di Lorenzo Stasi
L’Espresso, 21 marzo 2025
Polemiche per l’assenza di Nordio. Restano i dati (drammatici) dei penitenziari in Italia: da inizio anno già 20 suicidi (nel 2024 ne erano stati 89) e un tasso d’affollamento del 132 per cento. Alla Camera dei deputati era il giorno della seduta straordinaria chiesta dalle opposizioni sulla situazione delle carceri italiane. Ma in Aula, tra i banchi del governo, le opposizioni lamentano l’assenza dei ministri. Non c’è nemmeno il Guardasigilli, Carlo Nordio (ma in extremis è arrivato il viceministro della Giustizia, il forzista Francesco Paolo Sisto). Prima delle polemiche politiche - con le forze di minoranza che hanno accusato l’esecutivo di disinteressarsi dei problemi dei penitenziari - ci sono i numeri. E parlano chiaro: “Con gli ultimi due suicidi delle scorse ore sono già 20 le persone che si sono tolte la vita in questa prima parte del 2025 in un istituto di pena - ha sottolineato il presidente dell’associazione Antigone, Patrizio Gonnella -.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 21 marzo 2025
Seduta straordinaria per parlare dei drammi dei penitenziari. Respinte le proposte della minoranza. La ricetta del governo? Più penitenziari e più misure contro le rivolte (causate dal sovraffollamento). No a indulto e liberazione anticipata speciale. Protesta delle opposizioni: “Vergogna. Dov’è il ministro?”. Si parla di carceri e i banchi della maggioranza, alla Camera, sono quasi vuoti. Una manciata di parlamentari quasi tutti distratti. Quelli del governo restano vuoti. Eccezion fatta per la sventurata sottosegretaria all’Economia Sandra Savino, costretta ad annuire quando le opposizioni le dicono che il carcere non è materia sua.
di Errico Novi
Il Dubbio, 21 marzo 2025
Dal centrodestra un no senza appello agli sconti di pena proposti da Giachetti, che amplierebbero di poco un abbuono già in vigore da quasi 12 anni. Un round va ai garantisti, un altro all’ala rigorista. Nel giro di poche ore la maggioranza offre due volti simmetrici e opposti, sul versante giudiziario: mercoledì sera il sospirato via libera alla legge Zanettin sulle intercettazioni, che ne fissa in 45 giorni il limite di durata ordinario, ieri mattina lo spettacolo poco edificante offerto dall’intero centrodestra, governo incluso, sul carcere, con l’Aula disertata o quasi nel giorno in cui le opposizioni l’avevano convocata per affrontare il dramma del sovraffollamento e la tragedia, anzi la vergogna di Stato, dei suicidi dietro le sbarre.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 marzo 2025
Opposizioni furiose nella seduta straordinaria alla Camera: l’Aula si anima solo per votare la mozione di maggioranza. L’emergenza sovraffollamento e suicidi in carcere (già venti nel 2025) continua a protrarsi nell’indifferenza della maggioranza parlamentare e del governo. Oggi era stata convocata una seduta straordinaria a Montecitorio, richiesta dalle opposizioni la scorsa settimana, ma l’Aula era semi deserta e per l’esecutivo era presente solamente Sandra Savino, sottosegretaria al Mef, estranea completamente alla questione. Solo verso la fine della discussione generale è arrivato il vice ministro Francesco Paolo Sisto, limitandosi a dare parere positivo alla mozione di centrodestra e negativo alle due di minoranza. Assente il Guardasigilli Nordio.
di Angela Stella
Il Dubbio, 21 marzo 2025
Di Nordio neppure l’ombra. Unica presente alla discussione la sottosegretaria (al Mef) Savino. All’ultimo arriva trafelato Sisto, ma solo per dare parere negativo alle mozioni di minoranza e positivo a quella della maggioranza che vuol potenziare il gruppo contro le rivolte carcerarie creato da Delmastro. “Vergogna”: è la parola che più ha riecheggiato ieri dai banchi dell’opposizione alla Camera dei deputati per stigmatizzare l’assenza della maggioranza e del Governo mentre si teneva la seduta straordinaria sul tema delle carceri. L’avevano richiesta Pd, Iv, +Europa, Av, Azione e M5S la scorsa settimana presentando anche due mozioni, tra cui una elaborata insieme a Nessuno Tocchi Caino, per fronteggiare il sovraffollamento e i suicidi dietro le sbarre. “La condizione è a dir poco drammatica - denunciava negli stessi momenti il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella. Con gli ultimi due suicidi delle scorse ore sono già 20 le persone che si sono tolte la vita in questa prima parte del 2025 in un istituto di pena. Il sovraffollamento è sempre più grave nelle carceri per adulti, con circa 16mila persone che non hanno un posto regolamentare, ed è diventato ormai strutturale anche negli Istituti penali per minorenni dove non si era mai registrato”.
di Francesco Grignetti e Francesco Malfetano
La Stampa, 21 marzo 2025
Le carceri scoppiano di detenuti, ma alla Camera regna il disinteresse: maggioranza e Nordio si presentano solo all’ultimo momento per votare il piano dello stesso ministro. Scena deprimente alla Camera: per una seduta straordinaria sulle condizioni del carcere, va in scena il disinteresse. Il ministro Carlo Nordio e la maggioranza si presentano solo all’ultimo momento per votare un loro documento. Le opposizioni si affannano a spiegare come e perché la situazione carceraria è sull’orlo del collasso, ma il “mantra” è il solito: il picco di suicidi non ha nulla a che fare con il sovraffollamento, e comunque stanno arrivando più celle. Perciò nessuna misura sfolla-carceri.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 21 marzo 2025
Rimane grave la situazione nelle carceri italiane, dove si continua a morire, per mano propria o per motivi da accertare (e che nella maggior parte dei casi non si conosceranno mai): 21 i suicidi di detenuti dall’inizio dell’anno, 49 i decessi determinati da altre cause. E muoiono detenuti giovani: l’età media delle vittime è di 43 anni. Gli ultimi due ristretti che si sono tolti la vita, martedì scorso, sono italiani: un 39enne si è impiccato nella cella dell’istituto penale di Foggia (uno dei più sovraffollati e turbolenti d’Italia) dove era entrato due giorni prima per maltrattamenti alla compagna, l’uomo aveva già provato a uccidersi in una precedente detenzione tagliandosi le vene ai polsi, e fu salvato dall’intervento degli agenti di polizia penitenziaria, i suoi familiari hanno inoltrato una denuncia per mancato controllo; nella struttura carceraria di Verona Montorio è stato un uomo di 57anni a morire per impiccagione, si tratta del secondo suicidio in due giorni nella Casa circondariale scaligera. Dietro le sbarre crescono pure le aggressioni e gli atti di autolesionismo: dal 1° gennaio ad oggi sono stati rispettivamente 149 e 361. I tentati suicidi invece, nello stesso periodo, ammontano a 63.
di Vittorio Coletti e Lorenzo Zilletti
Il Dubbio, 21 marzo 2025
I numeri sono come i fatti: testardi. E le parole servono non solo a commentarli, ma a determinarsi in conseguenza. Partiamo, dunque, dalle cifre: a fine febbraio, i reclusi nelle carceri italiane erano 62.165, rispetto a una capienza regolamentare di 51.323, ma effettiva di 46.836. Un sovrannumero di 15.329 unità. Più macabra la conta dei suicidi: 62 nel 2020; 59 nel 2021; 84 nel 2022; 68 nel 2023; 91 nel 2024; 20 da inizio 2025. Risparmiamo al lettore la descrizione dell’orrore dei luoghi, ove ad esser negata non è soltanto la libertà ma la dignità della persona, limitandoci ad osservare che nessun’altra struttura destinata ad “ospitare” esseri umani (ospedali, uffici, fabbriche, scuole, ecc.) che si trovasse in questa condizione si salverebbe dalla chiusura forzata, disposta per via amministrativa o giudiziaria. Il quadro apocalittico, sì perché è in effetti apocalittico, viene ormai routinariamente definito col termine “emergenza”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 21 marzo 2025
Assemblea straordinaria alla Camera: “Occasione persa”. Dibattito senza il ministro Nordio. La maggioranza c’è solo per il voto. “C’è un certo sentore di dileggio del Parlamento”, dice sardonica la dem Debora Serracchiani dopo quasi due ore di interventi a tutto tondo sulle carceri pronunciati nell’aula di Montecitorio dai deputati dell’opposizione davanti ai banchi di fatto vuoti del governo. “Un’occasione mancata”, come l’hanno definita in tanti, l’assemblea straordinaria - la prima nel suo genere - che la Camera ha finalmente dedicato ieri mattina all’emergenza carceri per discutere e votare due mozioni delle opposizioni (una del M5S e l’altra di Pd, Avs, Iv, +Europa e Azione) che proponevano soluzioni alternative alle inefficaci, quando non dannose, ricette governative. Se non fosse che all’ultimo momento è comparsa - distribuita tra i banchi - una mozione di maggioranza che sostanzialmente è un invito a continuare come e peggio di prima. E, naturalmente, è l’unica approvata (con 148 sì e 116 no); respinte le altre due. Il ministro Nordio - che Magi (+Europa) ha definito “commissariato dai suoi sottosegretari” - non si è fatto vedere. Ma in compenso in mattinata ha ricevuto il Garante nazionale dei detenuti Turrini Vita che gli ha espresso, tra le altre cose, “apprezzamento per il piano di pronto accrescimento degli spazi detentivi”.
di Luca Sofri
ilpost.it, 21 marzo 2025
In due anni e mezzo il ministro Nordio ha fatto più che altro tanti annunci. Da quando è in carica il governo di Giorgia Meloni, cioè da due anni e mezzo, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha spesso parlato del grave problema del sovraffollamento delle carceri italiane proponendo come soluzione soprattutto di aumentarne la capienza. In due anni e mezzo, però, di concreto è stato fatto molto poco. Nelle carceri ci sono ancora diecimila persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare, quasi sedicimila in più se si considerano anche tutte le celle inagibili per via di guasti e lavori di ristrutturazione in corso. Significa che ci sono celle con troppi letti, spazi personali ridotti, possibilità di svolgere attività ricreative o formative compromesse, e in definitiva condizioni di vita pessime o degradanti.
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