di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 marzo 2025
Dopo l’udienza pubblica del 25 febbraio scorso la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza storica, dichiarando incostituzionale la norma che limitava a due ore al giorno la permanenza all’aperto per i detenuti sottoposti al regime speciale di cui all’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario. La decisione segna un punto di svolta nella tutela dei diritti dei reclusi, ribadendo che nessuna restrizione può trasformarsi in un “supplizio inutile” privo di giustificazioni concrete. Ricordiamo che è stato audito l’avvocato Valerio Vianello Accorretti, del foro di Roma, difensore di Giovanni Birra, il detenuto sottoposto al regime differenziato nel supercarcere di Bancali. Grazie al suo ricorso, il magistrato di sorveglianza di Sassari ha sollevato la questione di costituzionalità, ritenendola rilevante per la violazione di articoli fondamentali della Costituzione.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 19 marzo 2025
Illegittima la norma che dimezza il diritto dei detenuti: “Non aumenta la sicurezza”. Altri due suicidi in meno di 48 ore. Domani seduta straordinaria sulle carceri alla Camera. Non lasciarli respirare è incostituzionale. Se per il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro togliere idealmente l’aria ai detenuti in regime di 41 bis è “un’intima gioia”, come dichiarò qualche tempo fa presentando la nuova auto blindata adibita al trasporto di questo tipo di reclusi, per la Corte costituzionale è invece “illegittimo” concedere loro meno di quattro ore al giorno di permanenza all’aria aperta. La Consulta lo ha stabilito con la sentenza numero 30 depositata ieri tramite la quale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 41bis, comma 2-quater, dell’Ordinamento penitenziario. Pur senza porre “in alcun modo in discussione l’impianto complessivo del regime speciale”. Una modalità di detenzione chiamata comunemente, non a caso, di “carcere duro”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 19 marzo 2025
La Cassazione, sentenza n. 7128 depositata ieri, circoscrive la portata del nuovo articolo 391-quater Cpc ai soli pregiudizi ad “un diritto di stato della persona”. Lettura restrittiva dell’articolo 391-quater Cpc introdotto dalla riforma Cartabia (Dlgs 149/2022) in materia di revocazione per conformarsi alle decisioni della Corte EDU. Per la Cassazione, sentenza n. 7128 depositata oggi, la revocazione per contrarietà alla Cedu di una sentenza passata in giudicato va esclusa quanto la domanda “abbia avuto ad oggetto già essa stessa una tutela meramente risarcitoria o, comunque, per equivalente”, e ciò anche se il diritto oggetto della sentenza “sia un diritto fondamentale della persona, ma non di stato”.
di Francesco Pesante
immediato.net, 19 marzo 2025
Il 39enne Vincenzo Pupillo di Vieste, arrestato due giorni prima per maltrattamenti, è stato trovato impiccato nella sua cella. I parenti contestano il sovraffollamento come causa e chiedono chiarezza sulla gestione della sua detenzione. La famiglia di Vincenzo Pupillo vuole la verità sul suicidio del proprio caro. Il 39enne di Vieste è stato trovato morto nelle scorse ore in una cella del carcere di Foggia, impiccato alle sbarre del bagno. Secondo il Sappe, il sindacato di Polizia penitenziaria, anche “il sovraffollamento può aver influito sulla sua decisione”. Di diverso parere i familiari dell’uomo, rappresentati dall’avvocato Antonio Merlicco: “A nostro modo di vedere il sovraffollamento ha inciso poco o nulla, nonostante fossero in sette in una cella da quattro.
di Angiola Petronio
Corriere del Veneto, 19 marzo 2025
L’uomo era tornato in cella lunedì. Gli avvocati: serve più lavoro in carcere. “Non paiono esserci particolari dubbi sulla dinamica dei fatti, purtroppo di agevole ma anche tragica constatazione, né allo stato sono emerse negligenze da parte dell’istituto di pena”. È nelle parole del procuratore capo Raffaele Tito la cronaca del secondo suicidio in meno di 48 ore nella casa circondariale di Montorio. Quel penitenziario in cui, ieri mattina, M. V. si è impiccato. Domenica era stata la volta di Alex, detenuto di 69 anni che nella cella che condivideva con altri due reclusi doveva restare fino al 2031.
La Nuova Sardegna, 19 marzo 2025
Irene Testa: “A Bancali situazione disastrosa”. La denuncia della Garante regionale dopo un sopralluogo nell’istituto penitenziario di Sassari. “Carcere sovraffollato e condizioni igieniche precarie”. Nel carcere di Sassari un detenuto di 20 anni sta portando avanti da oltre un mese lo sciopero della fame, protesta estrema per chiedere il trasferimento in un istituto più vicino alla famiglia. In questo periodo ha perso oltre 15 chili. La denuncia è di Irene Testa, garante regionale delle persone private della libertà, dopo un’ispezione, fatta nella mattinata di oggi martedì 18 marzo 2025, all’interno dell’istituto penitenziario di Bancali, a cui è seguito un resoconto allarmante: “Quattro ore di visita in una sola sezione e urla continue. Detenuti psichiatrici che parlano da soli, che gridano o che gettano acqua, cibo e detersivo nei corridoi. Tanti i detenuti stranieri che hanno chiesto di poter avere vestiti e scarpe”.
di Benedetta Centin
iltquotidiano.it, 19 marzo 2025
La difesa: “Falso”. I presunti fatti sarebbero accaduti a Spini a ottobre. Il pezzo di manico di scopa che avrebbero usato verrà analizzato dai carabinieri del Ris di Parma. Gli indagati sono stati trasferiti. Seviziato nel carcere di Spini di Gardolo dove era recluso, abusato a turno da altri tre detenuti che avrebbero usato anche un pezzo di manico di scopa. Questa l’agghiacciante denuncia fatta da un cittadino dell’Est Europa di 33 anni ad ottobre scorso, a seguito della quale era stato anche sottoposto a visita medica e aveva riportato da referto alcuni giorni di prognosi. La Procura di Trento allora aveva aperto un’inchiesta e iscritto sul registro degli indagati i tre uomini, di 33, 34 e 65 anni, anche loro dell’Est Europa, con l’ipotesi di violenza sessuale di gruppo. Tutti loro già al tempo erano stati trasferiti di penitenziario e raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere del giudice.
di Dario Crippa
Il Giorno, 19 marzo 2025
“Servono altri agenti, ma pure psicologi, psichiatri e mediatori culturali: il numero delle denunce è bassissimo. Il caso di violenza sessuale in carcere a Monza ha scoperchiato una situazione che noi denunciamo da anni e di cui nessuno vuole parlare: sono centinaia, ogni anno, i casi di violenze sessuali, sopraffazioni, umiliazioni subìte da compagni di cella nei penitenziari come negli istituti per minori. Le conseguenze per i detenuti che subiscono la violenza sono devastanti specie a livello psichico sino a suicidi e tentativi di suicidio, oltre a varie forme di autolesionismo”. A parlare è Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria, che si occupa quotidianamente di cosa avviene dentro le carceri.
di Alessandra Codeluppi
Il Resto del carlino, 19 marzo 2025
Il Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri esprime perplessità sul rientro al lavoro degli agenti. I “baschi azzurri” manterranno le qualifiche, ma non saranno più in servizio alla Pulce. Dubbi, ma anche cauta apertura. Hanno sfumature differenti le reazioni espresse da alcune parti civili di fronte alla decisione del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), che fa capo al Ministero, di reintegrare al lavoro i dieci agenti della polizia penitenziaria imputati per le condotte nel carcere di Reggio il 3 aprile 2023 verso un detenuto tunisino che le denunciò. Al termine del processo di primo grado con rito abbreviato, il reato di tortura aggravata contestato dalla Procura è stato riformulato dal giudice Silvia Guareschi in abuso di autorità contro detenuti in concorso; le lesioni sono state riqualificate in percosse ed è stato riconosciuto il falso nelle relazioni stese sull’episodio.
di Valentina Paiano
Il Resto del Carlino, 19 marzo 2025
L’imprenditore che gestisce i tre McDonald’s forlivesi ha svolto i colloqui di lavoro in carcere tramite un’associazione specializzata. Per le persone detenute in carcere, un lavoro è più di un semplice impiego: è l’inizio di una nuova vita. Offrire una seconda opportunità a chi ha commesso degli errori e si prepara a reinserirsi nella società è l’obiettivo di un’iniziativa che ha coinvolto il carcere di Forlì e i ristoranti McDonald’s della città, gestiti dall’imprenditore Andrea Zocca. Grazie alla collaborazione con l’associazione Seconda Chance, il progetto ha portato all’assunzione di due giovani detenuti, colpevoli di reati minori. L’associazione, fondata dalla giornalista del TgLa7 Flavia Filippi nel 2022, si occupa di creare collegamenti tra imprese e strutture detentive, grazie alla legge Smuraglia che consente ai datori di lavoro un credito d’imposta fino a 516 euro al mese, permettendo ai reclusi di acquisire formazione, opportunità lavorative e attività ricreative.
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