di Luigi Alfonso
Vita, 23 marzo 2025
Alla Casa circondariale di Cagliari-Uta sono numerosi i progetti che consentono una formazione mirata all’occupazione una volta scontata la pena. Con la piena collaborazione del tribunale di sorveglianza del capoluogo isolano. La storia simbolica di Moustafa, un giovane senegalese che ha trovato lavoro a Tiscali. Carceri sovraffollate e in gran parte fatiscenti, condizioni igieniche precarie, un elevato numero di detenuti (30-32%) con problemi di dipendenze e una larga percentuale con disagi psichiatrici, che andrebbero seguiti in strutture specializzate. Le falle del sistema penitenziario sono note e riguardano almeno l’80% degli istituti di pena italiani.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 23 marzo 2025
Respinta la raccolta alimentare per i detenuti musulmani. Due rifiuti dalla direttrice. Il Centro islamico: “Mai successo prima”. Ottanta detenuti senza datteri, tè e latte per il digiuno. Il garante e l’assessora Colosso avvisati, ma tutto tace. Per la prima volta dopo anni, la raccolta alimentare del Centro islamico di Ivrea per i detenuti musulmani della casa circondariale è stata respinta. Un gesto di solidarietà che si ripeteva puntualmente ogni Ramadan rischia di sparire, bloccato da una doppia porta chiusa: quella della burocrazia e quella della prudenza istituzionale. Due le richieste inoltrate dal Centro nelle scorse settimane, entrambe respinte dalla direttrice Alessia Aguglia. La prima, inviata a metà febbraio, è stata rigettata per presunti motivi legati ai tempi troppo stretti per esaminare l’autorizzazione. La seconda, inoltrata con anticipo, è stata stoppata per ragioni di sicurezza: “i prodotti non sarebbero facilmente ispezionabili”, questa la motivazione comunicata.
ravennanotizie.it, 23 marzo 2025
Mettere i detenuti attorno ad un tavolo, insegnar loro le regole e, per un paio d’ore la settimana, scoprire insieme il fascino dei giochi di società. È un’idea semplice quella che sta dietro al progetto “Giocare dentro”, ma di grande impatto formativo. È venuta qualche anno fa agli “Educatori Ludici” della Cooperativa La Pieve di Ravenna, Gabriele Mari e Christian Rivalta, abituati ad utilizzare i cosiddetti “giochi da tavolo” come strumenti ricreativi, ma anche educativi, in molti altri contesti: dalla scuola al mondo della disabilità, per creare connessione sociale attraverso lo svago.
italpress.com, 23 marzo 2025
La situazione della minoranza transgender in carcere è al centro del convegno promosso dal Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri, in programma mercoledì 9 aprile, dalle 14 alle 18, nella sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna in viale Aldo Moro 50 a Bologna. “Il transgender in carcere è soggetto a una situazione di doppia difficoltà, in quanto limitato della libertà e per la sua appartenenza a una particolare minoranza. Viene considerato di frequente parte ‘divisiva’ del sistema penitenziario e per questo servirebbe attivare percorsi personalizzati che tengano conto di questa condizione particolare e che non trascurino l’aspetto del disagio psichico che queste persone spesso manifestano”, spiega il garante Roberto Cavalieri.
agensir.it, 23 marzo 2025
“E se fosse un’opportunità?” è il titolo della serata di confronto che la diocesi di Adria-Rovigo promuove per lunedì 24 marzo, dalle 18, presso il Cinema Teatro Duomo di Rovigo nel forte desiderio di prepararsi e preparare la città ad accogliere l’arrivo in città del nuovo Istituto penale per minori (carcere minorile) per il Triveneto. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza. “Non è semplicemente un’occasione di confronto e approfondimento ma l’inizio del cammino di una rete di soggetti sensibili al tema, uniti dal desiderio di guardare al nuovo carcere minorile come un’occasione per rinnovare la capacità del nostro territorio di attivare sinergie generative”, chiarisce la diocesi.
foggiacittaaperta.it, 23 marzo 2025
È di qualche giorno fa la notizia dell’ennesimo suicidio avvenuto nelle carceri italiane. Stavolta, e non è la prima, è avvenuto nella Casa Circondariale di Foggia: la struttura, stando agli ultimi dati, risulta essere l’istituto tra quelli con il più alto tasso di sovraffollamento in Italia. È in tale preoccupante contesto che la Sezione Aiga di Foggia, unitamente ad Aiga Nazionale, all’Osservatorio Nazionale Aiga sulle Carceri e al Coordinamento Aiga Puglia, ha deciso di organizzare, proprio a Foggia, un incontro per mettere a fuoco la situazione delle carceri pugliesi. L’obiettivo è, da un lato, quello di fornire una fotografia dell’attuale stato dell’arte e dall’altro di individuare le direzioni da intraprendere, concretamente, per migliorare le condizioni di vita dei detenuti e di tutti coloro che operano all’interno delle strutture penitenziarie.
di Matilde Trippanera
radiosapienza.net, 23 marzo 2025
Venerdì 21 marzo, presso l’aula Calasso nell’Edificio di Giurisprudenza si è tenuto un altro brillante appuntamento in merito al difficoltoso rapporto tra donne detenute e libertà di religione. Ciò che ha aggiunto il “quid” in più all’evento è stata la presenza autorevole non solo di innumerevoli docenti esperti, tra cui la stessa relatrice Beatrice Serra e il preside della facoltà Oliviero Diliberto ma anche la magnifica rettrice Antonella Polimeni e il presidente della Conferenza espiscopale italiana il cardinale Matteo Maria Zuppi. Nel contesto di un incontro che ha trattato tematiche complesse e attuali, la rettrice ha sottolineato le grandi sfide della società contemporanea, mettendo in evidenza come La Sapienza abbia dato un importante contributo attivo al dibattito e alla ricerca. Un esempio concreto è rappresentato dalla creazione, nel 2021, di un polo universitario penitenziario. Queste iniziative pongono al centro una riflessione fondamentale: come la libertà religiosa possa diventare un elemento di contrasto alle disuguaglianze vissute all’interno del sistema penitenziario.
di Filippo Barbera
Il Manifesto, 23 marzo 2025
“Oggi, più che mai, sentiamo l’urgenza di impegnarci a promuovere e difendere i valori che ci hanno uniti in questi decenni: democrazia, pace, giustizia sociale e rispetto per l’ambiente”, scrivono sindaca e sindaco di Firenze e Bologna, Sara Funaro e Matteo Lepore. Una nuova “piazza per l’Europa”, chiamata a raccolta per il 6 aprile, un giorno dopo la prima data annunciata (il 5 aprile) che si sarebbe sovrapposta con la manifestazione indetta dal Movimento cinque stelle a Roma. Ma qual è la posta in gioco? Quali sono gli obiettivi strategici? Quale il significato politico? Stare in piazza, manifestare, protestare, sono anzitutto azioni che aumentano la “densità morale” delle società e che ne potenziano l’intensità e la complessità delle interazioni sociali. Si tratta di rituali che producono endorfine e quindi generano un senso di rassicurante piacere e soddisfazione in chi vi partecipa. Stare in piazza con altre persone è anzitutto una cosa piacevole. Del resto, anche la domenica del pedone può avere gli stessi effetti, così come assistere all’arrivo del giro d’Italia o partecipare a una qualche performance collettiva artistico-musicale.
di Francesca Martelli
L’Espresso, 23 marzo 2025
Tra gli articoli più controversi c’è il 31, che amplia i poteri dell’intelligence, obbligando atenei e enti pubblici a fornire dati. Il ddl Sicurezza, approvato alla Camera e ora in discussione al Senato, introduce un nuovo reato: quello di blocco stradale. Se partecipi a una manifestazione che interrompe la circolazione stradale o ferroviaria rischi fino a 2 anni di carcere (se il blocco viene commesso con più persone). È la forma di protesta scelta negli ultimi anni dagli attivisti per il clima di Ultima generazione o ad esempio dagli operai che manifestano davanti ai cancelli della fabbrica per cui lavorano, se rischia la chiusura.
di Eraldo Affinati
La Stampa, 23 marzo 2025
A scuola non contano i metodi, bensì la qualità della relazione umana che si riesce a realizzare: questa chiara consapevolezza è presente, con stili e sensibilità diverse, in tutti i grandi educatori del XX secolo, da John Dewey a don Lorenzo Milani. Purtroppo, nonostante i convegni e i proclami, anzi spesso proprio a causa di certe contrapposizioni ideologiche precostituite, se ci limitiamo a considerare i fondamenti strutturali dell’istruzione pubblica, non solo italiana, le formidabili intuizioni di Maria Montessori e Mario Lodi, Albino Bernardini e Alberto Manzi, per citarne solo alcuni, sono rimaste in gran parte non dico voci inascoltate, ma, nel migliore dei casi, irraggiungibili stelle comete capaci di brillare solo in alcuni firmamenti speciali, fuori e dentro l’istituzione, pronte a svanire oltre i grigi tetti dei ministeri intitolati al Merito dove si fanno i veri giochi.









