di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 23 marzo 2025
Dopo le brusche dimissioni a dicembre di Russo le funzioni del Dipartimento sono state affidate a Di Domenico (sostenuta dal ministero) ma la controfirma sul decreto di nomina ancora non arriva. Sovraffollamento e carenze del personale di sorveglianza sono i malanni cronici delle carceri italiane. I numeri sulle presenze dei detenuti oltre il consentito - dai regolamenti e dal senso di umanità - sono stabili ma rimangono dentro un’emergenza che si aggrava ogni giorno facendo crescere le tensioni dietro le sbarre. Al 28 febbraio scorso, in base ai dati forniti dal Ministero della Giustizia, erano 62.165 le persone ristrette nei 190 istituti di pena, circa 11mila in più rispetto alla capienza prevista, ma ne risultano addirittura 15mila in sovrannumero se si considerano i posti letto effettivamente disponibili.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 23 marzo 2025
Al via la gara di edilizia penitenziaria. L’annuncio del Commissario straordinario. Alla Camera, l’altro giorno, durante l’assemblea straordinaria dedicata alla cogente emergenza carceri e finita con un nulla di fatto, più di qualche deputato dell’opposizione si era chiesto che fine avesse fatto il commissario straordinario all’edilizia penitenziaria Marco Doglio, nominato il 22 settembre scorso. Ed ecco che ieri è arrivata la risposta, direttamente dal ministero della Giustizia. Con l’annuncio dell’avvio di una gara pubblica per la costruzione di “384 nuovi posti detentivi entro il 2025”, per un “importo complessivo di 32 milioni di euro”. La gara “sarà gestita da Invitalia in qualità di Centrale di Committenza”.
di Luca Bonzanni
Avvenire, 23 marzo 2025
La demografia consegna le sue criticità fino in carcere, con una “popolazione” sempre più anziana. E dunque fragile, bisognosa di cure, ma anche più isolata socialmente. È l’altra faccia della medaglia dell’emergenza penitenziaria: mentre gli istituti penali per minorenni toccano tassi d’affollamento record, e mentre sempre più giovanissimi passano dai minorili alle carceri per adulti, contemporaneamente nelle celle vivono centinaia di anziani. A fine 2024, secondo gli ultimi dati del ministero della Giustizia, le carceri italiane ospitavano 1.238 persone con più di 70 anni d’età. Un’escalation continua, anno dopo anno: nell’ultimo decennio i detenuti over 70 sono praticamente raddoppiati, visto che erano 642 alla fine del 2014.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 23 marzo 2025
La prigione, per le persone transgender, diventa una doppia punizione: da un lato la detenzione, dall’altro l’emarginazione sistemica dentro un sistema penitenziario che, pur avendo preso atto della loro esistenza, non garantisce diritti né opportunità reali. Secondo il rapporto dell’associazione Antigone, sono 69 le persone transgender attualmente detenute in Italia. Una popolazione distribuita in appena sei istituti penitenziari: Rebibbia Nuovo Complesso, Belluno, Como, Reggio Emilia, Napoli Secondigliano e, appunto, Ivrea. Strutture che hanno predisposto sezioni protette o dedicate, spesso pensate per garantire maggiore sicurezza e tutela, ma che di fatto rischiano di produrre isolamento, invisibilità e assenza di diritti.
agensir.it, 23 marzo 2025
In occasione della solennità di San Giuseppe, appena trascorsa (19 marzo), l’Associazione Prison Fellowship Italia (PFIt), in collaborazione con il Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), è ritornata nelle carceri italiane, il 20 e il 22 marzo, per celebrare la “festa del papà”. Un’iniziativa per consolidare e mantenere vivo quel legame genitoriale che non può interrompersi con la detenzione. “Molti padri reclusi, infatti, spesso si ritengono delegittimati nel loro ruolo e vivono due isolamenti: quello fisico, e quello affettivo. Ma solo mantenendo viva questa relazione, oltre ai percorsi riabilitativi della detenzione, si può ricostruire quella fiducia e quel rispetto fondamentali per volere e iniziare un vero cambiamento”, si legge in una nota.
di Francesco Bechis
Il Messaggero, 23 marzo 2025
Il Guardasigilli annuncia di voler ripristinare l’illecito disciplinare per le toghe che ledono “credibilità e decoro” della magistratura. Lo sciopero? “Inopportuno”. Magistrati schierati, che dibattono e parlano in pubblico. Fuori dai ranghi e dai denti. Magari scagliandosi contro il politico di turno su Twitter, Instagram o Facebook. Ora basta, batte i pugni il Guardasigilli Carlo Nordio. Il governo valuta un inasprimento delle sanzioni disciplinari contro le toghe “di parte”. Non sono voci di corridoio. Ma un annuncio scritto nero su bianco dal ministro della Giustizia. Che ha preso carta e penna e ha risposto a un’interrogazione parlamentare firmata da Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato.
di Luca Sablone
Il Giornale, 23 marzo 2025
Accelerare sulla riforma della giustizia, rivendicando le priorità dell’agenda del governo guidato da Giorgia Meloni, dalla separazione delle carriere alle novità sul Consiglio superiore della magistratura. È questo lo spirito che anima il convegno “La riforma della Giustizia di Forza Italia” in corso al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo, promosso dai gruppi parlamentari di Camera e Senato del partito e in collaborazione con la delegazione italiana nel gruppo Ppe al Parlamento europeo. L’obiettivo rimane lo stesso: far sì che il sogno di una giustizia efficiente, giusta e snella - da considerarsi come un diritto fondamentale per i cittadini - diventi finalmente realtà.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 23 marzo 2025
Il viceministro Francesco Paolo Sisto stringe sui passaggi parlamentari. “Confidiamo di avere entro aprile il voto del Senato”. Nessuna forzatura dei tempi, ma nemmeno pause inutili, spiega al Giornale il viceministro Francesco Paolo Sisto: il governo auspica di potere completare i quattro passaggi parlamentari della riforma costituzionale della giustizia, a partire dalla separazione delle carriere tra giudici e pm, prima dell’estate o giù di lì. In questa scia, appena il Senato avrà anch’esso dato il via libera, il testo potrà tornare alla Camera per la seconda lettura. Perché i tre mesi di pausa di riflessione previsti per le modifiche della Costituzione saranno già trascorsi, visto che Montecitorio ha dato il suo primo sì il 16 di gennaio.
di Irene Famà
La Stampa, 23 marzo 2025
Preoccupati gli investigatori e gli inquirenti: è difficile captare elementi utili nei primi 45 giorni di intercettazione. Cogliere l’attimo. Gli investigatori, con la nuova riforma sulle intercettazioni, avranno una finestra di 45 giorni per registrare le confessioni involontarie di un criminale o un assassino. Così è stabilito dalla norma voluta da Forza Italia, a firma Pierantonio Zanettin, approvata nei giorni scorsi alla Camera: l’ascolto dei sospettati da parte di pubblici ministeri e polizia giudiziaria non può durare più di un mese e mezzo. Se non di fronte ad elementi specifici e concreti che dovranno essere oggetto di espressa motivazione e che permetteranno una proroga di due settimane in due settimane. Uniche deroghe? Mafia e terrorismo. Nessuna eccezione, invece, per la corruzione, l’estorsione e l’usura, violenze e femminicidio, sequestro di persona o droga. Giusto per citarne alcuni. “Così si pone un limite agli abusi. E si tutela la privacy”, dicono i sostenitori della riforma.
di Federica Serfilippi
Corriere Adriatico, 23 marzo 2025
Luigi Esposito aveva 38 anni. Disposta l’autopsia. Le guardie lo hanno chiamato più volte per andare a ritirare una notifica, ma lui non si è mosso dal letto. I compagni di cella lo hanno sollecitato, gli sono andati vicino. Niente. Luigi Esposito è morto venerdì pomeriggio nella sua stanza del carcere di Montacuto. Sarebbe dovuto uscire nel 2027, dopo aver scontato una condanna definitiva per reati contro il patrimonio. Il dramma si è consumato nella sezione di media sicurezza della casa circondariale. A stroncare il 38enne, che prima di finire in cella viveva è San Benedetto e faceva lavori saltuari come cameriere e operaio, è stato un arresto cardiaco. Stando a quanto rilevato, aveva patologie pregresse e assumeva farmaci. Come da prassi per i decessi avvenuti in carcere, la salma del 38enne è stata portata all’obitorio dell’ospedale regionale di Torrette in vista dell’esame autoptico. L’allarme a Montacuto è partito attorno alle 17.30.
- Cagliari. Il carcere che si apre a imprese e Terzo settore, una possibilità di riscatto per i detenuti
- Ivrea (To). “Niente cibo per voi”: il carcere dice no ai pacchi del Ramadan
- Ravenna. “Giocare dentro”: un progetto educativo che per 8 anni ha fatto giocare i detenuti
- Bologna. Il 9 aprile un convegno sulla situazione dei detenuti transgender
- Rovigo. Arriva l’Ipm per il Triveneto, domani un confronto promosso dalla diocesi









