di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 20 marzo 2025
Possibili deroghe solo se emergono elementi specifici e concreti. Sulle intercettazioni limite di durata a 45 giorni. Nella notte il voto della Camera sull’approvazione definitiva del disegno di legge che, per la prima volta, introduce un limite cronologico alle operazioni di ascolto. Al tetto di 45 giorni è possibile derogare quando l’assoluta indispensabilità delle operazioni per una durata superiore è giustificata dall’emergere di elementi specifici e concreti, elementi che devono essere oggetto di espressa motivazione. Un intervento che è solo l’ultimo in ordine di tempo di una sequenza che ha visto via via introdurre misure asseritamente a tutela della privacy, freni contro gli ascolti “a strascico”, obblighi di rendicontazione economica per i pm, rafforzamento delle motivazioni sull’uso dei trojan.
di Giovanna De Minico*
Il Sole 24 Ore, 20 marzo 2025
Sembrerebbe che il Governo abbia solo espresso la sua opinione sulla sentenza della Corte di Cassazione in tema di migranti illegittimamente trattenuti. Quindi, il Governo sarebbe come un privato cittadino che parla al bar sorseggiando un caffè con un suo amico; salvo il fatto che il dissenso rispetto l’operato della Corte non è manifestato all’amico del bar, ma opportunamente diffuso a tutti i cittadini. La differenza riguarda dunque il solo ambito soggettivo dei destinatari dell’opinione governativa; o un occhio più attento coglie una più significativa distanza? Un passo indietro ci può aiutare a districare la matassa. Nel 2015 il Consultative council of european judges aveva appunto consigliato quattro cose ai governi nazionali:
di Marilia Parente
cronachesalerno.it, 20 marzo 2025
Un detenuto del carcere di Fuorni, Renato Castagno, è deceduto dopo aver accusato un forte dolore al petto e essere stato trasportato in ospedale. A riferirlo è la sua legale Avvocato Bianca De Concilio, che ha espresso profondo rammarico per non essere riuscita a fare di più per lui. Castagno, 37 anni, era entrato in carcere per scontare una pena definitiva, ma aveva già sofferto di diversi ictus e di pressione alta. La sua avvocata aveva presentato un’istanza al Magistrato di Sorveglianza per verificare la compatibilità delle sue condizioni con la detenzione, ma il decesso ha reso vano ogni tentativo. “La giustizia, anche in questo caso, si è fatta beffare dalla morte”, ha commentato la legale, sottolineando il dolore della famiglia, in particolare della figlia piccola, che nel giorno della Festa del Papà ha perso per sempre il padre.
di Silvia Pollice
Il Messaggero, 20 marzo 2025
L’episodio è accaduto un mese dopo la rivolta nel carcere San Donato, scoppiata in seguito al gesto volontario del 24enne egiziano. A meno di ventiquattro ore dall’inizio dello sciopero degli avvocati penalisti proclamato dalla Camera penale di Pescara dal 18 al 20 marzo, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema del sovraffollamento del carcere San Donato di Pescara e sulle condizioni precarie di detenuti e personale penitenziario, un altro detenuto ha tentato di togliersi la vita soffocandosi con un panino servito alla mensa. L’uomo, un 28enne italiano, è stato soccorso tempestivamente dagli agenti della casa circondariale e trasportato all’ospedale cittadino, dove è stato sottoposto alle dovute cure mediche, ma le sue condizioni sono piuttosto gravi. Attualmente, infatti, il giovane è entrato in coma dopo un arresto cardiaco ed è in prognosi riservata.
sassaritoday.it, 20 marzo 2025
Irene Testa, Garante delle persone private della libertà in Sardegna, è stata bersagliata da insulti sui social dopo la sua denuncia sulle condizioni disastrose del carcere di Bancali. Dopo la sua denuncia sulla situazione disastrosa del carcere di Bancali, Irene Testa, Garante delle persone private della libertà in Sardegna, è stata oggetto di un’ondata di insulti sui social. La sua accusa riguardava il sovraffollamento estremo, le condizioni igieniche precarie e l’abbandono delle persone detenute in uno degli istituti penitenziari più problematici dell’isola. In particolare, Testa aveva descritto le celle sovraffollate, i soffitti umidi e la presenza di detenuti psichiatrici che vivevano in condizioni insostenibili, culminando nel caso di un giovane detenuto di 20 anni, in sciopero della fame da più di un mese, che aveva perso oltre 15 kg.
piacenzasera.it, 20 marzo 2025
Alla Novate il numero dei detenuti - il 69% dei quali stranieri - è aumentato di oltre cento unità in meno di un anno. È uno dei dati sul carcere di Piacenza che emerge dal tradizionale report dell’associazione Antigone, che nel 2023 ha visitato tutti gli istituti di pena della regione, proseguendo con la sua attività di monitoraggio sulle condizioni di detenzione. Al momento della visita - avvenuta il 27 settembre 2024 - le persone detenute erano 490, di cui 16 donne (in regime di Alta sicurezza 3) e 340 stranieri (il 69% del totale), per una capienza di 416 unità. “La popolazione detenuta - viene sottolineato è aumentata di più di 100 unità in meno di un anno: gli ingressi provengono per un terzo dalla libertà e per due terzi da altri istituti, anche fuori regione: molti arriverebbero con provvedimenti disciplinari a carico. Numerosi anche i detenuti senza fissa dimora (218) e i giovani adulti (52)”.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 20 marzo 2025
Un indice di sovraffollamento preoccupante e in continua crescita, addirittura del 153 per cento per quanto riguarda il nostro carcere e un numero di morti, soprattutto di suicidi, ancora più allarmante. È il drammatico quadro che emerge nel report dell’associazione Antigone sulle carceri dell’Emilia-Romagna, basato sulle visite della stessa associazione nei 10 istituti della regione e nel carcere minorile di Bologna nel corso del 2024. Lo stesso parla poi di “strutture a volte fatiscenti, carenza di attività e di personale, maggiori chiusure delle sezioni e più isolamento”, oltre al “drammatico dato sulle morti e i suicidi in carcere”, che ha visto nove suicidi in regione nel 2024 e otto decessi dall’inizio del 2025. Antigone segnala appunto “l’indice preoccupante del sovraffollamento”, rilevando che “tra gli istituti con il tasso più alto ci sono quelli di Bologna (171%), Ferrara (162%) e Modena (153%). Per quanto riguarda la media di detenuti stranieri in regione, è del 47%, superiore a quella nazionale del 33% circa, con percentuali più alte a Piacenza (69%) e appunto al Sant’Anna che registra un 60%”.
di Pier Giorgio Ruggeri
Il Giorno, 20 marzo 2025
A processo 15 detenuti: volevano essere sottoposti al tampone per essere tranquillizzati sulle loro condizioni, visto che avevano saputo (notizia rivelatasi poi falsa) che due guardie carcerarie e un detenuto sarebbero stati positivi al coronavirus e loro temevano che il contagio si propagasse rapidamente. La sentenza attesa il 30 aprile. “Assolveteli tutti”. È la richiesta della mezza dozzina di avvocati che tra il 12 marzo e ieri nel tribunale di Cremona hanno concluso l’iter di un processo che vede alla sbarra quindici detenuti nel penitenziario di Ca’ del Ferro i quali, l’8 marzo 2020 diedero vita a una rivolta perché volevano essere sottoposti al tampone per essere tranquillizzati sulle loro condizioni, visto che avevano saputo (notizia rivelatasi poi falsa) che due guardie carcerarie e un detenuto sarebbero stati positivi al Covid e loro temevano che il contagio si propagasse rapidamente tra di loro. Sgabelli spaccati, finestre divelte, sbarre lanciate contro gli agenti, sedie in plastica e coperte date alle fiamme, un box sfondato, vetri infranti, telecamere rotte, plafoniere distrutte.
di Emilie Lara Mougenot
telenord.it, 20 marzo 2025
La struttura, realizzata in un immobile sequestrato alla criminalità, offrirà alloggio e percorsi di formazione per ex detenuti in difficoltà. Genova, inaugurata “Casa Maddalena” per il reinserimento dei detenuti senza una rete familiare. Una casa per chi esce dal carcere senza un posto dove andare, realizzata in un immobile confiscato alla criminalità, confiscato a Zappone nel 2017. È stata inaugurata oggi a Genova “Casa Maddalena”, una struttura destinata a detenuti privi di riferimenti familiari o abitativi, con l’obiettivo di agevolarne il reinserimento sociale e lavorativo. Il progetto, promosso dalla Veneranda Compagnia della Misericordia, nasce dalla collaborazione tra istituzioni, terzo settore e volontariato, dimostrando come i beni sottratti alle mafie possano essere restituiti alla collettività con finalità sociali.
di Flavio Zeni
lavitacattolica.it, 20 marzo 2025
“Frontiere e sconfinamenti. Il lavoro in carcere” è il titolo dell’incontro pubblico che si terrà giovedì 20 marzo, alle ore 18, nella Sala convegni della Fondazione Friuli in via Gemona, 1 a Udine per iniziativa del Centro culturale Enzo Piccinini. Introdurrà l’incontro l’avvocato Andrea Sandra, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale per il Comune di Udine, mentre Nicola Boscoletto, socio fondatore e presidente della Cooperativa sociale Giotto di Padova, illustrerà le attività svolte da oltre 40 anni per creare opportunità lavorative di cui hanno beneficiato migliaia di carcerati. All’incontro pubblico interverranno anche alcune persone detenute con esperienza di lavoro in carcere. Nell’occasione sarà presentato il libro “La Cooperativa sociale Giotto. Una normalità eccezionale” che, per le edizioni Il Mulino. Storie d’imprese, è stato curato dalla professoressa Vera Zamagni dell’università di Bologna.
- Venezia. I detenuti si riprendono la vita con piccoli gesti. “Volontari alle sagre per l’inclusione sociale”
- Napoli. Siti web e lavoro agli ex detenuti: “Giustizia vicino alla città”
- Pescara. “Sulla scena del crimine”: un ciclo di incontri sul carcere e il recupero dei detenuti
- Potenza. In carcere la conferenza “Tedx”: è la prima volta in Italia
- “Noi fuori - la voce dei detenuti di Rebibbia”, il nuovo libro di Suor Emma Zordan









