scia di recenti casi di cronaca, torna di attualità la crisi carceraria. Per la verità, il problema è endemico: non è cambiato praticamente nulla dopo le condanne che la Cedu (Corte europea per i diritti dell’uomo) ha comminato all’Italia per le condizioni di vita a cui sottopone i detenuti.
di Maddalena Berbenni
Corriere della Sera, 7 aprile 2025
L’allarme della direttrice del carcere. Antonina D’Onofrio ha parlato all’inaugurazione della Cascina dell’Agro, il progetto della Fondazione Don Fausto Resmini. Saranno accolti ragazzi usciti dal carcere o in difficoltà: “Bisogna lavorare sulla prevenzione”. Il vento soffia su Redona. Questa mattina (6 aprile) ha accompagnato l’inaugurazione della nuova Cascina dell’Agro, dove si incrociarono i destini di due sacerdoti che hanno lasciato un segno indelebile a Bergamo, forse più fuori che dentro la Chiesa: don Roberto Pennati, che la fondò e a cui è intitolata, morto di Sla a 73 anni il 17 maggio 2019, e don Fausto Resmini, che il Covid strappò dalla “sua” comunità di Sorisole a 67 anni, il 23 marzo 2020. Entrambi preti di strada e del Patronato San Vincenzo, proprietario dell’immobile e del terreno, su cui già da tre anni sono attivi i laboratori e la parte agricola, all’imbocco della Val Seriana, in via Correnti, Bergamo. Ora ci sarà anche la casa, per l’accoglienza di un massimo di dieci ragazzi usciti dal carcere oppure dalla stessa comunità Don Lorenzo Milani di Sorisole. Il senso è dare loro l’opportunità di costruirsi un futuro. Un futuro vero.
di Anna Giorgi
Il Giorno, 7 aprile 2025
All’interno dei sottopassi ferroviari le mostre e gli eventi del Fuorisalone. Dagli arredi funzionali per i detenuti, alle idee radicali dello studio Bruther. La città cambia e Dropcity sta al passo mettendo un altro tassello al progetto di Andrea Caputo che trasformerà i sottopassi di via Sammartini (gli ex Magazzini Raccordati delle ferrovie) in un centro di architettura e design permanente. Dropcity apre 18 stalli nella settimana del Fuorisalone con le mostre “Prison Times” e “Bruther.fbx” (fino al 31 maggio) e poi installazioni, conferenze e workshop. Il tema centrale dell’esposizione, che punta ad essere più di un fuorisalone, più di luogo dedicato soltanto alla cultura del progetto, è quello delle carceri, della vita dentro i penitenziari e di come il design può interpretare anche il percorso di recupero dei condannati.
Il Resto del Carlino, 7 aprile 2025
Un rosso Conero che profuma di libertà sarà presentato oggi alla rassegna Vinitaly. Lo hanno prodotto i detenuti del carcere di Montacuto, grazie a uno dei progetti di formazione avviato con il garante delle Marche Giancarlo Giulianelli. Un altro progetto consentirà invece ai detenuti di partecipare al festival di Musicultura a Macerata, cucinando per gli ospiti e lo staff della manifestazione. “Si tratta di una attività avviata l’anno scorso - racconta il garante Giulianelli - con i detenuti, l’agronomo e la direzione del carcere, l’assessorato alla sanità e l’Amap. Abbiamo potuto usare uno spazio esterno con i detenuti formati nella cura del vigneto.
di Francesca Marmaglio
Giornale di Brescia, 7 aprile 2025
La leggerezza del corpo che danza, si muove e dimentica il peso di errori che la mente trasforma in colpe, spesso difficili da sostenere. Il tema è quello scelto per la performance di danza contemporanea “Istantanea #09” del Progetto Verziano che ha visto protagonisti detenuti e detenute del carcere bresciano e liberi cittadini soci di compagnia Lyria. Lo spettacolo, che è andato in scena sotto il portico di palazzo Loggia ieri pomeriggio, ha visto la partecipazione di 20 danzatori: “Abbiamo cominciato il progetto, che è alla sua 14esima edizione, l’ottobre scorso e finiremo il 10 giugno al cinema Eden con la proiezione del racconto di questi mesi - ha detto Giulia Gussago, direttrice artistica della compagnia Lyria e ideatrice del progetto Verziano.
di Chiara Del Zanno
rollingstone.it, 7 aprile 2025
"Volevo abbandonare il progetto, mi sembrava ridicola la rappresentazione che si faceva", ci ha detto il regista della quinta stagione Ludovico Di Martino. Che ci ha accompagnato da Antigone, l'associazione per la tutela dei diritti nel sistema penale e penitenziario: "C’è una realtà che cerca di specchiarsi nella finzione. E questa è la responsabilità della serie".
di Marta Impedovo
ilpost.it, 7 aprile 2025
Per certi aspetti la vita nel carcere minorile di Nisida è simile a quella mostrata nella serie della Rai: per altre affatto. Fuori dalle finestre dell’istituto penale minorile di Nisida il mare c’è davvero. Il carcere a cui si ispira Mare fuori, serie tv della Rai di grande successo di cui è appena uscita la quinta stagione, si trova infatti su una piccolissima isola vulcanica collegata al quartiere di Bagnoli, nella parte sud ovest di Napoli, da una sottile striscia di terra. A differenza della serie però l’istituto non è un casermone al livello del mare, ma un insieme di edifici posti sulla parte più alta dell’isola e circondati dal verde. Sono due piccoli esempi di come in Mare Fuori convivano elementi molto aderenti alla realtà di Nisida e altri completamente inventati: a volte così tanto che chi ci lavora parla di “fanta-penitenziario”.
di Chiara Sgreccia
Il Domani, 7 aprile 2025
Le associazioni, i sindacati, i movimenti studenteschi e della società civile che si oppongono al pacchetto di norme sulla sicurezza si appellano al presidente della Repubblica e all’opposizione in Parlamento per fermare “un golpe burocratico messo in atto per bypassare a democrazia”. Da disegno di legge in discussione al Parlamento a decreto avente forza di legge emanato direttamente dal governo. Così il pacchetto di norme sulla sicurezza, che dopo aver ricevuto l’ok alla Camera era bloccato in Senato da mesi, ha cambiato natura venerdì 4 aprile. Perché, “non potevamo più aspettare e era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano”, ha spiegato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
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